{"id":4741,"date":"2020-12-18T22:05:07","date_gmt":"2020-12-18T21:05:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/2025\/07\/22\/teatro-antico-di-tindari-se-il-covid-uccide-anche-la-magia-delle-notti-estive-del-mito-copy-copy-copy-copy-copy-copy-copy-copy-2-copy-copy-copy\/"},"modified":"2025-07-22T22:18:13","modified_gmt":"2025-07-22T20:18:13","slug":"teatro-antico-di-tindari-se-il-covid-uccide-anche-la-magia-delle-notti-estive-del-mito-copy-copy-copy-copy-copy-copy-copy-copy-2-copy-copy-copy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/2020\/12\/18\/teatro-antico-di-tindari-se-il-covid-uccide-anche-la-magia-delle-notti-estive-del-mito-copy-copy-copy-copy-copy-copy-copy-copy-2-copy-copy-copy\/","title":{"rendered":"Guarino Garino, la palingenesi del Barocco Siciliano"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019antica Chiesa della S.S. Annunziata realizzata a Messina nel 1662 fu il primo esempio di Barocco Siciliano. Un\u2019architettura di grande valore universale, rimasta in piedi dopo il 1908, venne successivamente demolita per prosaiche utilit\u00e0.<\/p>\n<p>Uomo umbratile, genio matematico, filosofo prestato all\u2019architettura, Guarino Guarini fu il primo ad importare la suggestione spirituale dell\u2019Architettura Barocca nella Sicilia della seconda met\u00e0 del \u2018600, quando l\u2019isola era ancora ancorata ai linguaggi svevi e arabo normanni e soffriva la contrapposizione secolare tra le corone di Francia e Spagna che l\u2019aveva esiliata dal grande processo di trasformazione umanistica del Rinascimento. Unica eccezione l\u2019esperienza espressiva del grande <em>Antonello da Messina<\/em>.<\/p>\n<p>Nato a Modena il 17 gennaio del 1624, gi\u00e0 all\u2019et\u00e0 di 15 anni cominci\u00f2 il suo noviziato nell\u2019ordine dei padri teatini trasferendosi a Roma in seminario. \u00a0Nella capitale rimase per 8 anni osservando dal vivo il trionfo della nuova architettura romana di <em>Bernini<\/em> e <em>Bormini<\/em>. Tornato sotto la Ghirlandina nel 1647, prese i voti e cominci\u00f2 ad insegnare filosofia. Aspri contrasti con il duca Alfonso IV d\u2019Este lo costringono a lasciare le rive del Panaro e vagare per la penisola fino al 1660, anno in cui giunge a Messina per insegnare matematica e filosofia nella locale accademia.<\/p>\n<p>Nella citt\u00e0 peloritana cominci\u00f2 le sue prime grandi opere come architetto. Nel 1662 realizz\u00f2 la <em>Chiesa della SS. Annunziata <\/em>con annessa, <em>Casa dei Teatini<\/em>, ubicata lungo l\u2019attuale tracciato di via Cavour. Qualche anno dopo fu la volta della <em>Chiesa di San Filippo Neri,<\/em> ubicata nella parte alta dell\u2019allora via Cardines, oggi via Cesare Battisti, poco pi\u00f9 su dell\u2019attuale Casa dello Studente.<\/p>\n<p>L\u2019innovativo progetto per la <em>Chiesa<\/em> <em>messinese dei Padri Somaschi<\/em>, opera che racchiude il paradigma di tutta l\u2019architettura di Guarino Guarini, redatto nel 1660, purtroppo non vide mai la luce. Proprio in questo progetto egli concep\u00ec il tema della cupola ad archi incrociati che riproporr\u00e0, qualche anno dopo, nella famosa <em>Cappella della Sacra Sindone <\/em>a Torino: un edificio a pianta centrale costituita da due esagoni dove la cupola che svetta su tutta la fabbrica presenta un sistema di nervature intrecciate che ne alleggerisce la gravit\u00e0 favorendo la luminosit\u00e0 interna.<\/p>\n<p>Della <em>Chiesa di San Filippo Neri<\/em> non abbiamo nessuna testimonianza fotografica, viceversa \u00e8 ampiamente documentata la <em>Chiesa della S.S. Annunziata<\/em>. Le immagini d\u2019epoca riferiscono un linguaggio complesso generato da una geniale soluzione in pianta che risolve la difficile ubicazione e il necessario adattamento al preesistente. L\u2019opera si distingue per l\u2019unicit\u00e0 del suo campanile ottagonale, compatto come una torre guardia, che cerca di vincere il tentativo dissimulatore del formidabile andamento della facciata che ad esso si antepone. Una trovata scenica che risolve in modo creativo la complessit\u00e0 del compito. In quest\u2019opera compaiono le prime volute, i primi festoni e i primi barocchismi in Sicilia. Si tratta della palingenesi indiscussa del <em>Barocco Siciliano<\/em>.<\/p>\n<p>Guarini lasci\u00f2 la Sicilia per Parigi, i frati teatini, avendo apprezzato le sue opera messinesi, lo chiamarono nella capitale francese per la realizzazione la <em>Chiesa di Sainte Anne la Royale, poi <\/em>in Portogallo e in Cecoslovacchia per realizzare altri edifici dell\u2019Ordine. Da Parigi la sua fama lo condusse a Torino, citta di parate, il cui carattere era stato ideato da un gruppo di architetti piemontesi di estrazione militare. Voluto da Carlo Emanuele II, il prete teatino import\u00f2 nella capitale sabauda un verbo nuovo, internazionale, elaborato tra Messina, Parigi, Praga e Lisbona, assumendo quel ruolo di emancipatore dell\u2019architettura piemontese che cinquant\u2019anni dopo sar\u00e0 di Filippo Juvarra. Entrambi latori di esperienze espressive, elaborate anche nell\u2019ambiente messinese, che hanno proiettato Torino nell\u2019Olimpo delle grandi capitali assolutiste dell\u2019Europa.<\/p>\n<p>Il dinamismo delle sue opere peloritane e la loro inedita teatralit\u00e0, stupirono l\u2019ambiente siciliano e richiamarono l\u2019attenzione di molti architetti appartenenti agli ordini religiosi, in crisi di rappresentativit\u00e0 in un\u2018epoca dove si intravedevano all\u2019orizzonte lampi di relativismo.<\/p>\n<p>Quanto seminato a Messina dal Guarini germin\u00f2 a Palermo qualche decennio dopo con <em>Angelo Italia<\/em>, un gesuita che nel 1702 con la Chiesa di S. Francesco Saverio comp\u00ec nell\u2019isola il passaggio tardivo dal manierismo al barocco, adottando per la prima volta le colonne tortili e proponendo un campanile di chiara cifra guariniana. A questi fece seguito, sempre a Palermo, <em>Paolo Amato<\/em>, un prete dell\u2019ordine degli infermi, che nel 1736 con la Chiesa del SS. Salvatore, ruppe ogni canone classico e scaten\u00f2, con una lussureggiante decorazione interna, un pathos mistico mai pi\u00f9 raggiunto. Seguiranno altri interessanti episodi. Ma il seme pastinato da Guarini esplose in modo fragoroso a seguito del tragico terremoto del 1693 che colp\u00ec severamente la <em>Val di Noto<\/em>, radendo al suolo intere citt\u00e0.<\/p>\n<p>Siamo alle porte del secolo dei lumi ed in Sicilia gi\u00e0 si registravano le prime spinte relativiste che facevano spazio al diffondersi della cultura illuminista. A seguito dell\u2019immane catastrofe Il Vicer\u00e8 <em>Juan Francisco Pacheco Uzeda<\/em> nomin\u00f2 vicario generale per la ricostruzione della <em>Val di Noto<\/em> Giuseppe Lanza Duca di Camastra, incaricandolo di sovrintendere alla ricostruzione delle citt\u00e0 cadute. Il panormita si avvalse della collaborazione dell\u2019architetto fiammingo Carlos De Grunembergh, gi\u00e0 autore in Sicilia di numerose fortificazioni tra le quali la Real Cittadella.<\/p>\n<p>I due concepirono nuovi impianti urbani in aree ritenute pi\u00f9 sicure, come nel caso di Noto, abbandonando quelle ormai dirute. Il disegno delle citt\u00e0 risorte \u201cex nihilo\u201d interpretava pienamente il razionalismo illuminista e si poneva in aperta contrapposizione alla concezione barocca della citt\u00e0 <em>Teatrum Mundi. <\/em>I due progettarono strade lineari, intersezioni ortogonali, tessuti a scacchiera all\u2019interno dei quali ricavavano piazze, slarghi, ampi marciapiede: tutti spazi di concezione laica. Le azioni di ricostruzione riscossero un enorme successo nella popolazione per la loro capacit\u00e0 operativa, l\u2019efficacia del soccorso prestato, per la visione strategica dei progetti urbanistici, virtuosa e democratica.<\/p>\n<p>La chiesa locale soffr\u00ec molto il gradimento popolare di queste operazioni ricostruttive e si adoper\u00f2 subito nel contrastare quel riformismo urbanistico illuminista che rischiava di fare delle nuove citt\u00e0 strutture fisiche ove si sarebbe potuta innescare un\u2019irreversibile deriva relativista. Nacque un braccio di ferro tra il potere temporale del Vicer\u00e8 e quello spirituale del Clero che vedeva disperdere il suo consenso secolare. Le citt\u00e0 erano ormai disegnate, bisognava intervenire sugli alzati, che sono i veri elementi che veicolano le emozioni negli spazi urbani. Cos\u00ec i vescovi di Catania e Siracusa, usando tutta la loro \u201cautorit\u00e0 pastorale\u201d, fecero in modo che i due urbanisti venissero, in ognuna delle nuove 50 citt\u00e0 della Val di Noto, affiancati da architetti di loro fiducia, quasi sempre preti, i quali avevano come preciso mandato quello di declinare i lessici del barocco romano ritenuto l\u2019unica cifra stilistica in grado di contrastare l\u2019avanzata della cultura illuminista nell\u2019isola. A questo disegno estetico reazionario affiancarono una strategica programmazione attuativa che dava precedenza assoluta alla realizzazione di 700 chiese, 250 monasteri, 22 collegi e due grandi cattedrali, rispetto alla ricostruzione di case ed edifici pubblici.<\/p>\n<p>L\u2019operazione cominci\u00f2 con un giovane prete architetto, il panormita, <em>Giovan Battista Vaccarini<\/em> che da tempo operava a Roma, nelle grazie del potentissimo Cardinale Pietro Ottoboni, e che era stato allievo del famoso architetto Carlo Fontana. Questi nel 1735 venne nominato architetto della citt\u00e0 di Catania. Lo stesso accadde in altre citt\u00e0 con altri prelati architetti, come: il gesuita <em>Rosario Gagliardi<\/em> a Noto, Scicli, Modica e Ragusa Ibla; <em>Fra Antonio Maria<\/em> a Scicli; il domenicano <em>Andrea Palma<\/em> a Siracusa; il gesuita <em>Francesco Maria Sortino<\/em> a Noto; il gesuita <em>Mario Spada<\/em> a Modica; il gesuita <em>Francesco Paolo Labisi, Noto; il gesuita Angelo Italia ad Avola<\/em>; <em>Fra Michele<\/em> a Ferla e Grammichele, etc.. L\u2019unico laico tra coloro che scrissero la grande pagina del <em>Barocco Siciliano<\/em> fu <em>Vincenzo Sinatra<\/em>, comunque marito della sorella del sacerdote architetto Gagliardi.<\/p>\n<p>Fu cos\u00ec che la Chiesa siciliana rafforz\u00f2 la sua egemonia nelle aree colpite. L\u2019operazione per quanto reazionaria dal punto di vista culturale si rilev\u00f2 di grande valore artistico.\u00a0 Il <em>Barocco Siciliano<\/em> rispetto alla sua matrice romana si caratterizz\u00f2 per l\u2019enfasi ambigua dovuta al nero magnetico della pietra lavica, al giallo dorato del tufo e al bianco splendente della pietra di Siracusa che in molti casi si rivel\u00f2 all\u2019altezza del travertino romano. Un linguaggio caratterizzato da un universo segnico il cui significante neg\u00f2 ogni categoria razionale esprimendo: suggestione, misticismo; tensione, ombre; ambiguit\u00e0, mistero, illusione; drammaticit\u00e0. Rendendo pienamente l\u2019idea del trascendente. Un\u2019estetica che con le sue meraviglie serv\u00ec a manipolare un popolo caduto, facilitando nella cultura locale la negazione di ogni materialismo. Ci\u00f2 grazie ad un <em>esercito di \u201carchitetti preti\u201d<\/em> che sed\u00f2 ogni istanza innovatrice e progressista.<\/p>\n<p>Quella innovazione che oltre mezzo secolo prima aveva portato Guarino Guarini. Colui che nello scenario dei grandi architetti barocchi fu il pi\u00f9 anticonformista. Architetto geniale di spirito innovativo e di grande creativit\u00e0 artistica. Nel suo \u201c<em>Trattato di Architetura Civile\u201d<\/em> aveva enunciato un principio che caratterizzer\u00e0 il senso dell\u2019architettura nei secoli a venire:<\/p>\n<p>\u201c<em>L\u2019architettura pu\u00f2 correggere le regole antiche e innovare. Mutando usanza gli uomini, conseguentemente l\u2019architettura ordinata alla loro utilit\u00e0 cangiar si deve\u201d.<\/em><\/p>\n<p>In Sicilia, 50 dopo il suo esempio, si fece l\u2019esatto contrario: si us\u00f2 l\u2019architettura per non corregge le regole antiche, per non innovare, per non mutare gli usi degli uomini e per non dar loro utilit\u00e0 e diritti.<\/p>\n<p>Il collegamento tra il <em>Barocco Siciliano<\/em> e il suo progenitore messinese \u00e8 un altro esempio metaforico di come in quest\u2019isola qualunque innovazione si trasforma sempre nel suo opposto. Ogni spinta innovatrice \u00e8 fintamente accolta come un\u2019occasione di cambiamento, ma in realt\u00e0 \u00e8 vista sempre come una grande opportunit\u00e0 per radicare lo status quo. Tutto cambia perch\u00e9 nulla muti. Soprattutto i privilegi e il potere, quello vero, quello che da sempre vive sotto le mentite spoglie di un avvicendarsi inutile di Corone ed Istituzioni.<\/p>\n<p>Carmelo Celona<\/p>\n<p>18.12.2020<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019antica Chiesa della S.S. Annunziata realizzata a Messina nel 1662 fu il primo esempio di Barocco Siciliano. 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