{"id":3703,"date":"2018-12-13T17:32:49","date_gmt":"2018-12-13T16:32:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/?p=3703"},"modified":"2024-01-04T19:06:31","modified_gmt":"2024-01-04T18:06:31","slug":"i-borghi-antichi-tra-retrotopie-e-eutopie-lultima-prospettiva-per-una-nuova-armonia-sociale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/2018\/12\/13\/i-borghi-antichi-tra-retrotopie-e-eutopie-lultima-prospettiva-per-una-nuova-armonia-sociale\/","title":{"rendered":"I borghi antichi tra retrotopie e eutopie: l\u2019ultima prospettiva per una nuova armonia sociale"},"content":{"rendered":"<p>La ribalta mediatica propone, purtroppo in cifra marcatamente folkloristica, l\u2019idea dei borghi antichi\u2026\u00a0 come <em>nuovi luoghi<\/em> antitetici ai <em>non luoghi<\/em>. <em>Luoghi <\/em>dove cullare il sogno di una vita migliore, di una vita a misura d\u2019uomo, di una vita di qualit\u00e0. Una narrazione omeopatica di stampo neoliberista, con tanto di concorsi, di sfide tra diversit\u00e0 locali e improbabili competizioni tra identit\u00e0 eterogene. Come sempre, il circo mediatico trasforma un\u2019idea buona nel suo contrario, manipolandola per farne solo occasione consumistica che fatalmente perder\u00e0 la sua efficacia restando sterile: il <em>Borgo pi\u00f9 bello d\u2019Italia<\/em>, il B<em>orgo dei borghi<\/em>, ecc.. Cos\u00ec l\u2019identit\u00e0 diventa <em>Brand<\/em>, l\u2019interesse verso realt\u00e0 pi\u00f9 quiete si trasforma in <em>Target<\/em>, i primi esempi di attivazione di nuovi processi sociali diventano <em>Start Up<\/em>, etc.. Tutti pacchi vuoti incartati da anglicismi esoterici che di concreto e utile non propongono nulla, se non l\u2019effetto trascinamento di mode effimere. Al massimo un po&#8217; di turismo mordi e fuggi che presto svanir\u00e0 come neve al sole. Mai nulla di strutturale per far rivivere e riabitare quei contesti. \u00a0Finita la ribalta televisiva queste potenzialit\u00e0 ripiombano nell\u2019oblio. Che fine hanno fatto le case ad un euro? gli alberghi diffusi? Il turismo dei prodotti tipici? Il borgo di Favara, famoso per aver registrato le visite di artisti di tutto il mondo, comunque continua a mantenere il suo degrado e la ricostruzione e la normalit\u00e0 urbana ancora tardano a venire, e tarderanno finch\u00e9 durer\u00e0 questo effimero effetto mediatico. Cos\u00ec tutto si concretizza solo in qualche singolo arricchimento o in qualche piccola speculazione. Alla fine i borghi restano sempre spopolati nonostante vincano uno di questi \u201cconcorsi di bellezza\u201d.<\/p>\n<p>Nondimeno il fenomeno va attentamente valutato in quanto indicatore di un bisogno di recupero di identit\u00e0, unicit\u00e0 e memoria sottratti dalla globalizzazione. Gli italiani deprivati delle identit\u00e0 locali si stanno rifugiando nella nostalgia e nel ricordo di un passato sempre pi\u00f9 sbiadito: a scuola la storia non si studia pi\u00f9 per decreto, gli storici sono sempre meno e negletti, le generazioni analogiche, che hanno vissuto il passato, sono gi\u00e0 morte e i pochi sopravvissuti vengono considerati obsoleti. Cos\u00ec l\u2019idea (per quanto indefinita) di un passato, comparata all\u2019angosciante prospettiva di un futuro imperscrutabile spinge a pensare a nuovi stili di vita. L\u2019idea di una <strong><em>vita nueva<\/em><\/strong> comincia a prendere forma. Si registra un\u2019epidemia di nostalgie sfocate del passato, dove i borghi antichi rappresentano un\u2019altrove nel quale immaginarsi un futuro migliore di quello che si prospetta.\u00a0 Questa attrazione verso l\u2019idea romantica di vivere nei borghi rientra in quella nuova pulsione collettiva (anch\u2019essa effetto collaterale della postmodernit\u00e0) che Zygmunt Bauman chiama \u201c<strong><em>Retrotopia<\/em><\/strong>\u201d: l\u2019idea di un futuro immaginato nel passato. Un passato consolatore, che per quanto violato, deturpato, abbandonato, ha la sua rappresentazione fisica nei borghi antichi. Il Significante di una societ\u00e0 fatta di relazioni positive. Il regno del: \u201c<em>c\u2019era una volta\u201d <\/em>(quella metafora con la quale si tenta da sempre di trasformare la favola in realt\u00e0). Quel luogo ideale, gi\u00e0 esistito, dove agganciare l\u2019idea di un futuro migliore del presente.<\/p>\n<p>Abbandonata la <em>modernit\u00e0<\/em> con le sue idee progressiste di un futuro fatto di luminosa novit\u00e0 chiamata avanguardia ecco che la <em>post modernit\u00e0,<\/em> dall\u2019orizzonte incerto, ci conduce verso un luminoso passato. Ci porta a concepire il futuro non come un luogo dove dar vita ad un\u2019utopia, ma dove recuperare il passato, unico fattor a cui si riconoscono buoni contenuti. <strong><em>Oggi<\/em><\/strong> guardando alle macerie della civilt\u00e0 occidentale consegnate dal capitalismo finanziario, <strong><em>il futuro ha senso solo se si guarda al passato<\/em><\/strong>. Il passato come unica idealizzazione antagonista al neoliberismo proposto come la panacea che avrebbe liberato dalle regole dello Stato, dai doveri morali, dai legami con la tradizione e alla globalizzazione vista come una emancipazione dell\u2019identit\u00e0 locale. Grandi lusinghe che cominciano ad essere percepite per quel che sono: una mela bacata che nasconde il verme della schiavit\u00f9 e del disagio sociale ad ogni livello. Un contrasto istintivo alle politiche di privazione di diritti, di sottrazione di protezione sociale, di servizi collettivi, di beni e spazi comuni che hanno cancellato un percorso di emancipazione umana durato due secoli, a partire dal fatidico 1789. \u00a0Al futuro roseo della globalizzazione ormai non crede pi\u00f9 nessuno. Ogni volta che quel futuro si \u00e8 fatto presente si sono registrate, e si continuano a registrare, solo e soltanto perdite rispetto al passato. Altro che progresso!!! Cos\u00ec la globalizzazione ha disinnescato nelle genti l\u2019istinto all\u2019utopia e l\u2019idea stessa della rivoluzione: Il potere dominante cosmopolita \u00e8 invisibile ed i rivoluzionari, qualora ve ne fossero, non possono assaltare nessuna Bastiglia, per il semplice fatto che non c\u2019\u00e8. L\u2019unica rivoluzione possibile \u00e8 il rifugio nel passato. In questo ferale scenario il passato si trasforma nell\u2019unica idea che risolve il presente, divenendo unico possibile contenitore del sogno di un tranquillo futuro, ove praticare una visione \u201caltra\u201d del domani.<\/p>\n<p>Ma come recuperare il passato? Dove si trova, nel presente, l\u2019idea del passato? Le tracce pi\u00f9 visibili e pi\u00f9 concrete di quest\u2019idea rassicurante sono i borghi antichi, unici luoghi dove si conserva, pi\u00f9 o meno integra, la forma della storia. Autentici libri di pietra dalla cui attenta lettura \u00e8 possibile discernere quanto di buono essi hanno rappresentato per l\u2019uomo. Nei nuclei urbani d\u2019antica fondazione e nei loro territori si trova ancora ogni risorsa essenziale per l\u2019uomo, si trovano ancora le condizioni sostanziali per far nascere un nuovo urbanesimo a scala umana. Serve dunque un radicale cambio di rotta verso un nuovo paradigma esistenziale: <em>invece di transitare il passato nella modernit\u00e0 bisogna portare la modernit\u00e0 nel passato.<\/em><\/p>\n<p>Bisogna organizzare bene, senza concorsi e suggestioni, la risposta a questa dilagante domanda di fuga, a questo forte bisogno di armonia sociale, di quiete, di concretezza e di qualit\u00e0 di vita di cui si manifesta ogni dove la necessit\u00e0. Occorre operare strategie che mettano al riparo dalla morsa cinica del capitalismo predatore e da nuove forme di schiavit\u00f9 sempre pi\u00f9 legalizzate. Necessita cominciare a progettare modelli di vita sicura, dall\u2019orizzonte certo e rassicurante, una sorta di ripari esistenziali. Serve concepire luoghi per un ritorno alla civilt\u00e0 o ancora pi\u00f9 semplicemente l\u2019uscita dalla barbarie invisibile in cui ci troviamo. Solo gli antichi borghi e le loro vocazioni rurali e naturalistiche possono essere i luoghi dove mettere in atto processi sociali inediti. Unici contesti ove si possono raggiungere concrete condizioni di sovranit\u00e0, che sono con tutta evidenza la soluzione alla crisi imperante. Dove per sovranit\u00e0 si intende la capacit\u00e0 di piccole comunit\u00e0 di soddisfare le proprie esigenze esistenziali, mettendosi nelle condizioni di prendere decisioni e non di operare scelte. Queste ridotte dimensioni territoriali consentono, avvalendosi delle tecnologie pi\u00f9 avanzate di trasformare i borghi in luoghi in cui \u00e8 possibile vivere in sicurezza esistenziale e raggiungere facilmente tre categorie di sovranit\u00e0: <em>sovranit\u00e0 alimentare, energetica ed economica<\/em>.<\/p>\n<p>I borghi sono gli unici spazi dove possono sorgere nuovi stili di vita, luoghi dove praticare un nuovo rapporto con le cose, con il territorio, con la natura, con la vita. Luoghi dove si possano costruire inedite forme di vita sociale. Solo in essi si pu\u00f2 restaurare il senso di sicurezza perduto e si pu\u00f2 praticare il bisogno di riconciliazione con le nostre ataviche radici e con le nostre antiche identit\u00e0. Questa prospettiva oggi pu\u00f2 essere facilitata da quelle stesse tecnologie digitali che hanno prodotto la crisi della post modernit\u00e0, facendo delle medesime un uso opportuno: <em>Smart city, smart home, domotica avanzata, Fibra ottica, banda larga, sistemi ICT, meccanizzazione alimentata con regimi energetici ecosostenibili, ecc..<\/em> Tutti sistemi che faciliteranno, non poco, la fatica di una scelta di vita semi rurale, facendo s\u00ec che la terra non sia pi\u00f9 bassa, non abbrutisca, non isoli, come un tempo, bens\u00ec diventi elemento fondamentale per una nuova armonia sociale sostenibile. I borghi se opportunamente valorizzati sono destinati ad essere gli unici luoghi dove sar\u00e0 possibile salvare l\u2019identit\u00e0 e abitare la memoria dei popoli e delle comunit\u00e0. Questo pu\u00f2 accadere se l\u2019idea del loro <em>riuso <\/em>viene concepita come cosa seria e se si innescano processi scientifici e non suggestioni propagandistiche. L\u2019idea del riuso dei borghi antichi, dove far nascere nuovi stili di vita sostenibile \u00e8 un \u00a0processo che non guarda all\u2019<strong><em>Utopia,<\/em><\/strong> ma all\u2019<strong><em>Eutopia<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>Ogni aspetto dei progetti di riabilitazione\/riabitazione non deve appartenere alla categoria del \u201c<em>divenire<\/em>\u201d ma a quella del \u201c<em>gi\u00e0 fatto<\/em>\u201d e del \u201c<em>gi\u00e0 fatto ben<\/em>e\u201d. Occorre mettere in atto in una visione organica e multidisciplinare tutte le pratiche pi\u00f9 avanzate e virtuose dei vari saperi.\u00a0 Concretamente bisogna operare secondo quanto suggeriva Italo Calvino nel suo <em>Le Citt\u00e0 Invisibili<\/em>: \u201c<strong><em>L\u2019inferno dei viventi non \u00e8 qualcosa che sar\u00e0; \u00c8 quello che \u00e8 gi\u00e0 qui, l\u2019Inferno che abitiamo tutti i giorni. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo, riesce facile a molti: accettarlo e diventarne parte \ufb01no al punto di non vederlo pi\u00f9. Il secondo, \u00e8 rischioso ed esige attenzione: Saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all\u2019Inferno, non \u00e8 Inferno, e farlo durare e dargli spazio<\/em><\/strong>\u201d. Bisogna avvalersi del buono che gi\u00e0 esiste trasformando progetti urbani in processi sociali virtuosi. I borghi antichi dovranno divenire autentici contenitori di vita di qualit\u00e0, interpreti del futuro e di un nuovo modo di vivere altrimenti dove la dignit\u00e0 viene anteposta al prezzo.<\/p>\n<p>Visitando in questi giorni i borghi siciliani si godono suggestive atmosfere natalizie che conciliano la prospettiva di una loro riabitazione perenne che ispira il sentimento di mondi buoni fatti di buon senso, di calma, di quiete, di riflessione, di buona vita\u2026 chimere assolute per le citt\u00e0 postmoderne\u2026\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Carmelo Celona<\/p>\n<p>Messina 13\/12\/2018<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La ribalta mediatica propone, purtroppo in cifra marcatamente folkloristica, l\u2019idea dei borghi antichi\u2026\u00a0 come nuovi luoghi antitetici ai non luoghi. 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