{"id":3598,"date":"2013-05-31T11:02:04","date_gmt":"2013-05-31T09:02:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/?p=3598"},"modified":"2024-01-01T11:04:52","modified_gmt":"2024-01-01T10:04:52","slug":"quel-dio-invisibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/2013\/05\/31\/quel-dio-invisibile\/","title":{"rendered":"Quel Dio invisibile"},"content":{"rendered":"<p>La Sicilia non corre il rischio di un feudalesimo di ritorno, per la semplice ragione che non \u00e8 mai andato via.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Invivibili, lontani, nei loro palazzi di Palermo, di Girgenti o di Catania, erano i proprietari del suolo, e del sottosuolo in cui era imprigionato lo zolfo che senza preoccupazione e rischio alcuno ricevevano dal gabelloto, dal concessionario, l\u2019estaglio, la grossa quota del prodotto<\/em><\/strong><em>\u201d.<\/em><\/p>\n<p>I Siciliani in genere sono ammirati da chi li maltratta e diffidano da chi li rispetta.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Tutta la letteratura siciliana, d\u2019estrazione e tema contadino (da Verga in poi fino alla svolta di Vittorini) esprime un sottoproletariato in abiti e con aspirazioni piccolo borghesi<\/em><\/strong><strong>\u201d .<\/strong><\/p>\n<p>La tonnara, perfetto modello di cooperazione democrazia del lavoro, sin quando i Normanni per conto della Chiesa spartirono a pochi terre e privilegi.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>L\u2019antica tonnara era un momento comunitario e aggregante di villaggi di pescatori, momento democratico e liberatorio pur nella divisione del lavoro, nella gerarchizzazione, nella ritualizzazione.<\/em><\/strong><strong> <em>Chi materialmente lavorava, il tonnaroto, che immaginiamo libero e autonomo nel periodo arabo, \u00e8 ora relegato ai margini, a contendersi un magro compenso\u201d<\/em>.<\/strong><\/p>\n<p>Per uccidere un essere vivente la coscienza deve identificarsi in qualcosa di sacro.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Ogni umile tonnaroto con il suo arpione, al momento della mattanza, si sentiva San Giorgio nell\u2019infilare le carni del tonno saraceno<\/em><\/strong><strong>\u201d. <\/strong><\/p>\n<p>Antonello ha dato identit\u00e0 a Messina, ma anche Messina ha dato identit\u00e0 ad Antonello. La sua vicenda ci dice come il Genius loci del luogo in cui nasciamo sono il nostro vero patronimico.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>A Messina, nacque un pittore di nome Antonio de Antonio. Il quale, forse per affermare l\u2019esistenza di quella sua citt\u00e0, usava sempre firmare i quadri&lt;Antonellus Messaneus me pinxit&gt;. Dipingeva la luce del cielo e del mare dello stretto, i colli di San Rizzo, la falce del porto, i volti di gente che aveva conosciuto e amato, squarci memoriali della sua citt\u00e0. Memorie di miti e di leggende\u201d. <\/em><\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Non tutti i palati meritano che per il loro venga sacrificato un pesce cos\u00ec nobile.<\/p>\n<p><strong><em>\u201cPesce Spada: Xiphias Gladius \u00e8 detto scientificamente. Lo squisito sapore della sua carne, alla brace o in involtini ripieni e succulenti che noi, inveterati pescivori, malgrado l\u2019imbarazzo che i vegetariani cercano di inculcarci continuiamo a desiderare\u201d.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>La figura del puparo \u00e8 stata tratta a modello da certi poteri o \u00e8 la loro rappresentazione?<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Il puparo, quel dio invisibile che muove aste, fili e destini, modula voci, imprime cadenze e censura, decreta vittorie e sconfitte, da vita e morte: svolge l\u2019epopea continua, il nastro dei sogni, la popolare poesia di luccichii e frastuoni\u201d. <\/em><\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Ci liberarono dagli arabi per sottrarci le terre, i diritti e la libert\u00e0. Offrirono a pochi ricchezze e privilegi, tutto fatto in nome di Dio, Allah era pi\u00f9 democratico.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Chi materialmente lavorava, il tonnaroto, che immaginiamo libero e autonomo nel periodo arabo, \u00e8 ora relegato ai margini, a contendersi un magro compenso, in natura o in soldo, per il suo lavoro\u201d. <\/em><\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>I nostri ideali estetici sono anche frutto della decantazione delle nostre radici e della nostra memoria.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Dipingeva volti di gente che aveva conosciuto e amato, squarci memoriali della sua citt\u00e0 dove era nato e dove aveva trascorso l\u2019infanzia e l\u2019adolescenza. Memorie sedimentate e risvegliate dopo il suo distacco da Messina. Memorie di miti , di leggende\u201d. <\/em><\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>La tonnara ai tempi degli arabi era un modello di socialismo reale.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>La tonnara non nasce da ansie metafisiche o da mitologie, non \u00e8 dolorosa epica d\u2019una sconfitta ineluttabile, \u00e8 invece un fatto vitale, realistico e prammatico, e si svolge in modo comunitario e corale<\/em><\/strong><strong>\u201d. <\/strong><\/p>\n<p>Il diritto diventa dovere per molti mentre il dovere per pochi diventa privilegio.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Dopo la conquista normanna si introdussero nella Sicilia le grandi mutazioni della propriet\u00e0. Fu riconosciuto l\u2019uso dei diritti regali (regalie). Nelle spiagge siciliane fu riservato al sovrano il godimento delle tonnare, e fu interdetta ai privati la pesca dei tonni senza la regia concessione. Custodi, gabelloti, credenzieri, exercitares della tonnara avean cura della pesca e d\u2019impedire che altri la esercitasse senza licenza\u201d. <\/em><\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>La propriet\u00e0 moderna ha origine dalla spartizione della latinizzazione della Sicilia. Furono elargiti terre e privilegi come un bottino di guerra.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Sotto il dominio dei Normanni in Sicilia, si ebbe una nuova distribuzione dei beni e propriet\u00e0. Le tonnare di propriet\u00e0 regia, furono date in concessione a baroni, vescovi, abbazie, chiese e conventi\u201d. <\/em><\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Le palme gentilizie, in Sicilia, sono ancora oggi il segno distintivo del privilegio.<\/p>\n<p><strong><em>\u201cLe alte, snelle palme davanti alle masserie, alle ville dei feudatari erano simbolo di propriet\u00e0 e d\u2019aristocrazia\u201d.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Gli zolfatari furono l\u2019unica classe operaia siciliana che oper\u00f2 un\u2019autentica ribellione.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Gli uomini della zolfara hanno operato una rivoluzione culturale, una rottura con quella che era l\u2019arcaica, tradizionale cultura contadina. La quale era di rassegnazione, portatrice di valori statici, immutabili, di prudenza che si esprimeva in un dire sentenzioso, in proverbi, in collaudate massime sapienziali<\/em><\/strong><strong>\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>Un potere tanto pi\u00f9 dura a lungo quanto pi\u00f9 distribuisce prebende e privilegi.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>I tonni si dovevano anche al pretore; ai giudici e al notaro degli atti della curia di Palermo\u201d. <\/em><\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Carmelo Celona<\/p>\n<p>31\/05\/2013<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lacerti tratti da:<\/p>\n<p>\u201c<em>Di qua dal Faro<\/em>\u201d &#8211; 1999<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em>\u00a0Vincenzo Consolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3599\" src=\"http:\/\/www.carmelocelona.com\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/img-1-small580-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.carmelocelona.com\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/img-1-small580-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.carmelocelona.com\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/img-1-small580-480x320.jpg 480w, https:\/\/www.carmelocelona.com\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/img-1-small580.jpg 580w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Sicilia non corre il rischio di un feudalesimo di ritorno, per la semplice ragione che non \u00e8 mai andato via. \u201cInvivibili, lontani, nei loro palazzi di Palermo, di Girgenti<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3601,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[34,35],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3598"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3598"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3598\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3602,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3598\/revisions\/3602"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3601"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3598"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3598"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3598"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}