{"id":4303,"date":"2017-08-19T20:30:22","date_gmt":"2017-08-19T18:30:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/2025\/07\/18\/la-bellezza-delloriginale-2-copy\/"},"modified":"2025-07-18T20:41:26","modified_gmt":"2025-07-18T18:41:26","slug":"la-bellezza-delloriginale-2-copy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/2017\/08\/19\/la-bellezza-delloriginale-2-copy\/","title":{"rendered":"Le Scalinate Abusive nella Sicilia Barocca"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;invasione delle Scalinate abusive nella Sicilia Barocca<\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Il potere si legittima attraverso la conquista dello spazio fisico in cui si insedia. L\u2019invasione degli spazi \u00e8 <em>conditio sine qua non<\/em> al dominio del territorio ed \u00e8 funzionale al condizionamento culturale dei popoli. La lotta per il potere \u00e8 anche la lotta per la conquista dello spazio. Un singolare esempio di architettura che esprime i rapporti di forza tra poteri contrastanti che si contendono spazi urbani per radicare il loro potere e per esercitare la loro influenza sulla popolazione che abita gli spazi contesi \u00e8 il \u201c<em>Barocco Siciliano<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019architettura e l\u2019urbanistica del \u2018700 risentono molto della cultura illuminista del XVIII secolo e della concezione laica dell\u2019assolutismo delle grandi monarchie europee. In questo scenario la Sicilia \u00e8 un universo a s\u00e9. Un universo ultroneo quanto reazionario alle istanze relativiste. Ci\u00f2 nonostante l\u2019isola abbia avuto, a causa di un drammatico evento naturale, la possibilit\u00e0 di essere il laboratorio ideale dove applicare i paradigmi di quella cultura illuminista che in seguito avrebbe portato ad una delle pi\u00f9 grandi rivoluzioni della Storia.<\/p>\n<p>Il 9 gennaio del 1693 un fortissimo terremoto colp\u00ec la \u201cVal di Noto\u201d distruggendo moltissime citt\u00e0 e cancellando quasi del tutto la schietta grammatica dell\u2019architettura arabo siculo normanna, archetipo di una Sicilia multiculturale.<\/p>\n<p>A seguito di questa immane catastrofe Il Vicer\u00e9 Juan Francisco Pacheco Uzeda nomin\u00f2 vicario generale per la ricostruzione della Val di Noto Giuseppe Lanza Duca di Camastra, magistrato del regio governo spagnolo, incaricandolo di sovrintendere alla ricostruzione delle citt\u00e0 cadute. Il panormita si avvalse della collaborazione di un architetto militare, il fiammingo Carlos De Grunembergh, gi\u00e0 autore in Sicilia, sempre per conto della corona spagnola, delle fortificazioni a difesa delle citt\u00e0 di Augusta, Siracusa, Catania e Messina, dove progett\u00f2 la Real Cittadella.<\/p>\n<p>I due urbanisti cominciarono a riprogettare le citt\u00e0 rase al suolo dal sisma rivedendo radicalmente gli originali impianti urbani e prevedendo per le pi\u00f9 danneggiate persino la ricostruzione in altro sito, come nel caso della citt\u00e0 di Noto. Il disegno delle citt\u00e0 risorte interpretava pienamente il razionalismo illuminista che si andava declinando in tutta Europa, in aperta contrapposizione alla concezione barocca della citt\u00e0 <em>Teatrum Mundi<\/em>, concependo i nuovi organismi urbani come spazi laici. Lanza e De Grunembergh progettarono impianti urbani regolari, strade lineari, intersezioni ortogonali, tessuti a scacchiera all\u2019interno dei quali ricavavano piazze, slarghi, ampi marciapiede: tutti spazi di concezione pubblica. Strutture urbane interpreti dell\u2019ordine assolutista che affermavano con una razionale modellazione degli ambienti cittadini la loro concezione laica. Fu il caso di Grammichele, Avola, Noto e Catania, il cui antico impianto superstite\u00a0 fu razionalizzato prevedendo la realizzazione di un rettifilo in direzione Nord Sud (l\u2019attuale via Etnea) e due rettifili ad esso ortogonali in direzione Est-Ovest (via Vittorio Emanuele e \u00a0via Antonio di San Giuliano), concependo anche\u00a0 nuovi grandi spazi pubblici come l\u2019attuale piazza Duomo e piazza Universit\u00e0.<\/p>\n<p>Purtroppo la storia ci insegna che compagni indivisibili dei terremoti sono le speculazioni e il radicamento di nuovi poteri. Le catastrofi e le conseguenti condizioni d\u2019emergenza raramente sono occasione per il verificarsi di pratiche virtuose finalizzate al miglioramento delle condizioni spaziali preesistenti, nonch\u00e9 di quelle civili, sociali e culturali. Nel caso della Sicilia Orientale colpita dal grande terremoto, l\u2019auspicio di una ricostruzione virtuosa ha rischiato di verificarsi grazie al Duca di Camastra che dette seguito al suo mandato con celerit\u00e0 ed efficienza. Le sue azioni di risanamento riscossero subito un enorme successo per la sua capacit\u00e0 operativa,\u00a0 per l\u2019efficacia del soccorso prestato, per la visione strategica dei suoi progetti urbanistici e per il suo modo virtuoso di operare.<\/p>\n<p>Cos\u00ec lo racconta nell\u2019immediatezza del suo intervento Francesco Privitera nel suo \u201cDolorosa tragedia \u201c del\u00a0 1695: \u201c<em>Il Camastra era uomo dalla mente larga e quadra, dall\u2019energia rapida e diritta. Arriva a Catania, fa rigorosa giustizia dei ladri. Fa restituire i furti. Provvede di vittovaglie i cittadini. Raduna medici per evitare l\u2019immane contagio. \u00c8 provvido in dar ad ogni modo da vivere. Eligge novelli Uffici. Congrega un general Consiglio di Cavalieri e Religiosi a fine di terminare i sconcerti sull\u2019erettione, come altres\u00ec a comporre molte contese, che sugli affari del pubblico vertevano: concretando il tutto con universale acclamazione. Somministra con indefessa assistenza impulso ai cittadini di gareggiare all\u2019innalzamento delle novelle fabbriche nei disegnati limiti dell\u2019organizzata pianta<\/em>.\u201d<\/p>\n<p>I piani di ricostruzione delle nuove citt\u00e0 disegnati dal panormita e dal fiammingo prevedevano razionalit\u00e0 e rigore geometrico negli impianti urbani e spazi pubblici organizzati con efficiente ergonomia funzionale.<\/p>\n<p>La chiesa locale soffr\u00ec non poco questa acclamazione popolare verso il vicario degli spagnoli e nacque un braccio di ferro\u00a0 tra il potere temporale del Vicer\u00e8 e quello spirituale del Clero.\u00a0 Quest\u2019ultimo intu\u00ec subito\u00a0 che per contrastare il riformismo illuminista di Uzeda avrebbe dovuto evitare ad ogni costo una ricostruzione come quella progettata; una struttura fisica sulla quale si sarebbe potuta innescare la deriva del relativismo illuminista. Cos\u00ec i vescovi di Catania e Siracusa attivarono tutto il loro potere per contrastare l\u2019operato del Duca di Camastra riuscendo ad imporre come urgente priorit\u00e0, nella programmazione urbanistica delle nuove citt\u00e0 della Val di Noto, l\u2019erezione di 700 chiese, 250 monasteri, 22 collegi\u00a0 e due cattedrali. Il vescovo di Catania Andrea Riggio, tra i due il pi\u00f9 risoluto, \u201c<em>usando la sua onnipotente autorit\u00e0 pastorale<\/em>\u201d, riusc\u00ec ad affiancare ai due illuminati urbanisti, un giovane prete architetto, il panormita, Giovan Battista Vaccarini che da tempo operava a Roma, nelle grazie del potentissimo Cardinale Pietro Ottoboni e che era stato allievo del famoso architetto Carlo Fontana, che presto fu nominato architetto di citt\u00e0. Sul suo esempio tutti i vescovi fecero in modo da nominare a capo degli uffici tecnici dei municipi <em>architetti preti<\/em> o di estrazione ecclesiastica.<\/p>\n<p>Grazie a queste ingerenze dell\u2019urbanistica relativista restarono solo le geometrie delle piante delle citt\u00e0. Gli spazi pubblici previsti dai piani regolatori furono\u00a0 puntualmente disattesi. Ovunque si registr\u00f2 l\u2019invasione di spazi pubblici da parte di strutture religiose le quali sconfinavano sempre dai limiti delle aree loro assegnate dal piano regolatore, invadendo con le loro strutture piazze, slarghi, marciapiede. Si imposero prepotentemente in quelli spazi che l\u2019ontologia dei piani di estrazione illuminista aveva concepito come spazi da dedicare alla socializzazione laica.<\/p>\n<p>Aspri furono gli scontri fra la chiesa e le autorit\u00e0 municipali che tentavano di imporre il rispetto delle previsioni dei piani regolatori. Ovunque le chiese aggredivano \u201cabusivamente\u201d gli spazi pubblici antistanti, interrompevano la continuit\u00e0 dei marciapiede, invadevano la sede carrabile delle strade, disattendevano il divieto di collegamenti aerei che sorvolavano le strade.\u00a0 Queste illegalit\u00e0 furono difficilmente perseguibili poich\u00e9 ad operare la realizzazione fisica delle strutture \u201cabusive\u201d furono impunibili architetti preti forti dell\u2019Apostolica Legazia.<\/p>\n<p>Sicch\u00e9 in molte citt\u00e0 fu fatto divieto alle maestranze di prestare la loro opera per si fatte illegali realizzazioni. Ma la chiesa ricorse all\u2019espediente di dare i voti a tutti gli operai impiegati nelle fabbriche degli edifici religiosi neutralizzando cos\u00ec \u00a0ogni azione repressiva delle autorit\u00e0 laiche.<\/p>\n<p>Quasi tutte le scalinate di chiese, monasteri e altro tipo di edifici religiosi che suggestivamente caratterizzano il <em>Barocco Siciliano<\/em> sono \u201cabusive\u201d, realizzate con l\u2019espediente dell\u2019impunit\u00e0 prevista dall\u2019Apostolica Legazia.<\/p>\n<p>Le maestose scalinate della Cattedrali di Noto, Modica, Ragusa Ibla, ecc., sono un\u2019occupazione abusiva di spazi pubblici operata dalla Chiesa. Le articolate scalinate delle chiese di via Crocifieri a Catania sono una furba invasione dei marciapiede e l\u2019interruzione di percorsi pubblici. Rappresentano un evidente disconoscimento da parte del potere ecclesiastico delle istituzioni laiche manifestato con una deliberata sottrazione di spazi pubblici .<\/p>\n<p>Un modo con il quale la Chiesa ha imposto in maniera imperitura il suo potere, sottolineando con quelle invasive gradinate, il possesso del territorio. Un recupero di un dominio culturale, una dimostrativa prova di forza, l\u2019ostentazione di un potere al di sopra di ogni regola, una prepotenza in nome di Dio, una furbizia in punta di fede.<\/p>\n<p>Lo stesso dicasi per i tipici ponti chiusi che nelle citt\u00e0 ricostruite sorvolavano le strade pubbliche per mettere in comunicazione tra loro edifici religiosi. Corpi aerei, soprappassi abusivi, come nel caso dell\u2019\u201d<em>Arco di S. Benedetto<\/em>\u201d, attraversato il quale comincia la suggestiva via Crociferi a Catania, realizzato dal vescovo Riggio in disobbedienza ai regolamenti urbanistici, per mettere in comunicazione due monasteri frontistanti. Nella circostanza le autorit\u00e0 municipali, nonostante avessero negato preventivamente l\u2019autorizzazione, non ebbero possibilit\u00e0 di perseguire il reato e di ordinarne la demolizione del manufatto perch\u00e8: \u201c<em>il Vescovo abusando della sua autorit\u00e0 fece di nottetempo dar mano alla costruzione, dispens\u00f2 ai murifabbri gli ordini minori per sottrarli alla giurisdizione laica<\/em>.\u201d<\/p>\n<p>Cos\u00ec la Chiesa dopo il sisma del 1693, nella Val di Noto, \u201c<em>usando la sua onnipotente autorit\u00e0 pastorale<\/em>\u201d, impose il suo potere. L\u2019occupazione dello spazio gli permise di far trionfare la misericordia sulla giustizia sociale d\u2019ispirazione relativista progettata dal Duca di Camastra.<\/p>\n<p>Basti pensare che nel 1750 a Catania, su una popolazione di 25.000 abitanti erano attivi 18 conventi, 1\/1300 ab., ed operavano 37 confraternite di misericordia: 1\/675 ab.<\/p>\n<p>Queste strutture dall\u2019estetica trascendente, fiorite con tanta densit\u00e0 in uno spazio ferito, pronte a dare risposte al bisogni primari di sopravvivenza, ricovero fisico e conforto spirituale ad un popolo caduto, facilitarono conversioni e indussero una diffusa sudditanza psicologica che indirizz\u00f2 la mentalit\u00e0 dei sinistrati verso la negazione di ogni materialismo. Il popolo catanese grazie a quest\u2019operazione reazionaria svilupp\u00f2 una devozione che ancor oggi lo caratterizza.<\/p>\n<p>Organismi architettonici che si servirono di un\u2019architettura barocca suggestiva ed enfatica. Esempi magistrali del <em>Barocco Siciliano<\/em>. Un linguaggio di grande valore artistico manifesto della Chiesa romana, che divenne presto simbolo del potere della Chiesa in Sicilia.<\/p>\n<p>Carmelo Celona<\/p>\n<p>19.08.2017<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;invasione delle Scalinate abusive nella Sicilia Barocca \u00a0 Il potere si legittima attraverso la conquista dello spazio fisico in cui si insedia. 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