{"id":760,"date":"2012-05-28T16:48:52","date_gmt":"2012-05-28T14:48:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/?p=760"},"modified":"2021-09-08T16:53:54","modified_gmt":"2021-09-08T14:53:54","slug":"la-perversione-dellintelligenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/2012\/05\/28\/la-perversione-dellintelligenza\/","title":{"rendered":"La perversione dell\u2019intelligenza"},"content":{"rendered":"<p>La trattativa mortifica il principio.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>La trattativa \u00e8 il segreto di tutto. La trattativa \u00e8 l\u2019acqua che innaffia il controllo delle cose, il controllo dei fatti e il controllo del potere.<\/em><\/strong><em>\u201d<\/em><\/p>\n<p>Nella bellezza senza uno dei genitori: l\u2019armonia e l\u2019equilibrio;si coglie il pudore degli orfani.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Quando \u00e8 solo armonia la bellezza mette vergogna.\u201d <\/em><\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019intelligenza \u00e8 uno strumento che senza sentimenti etici e morali\u00a0 pu\u00f2 deviare in pratiche perniciose diabolicamente ineguagliabili.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>La mafia e il potere non servono n\u00e9 per uccidere n\u00e8 per estorcere: servono per trattare, servono per determinare. La vera mafia \u00e8 la perversione dell\u2019intelligenza.\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Del sacro cogliamo l\u2019icona e non il sentimento.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Il sacro \u00e8 morto. La Chiesa non fa pi\u00f9 effetto.\u201d <\/em><\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Oggi il sorriso preoccupa, \u00e8 diventato l\u2019arma degli imbonitori.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em> Non sorride pi\u00f9 nessuno. Nelle metropolitane, sugli autobus, sui marcipiedi, non sorride pi\u00f9 nessuno.<\/em><\/strong><strong>\u201d <\/strong><\/p>\n<p>Gli onesti oggi sono disprezzati a loro non viene pi\u00f9 riservata nemmeno la vecchia approvazione ipocrita di un tempo.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Chi va a dire ad un ragazzino di quindici anni che guadagna settecento euro a settimana spacciando che \u00e8 meglio trovarsi un lavoro onesto, cio\u00e8 un lavoro da garzone o da barista? Chi pu\u00f2 andare a spiegargli che cinquecento onesti euro al mese sono meglio di tremila disonesti? Chi ci va? Il politico che ne prende diecimila? Che ha sistemato la moglie e i figli? No. Non ci pu\u00f2 andare. <\/em><\/strong><strong>\u201d <\/strong><\/p>\n<p>Non pi\u00f9 cittadini solidali tra loro, ma vittime o carnefici. Una societ\u00e0 che ha fatto apologia dell\u2019individualismo amorale.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Quello stesso ragazzo, nato oggi, non vive pi\u00f9 in un contesto popolare, vive in un contesto degradato. La sua religione \u00e8 il consumo. Vuole consumare le cose, desidera succhiare sangue per offrire pi\u00f9 sangue a chi lo succhier\u00e0 dal suo corpo. <\/em><\/strong><strong>\u201d <\/strong><\/p>\n<p>I politici praticano ai problemi un accanimento terapeutico che li fa esplodere in forma epidemica.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>La politica, quasi sempre, si occupa della manutenzione dei problemi. A me i problemi piace risolverli. <\/em><\/strong><strong>\u201d <\/strong><\/p>\n<p>La politica \u00e8 quella pratica con la quale si possono commettere crimini efferati passare da criminali.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>La politica \u00e8 un crimine filosofico, signori. Un crimine senza pistola e spesso senza coraggio. <\/em><\/strong><strong>\u201d <\/strong><\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Napoli \u00e8 Tokyo senza Tokyo. Qui c\u2019\u00e8 tutta l\u2019agitazione del Giappone, senza la produttivit\u00e0 del Giappone.\u201d <\/em><\/strong>I giapponesi si impegnano i partenopei fanno <em>ammuina<\/em>.<\/p>\n<p>Il cinismo del caos mescola bellezza e dolcezza, con squallore e bestialit\u00e0.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Si sentiva violata, come Napoli. Come Napoli era la rosa calpestata dalle zampe di un cane, la nonna solitaria che muore in disparte, il paradiso del golfo profanato dalle ciminiere, la bellezza sputata in viso dalla bestialit\u00e0. <\/em><\/strong><strong>\u201d <\/strong><\/p>\n<p>L\u2019uguaglianza oggi non \u00e8 ricercata nei diritti ma negli oggetti che si posseggono.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>A quello che era il popolo hanno detto che una bella macchina \u00e8 meglio di san Gennaro, che per campare ci vuole una bella motocicletta e un mazzo di banconote. Loro se lo sono creduto. E adesso lo vogliono.<\/em><\/strong><strong>\u201d <\/strong><\/p>\n<p>Il presente e il quotidiano fanno volgare l\u2019esistenza.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Affioro a pelo d\u2019acqua sul presente che mi fa volgare tutta l\u2019esistenza.\u00a0 <\/em><\/strong><strong>\u201d <\/strong><\/p>\n<p>Vi sono circostanze in cui i mafiosi appaiono nobili, se confrontati ad alcuni amministratori. Sembrano dei giganti in quanto a coerenza e coraggio delle proprie azioni. E\u2019 triste pensare che c\u2019\u00e8 qualcuno che \u00e8 peggio di un mafioso.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>I criminali sono un prodotto. I politici fanno raccomandazioni. I criminali chiedono tangenti. I politici impongono la legge del loro clan. I clan impongono la legge della loro politica personale. Gli uni e gli altri pensano ai fatti propri. E spesso collaborano. In pi\u00f9, i criminali rischiano la vita. I politici la fanno rischiare ai loro poliziotti, ai loro carabinieri e a qualche giudice che ci crede ancora.<\/em><\/strong><strong>\u201d <\/strong><\/p>\n<p>Il realismo \u00e8 l\u2019elemento concreto che pu\u00f2 far avverare un sogno.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Qualche volta la realt\u00e0 \u00e8 solo l\u2019angolo giusto da cui guardare il sogno.\u201d <\/em><\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Quell\u2019articolazione complessa e imperscrutabile dei dialoghi che i siciliani operano con gli sguardi.<\/p>\n<p>\u201c <strong><em>Di questa gente di Trinacria gli piacevano la dignit\u00e0 del dramma, la capacit\u00e0 di farti domande in silenzio.. <\/em><\/strong><strong>\u201d <\/strong><\/p>\n<p>Il libero mercato, inducendo forzatamente inutili bisogni, genera asimmetrie di trattamento sociale perch\u00e9 schiaccia tutto il peso del suo cinismo immorale, sui cittadini meno strutturati culturalmente ed economicamente che\u00a0 eufemisticamente chiama consumatori.<\/p>\n<p>\u201c <strong><em>La plebe, \u00e8 ancora la plebe, ieri macerata dall\u2019aumento del macinato, oggi deportata dal bisogno di avere bisogni.\u201d <\/em><\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>I processi di idealizzazione delle donne innamorate generano negli uomini esaltazioni che possono col tempo riservare amare sorprese. Svanita la passione la quotidianit\u00e0 come il primo svela solo tutto ci\u00f2 che la neve aveva romanticamente nascosto .<\/p>\n<p>\u201c <strong><em>Mentre ci amano dobbiamo sempre ricordarci che non siamo proprio noi quelli che stanno amando.\u00a0 <\/em><\/strong><strong>\u201d <\/strong><\/p>\n<p>Uno stato giovane culturalmente eterogeno, non pu\u00f2 affrontare in maniera efficace un fenomeno che ha radici lontane e identit\u00e0 pi\u00f9 longeve.<\/p>\n<p>\u201c <strong><em>Vedi, in Inghilterra la camorra non esiste perch\u00e9 esiste il senso dello Stato. La camorra socialmente, \u00e8 un effetto. Un effetto, non una causa. <\/em><\/strong><strong>\u201d <\/strong><\/p>\n<p>La mafia non ostenta il potere, lo esercita.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>La mafia \u00e8 un\u2019altra cosa. La camorra \u00e8 anarcoide. Soprattutto la camorra soffre di esibizionismo. Domani mattina tre o quattro squilibrati si svegliano, si procurano una pistola e fanno un clan. Se vuoi fare attivit\u00e0 con la mafia \u00e8 peggio che aprire una farmacia, ci vogliono autorizzazioni, timbri mentali, pareri positivi di questo e di quello. Nel lavoro di un mafioso crea pi\u00f9 difficolt\u00e0 la cupola che lo Stato.\u00a0 <\/em><\/strong><strong>\u201d <\/strong><\/p>\n<p>Il teatro \u00e8 letteratura parlata, gridata ad alta voce, non letta in silenzio come i libri. I testi teatrali quando vengono rappresentati assumono un valore catartico.<\/p>\n<p>\u201c <strong><em>In Sicilia scrivevano in silenzio per gente che avrebbe letto in silenzio. A Napoli scrivevano canyttando e ballando. Scrivevano parole per dirle, per gridarle, mai per pensare in silenzio, mai per fare silenzio. Il silenzio ci fa paura. Il nostro amore per lo spettacolo \u00e8 una forma di ninna nanna autonoma, bellissima qualche volta, ma serve a colmare l\u2019orrore del vuoto. Cos\u00ec, abbiamo dovuto aspettare la met\u00e0 del Novecento per avere la grandezza di La Capria, la bella insolenza di Patroni Griffi, la malinconia tagliente della Ortese.\u00a0 <\/em><\/strong><strong>\u201d <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Nell\u2019esprimere i sentimenti che si nutrono verso le persone amate si coglie a pieno il limite del linguaggio verbale. Quando si ama le parole non bastano, ecco perch\u00e9 chiediamo l\u2019efficace soccorso degli occhi, delle mani e delle labbra.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Nei giorni di Napoli ho sentito per te tutto quello che un uomo pu\u00f2 sentire fuori dalle parole ti voglio bene e fuori dalle parole ti amo. E quello che provavo non si poteva neppure dire. Perch\u00e9 le parole erano troppo piccole per una cosa cos\u00ec grande. O se vuoi, le parole erano troppo grandi per una cosa cos\u00ec piccola, cos\u00ec preziosa, cos\u00ec invisibile\u00a0 \u201d <\/em><\/strong><\/p>\n<p>Sono gli oggetti usati, o in quelli da noi stessi creati, che fanno sopravvive negli altri, anche in quelli che non ci hanno conosciuti, l\u2019idea di noi.<\/p>\n<p>\u201c <strong><em>Le cose sopravvivono agli esseri umani, le cose sono impassibili testimoni dei sentimenti intorno ad esse, esse stesse senza alcun sentimento.\u00a0 <\/em><\/strong><strong>\u201d <\/strong><\/p>\n<p>Ecco cosa pensano quei delinquenti che controllando il territorio versano veleni in mare:<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Sentite a me, da qua se uno se ne va per tempo c\u2019\u00e8 l\u2019occasione che rimane naturale. Se resta, si beve l\u2019acqua del bidet dove si sciacqua. <\/em><\/strong><strong>\u201d <\/strong><\/p>\n<p>La natura a volte sembra esercitare la sua azione di forza come un\u2019improcrastinabile dovere.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>In questa notte di stiracchiamenti acquosi del mare sembrano i movimenti svogliati di un gigante pagato per fare il suo mestiere. <\/em><\/strong><strong>\u201d <\/strong><\/p>\n<p>L\u2019erotismo non ha bisogno della nudit\u00e0. La gestualit\u00e0 languida di certi celebrali giochi erotici ha nelle donne\u00a0 le migliori interpreti e le pi\u00f9 efficaci traduttrici.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Le altre la guardavano infagottate negli accappatoi grondanti,\u00a0 con gli occhi delle femmine che sentono i rumori del peccato quando il peccato si veste. <\/em><\/strong><strong>\u201d <\/strong><\/p>\n<p>Non vi \u00e8 senso senza funzione. Il rapporto equilibrato tra forma e funzione fornisce di senso gli oggetti, gli utensili, le architetture, di cui ci serviamo e che migliorano, o peggiorano,la nostra qualit\u00e0 della vita.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Ogni cosa, un oggetto, una pianta, una persona, esiste finch\u00e9 sopravvivono le sue essenze fondamentali. Prendiamo per esempio una sedia. Ecco, una sedia senza schienale\u00a0 \u00e8 una sedia rotta. Una sedia senza schienale e senza due gambe \u00e8 una sedia molto rotta. Una sedia che non ha pi\u00f9 nemmeno la seduta non \u00e8 pi\u00f9 una sedia. A questo punto, la sedia non esiste pi\u00f9. Esistono pezzi di sedia sparsi, separati. Ma l\u2019oggetto \u00e8 finito. E\u2019 finita la sua funzione.\u201d <\/em><\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Il granitico perbenismo costruito in secoli degli italiani infranto dai media ai quali consente e giustifica ogni immoralit\u00e0.<\/p>\n<p><strong><em>\u201cIn alto i vecchi balconi foderati di pagliarelle per le signore che non volevano farsi guardare le gambe, nella sopravvivenza di un pudore che conviveva con i culi troneggianti nei televisori serali.\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Certe culture si caratterizzano anche da un atteggiamento vittimista che indica, in responsabili esogeni, gli esiti del loro destino, consolandosi con sterili e generiche proteste.<\/p>\n<p>che sono l\u2019altra faccia di quell\u2019 immobilizzante fatalismo di cui<\/p>\n<p>\u201c <strong><em>I napoletani si credono innocenti. Innalzano il loro canto lamentevole contro il destino, si fanno la ninna nanna da soli e si addormentano\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Certi modelli clientelare scientificamente e impunemente praticati da certa politica sono gli stessi modelli con i quali i mafiosi hanno un controllo efficace e capillare del territorio in cui operano. Sono le faccie della stessa medaglia.<\/p>\n<p>\u201c <strong><em>Ma qui non si pu\u00f2 fare pi\u00f9 niente senza andare da qualcuno a nome di un altro che ti ci manda. I camorristi sono delinquenti, ma non sono fessi. Quando hanno capito che la politica si era fatta i suoi territori, quando hanno capito che i politici si erano fatti i loro feudi nei loro palazzi, allora si sono fatti i propri nei propri quartieri. La politica ha iniziato a dialogare con loro: gli ha chiesto voti, gli ha offerto appalti, si sono capiti. D\u2019altra parte, spesso lo Stato affida alla delinquenza i compiti sporchi che lo Stato non pu\u00f2 svolgere. <\/em><\/strong><strong>\u201d <\/strong><\/p>\n<p>Gli uomini sperano sempre di non sopra vivere alle loro donne. Le vedove sopravvivono meglio. Questa \u00e8 l\u2019ultima prova della superiorit\u00e0 femminile, fisica ed intellettuale.<\/p>\n<p>\u201c <strong><em>Dio, f\u00e0 che sia questa la donna che dovr\u00e0 gettare il suo pugno di terra sul mio corpo morto.\u00a0 <\/em><\/strong><strong>\u201d <\/strong><\/p>\n<p>Le aperture dei grandi scacchisti, dissimulano sempre la condotta strategica che hanno gi\u00e0 in mente di adottare sin dalla prima mossa. Essa si svela in ultimo ed in modo imprevedibile.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Mai farsi prendere dal pensiero che in quel momento ti sembra principale, ti sembra urgente. Se abbocchi dietro la cosa che in quel frangente ti pare l\u2019unica ce n\u2019\u00e8 sempre un\u2019altra pi\u00f9 impor tante.La nostra vita \u00e8 fatta di doppi pensieri. Generalmente il primo \u00e8 una trappola, il secondo ti uccide.\u00a0 <\/em><\/strong><strong>\u201d <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Carmelo Celona<\/strong><\/p>\n<p>28\/05\/2012<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lacerti tratti da:<\/p>\n<p>\u201c<em>Fuoco su Napoli <\/em>\u201d &#8211; 2010<\/p>\n<p>Ruggero Cappuccio<\/p>\n<div id=\"attachment_762\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-762\" class=\"wp-image-762 size-medium\" src=\"http:\/\/www.carmelocelona.com\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/1200px-Ruggero_Cappuccio-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.carmelocelona.com\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/1200px-Ruggero_Cappuccio-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.carmelocelona.com\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/1200px-Ruggero_Cappuccio-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.carmelocelona.com\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/1200px-Ruggero_Cappuccio-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.carmelocelona.com\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/1200px-Ruggero_Cappuccio-480x320.jpg 480w, https:\/\/www.carmelocelona.com\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/1200px-Ruggero_Cappuccio.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-762\" class=\"wp-caption-text\">Ruggero Cappuccio<\/p><\/div>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La trattativa mortifica il principio. \u201cLa trattativa \u00e8 il segreto di tutto. 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