{"id":4725,"date":"2020-12-06T19:12:13","date_gmt":"2020-12-06T18:12:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/2025\/07\/22\/teatro-antico-di-tindari-se-il-covid-uccide-anche-la-magia-delle-notti-estive-del-mito-copy-copy-copy-copy-copy-copy-copy-copy-2-copy-copy\/"},"modified":"2025-07-22T22:04:50","modified_gmt":"2025-07-22T20:04:50","slug":"teatro-antico-di-tindari-se-il-covid-uccide-anche-la-magia-delle-notti-estive-del-mito-copy-copy-copy-copy-copy-copy-copy-copy-2-copy-copy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/2020\/12\/06\/teatro-antico-di-tindari-se-il-covid-uccide-anche-la-magia-delle-notti-estive-del-mito-copy-copy-copy-copy-copy-copy-copy-copy-2-copy-copy\/","title":{"rendered":"Donna Concetta tutta un&#8217;esistenza dentro una baracca"},"content":{"rendered":"<p>Eccola, \u00e8 ancora in piedi e sfida il tempo lungo di una giustizia mancata.<\/p>\n<p>E\u2019 il superstite pi\u00f9 integro di quei manufatti che il cinismo spietato dei ricostruttori della Messina post terremoto eufemisticamente avevano chiamato \u201c<em>Cottege<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>E\u2019 la forma della storia pi\u00f9 tragica di una citt\u00e0 senza speranza.<\/p>\n<p>Si trova l\u00ec dal 1909-1910.\u00a0 Un alloggio d\u2019emergenza, provvisorio come i contener abitativi assegnati ai recenti terremotati delle Marche e del Centro Italia.<\/p>\n<p>E\u2019 il pi\u00f9 integro, il meno superfetato di un piccolo villaggio baraccato che si trova ancora, in tutta la sua <strong><em>provvisoriet\u00e0 permanente<\/em><\/strong>, sulla sponda destra del Torrente Annunziata, in alto. In un anfratto allora lontanissimo dal centro cittadino, oggi laterale ad uno dei quartieri pi\u00f9 popolati della citt\u00e0.<\/p>\n<p>\u00c8 il monumento pi\u00f9 integro di un crimine sociale destinato ai messinesi superstiti del terremoto.<\/p>\n<p>E\u2019 il simbolo di una delle pagine pi\u00f9 nere dello Stato Sabaudo.<\/p>\n<p>E\u2019 l\u2019archetipo dell\u2019Apartheid messinese.<\/p>\n<p>All\u2019interno di quell\u2019asfissiante e sempre umido gruppo di baracche, fino a qualche anno, vi era anche il simbolo vivente, la carne viva di questa secolare asimmetria di trattamento sociale. Il cuore pulsante, di questa mostruosa ingiustizia sociale: due occhi che ti guardavano penetranti e interrogativi come quelli di un cane fedele che stai abbandonando sull\u2019autostrada.\u00a0 Lo sguardo innocente di chi non capisce e non capir\u00e0 mai, la tua crudelt\u00e0 d\u2019animo e il perch\u00e9 del suo gratuito sacrificio.<\/p>\n<p>Non ricordo il cognome, ma non serve.<\/p>\n<p>La Signora Concetta non la dimenticher\u00f2 mai.<\/p>\n<p>Ho avuto l\u2019onore, e anche l\u2019imbarazzo morale di conoscerla, durante un convegno organizzato da Legambiente dei Peloritani, al quale fui invitato nella qualit\u00e0 di relatore ad illustrare gli studi che da tempo conducevo sulla ricostruzione urbanistica della citt\u00e0 dopo il 1908 e sulla nascita dei \u201cvillaggi ultra popolari\u201d.<\/p>\n<p>Era il maggio del 2008, a cent\u2019anni esatti dal terremoto e nel <em>Salone delle Bandiere del Palazzo della Provincia<\/em> era stata allestita la mostra: \u201c<em>Cent\u2019anni di Baracche<\/em>, ideata da Giovanni D\u2019Arrigo con gli scatti del bravissimo Roberto Pruiti.<\/p>\n<p>Ricordo che all\u2019improvviso i lavori furono interrotti da un rispettoso silenzio, come se fosse giunta in sala una grande personalit\u00e0. Era entrata la Signora Concetta, e tutti andavano a salutarla come se fosse un capo di stato. A pensarci retrospettivamente, fu come se fosse arrivato un solenne capo indiano. Di fatto si trattava del rappresentante di una trib\u00f9 di messinesi chiusi da un secolo in una riserva.<\/p>\n<p>Corpulenta, quasi ottuagenaria e con gravi difficolta deambulatorie, si era presentata in sala accompagnata da altri baraccati per vedere il magnifico video denuncia \u201c<em>Messina 2008- la citt\u00e0 negata<\/em>\u201d realizzato sempre da Roberto Pruiti, di cui era protagonista assoluta. Era stata l\u2019unica ad avere il coraggio di firmare, con una croce, la liberatoria che autorizzava la pubblicazione della sua immagine e il permesso che si divulgasse il filmato relativo al tugurio in cui era nata e in cui da sempre era stata costretta a vivere (e a morire): una baracca di legno con un unico vano malsano e un cesso, (vedi foto) senza acqua corrente.<\/p>\n<p>Era una donna umile vestita di povere vesti logore ma con un grande carisma. Sono andato a trovarla qualche tempo dopo. Mi ha accolto con un sorriso amaro che traduceva tutto il peso di un\u2019ingiustizia subita per tutta la vita.<\/p>\n<p>Mi ha raccontato di essere nata in quella baracca e di essere sempre vissuta in quei pochissimi metri quadri: una stanza occupata quasi tutta da un letto, un misero tavolino addossato ad una parete e in un angolo un cucinino. Separato da un pannello in cartone, un water senza lavello o bidet. Il lavabo era fuori, con l\u2019unica presa d\u2019acqua. E l\u00ec era costretta a lavarsi, anche d\u2019inverno. All\u2019epoca viveva da sola, ma in quell\u2019antro buio e zuppo di tanfo, vi fu un tempo in cui viveva tutta la sua famiglia.<\/p>\n<p>Quando le chiesi perch\u00e9 stava scalza mi raccont\u00f2 che le scarpe per venire al convegno gliele avevano prestate.<\/p>\n<p>La sua silenziosa dignit\u00e0 struggente, che si limitava a dire: \u201c<em>lei pensa che mi daranno una casa?<\/em>\u2026\u2026..\u201c, mi procur\u00f2 un doloroso imbarazzo.<\/p>\n<p>A guardarla, nonostante non avesse nessun <em>chignon,<\/em> faceva venire in mente le parole di Pino Daniele:<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Donna Cuncetta parlate,\u00a0 donna Cuccetta dicite!<\/em><\/strong> <strong><em>Donna Cunc\u00e8, alluccate per dispetto!!!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Dint&#8217;a stu tuppo niro, ci stanno tutt&#8217;e paure, &#8216;e nu popolo ca cammina sotta &#8216;o muro\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>L\u2019immagine della Signora Concetta \u00e8 l\u2019emblema dei messinesi superstiti del sisma, rapinati di ogni avvenire, che per oltre cent\u2019anni hanno vissuto e vivono ancora con la schiera piegata sotto quel muro che in riva allo Stretto ha bloccato la civilt\u00e0 e la giustizia sociale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Da qualche anno fa \u00e8 morta, ma il suo ricordo immortalato dalle foto di Pruiti incarna la metafora autentica della <strong>Fenomenologia della Baracca<\/strong>: quello stato d\u2019animo gregario e poco reattivo che ha messo i messinesi superstiti del terremoto e le loro post genie all\u2019interno di una baracca mentale. La baracca dove i diritti si chiamano favori e i favori qualora fatti vengono chiamati miracoli.<\/p>\n<p>Chiedono supplici da oltre un secolo favori e nessuno li ha mai informati che si tratta di diritti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La <em>Signora Concetta<\/em> fu eroina involontaria, versione femminile, di quel tale Giovanni Cammarata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E\u2019 notizia di questi giorni che nuovi governi e nuovi politici non riescono ancora a districare le solite secolari pastoie burocratiche e legali. Mentre i baraccati aspettano l\u2019eterno <em>Godot<\/em> di un diritto negato da oltre un secolo: la casa!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Intanto ancora sanguina la ferita civile di una notte nera della giustizia che non passa, la notte infinita di un\u2019asimmetria di trattamento sociale cos\u00ec enorme per la sua durata che nessuna coscienza pu\u00f2 dirsi innocente. Nessuna!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Carmelo Celona<\/p>\n<p>06.12.2020<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>P.S.: la signora si chiamava Concetta Albano<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Eccola, \u00e8 ancora in piedi e sfida il tempo lungo di una giustizia mancata. 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