{"id":898,"date":"2017-09-10T21:53:43","date_gmt":"2017-09-10T19:53:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/?p=898"},"modified":"2021-09-09T22:06:24","modified_gmt":"2021-09-09T20:06:24","slug":"fenomenologia-dellabusivismo-edilizio-un-mancato-riconoscimento-di-diritti-urbani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/2017\/09\/10\/fenomenologia-dellabusivismo-edilizio-un-mancato-riconoscimento-di-diritti-urbani\/","title":{"rendered":"Fenomenologia dell&#8217;abusivismo edilizio: un mancato riconoscimento di diritti urbani"},"content":{"rendered":"<p>Mio nonno entrava nella mia stanzetta messa a soqquadro da un bambino abbastanza discolo ed esclamava: \u201cE\u2019 che \u00e8, una <strong><em>Casamicciola<\/em><\/strong>\u201d. Io intuivo ma non capivo a cosa si riferisse, mi chiedevo cosa fosse questa <strong><em>Casamicciola<\/em><\/strong>. <strong><em>Casamicciola<\/em><\/strong> dalle nostre parti fu a luogo un luogo comune del disastro da terremoto. L\u2019immaginario collettivo dei messinesi evidentemente fu molto colpito dal disastro che nel 1883 attinse la piccola cittadina ischitana, al punto da metaforizzarlo anche dopo il 1908 forse per esorcizzare la paura di un nuovo 1908, come si fa con quel male a cui non si nomina per scongiurarne la comparsa.<\/p>\n<p>Oggi Casamicciola, come Licata torna a toccare le corde dell\u2019emotivit\u00e0 collettiva, per via dell\u2019abusivismo edilizio che miete vittime: a muoiono due persone a Casamicciola per scarsa resistenza delle case \u201cabusive\u201d al regime sismico e a Licata cade un Sindaco per la scarsa resistenza delle case \u201cabusive\u201d alla democrazie. Viene sfiduciato dalla maggioranza del consiglio comunale dove alcuni suoi membri erano proprietare di case abusive che il sindaco aveva ordinato di abbattere.<\/p>\n<p>La colpa di tutto \u00e8 l\u2019abusivismo edilizio!&#8230; ma siamo sicuri?<\/p>\n<p>Lungi da me voler fare l\u2019apologia dell\u2019abusivismo edilizio, tutt\u2019altro! Anche perch\u00e9 i morti sono veri e alla responsabilit\u00e0 morale di quei morti che voglio arrivare. Dunque muovo alcune considerazioni partendo dal principio che ogni storia ha tante versioni, almeno quanti sono i protagonistici che la fanno.<\/p>\n<p>Il fenomeno dell\u2019abusivismo \u00e8 una lampante mancanza di riconoscimento di un diritto costituzionale: il diritto alla casa, la quale viene concepita dai padri costituenti come elemento essenziale per garantire lo sviluppo della persona umana ed \u00e8 sancito dall&#8217;art. 47 della Carta costituzionale e in ripetute sentenze della Consulta.<\/p>\n<p>Si tratta di un mancato diritto sul quale speculano tutti i soggetti che a vario titolo avrebbero il compito quello di garantire e riconoscere.<\/p>\n<p>A scuola s\u2019impara che il \u201cDiritto\u201d \u00e8 un complesso sistema di norme che regola la vita dei membri di una comunit\u00e0 e risponde al bisogno dei cittadini di vivere in una societ\u00e0 il pi\u00f9 possibile ordinata e tranquilla. Una struttura normativa che garantisce rapporti equi tra gli individui e sanziona chi la viola. Si sente parlare con frequenza di: \u201cdiritto penale\u201d, \u201cdiritto civile\u201d, \u201cdiritto amministrativo\u201d, \u201cdiritto tributario\u201d, \u201cdiritto del lavoro\u201d, ecc. Ormai \u00e8 all\u2019ordine del giorno persino di \u201cdiritto internazionale\u201d.\u00a0 Ma \u00e8 raro sentir parlare di \u201cDiritto Urbano\u201d, che non \u00e8 l\u2019insieme di leggi in materia urbanistico-edilizia, o in materia di edilizia antisismica o ancora in materia di tutela del paesaggio, di beni culturali, di bellezze d\u2019insieme, di tutela dei centri storici, ecc.\u00a0 Il \u201cDiritto Urbano\u201d \u00e8: \u201cIl riconoscimento pubblico ad una vita decente ad una socialit\u00e0 condivisa.\u201d<\/p>\n<p>Il \u201cDiritto Urbano\u201d consiste in quell\u2019atteggiamento progettuale e strategico che dovrebbero assumere tutti gli strumenti urbanistici.\u00a0 Considerato che nei loro contenuti ontologici ricorre spesso il verbo \u201cpre\u2013vedere\u201d, che significa appunto, vedere prima, vedere in tempo, immaginare il meglio o ancora scongiurare il peggio. Si tratta di strumenti di pianificazione che contengono quelle che tecnicamente si chiamano: \u201cprevisioni di piano\u201d. Grazie alle \u201cpre-visoni di piano\u201d, gli strumenti urbanistici possono attivare sul territorio e sulla comunit\u00e0 che lo abita processi territoriali virtuosi o processi perversi, viziati da scelte asimmetriche che discriminano alcuni settori sociali a vantaggio di altri.<\/p>\n<p>Un progetto urbano altro non \u00e8 che un programma di azioni concrete per dare forma al futuro sociale di una comunit\u00e0, secondo una determina idea, secondo un ideale; ideale che pu\u00f2 essere un ideale umanistico o l\u2019esatto suo contrario. Ogni progetto urbano fa riferimento ad una categoria di pensiero precisa sui rapporti sociali.\u00a0 Il filosofo e giurista tedesco Carl Schimitt sosteneva che \u201cNon esistono idee politiche senza uno spazio cui siano riferibili, n\u00e9 spazi o principi spaziali cui non corrispondano idee politiche\u201d. Un progetto territoriale incide in maniera determinante nella qualit\u00e0 dei rapporti sociali, sul tipo di societ\u00e0 e sulla struttura sociale del territorio. Dunque un piano regolatore pu\u00f2 essere uno strumento discriminatore. Un piano urbanistico \u00e8 per il territorio come una terapia medica per un organismo umano. Deve guarire non ammalare o nella migliore delle ipotesi limitarsi a curare, somministrando soluzioni miopi. Quando questo accade \u00e8 segno che il progetto si \u00e8 piegato ad inconfessabili fini.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ippocrate che aveva intuito benissimo l\u2019influenza dell\u2019ambiente sulla salute, fu il primo a parlare di qualit\u00e0 urbana come matrice di qualit\u00e0 della vita, difatti sosteneva: \u201c<em>alla natura dei luoghi si improntano sia l\u2019aspetto, sia le caratteristiche degli uomini. Chi voglia correttamente condurre indagini mediche, in primo luogo deve studiare i luoghi e gli influssi che questi possono esercitare su chi li abita<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Ogni Piano deve essere uno strumento di qualit\u00e0: qualit\u00e0 civile, qualit\u00e0 sociale, qualit\u00e0 ambientale, qualit\u00e0 artistica. Ogni piano dovrebbe declinare quello che Jeremy Rifkin chiama \u201c<em>finalismo ecologico<\/em>\u201d e \u201c<em>finalismo sociale<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Cos\u00ec i piani regolatori dovrebbero essere degli Strumenti Strategici che progettano diritti prima ancora di mettere vincoli e disciplinare in modo a volte arbitrario l\u2019uso dei suoli, facendo di un strumento concepito nell\u2019interesse generale un\u2019arma nell\u2019interesse di pochi singoli o di poche categorie sociali. Gli Strumenti urbanistici dovrebbero essere dei dispositivi finalizzati a garantire diritti, diritti non negoziabili come: il diritto alla mobilit\u00e0 urbana, a tutti, diritto alla salute, diritto all\u2019istruzione, diritto al lavoro, diritto alla casa, diritto alla qualit\u00e0 della vita, e perch\u00e9 non anche il diritto alla felicit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La loro attuazione deve produrre in maniera perequata ed automatica la modellazione di spazi destinate: all\u2019abitazione (residenze per tutti), al lavoro (sviluppare le vocazioni del territorio e puntare alla piena occupazione di tutti i membri della comunit\u00e0),\u00a0 alla socializzazione (centri sociali, piazze, ecc..) , al tempo libero e al riposo (parchi, giardini, ecc..), per la cura (presidi sanitari, ospedali, ecc..), alla crescita culturale (cinema , teatri, librerie, ecc..), alla facilitazione degli spostamenti (sistemi di mobilit\u00e0 e trasporto pubblico, strade, ferrovie, stazioni, ecc..).\u00a0 Sono strumenti possono favorire o inibire la distribuzione perequata delle risorse e delle opportunit\u00e0 che essi producono, come l\u2019accesso al bene casa e il conseguente riconoscimento concreto del suo diritto. Del resto le citt\u00e0 esistono da millenni in quanto luoghi di opportunit\u00e0, diritti, lavoro, benessere e confort.<\/p>\n<p>In merito al diritto alla casa, \u00e8 <strong><em>lo strumento urbanistico<\/em><\/strong> che <strong><em>stabilisce<\/em><\/strong>: <strong><em>chi potr\u00e0 accedervi<\/em><\/strong>, <em>dando la possibilit\u00e0 a tutti<\/em> (se soddisfa l\u2019intero fabbisogno abitativo nel tempo) <em>o favorendo pochi<\/em> (se viceversa il P.R.G. \u00e8 sottodimensionato e privilegia la propriet\u00e0 fondiaria. In quel caso non ci saranno alloggi per tutti); <strong><em>come potr\u00e0 venirne a disposizione<\/em><\/strong>, <em>riconoscendo il diritto costituzionale alla casa<\/em> <em>facilitando l\u2019acquisto o l\u2019assegnazione di alloggi<\/em> (quando lo strumento affronta il fabbisogno di alloggi prevedendo massicci interventi di edilizia residenziale pubblica) <em>o negando il diritto costituzionale costringendo tutti i cittadini ad acquistare il bene casa con risorse proprie al libero mercato<\/em> (concependo una disciplina dei suoli basata sulla rendita fondiaria magari sottodimensionata rispetto al fabbisogno reale, avvantaggiando l\u2019edilizia residenziale privata a discapito di quella pubblica, favorendo la speculazione fondiaria e l\u2019accumulo della propriet\u00e0 di alloggi da parte di una minoranza di cittadini); <strong><em>dove potr\u00e0 abitare<\/em><\/strong> <em>se all\u2019interno del tessuto urbano infrastrutturato e dotato di servizi<\/em> (qualora il P.R.G. punta sulla realizzazione concreta di spazi e strutture urbane di qualit\u00e0, efficienti) <em>o nelle periferie degradate e deurbanizzate<\/em> (se nel centro storico e nelle zone di valore prevede solo alloggi a libero mercato e consente il libero mutamento delle destinazioni degli immobili per fini direzionali e commerciali); <strong><em>a quale prezzo potr\u00e0 avere il bene<\/em><\/strong>\u00a0 <em>se a prezzi compatibili con le possibilit\u00e0 economiche di tutti<\/em> (prevedendo agevolazioni fiscali per tutti, edilizia sovvenzionata, agevolata, e convenzionata distribuita in modo equilibrato in tutto il territorio senza determinare i quartieri ghetto e i quartieri dormitorio) <em>o a prezzo di libero mercato <\/em>(esponendo il cittadino ad essere vittima di speculazioni bancarie e avvantaggiando la rendita fondiaria).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Senza voler fare l\u2019apologia dell\u2019abusivismo edilizio, tutt\u2019altro!, ma partendo dalla considerazione che ogni storia tante versioni\u00a0 almeno quanti sono i protagonistici che la fanno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il fenomeno dell\u2019abusivismo, che si sviluppa in Italia nel tardo ultimo dopo guerra (guarda caso al fiorire dei nuovi strumenti urbanistici), \u00e8 una lampante mancanza di riconoscimento di un diritto costituzionale: diritto alla casa. Su questa carenza speculano a vario titolo tutti i poteri che avrebbero come dovere quello di garantire questo diritto.<\/p>\n<p>Il problema, come ogni problema ha un\u2019unica soluzione. Come non esiste un esule volontario, come nessun migrante lascia la sua terra di sua sponte (diversamente lo chiameremmo turista o viaggiatore), cos\u00ec non esiste chi potendo costruire o ottenere la casa dei suoi bisogni, in modo legittimo e regolare (sia dal punto di vista tecnico che da quello amministrativo), si avventurerebbe a costruirne una abusiva, mettendosi in un mare di guai e di rischi.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 chi non ha una casa invece di comprarsela tra quelle gi\u00e0 fatte o di costruirsela nelle zone edificabili, la costruisce nelle zone dove non \u00e8 prevista dal P.R.G. la realizzazione di residenze? E perch\u00e9 se vuole avere la villa in campagna non se la costruisce nelle aree rurali destinate alla residenza rurale, invece di corrompere la continuit\u00e0 delle funzioni agricole nelle campagne? E perch\u00e9 se vuole avere una villa al mare non la costruisce nelle aree edificabili prossime al mare destinate specificatamente alla residenza turistico balneare e va a compromettere e stravolgere l\u2019equilibrio ecologico pur sapendo che non potr\u00e0 mai esser sanata e prima o poi verr\u00e0 demolita? Sono tutti prepotenti e incivili? Pu\u00f2 darsi!<\/p>\n<p>Ma se questa ipotesi non regge allora c\u2019\u00e8 qualcosa che non va nella concezione degli strumenti urbanistici, nella loro gestione, nelle leggi dalle quali derivano, che invece di agevolare il rispetto delle regole ne istigano la trasgressione?\u00a0 Perch\u00e9 se le leggi sono buone non vengono applicate? Perch\u00e9 la presunta efficienza di chi governa il territorio, lo controlla e lo gestisce, non riesce a far applicare le leggi e rispettare i dettati degli strumenti urbanistici? Forse perch\u00e9 chi fa le leggi, ormai da tempo le concepisce soltanto pro domo sua o nell\u2019interesse di lobby, settori sociali specifici, a discapito di molti, favorendo feroci processi speculativi che determinano evidenti asimmetrie di trattamento sociale?<\/p>\n<p>Se i piani regolatori contenessero il giusto dimensionamento affinch\u00e9 tutti i cittadini potessero accedere al bene casa, se a tutti venisse riconosciuto il diritto costituzionale di avere una casa, o in subordine avessero la possibilit\u00e0 legittima di costruirsi in proprio la casa e tutte le pertinenze che gli necessitano, chi ricorrerebbe all\u2019abusivismo edilizio?<\/p>\n<p>Chi si costruirebbe una casa abusiva se avesse la possibilit\u00e0 di averne una regolare? Con tutti i confort, sicura, igienica, ubicata in luoghi salubri e in zone urbane o extra urbane fornite di efficienti sistemi di trasporto pubblico, di servizi, di opere di urbanizzazione primaria e secondaria: come scuole di ogni ordine e grado, chiese, strutture e spazi per la socializzazione e per il tempo libero, presidi sanitari, impianti sportivi, immersi nel verde o vicini piazze, parchi e giardini?<\/p>\n<p>Chi costruirebbe la sua casa abusiva in un territorio infrastrutturato in maniera efficiente ed efficace?\u00a0 con un sistema viario capillare, una rete idrica efficiente, rete fognante, gas, cablaggio, etc. ?<\/p>\n<p>Chi rischierebbe ingenti risorse economiche (in molti casi i risparmi di una vita)? chi accenderebbe mutui decennali o ventennali a tassi altissimi o contrarrebbe prestiti quasi usurai (facilitati dall\u2019illegittimit\u00e0 delle operazioni edilizie), se avesse garantito l\u2019accesso ad una casa comoda? In citt\u00e0 o in zone della citt\u00e0 attrezzate come sopra? Chi andrebbe a vivere, in zone non urbanizzate, rischiando di restare senza acqua, senza fognature (con i pozzi neri)? Chi andrebbe a vivere dove non arriva la rete del gas e per portarci l\u2019energia elettrica si devono affrontare costi altissimi? Senza collegamenti stradali e in assoluta assenza di servizi di trasporto pubblico? Per la semplice ragione che si tratta di zone dove il piano regolatore non prevede attivit\u00e0 residenziale? Chi andrebbe ad abitare in aperta campagna con tutti i rischi che comporta il vivere isolati, se avesse una casa confortevole e a un prezzo accessibile? Chi costruirebbe case, soprelevazioni, superfetazioni, in fretta ed in economia senza il rispetto dei pi\u00f9 elementari criteri antisismici e con materiali scadenti, se avesse la possibilit\u00e0 di realizzare legalmente e a buon prezzo ci\u00f2 che gli serve? Chi?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In questo paese i problemi si rimpastano, si rigirano, si lasciano cronicizzare fino a farli incancrenire, ma non si risolvono mai. Li si affronta sempre attraverso rimedi che risultano sempre peggiori del male che si vuole estirpare. Perch\u00e9 non ci poniamo mai le domande giuste prima di fornire le soluzioni? Ammesso che si abbia la buona fede di voler veramente risolvere il problema e non l\u2019intento inconfessabile di specularci e innestare perversi sistemi che producono consenso e clientela, a discapito del vivere civile e democratico, e a discapito della giustizia sociale. Cos\u00ec un problema non risolto per chi \u00e8 chiamato a risolverlo \u00e8 un problema che alimenta il consenso, ad intercettarlo, ad incrementarlo, a mantenere un potere fondato sulla gestione del bisogno, fatto di diritti che diventano favori e di favori che diventano merce di scambio.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 l\u2019esegesi di un fenomeno che si sviluppa in Italia nel tardo ultimo dopo guerra (guarda caso al fiorire dei nuovi strumenti urbanistici), e che ha prodotto lo scempio irreversibile del paesaggio e ha determinato condizioni di pericolo per la incolumit\u00e0 dei cittadini, per via degli alti livelli di rischio sismico che porta in se, difficili quasi impossibili da mitigare.<\/p>\n<p>Chi rischierebbe di spendere fiumi di denaro in processi, costi legali e progettuali, oblazioni, sanzioni, risarcimenti e ripascimenti ambientali? Chi rischierebbe la galera e la demolizione di quanto faticosamente costruito? Se i piani regolatori fossero tecnicamente ponderati, se gli uffici tecnici fossero pi\u00f9 attrezzati, se chi fa i controlli fosse pi\u00f9 solerte, se le procedure giuridiche fossero pi\u00f9 celeri e se tutto il processo fosse meno farraginoso?<\/p>\n<p>Avete mai visto un macellaio o un medico che da soli, con le loro conoscenze professionali e personali siano capaci di eludere il fisco, trattare con le banche per riciclare denaro in nero, evadere abilmente tasse e tributi, farla franca in commissione tributaria, ecc. Muovendosi da soli, tra le pieghe di leggi, regolamenti, circolari esplicative, commi, pastoie e procedimenti? Sfruttandone cavilli, errori, zone d\u2019ombra, ritardi, occasionali contingenze, espedienti interpretativi, tragiche disfunzioni delle istituzioni, ecc.? Li avete mai visti agili nei rapporti con le istituzioni avvantaggiarsi dell\u2019inefficienza attuativa delle autorit\u00e0, speculare sulla lentezza delle procedure, della burocrazia e degli organi di controllo? Potrebbero fare tutto questo senza l\u2019aiuto di un ragioniere, di un commercialista, di un tributarista, di un fiscalista, di un economista, di un avvocato, di un direttore di banca, del bonario suggerimento di un amico finanziere, della dritta suggerita dal cugino impiegato all\u2019ufficio dalle imposte, dell\u2019ex compagno di scuola oggi geometra al Catasto o del cliente notaio? Insomma potrebbero fare quanto sopra senza l\u2019aiuto di una figura addetta ai lavori?<\/p>\n<p>Il macellaio o il medico al massimo possono esprime la volont\u00e0 di pagare meno tasse, perch\u00e9 ritengono necessario accumulare pi\u00f9 denaro possibile per mettersi al riparo dalle insidie del futuro, perch\u00e9 giudicano la pressione fiscale ingiusta o sproporzionata, per eccesso, rispetto ai loro sforzi lavorativi o alle loro aspettative di guadagno, perch\u00e9 hanno reali necessit\u00e0 economiche contingenti o, pi\u00f9 semplicemente, perch\u00e9 hanno scarso senso civico e sociale. Ma non possono fare quanto auspicano senza rivolgersi agli specialisti del ramo, agli esperti del settore. Cio\u00e8 a coloro che a vario titolo dovrebbero contribuire a fargli pagare le tasse secondo legge e che invece, abili a \u201c<em>maneggiar le grida<\/em>\u201d li aiutano ad eludere o ad evadere il giusto pagamento dei tributi.<\/p>\n<p>Questo perch\u00e9 come si dice: \u201c<em>fatta la legge trovato l\u2019inganno<\/em>\u201d. \u00c8 vero! Chi di noi almeno una volta nella vita con ha cercato l\u2019inganno, il raggiro della legge? o almeno ha pensato di cercarlo? Spesso trovandoci inconsapevoli vittime di sistemi perversi e innaturali che ci scaraventano nel paradosso di dover scegliere senza alterativa: tra salvarsi con la disonest\u00e0 o soccombere per onest\u00e0. (In proposito suggerisco la lettura dell\u2019ultimo libro del compianto Oliviero Beha: <strong><em>\u201cMio nipote nella giungla. Tutto ci\u00f2 che lo attende, nel caso fosse onesto\u201d<\/em><\/strong>).<\/p>\n<p>Dunque il punto \u00e8, nel \u201cdelitto\u201d che compie il macellaio, chi \u00e8 che trova l\u2019inganno? A chi serve trovare l\u2019inganno? A chi \u00e8 utile che la legge sia cos\u00ec lasca da poter essere ingannata? Forse serve a chi la pensa? O chi la scrive? A chi l\u2019approva? O a chi la fa rispettare? A chi controlla che sia applicata? O a chi la applica? A chi poi difendere il reo? O a chi rivede in seguito alla condanna la dichiarazione dei redditi? L\u2019ipotesi che a trovar l\u2019inganno siano il macellaio o il pizzicagnolo, appare molto remota.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 in paesi come la Francia, la Germania, la Svezia, l\u2019Inghilterra, l\u2019Olanda, la Norvegia, il fenomeno dell\u2019abusivismo edilizio non esiste? E l\u00e0 dove si verifica \u00e8 efficacemente contenuto e represso?<\/p>\n<p>Perch\u00e9 i processi urbanistici dalla progettazione all\u2019attuazione sono processi che sviluppano che hanno come obbiettivo garantire il \u201cdiritto urbano\u201d. Sono processi di governo del territorio che hanno ontologie umanistiche e ecologiste. Sono strategie di pianificazione che sviluppano processi sociali attraverso virtuosi processi urbanistici. Perch\u00e9 in quei paesi piani regolatori sono concepiti come strumenti di riconoscimento di diritti come: il diritto alla casa, alla salute, alla qualit\u00e0 della vita. Altrove gli strumenti urbanistici e le leggi urbanistiche sono strumenti ad alta compatibilit\u00e0 antropologica. Strumenti per i quali \u00e8 l\u2019uomo la misura e non il danaro, la speculazione o il privilegio. Questi strumenti non concepiscono le rendite fondiarie, e non concepiscono l\u2019azione privata nella gestione dei processi sociale e dei diritti del cittadino.<\/p>\n<p>Inoltre in quei paesi i piani urbanistici vengono puntigliosamente attuati, i controlli nelle fasi attuative sono puntuali e preventivi e i collaudi nelle fasi conclusive sono rigorosi. I piani regolatori sono piani di dettaglio, che arrivano al progetto preliminare di ogni singolo manufatto da insediare nel territorio, da pi\u00f9 piccolo ammennicolo urbanistico al palazzo, alla piazza, alle casetta, alle ville, al museo, all\u2019ospedale, etc..<\/p>\n<p>E\u2019 chiaro e pacifico che un processo di sviluppo urbanistico e territoriale cos\u00ec organizzato cos\u00ec e meno labile e non lascia spazio a speculazioni o abusi. In assenza di speculazione fondiaria non c\u2019\u00e8 abusivismo edilizio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Cos\u00ec si spiegano i morti di Casamicciola, i fatti di Licata, gli ecomostri che le amministrazioni non hanno mai abbattuto, per inefficienza, per mancanza di mezzi, di fondi, per complicit\u00e0 clientelare, o perch\u00e9, nella maggioranza dei casi si \u00e8 aperto un contenzioso legale che in moltissimi casi \u00e8 ancora in corso e nessuno degli attori ha interesse a concludere.<\/p>\n<p>Nel nostro paese dei beni comuni si trae solo benefici diretti e privilegi o li si gestisce solo per i clienti.<\/p>\n<p>Negli altri paesi i politici sono a servizio dei cittadini e hanno come compito la risoluzione dei problemi complessi guai se il loro aggravamento. Gli elettori sono elettori consapevoli e liberi e non clienti costretti nel bisogno o dal bisogno. Altrove la burocrazia \u00e8 un servizio, per altro efficientissimo, da noi un violento sistema vessatorio.<\/p>\n<p>Se tutta la ricchezza che produce il nostro territorio fosse distribuita in modo perequato ognuno avrebbe, come altrove, il necessario per vivere bene. Da noi invece non abbiamo nemmeno il \u201cminimo esistenziale\u201d: quello che serve all\u2019uomo dal punto di vista biologico emotivo, culturale e sociale.<\/p>\n<p>E proprio non dando questo \u201cminimo esistenziale\u201d che il potere politico e amministrativo prospera. Cresce creando disagio. E\u2019 lui l\u2019artefice del disagio. Perch\u00e9 \u00e8 lui che ha il potere di fare le cose. Potere politico e potere amministrativo. Pasolini diceva \u201c<strong><em>Peccare non significa soltanto fare del male, non fare il bene \u00e8 anche peccato.<\/em><\/strong>\u201d<\/p>\n<p>Se tutto fosse ordinato, se tutti avessero la possibilit\u00e0 di avere un lavoro, una gratificazione esistenziale, se le opportunit\u00e0 di un piano regolatore venissero attuate e distribuite equamente, e ci sarebbe la possibilit\u00e0 di avere case e case al mare e in montagna per tutti, senza incrementare i carichi antropici\u2026basta pensare alla ridistribuzione degli alloggi dei grandi enti, dei grandi possessori di immobili, e dei grandi costruttori, basti pensare all\u2019enorme invenduto di alloggi che si registra in questo paese.<\/p>\n<p>Siamo il paese che pi\u00f9 al mondo ha un patrimonio di alloggi privati invenduti, quello che ha il pi\u00f9 alto deficit di case popolari, e l\u2019unico che ha un endemico fenomeno di abusivismo edilizio, che puntualmente produce, vittime durante gli eventi naturali \u00e8 devasta uno dei paesaggi pi\u00f9 belli al mondo, compromettendo irreversibilmente la qualit\u00e0 dell\u2019ambiente naturale con gravi ricadute sulla salute pubblica.<\/p>\n<p>Le leggi sul condono, hanno prodotto solo danni, alterazioni, territoriali, paesaggistiche e morali. Leggi diseducative che premiano o lasciano vie d\u2019uscita ai trasgressori, condizionando fortemente l\u2019efficacia dei piani regolatori.<\/p>\n<p>le leggi sul condono edilizio sono la panacea per tutti.<\/p>\n<p>per tutte le figure che a vario titolo sono coinvolti nel fenomeno dell\u2019abusivismo edilizio, figure istituzionali, e non.\u00a0 Ognuno per la propria competenza deve esprimere pareri retrospettivi, formulare relazioni postume, nulla osta ora per allora, ecc. Ed ecco che ognuno presenter\u00e0 il suo distinguo disciplinare che, apriti cielo, \u00e8 quasi sempre rigidamente in contrasto con la legge sul condono (come potrebbe essere altrimenti? Anche se a tutti \u00e8 chiaro che basta che paga). Ed ecco che ognuno esprime parere positivo a condizioni (condizioni quasi sempre non rispettabili) o si impongono postume prescrizioni (quasi sempre astratte e impossibili da attuare). Dando vita ad una surreale ridda di: questo non si poteva, questo a rigore era inammissibile, ecc&#8230; Ognuno impone il rispetto postumo delle procedure di specifica competenza, con la naturale irritazione di aver la consapevolezza di essere stati scavalcati, non dall\u2019abusivo ma dalla legge (e questo genera comprensibili frustrazioni per chi cerca di fare le cose per bene) che faticano a prendere in considerazione \u00a0l\u2019ipotesi che il condono avvenuto il pagamento della sanzione \u00e8 una pietra tombale su tutte le procedure non rispettate. Ed ecco che le carte riferite all\u2019abuso man mano assecondando i dettati dei vari verificatori tardivi e lievita a dismisura. Certificazioni, calcoli, perizie, attestazioni, tutto postumo, tutto formalmente ineccepibile, tutto praticamente e tecnicamente falso. Nascono cos\u00ec tanti corti circuiti tecnici e amministrativi tra la prescrizione del genio civile e quella della soprintendenza, tra le condizioni dettate dal demanio nell\u2019esprimere nulla osta e quelle del acquedotto comunale, ecc.. E poi escono fuori, vecchie leggi applicate ora per allora, nuove leggi, applicate retrospettivamente. Insomma un garbuglio inestricabile che fa assumere all\u2019abuso una vita virtuale propria. Sulla carta l\u2019abuso diventa un\u2019altra cosa, e finisce per essere pi\u00f9 abusivo di prima. Poich\u00e9 per renderlo compatibile a leggi e regolamenti il proprietario dichiara tutto ci\u00f2 che, a compartimenti stagni gli viene suggerito, dai funzionari delle amministrazioni pubbliche, dai tecnici di fiducia, dagli avvocati, da amici di turno.\u00a0 Una fiera di distinguo, di verifiche di formalit\u00e0, a norma di legge, in punta di diritto.<\/p>\n<p>Ma tutto questo perch\u00e9? \u00a0a che serve e a chi serve tutto questo teatro?<\/p>\n<p>L\u2019abuso \u00e8 fermo \u00e8 l\u00ec non lo pu\u00f2 muovere nessuno \u2013 nessuno lo vuole spostare e meno che mai demolire- perch\u00e8 non andare tutti insieme a vedere e poi tutti insieme approvare o rigettare la domanda di condono e provvedere alla demolizione? No!!\u00a0 Sarebbe troppo facile e troppo giusto.<\/p>\n<p>Forse serve solo a spillare, consenso, soldi e altro tipo di prebende al malcapitato abusivo?\u00a0 Creando un grande paradosso: il reo che diventa vittima. Il reo che \u00e8 gi\u00e0 da prima vittima predestinata. Perch\u00e9 la sua azione abusiva \u00e8 istigata. Dalla legge che paradossalmente prevede l\u2019abusivismo per necessit\u00e0, per il quale \u00e8 previsto un alleggerimento della sanzione pecuniaria, acclarando l\u2019incapacit\u00e0 stessa di chi fa le leggi di non riuscire a garantire, con le leggi stesse, le necessit\u00e0 dei cittadini e i diritti dei cittadini ad avere una casa e una \u00a0strutturazione sociale dignitosa. Tutto questo lo sancisce per legge.<\/p>\n<p>Basta solo creare il bisogno della casa necessaria, della casa al mare, \u00e8 il gioco \u00e8 fatto, e tutti a spillare, denaro, consenso a rafforzare potere e rispetto del proprio ruolo.<\/p>\n<p>Mentre vanno sempre pi\u00f9 in fondo al baratro i meno attrezzati, i pi\u00f9 fragili, quelli che non resistono alla lusinga dell\u2019uguaglianza. Dell\u2019essere uguali solo nel possesso di beni e oggetti, e non uguali nei diritti. \u00a0Cos\u00ec finiscono senza scampo in una condizione gregaria e servile. Un servilismo colpevole senza vie d\u2019uscita. Clienti senza potere contrattuale senza alternative con la sola speranza di divenire i servi del padrone giusto, quello pi\u00f9 potente, sotto la cui egida stare al riparo dalla legge sguazzando nel sistema del favore che con un gioco di prestigio fa scomparire i diritti.<\/p>\n<p>Tutto \u00e8 preordinato in materia di condono, come in tante altre materie, sanit\u00e0, scuola, etc..<\/p>\n<p>Tutto questo non senso della \u201c<strong><em>fenomenologia dell\u2019abusivismo edilizio<\/em><\/strong>\u201d a chi conviene?<\/p>\n<p>Pensiamo veramente che convenga all\u2019abusivo? esattamente come egli stesso crede? Avventurandosi inconsapevole nell\u2019avventura a perdere dell\u2019illegalit\u00e0 edilizia? Ma no!<\/p>\n<p>L\u2019abusivo \u00e8 solo attore e vittima, al tempo stesso. \u00c8 solo strumento delle lusinghe dei politici che promettono altri condoni (fai cos\u00ec non ti preoccupare poi ti aiuto io, tanto non abbattiamo la casa a nessuno, riconoscimi il consenso e approveremo in parlamento un altro condono) ma non gli prospetta certo tutta la via crucis da fare per tenerla in piedi.<\/p>\n<p>L\u2019abusivo \u00e8 lo strumento\/vittima di figure infedeli ai loro compiti d\u2019istituto come: amministratori locali, burocrati, tecnici delle istituzioni, professionisti, avvocati, usceri dell\u2019ufficio proposto, etc..<\/p>\n<p>Nessuno di queste figure sopra citate ha a cuore il paesaggio, l\u2019ambiente, la civilt\u00e0, la socialit\u00e0, e meno che mai le necessit\u00e0 dell\u2019abusivo\u2026 Ognuno di questi nella migliore, o peggiore, delle ipotesi dal semplice zelo alla deplorevole corruzione celebra il suo ruolo e la sua identit\u00e0. E quando c\u2019\u00e8 qualcuno che comincia a far valere il buon senso, la concretezza e cerca di mettere un freno alla deriva deformante\u2026 come il sindaco di Licata \u00e8 costretto a dimettersi, sempre a norma di legge.<\/p>\n<p>Quella legge che consente ai disonesti di fare le leggi e di approvarle senza assumersi nessuna responsabilit\u00e0, di perseguire interessi personali a discapito di interessi della collettivit\u00e0 e dei loro concorrenti, tutto \u201c<em>senza passare per criminali<\/em>\u201d. Tutto perch\u00e9 questa facolt\u00e0 gliela d\u00e0 la legge, quella legge che essi stessi formulano, approvano e applicano \u2026.. E noi?&#8230;. Noi continuiamo a chiamare questo trucco, democrazia.<\/p>\n<p>Carmelo Celona<\/p>\n<p>10.09.2017<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mio nonno entrava nella mia stanzetta messa a soqquadro da un bambino abbastanza discolo ed esclamava: \u201cE\u2019 che \u00e8, una Casamicciola\u201d. 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