{"id":3633,"date":"2020-07-06T11:41:52","date_gmt":"2020-07-06T09:41:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/?p=3633"},"modified":"2025-07-20T12:01:10","modified_gmt":"2025-07-20T10:01:10","slug":"3633","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/2020\/07\/06\/3633\/","title":{"rendered":"Cammarata e la casa delle meraviglie, storia di un cementiere ribelle e scomodo ieri come oggi"},"content":{"rendered":"<p>Per fortuna si riprende a parlare della valorizzazione dell\u2019esperienza espressiva di Giovanni Cammarata.<\/p>\n<p>Si assiste ad un dibattito che contrappone chi asserisce che l\u2019opera del Cavaliere ha grande valore artistico e chi non comprende come questo possa essere vero. Nondimeno si spera che non siano le solite sollecitazioni a valorizzare scomposte e tardive, fatte con atteggiamento partigiano, elitario ed escludente, che evidenziano solo alcuni aspetti, i soliti, i pi\u00f9 propagandistici, e ne rimuovano altri, quelli pi\u00f9 efficaci e concreti, che potrebbero far ben comprendere anche ai detrattori in buona fede l\u2019importanza che l\u2019esperienza espressiva del Cavaliere ha per la citt\u00e0 e per la sua irrisolta qualit\u00e0 civile.<\/p>\n<p>Siamo certi che stavolta si vuole valorizzare davvero Cammarata e non valorizzarsi attraverso Cammarata. Anche perch\u00e8 non fa bene riportare Cammarata all\u2019interno di propri paradigmi che sono di difficile comprensione per chi dovrebbe capire il vero valore culturale del Cavaliere, comprenderlo, farlo proprio e agire in modo concreto e diretto.<\/p>\n<p>Rimossi questi timori proviamo a capire perch\u00e9 l\u2019opera di Cammarata ha davvero un valore culturale notevole in senso assoluto ed un valore culturale relativo importantissimo per l\u2019ambiente messinese.<\/p>\n<p>\u201c<em>La Casa delle meraviglie<\/em>\u201d di Cammarata\u201d \u00e8 la forma della protesta pi\u00f9 significativa avversa alla \u201c<em>Fenomenologia della Baracca\u201d<\/em> che a Messina ancor oggi affligge il corpo sociale, producendo una intollerabile apartheid. Pi\u00f9 delle rare proteste per il diritto alla casa, pi\u00f9 delle sporadiche lotte per un riequilibrio sociale.<\/p>\n<p>Per ci\u00f2 \u201c<em>La Casa delle meraviglie<\/em>\u201d del Cavaliere, considerata dalla critica internazionale, gi\u00e0 dal 1997, tra le 100 case fantastiche del mondo, per il suo portato di denuncia avrebbe dovuto accelerare la cancellazione dei quartieri baraccati ed essere la sola ed unica baracca che non si sarebbe dovuta abbattere. Viceversa \u00e8 accaduto il contrario. Ci\u00f2 dimostra quanto essa fosse scomoda ed eversiva.<\/p>\n<p>L\u2019esperienza espressiva di Giovanni Cammarata \u00e8 \u201cfuori\u201d da ogni grammatica stilistica, \u201coltre\u201d ogni regola, \u201coltre\u201d ogni schema, \u201coltre\u201d ogni categoria, persino la pi\u00f9 ribelle, la pi\u00f9 avanguardista. Si qualifica con elementi e forme espressive totalmente estranee sia al contesto territoriale che a quello sociale ed estetico ma al tempo stesso \u00e8 universalmente comprensibile. Egli \u00e8 un \u201cirregolare\u201d. E come tutti gli \u201cirregolari\u201d il suo verbo \u00e8 immediato, la loro semantica \u00e8 universale, perch\u00e9 \u00e8 fuori da qualsiasi ambiente culturale, \u00e8 \u201coltre\u201d, \u00e8 un: <strong>outsider<\/strong>.<\/p>\n<p>Gli outsider sono anime oneste che esprimono in modo \u201cscatenato\u201d il loro disagio attraverso mezzi e linguaggi eterogenei. Ma tutti hanno un filo conduttore che non sta nella produzione formale bens\u00ec negli stessi atteggiamenti espressivi, nelle stesse categorie di ribellione, scomposte, irreggimentabili, sfuggenti, irraggiungibili, imprevedibili, non valutabili, difficili da analizzare. E\u2019 questa semantica universalmente comprensibile che pone Giovanni Cammarata in una dimensione internazionale.<\/p>\n<p>Vi sono tanti Cammarata nel mondo che declinano lo stesso atteggiamento artistico sgrammaticato ma poetico producendo ognuno linguaggi diversi, Cammarata \u00e8 uno di loro. Sono una schiera di \u201cartisti senza patente\u201d, che vivono in un universo parallelo, in una realt\u00e0 estetica ultronea a quella riconosciuta.\u00a0 I loro lessici sono anarchici ed hanno in comune solo i termini dell\u2019esternazione di una scomposta denunzia.<\/p>\n<p>La loro identit\u00e0 artistica \u00e8 spontanea, priva di processi evolutivi o di maturazione. Essi non crescono per progressione esperenziale, bens\u00ec raggiungono la loro dimensione espressiva tutto d\u2019un tratto, all\u2019improvviso, e cominciano e finiscono con l\u2019evento epifanico. La loro cifra stilistica si forma su una folgorazione, quasi sempre esito di un dramma o di un malessere esistenziale. In molti casi (ed \u00e8 il caso di Cammarata) si tratta della risposta ad un\u2019ingiustizia, ad una asimmetria di trattamento, ad una condizione di estremo disagio. Tutti gli outsider hanno una costante che non \u00e8 d\u2019ordine formale bens\u00ec di ordine psicologico: vivono un\u2019epifania artistica attivata da un trauma, un evento esistenziale che scatena un bisogno di ribellione praticato in forma artistica.<\/p>\n<p>Cammarata con il suo giardino anarchico delle meraviglie improbabili, tra gli \u201coutsider artist\u201d \u00e8 uno dei pi\u00f9 scomodi. I termini estetici della sua denunzia, sono teneramente incisivi, poeticamente plateali, politicamente scomodi, emotivamente pungenti. La sua espressivit\u00e0 anarcoide detta al contesto sociale ed urbano il bisogno di una identit\u00e0 civile consapevole. La sua cifra formale \u00e8 quella di una <strong>bellezza altra<\/strong>, di un\u2019estetica alternativa, radicalmente critica. E\u2019 la cifra di una ribellione portata fino alle estreme conseguenze. Questa \u00e8 l\u2019opera di Cammarata e questo \u00e8 il suo valore culturale. Questo dovrebbero sapere di lui tutti mi messinesi.<\/p>\n<p>Il suo linguaggio non \u00e8 dadaista, va oltre il surreale, non \u00e8 metafisico, non \u00e8 concettuale.\u00a0 Non \u00e8 propriamente popolare n\u00e9 naif, non \u00e8 totalmente spontaneo, n\u00e9 del tutto precario n\u00e9 solido, Non \u00e8 pienamente visionario n\u00e9 del tutto irriducibile. E\u2019 una categoria che non c\u2019\u00e8.\u00a0 E\u2019 qualcosa di indefinibile.\u00a0 Le appropriate e suggestive definizioni di: \u201cbabelico\u201d; \u201cirregolare\u201d; \u201cartista senza patente\u201d; \u201cmuratore dell\u2019immaginario\u201d; \u201ccementiere ribelle\u201d; risultano comunque delle definizioni alle quali sfugge sempre, ad ognuno, qualche aspetto della sua espressivit\u00e0. E tutte a pensarci bene sono un tentativo, per quanto informale, di qualificazione. Anche se si tratta di una qualificazione all\u2019interno di un \u201cnon schema\u201d o di una \u201cnon categoria\u201d, ma sempre di qualificazione si tratta. Forse la vera ontologia estetica di Cammarata \u00e8 tautologicamente Cammarata. Non c\u2019\u00e8 una definizione: Cammarata \u00e8 Cammarata! Punto.<\/p>\n<p>Quanto sopra fa comprendere come un nuovo processo di valorizzazione dell\u2019esperienza espressiva del Cavaliere non pu\u00f2 prescindere da un\u2019autentica comprensione del significato metaforico culturale della sua opera.<\/p>\n<p>E\u2019 bene far capire alla citt\u00e0, e non solo ad una parte di essa, quanto il cavaliere sia stato oppositore vero ed intransigente della cultura clientelare della politica messinese, e al tempo stesso vittima diretta dell\u2019incuria civile e culturale del luogo degradato in cui fu costretto a vivere: Maregrosso. \u00a0Maregrosso \u00e8 la metafora pi\u00f9 lucida del senso negativo pi\u00f9 profondo della citt\u00e0. Cosi lo descriveva: &#8220;<em>E&#8217; una via frequentata da persone equivoche, drogati, dove si facevano duelli, uccidevano le persone. Se ti chiedono &lt;dove abiti?&gt;&gt; &lt; a Maregrosso&gt;&lt;Dio ci guardi&gt;&#8221; . <\/em><\/p>\n<p>Per questo forse \u00e8 giunto il momento che tutti, e in particolare i promotori e i destinatari della richiesta di valorizzazione, comprendano bene cosa bisogna celebrare dell\u2019esperienza espressiva di Cammarata. Non un interesse di pochi eletti, ma qualcosa che se spiegata bene \u00e8 un prezioso dono per tutti i messinesi. Accogliendo definitivamente il lascito prezioso fatto da un uomo onesto e civile a una citt\u00e0 \u201cdistratta\u201d, che agisce solo per opportunit\u00e0 si compie un atto di giustizia sociale. Non all\u2019uomo Cammarata ma a ci\u00f2 che egli ha rappresentato.<\/p>\n<p>Si sono realmente spiegati e compresi i termini della sua dimensione eversiva rispetto alle buone abitudini di una citt\u00e0 vischiosa che l\u2019ho ha sempre mortificato?<\/p>\n<p>Durante la recente stagione politica, dove il potere che il cavaliere avversava si \u00e8 vestito, per un giro, di rivoluzionaria sembianza, si \u00e8 svolto un esemplare e concreto processo di valorizzazione della sua opera, avviato con buoni intenti, ma poi, non stranamente, ma come consuetudine, non \u00e8 stato portato a termine.<\/p>\n<p>Nessuno nel dibattito di questi giorni ha ricordato che gli uffici comunali hanno operato un processo di valorizzazione notevole dell\u2019opera di Cammarata, che qui velocemente sintetizziamo:<\/p>\n<ul>\n<li>tutta l\u2019opera di Cammarata \u00e8 stata segnalata alla Soprintendenza che ne ha dichiarato ufficialmente l\u2019interesse culturale;<\/li>\n<li>\u00e8 stata formulata un\u2019ipotesi di realizzare un parco urbano dove reinstallare le opere di Cammarata, una sorta di Parco Gueel a Mare grosso, per intenderci;<\/li>\n<li>\u00e8 stata fatta richiesta ufficiale per l\u2019intitolazione a Giovanni Cammarata del tratto di via Maregrosso antistante le vestigia della \u201cCasa delle Meraviglie\u201d, richiesta che pi\u00f9 volte \u00e8 stata valutata positivamente dalla commissione toponomastica comunale e che ancora giace inspiegabilmente inevasa;<\/li>\n<li>la \u201cCasa delle Meraviglie\u201d \u00e8 stata riconosciuta come monumento cittadino, con tanto di cartello esplicativo;<\/li>\n<li>al Cavaliere \u00e8 stato dedicato un riconoscimento internazionale. Esperti e critici del settore sono giunti da ogni parte del mondo per partecipare ad un \u201cConvegno Internazionale sull\u2019Outsider Art e su Cammarata\u201d svolto a Messina al Palacultura, di cui vi sono gli atti;<\/li>\n<li>due delle sue pi\u00f9 grandi opere, gli elefanti al galoppo, sono state disseppellite, restaurate ed esposte alla GAMM, in un processo faticoso denominato: \u201cGli Elefanti di Cammarata dall\u2019oblio alla GAAM\u201d, rendendo giustizia ad un uomo\/artista che voleva che le sue opere fossero \u201cun onore per la citt\u00e0\u201d, esponendole insieme ai maggiori nella pinacoteca cittadina;<\/li>\n<li>\u00e8 stato redatto un progetto per una \u201cCasa Museo Cammarata\u201d che pi\u00f9 volte ha concorso in bandi e per poco ha rischiato di essere finanziato;<\/li>\n<\/ul>\n<p>Ed \u00e8 grazie alla dichiarazione di opera d\u2019interesse culturale e al processo di valorizzazione sopra illustrato che oggi le vestigia della <em>Casa delle Meraviglie<\/em>, miracolosamente scampate, nel 2002, alle ruspe del Ipermercato (perch\u00e9 realizzate abusivamente su suolo pubblico), sono state salvate dalla definitiva cancellazione prevista dal progetto originale dell\u2019ampliamento della via don Basco in fase di realizzazione.<\/p>\n<p>Senza questo processo di valorizzazione non sarebbero bastati i meritevoli argomenti appassionati degli studiosi e dei cittadini sensibili ad ottenere una variante del progetto di via Don Blasco.<\/p>\n<p>Una variante di cui nessuno sottolinea i meriti ed il coraggio di chi ha operato una riduzione del lume della strada forzando la funzionalit\u00e0 della strada per salvare l\u2019opera del Cavaliere di un\u2019arteria stradale da tempo aspettata e strategica per la risoluzione del traffico cittadino.<\/p>\n<p>Questo si \u00e8 fatto, e questo piace sottolineare. Alla fine dei lavori, grazie alla variante le vestigia della \u201cCasa delle Meraviglie\u201d, in questi anni pulita e tenuta in buon ordine dal Comune, anche con i recenti cantieri di servizio, sar\u00e0 elegantemente recintata, illuminata come si deve ad un monumento \u00a0e fruibile dall\u2019esterno (fino a quando non si restaurer\u00e0 e musealizzer\u00e0 il sito) grazie alla realizzazione di un ampio marciapiede che consentir\u00e0 di ammirare da fuori ci\u00f2 che resta dell\u2019opera del cementiere ribelle.<\/p>\n<p>Questa storia, narrata puntualmente in una pubblicazione, impegna chi deve continuare ad un agire concreto e non con il solito, come direbbe Camilleri, Pruvulazzu.<\/p>\n<p>Insomma, c\u2019\u00e8 ne per una valorizzazione di alto livello, che superi misere ricette dall\u2019orizzonte corto.<\/p>\n<p>Cui prodest?&#8230; perch\u00e9 per una volta non proviamo a volare, come ha fatto Cammarata, pur rinchiuso in una fatale baracca?<\/p>\n<p>\u201c<em>L\u2019ho costruita io con le mie mani, quei muri li ho fatti io<\/em>\u2026.. <em>Potevo avere una casa, me la potevano destinare\u2026 Se le vendevano le case popolari e gli le toglievano a chi ne aveva bisogno. Io avevo bisogno, ero giovane e avevo i figli , se mi davano la casa avrei vissuto\u00a0 pi\u00f9 degnamente. \u2026. La mia casa l\u2019hanno data agli altri<\/em>.\u201d<\/p>\n<p>Cammarata era fortemente consapevole di essere, come tanti messinesi, vittima di un\u2019ingiustizia sociale. Ecco perch\u00e8 la sua opera \u00e8 la forma di una ribellione che va spiegata.<\/p>\n<p>Carmelo Celona<\/p>\n<p>05.07.2020<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per fortuna si riprende a parlare della valorizzazione dell\u2019esperienza espressiva di Giovanni Cammarata. 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