{"id":4585,"date":"2020-09-27T16:09:33","date_gmt":"2020-09-27T14:09:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/2025\/07\/20\/teatro-antico-di-tindari-se-il-covid-uccide-anche-la-magia-delle-notti-estive-del-mito-copy-copy-copy-copy\/"},"modified":"2025-07-20T16:15:43","modified_gmt":"2025-07-20T14:15:43","slug":"teatro-antico-di-tindari-se-il-covid-uccide-anche-la-magia-delle-notti-estive-del-mito-copy-copy-copy-copy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/2020\/09\/27\/teatro-antico-di-tindari-se-il-covid-uccide-anche-la-magia-delle-notti-estive-del-mito-copy-copy-copy-copy\/","title":{"rendered":"L&#8217;insegna sul Campanile"},"content":{"rendered":"<p>La verit\u00e0 sta nei particolari. I particolari ci dicono pi\u00f9 verit\u00e0 di un\u2019ampia narrazione e riferiscono anche come siamo e cosa pensiamo. \u00a0Da un particolare possiamo benissimo risalire al gusto di una persona, ai suoi valori e alle sue categorie estetiche e di pensiero. Questo vale per i singoli individui quanto per i popoli. Leonardo Da Vinci sosteneva che: \u201ci dettagli fanno la perfezione\u201d, cos\u00ec come ci dicono anche tanto sui modi imperfetti di agire e di pensare.<\/p>\n<p>Passeggiando per piazza Duomo e osservandone il complesso architettonico, salta all\u2019occhio un elemento fortemente disturbante, anzi deturpante. All\u2019ingresso del Campanile \u00e8 stata affissa un\u2019insegna barbaramente sovrapposta all\u2019architrave che separa la porta sagomata da mensole laterali dalla soprastante elegante lunetta con inferriata in ferro, occupando in orizzontale tutta l\u2019ampiezza della prima cornice ogivale.<\/p>\n<p>Un\u2019insegna rettangolare con bordo in lamierino scuro, alta circa 40 cm., al cui interno su fondo azzurro campeggia pleonastica, a lettere cubitali, la scritta: \u201cCAMPANILE\u201d, affiancata da sbiadite foto che ritraggono elementi del campanile stesso (il leone, il gallo, etc..), nel caso qualcuno non capisca di cosa si tratti. Per non correre questo rischio con i turisti stranieri immediatamente sotto una striscia poliglotta: CLOKTOWER \u2013 CLOCHER &#8211; GLOKENTURM \u2013 CAMPANARIO, mancano solo la traduzione in cirillico, i pittogrammi cinesi e gli ideogrammi giapponesi, a voler essere totalmente planetari.<\/p>\n<p>Infine in basso, un\u2019altra striscia di parole come: Ingresso- Panorama- Bookshop- Souvenirs- svela tutta la prosaicit\u00e0 dello scempio.<\/p>\n<p>Se c\u2019\u00e8 un linguaggio universale \u00e8 quello delle forme che supera ogni convenzione semantica. Che bisogno c\u2019era di indicare in quattro lingue una tipologia architettonica universale, come un campanile? \u00a0\u00c8 come se le chiese avessero davanti un cartello con scritto \u201cCHIESA\u201d. E poi le foto sbiadite di elementi che non stanno in altro luogo e quindi possono incuriosire chi guarda, ma i soggetti raffigurati sono proprio l\u00ec, proprio sopra quella disgustosa insegna che si sforza, patetica di rappresentarli. Una sorta di atteggiamento autistico, ormai tipico del fruitore nato digitale che nonostante abbia sotto gli occhi la realt\u00e0 da vivere e l\u2019orinale da ammirare li guarda su internet e si informa su wikipedia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Campanile del Duomo \u00e8 un elemento verticale che da secoli orienta i messinesi e con i suoi simboli e le sue iconografie rappresenta una sintesi essenziale della storia del popolo peloritano.\u00a0 Pi\u00f9 volte crollato, pi\u00f9 volte risorto. L\u2019ultima ricostruzione risale a dopo il 1908. In quest\u2019ultima versione \u00e8 stato dotato di uno dei pi\u00f9 famosi orologi astronomici d\u2019Europa.<\/p>\n<p>In origine fu il <strong><em>Minareto<\/em><\/strong>, in lingua arabo <strong><em>Manara<\/em><\/strong>, che significa <strong><em>Faro<\/em><\/strong>. Alto edificio a pianta limitata che svettava sopra l\u2019abitato e le campagne dalla cui sommit\u00e0 il <strong><em>Muezzin<\/em><\/strong>, gridava l&#8217;<strong><em>Adh\u00e0n<\/em><\/strong> (il richiamo) invitando, pi\u00f9 volte al giorno, il popolo alla <strong><em>Sal\u00e0t<\/em><\/strong> (preghiera). Mutuando dal mondo arabo, in Europa i primi <strong><em>Campanili<\/em><\/strong> nacquero durante il monachesimo. Strutture snelle, generalmente affiancate alla chiesa madre, che svettavano su tutti gli spazi del monastero e controllavano i terreni circostanti. Elementi architettonici che presto divennero il simbolo di quella grande rivoluzione spirituale che decret\u00f2 la fine della civilt\u00e0 romana e all\u2019avvento del cristianesimo. il Monastero che fu il luogo di una nuova organizzazione delle attivit\u00e0 umane concep\u00ec la <strong><em>Regola monastica<\/em><\/strong>: un complesso di norme comportamentali che organizzava i ritmi della nuova vita prevedendo nuovi sistemi di gestione del tempo civile come l\u2019orario di lavoro, la divisione della giornata in frazioni di tempo, il calendario, ecc\u2026 (concezioni che resteranno immutate fino ai giorni nostri). Lo strumento con il quale si applicava la <strong><em>Regola<\/em><\/strong> del tempo, fu il Campanile, prima attraverso l\u2019uso delle campane (ed era un tempo incerto che dipendeva dai ritmi del campanaro) e poi con l\u2019orologio meccanico, invenzione dovuta all\u2019Arcidiacono di Verona Salomone Ireneo Pacifico (778-845), un erudito\u00a0 di grande ingegno al quale si deve una delle architetture pi\u00f9 esemplari del Romanico Italiano: <em>la Cattedrale di San Zeno<\/em> a Verona ed il suo Campanile.<\/p>\n<p>I Campanili furono gli elementi funzionali alla citt\u00e0 medievale, protetta dalle mura, per proteggere il mercato, al cui interno si situarono per primi gli edifici di rappresentanza del potere spirituale (la Chiesa e il Campanile) e del potere temporale (Il palazzo signorile e la torre civica). Entrambi i poteri scandivano il tempo rendendolo visibile con la torre civica e il campanile. Fino alla modernit\u00e0 furono le architetture che pi\u00f9 di altre caratterizzarono la visione del panorama urbano. Basti pensare al Campanile di Giotto a Firenze.<\/p>\n<p>Essi avevano una grande importanza sociale: richiamavano i cittadini alle adunanze pubbliche; avvertivano del verificarsi di tragedie e lutti; segnalavano i momenti lieti della comunit\u00e0 come feste, matrimoni o nascite; davano l\u2019allarme con le campane a martello. Con l\u2019orologio meccanico o con le campane dettavano i ritmi delle attivit\u00e0 pubbliche e private. Ancora oggi il campanile di Messina con la sua cifra eclettica evoca e sintetizza questo processo storico e scandisce il tempo dei messinesi, quantomeno le pause pranzo, riecheggiando il mezzogiorno per tutte le vie della citt\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019insegna ha tutta l\u2019aria di essere stata riciclata, o di essere stata realizzata dalla sensibilit\u00e0 di un pubblicitario che non distingue il Colosseo da un condominio. E\u2019 cos\u00ec folkloristica che sarebbe stata pi\u00f9 opportuna accanto al pappagallo di Cristo Re.<\/p>\n<p>Quell\u2019insegna \u00e8 il significante di un\u2019idea di turismo di terza mano, da Disneyland, da: \u201cvenghino signori venghino!\u201d.<\/p>\n<p>Quel rettangolo improbabile \u00e8 la lucida metafora di come si attivano in citt\u00e0 i processi di valorizzazione dei beni culturali, di come li si promuove e di come li si fruisce.<\/p>\n<p>E\u2019 la forma della forma mentis di chi amministra ad ogni livello. Rappresenta il perenne corto circuito tra il buon senso e opportunit\u00e0 politica sempre alla ricerca spasmodica del consenso che non permette di assumere veri e doverosi compiti pedagogici. Chi amministra i beni culturali, e non solo, asseconda solo il gusto acerbo della maggioranza in un quadro generale di pragmatico disimpegno estetico insensibile ad ogni crescita culturale.<\/p>\n<p>Se si continua a manipolare il gusto della maggioranza offrendogli un orizzonte estetico alla sua portata per compiacerlo, ottenendo un\u2019utile regressione per poi facilmente \u00a0assecondarlo e compiacerlo senza educarlo alla bellezza, non se ne esce pi\u00f9. Con questo nodo gordiano che strozza ogni buon senso, ogni tentativo di armonia estetica, il destino \u00e8 clamorosamente segnato.<\/p>\n<p>Siamo sicuri che per promuovere il campanile non c\u2019era qualche altro sistema pi\u00f9 adeguato, elegante e tecnologicamente avanzato, invece di ricorrere a quella patetica insegna?\u00a0 E\u2019 cos\u00ec che si intende promuovere, fruire e tutelare i beni culturali, con il fine di generare efficienti economie e sviluppo culturale?<\/p>\n<p>Alla citt\u00e0 per diventare un attrattore turistico servirebbe una strategia di valorizzazione organica dei monumenti. Servirebbe un modo sistematico, avanzato e innovativo di governo dell\u2019intero sistema dei beni culturali cittadini, con chiari obiettivi e con modalit\u00e0 efficienti. Il turismo \u00e8 un numero finito, intercettarlo \u00e8 difficile, solo poche realt\u00e0 possono vivere di solo turismo, Roma, Firenze, Venezia, la limitrofa Taormina. Le \u00a0altre citt\u00e0, come Messina, che non vantano grandi attrattori culturali universali debbono ricorrere a strategie innovative, intelligenti, che creano altro valore oltre quello che gi\u00e0 c\u2019\u00e8. <em>Bisogna creare valore!!<\/em>\u00a0 E non si crea valore aggiunto se si insultano quei pochi monumenti di pregio con sbrigativi e inqualificabili prosaicismi, come quell\u2019insegna.<\/p>\n<p>Se non si riesce ad arginare questi atteggiamenti, diffusissimi in riva allo Stretto, si eviti di puntare sul turismo e si punti tutto sul pesce stocco, sul vento da sud est e sugli anatemi, elementi di cui siamo detentori esclusivi.<\/p>\n<p>Al netto di queste riflessioni ci si chiede, con disperata indignazione, che necessit\u00e0 c\u2019era di segnalare l\u2019ingresso al campanile, chi lo cercherebbe altrove? Il campanile ha un solo ingresso, con tanto di targhetta elegante, non si pu\u00f2 sbagliare. Proviamo ad immaginare cosa sarebbe successo se un\u2019insegna del genere fosse stata affissa sulla Torre di Pisa, sul Campanile di Giotto, sulla Ghirlandina, etc..<\/p>\n<p>Eppure il campanile \u00e8 stato oggetto di un recente restauro che con attenzione ha restituito una certa filologia, senza risparmiare talune scelte cromatiche che lo caratterizzeranno in futuro.<\/p>\n<p>Ma l\u2019insegna, perch\u00e8?<\/p>\n<p>Insegne cos\u00ec se ne trovano nei bar di periferia male in arnese e al mercato delle pulci. Simili si possono ammirare al mercato di Ballar\u00f2 a Palermo che riassumono i prodotti del sottostante banco del pesce.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 affiggere un\u2019insegna da becero negozio di souvenir che vuole attrarre in modo eclatante il turista sprovveduto per vendergli le cartoline, le ampolle con la neve, i finti prodotti tipici?<\/p>\n<p>Nell\u2019era dell\u2019Iphone siamo rimasti ancorati all\u2019economia turistica delle cartoline? Nell\u2019era di internet puntiamo tutto sui del souvenir? Siamo messi bene!<\/p>\n<p>L\u2019insegna \u00e8 inopportuna, puerile nei contenuti pubblicitari, banale nella forma e di cattivo gusto.<\/p>\n<p>Un autentico insulto a quel che rappresenta il monumento sotto il profilo religioso socioculturale (\u00e8 uno degli archetipi della citt\u00e0), architettonico ed urbanistico.<\/p>\n<p>Quella insegna \u00e8 uguale alle millanta deregolamentate che turbano il decoro urbano e quello del centro storico violando ogni espressivit\u00e0 di architetture e monumenti.<\/p>\n<p>E\u2019 la lucida metafora di un atteggiamento utilitaristico che si impone su ogni senso, buon senso e buon stile, grazie alla approvazione della maggioranza incolta e insensibile e all\u2019indifferenza di chi vanta la storia della citt\u00e0 in modo autoreferenziale e a corrente alternata.<\/p>\n<p>Con questa insegna lo scempio della babele delle insegne nel centro storico \u00e8 giunto al suo tragico apice. Non osiamo immaginare cosa vedremo da qui in avanti, restando indifferenti su questo solco.<\/p>\n<p>Ci tocca ancora citare Ennio Flaiano che sosteneva: \u201cil bello muore mortificato dall\u2019utile\u201d.<\/p>\n<p>Ma qui l\u2019utile dov\u2019\u00e8?<\/p>\n<p>Resta solo l\u2019inutile sfregio a un monumento. Una ferita deturpante sul bel volto di una nostra ava che andrebbe al pi\u00f9 presto sanata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Carmelo Celona<\/p>\n<p>27\/09\/2020<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La verit\u00e0 sta nei particolari. 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