{"id":5320,"date":"2021-01-22T16:53:11","date_gmt":"2021-01-22T15:53:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/2025\/08\/10\/teatro-antico-di-tindari-se-il-covid-uccide-anche-la-magia-delle-notti-estive-del-mito-copy-copy-copy-copy-copy-copy-copy-copy-2-copy-copy-copy-copy-copy-copy-copy\/"},"modified":"2025-08-10T16:58:32","modified_gmt":"2025-08-10T14:58:32","slug":"teatro-antico-di-tindari-se-il-covid-uccide-anche-la-magia-delle-notti-estive-del-mito-copy-copy-copy-copy-copy-copy-copy-copy-2-copy-copy-copy-copy-copy-copy-copy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/2021\/01\/22\/teatro-antico-di-tindari-se-il-covid-uccide-anche-la-magia-delle-notti-estive-del-mito-copy-copy-copy-copy-copy-copy-copy-copy-2-copy-copy-copy-copy-copy-copy-copy\/","title":{"rendered":"Don Fanu: un oste che divenne Genius Loci"},"content":{"rendered":"<p>Lungo la via Risorgimento, a Messina, nel tratto compreso tra le perpendicolari di via Luciano Manara e via Camiciotti, vi \u00e8 uno slargo denominato: <em>Largo Risorgimento<\/em>. Un\u2019area urbana che celebra con coerenza intitolativa ai moti rivoluzionari ottocenteschi. Ma questa sottigliezza toponomastica \u00e8 colta da pochi messinesi poich\u00e9 per tutti quello slargo \u00e8 <em>piazza Don Fanu<\/em>.<\/p>\n<p>Un eponimo legato ad uno degli archetipi pi\u00f9 forti della citt\u00e0: il <em>pescestocco a ghiotta<\/em> e ad uno dei suoi pi\u00f9 grandi e celebri interpreti.<\/p>\n<p><strong><em>Epifanio Fiumara<\/em><\/strong>, detto <strong><em>Don Fanu<\/em><\/strong>, non fu un eroe risorgimentale ma un oste, un oste eroico. Eroico perch\u00e9 nella sua trattoria, che si affacciava sullo slargo descritto, oltre a sfamare gli avventori suppliva alle forti carenze di strutture di sostegno sociale stabilendo di volta in volta il prezzo del pasto in base alla disponibilit\u00e0 economica degli avventori.<\/p>\n<p>Alto, corpulento, rumoroso, aveva per tutti una parola, un sorriso. Di forte carattere, deciso ma al contempo brioso e alla mano era adorato dal popolo per la sua prodigalit\u00e0 verso mendici e povera gente.<\/p>\n<p>La sua generosit\u00e0 trasform\u00f2 la sua <em>putia i manciari<\/em>, in un luogo dove i meno abbienti potevano comunque sfamarsi nonostante le loro poche risorse, perch\u00e9 <em>Don Fanu<\/em> non lasciava mai nessuno dietro i vetri del suo locale e dava da mangiare a tutti, ricchi e poveri.<\/p>\n<p>Questa apprezzata sensibilit\u00e0 e il suo <em>savoir-faire<\/em> unitamente alla bont\u00e0 insuperabile del suo <em>Pescestocco a Ghiotta,<\/em> cucinato nella versione popolare con le patate, sono all\u2019origine della sua fama leggendaria.<\/p>\n<p>Quella delle patate nella <em>ghiotta di pescestocco<\/em> fu la sua grande eresia. La sua ribellione all\u2019ortodossia della tradizionale ricetta messinese, che escludeva categoricamente le patate perch\u00e9: \u201csi rubano il gusto\u201d, di fatto fu un espediente per garantire la qualit\u00e0 e al tempo stesso abbassare i costi della famosa pietanza. Ci\u00f2 per poter garantire prezzi modici alla portata di tutte le tasche, e l\u00e0 dove le tasche fossero scarse di denari un ragionevole sconto o addirittura concedersi un sopportabile omaggio.<\/p>\n<p><em>Don Fanu<\/em> era oste di mondo. Sapeva trattare l\u2019avventore abbiente e quello meno abbiente, differenziandone il trattamento, e sapeva \u201cfarsi rispettare\u201d da entrambi.<\/p>\n<p>Quando un mendico o un povero appariva cauto sulla soglia della sua <em>putia,<\/em> attirato dall\u2019irresistibile odore che sin delle prime ore del mattino invadeva la piazza, egli lo invitava ad accomodarsi come se fosse un avventore di riguardo, poi con riservo si informava sui pochi spiccioli posseduti, ritirata la povera somma gli serviva comunque un lauto pasto. Questo risaputo atteggiamento gli attir\u00f2 la benevolenza e la stima di tutti i messinesi.<\/p>\n<p>Lo standard minimo che saziava l\u2019avventore nobile, borghese o popolano era una porzione di <em>Pescestocco a Ghiotta<\/em> consistente in due pezzi di pesce e tre patate (quale riempitivo succedaneo) e tanto sugo nel quale inzuppare un filone da mezzo chilo di pane innaffiando tutto con mezzo litro di rosso dell\u2019Etna. Con queste dosi chiunque si alzava dal desco satollo.<\/p>\n<p>Era lui stesso che ammollava nel retrobottega lo <strong><em>StokkfisK <\/em><\/strong>delle <strong><em>Isole Lofoten<\/em><\/strong>, mentre la moglie metteva in salamoia le olive e provvedeva con pazienza a produrre quel concentrato di pomodoro che faceva <em>tirare<\/em> il sugo, perch\u00e9 questi non deve mai essere annacquato: il <em>Pescestocco a ghiotta<\/em> non \u00e8 una zuppa ma un rag\u00f9 di pesce. I capperi di Pantelleria e le cipolle e il sedano degli orti della cintura agraria cittadina completavano il capolavoro.<\/p>\n<p>Egli fu un riferimento sociale, la sua osteria una tappa consolatoria, Il suo men\u00f9 ghiotto e soddisfacente. <em>Don Fanu<\/em> saziava le pance senza svuotare i portafogli. Era il classico professionista di un tempo che sublimava la sua vita nel lavoro e prendeva soddisfazione pi\u00f9 dalle relazioni sociali e dalla fama che dal denaro che guadagnava.<\/p>\n<p>Altra nota caratteristica del personaggio era l\u2019esasperata inclinazione all\u2019igiene. La trattoria per quanto angusta era pulitissima e questo attirava i ceti pi\u00f9 nobili e consentiva la frequentazione di signore e famiglie.<\/p>\n<p>Un dato che ci d\u00e0 l\u2019idea della sua grande abilit\u00e0 di chef raffinato e uomo onesto \u00e8 la sua avversione assoluta verso l\u2019uso del peperoncino nel pescestocco e in tutte le pietanze della cucina messinese.\u00a0 Sapeva bene che il peperoncino non \u00e8 un esaltatore di sapori bens\u00ec il contrario, anestetizza le papille gustative e copre l\u2019eventuale cattiva qualit\u00e0 e freschezza degli ingredienti.<\/p>\n<p>L\u2019osteria si affacciava sulla piazza ed era ubicata dove ancora persiste la vestigia di un palazzo settecentesco, superstite al sisma del dove 1908, con il piano terreno a <em>Taberna Romana<\/em>: tutte botteghe con piano ammezzato sovrastante che fungeva da abitazione dell\u2019artigiano, la famosa <strong><em>Casa e Putia<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>Nei locali ammezzati Don Fanu abitava con la numerosa famiglia di 7 figli. L\u2019osteria, nata prima del terremoto, era ubicata agli attuali numeri civici 124 e 126, fu passata agli eredi nel 1939 e chiuse definitivamente nel 1960.<\/p>\n<p>Il profilo sin qui tracciato mette a fuoco un uomo dalle grandi capacit\u00e0 professionali e di elevata umanit\u00e0 il cui ricordo permane integro nei messinesi a sessant\u2019anni dalla chiusura della sua trattoria.<\/p>\n<p>Questa munificenza verso chi era in difficolt\u00e0 spiega l\u2019imperitura memoria della figura leggendaria di questo Oste. Per anni quel luogo per i messinesi fu \u201c<em>A piazza i don Fanu<\/em>\u201d, abbreviazione di \u201cA <em>piazza unni c\u2019\u00e8 a putia i don Fanu<\/em>\u201d. La piazza era sua! Era lui l\u2019attrattore antropico, era lui l\u2019aggregatore sociale che attivava la frequentazione di quello spazio urbano.<\/p>\n<p>Questo eponimo spontaneo \u00e8 segno della secolarizzazione di buone azioni compiute veramente, di buoni comportamenti apprezzati unanimemente e di buona cucina che costruisce le tradizioni locali. Fattori che hanno avuto e continuano ad avere, ovunque, la meglio su commemorazioni forzate e imposte intitolazioni toponomastiche.<\/p>\n<p>Gli spazi raccontano storie e quando le storie sono storie positive diventano toponimi che nessuna ufficializzazione formale di natura burocratica, e meno che mai propagandistica, pu\u00f2 cancellare.<\/p>\n<p>Crediamo che oggi sarebbe il caso, e il momento, di procedere ad una intitolazione pubblica!<\/p>\n<p>Un atto dovuto per dare un riconoscimento ufficiale ad una storia minore di grande umana generosit\u00e0.<\/p>\n<p>Del resto non c\u2019\u00e8 celebrazione formale che pu\u00f2 resistere a taluni <em>genis loci<\/em>, specie se sono di matrice gastronomica e di cos\u00ec alto livello morale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Carmelo Celona<\/p>\n<p>22.01.2021<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lungo la via Risorgimento, a Messina, nel tratto compreso tra le perpendicolari di via Luciano Manara e via Camiciotti, vi \u00e8 uno slargo denominato: Largo Risorgimento. 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