{"id":3413,"date":"2021-06-02T17:10:09","date_gmt":"2021-06-02T15:10:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/?p=3413"},"modified":"2023-12-31T17:15:46","modified_gmt":"2023-12-31T16:15:46","slug":"piazza-s-vincenzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/2021\/06\/02\/piazza-s-vincenzo\/","title":{"rendered":"Piazza S. Vincenzo"},"content":{"rendered":"<p>Area urbana chiusa, a nord dal Torrente Trapani, a sud dal Torrente Boccetta, a monte dalla Circonvallazione nel tratto di viale Regina Margherita e verso mare dalla via Garibaldi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si dice Piazza S. Vincenzo ma si intende un intero quartiere. Un rione che \u00e8 un universo urbano autonomo.<\/p>\n<p><strong><em>Piazza S. Vincenzo<\/em><\/strong> \u00e8 un luogo che polarizza in modo estremamente identitario la vita di uno dei quartieri pi\u00f9 funzionali della citt\u00e0. Un luogo di relazione per eccellenza.<\/p>\n<p>Si trova all\u2019interno di un ambito urbano di buona qualit\u00e0, vivibile e a misura d\u2019uomo.<\/p>\n<p>Un luogo dove vi \u00e8 un equilibrato rapporto tra le quiete delle residenziali e le attivit\u00e0 commerciali.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un quartiere di transito, \u00e8 appartato ma \u00e8 dentro la citt\u00e0.<\/p>\n<p>Un\u2019area incastrata tra due fiumi (Il Trapani e il Boccetta), chiusa a monte dal muro della circonvallazione nel tratto di viale Regina Margherita e definito a valle dalla via Garibaldi, una delle arterie principali della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Destinato in origine ad alloggi di edilizia economica nella parte bassa e popolare nella parte pi\u00f9 alta, entrambe con la tipologia degli isolati a corte, ancor oggi conserva questa vocazione sociale.<\/p>\n<p>Tutto il quartiere ruota intorno all\u2019intimit\u00e0 della piazza, efficacie spazio di socialit\u00e0, che attrae tutto il carico antropico nonostante la vicinanza con la storica e ampia <em>Piazza Casa Pia<\/em>, li divide un isolato.<\/p>\n<p>Perch\u00e8 si chiama Piazza S. Vincenzo?.. Semplice! \u00a0Perch\u00e9 \u00e8 un vuoto urbano, ricavato dal Piano Borzi, dopo il 1908, davanti al Bastione di San Vincenzo: una vestigia di quel potenziamento dell\u2019antica cinta muraria realizzato da Carlo V D\u2019Asburgo tra il 1536 e il 1538.<\/p>\n<p>Un baluardo posto a nord ovest della cinta medesima sul quale sorgeva lo strategico Castello di S. Vincenzo.<\/p>\n<p>La ricorrente intitolazione al martire di Saragozza \u00e8 dovuta alla presenza di un antico convento di monache, verosimilmente istituito gi\u00e0 in epoca normanna, e del suo rinomato giardino. Questo spiega il toponimo.<\/p>\n<p>Probabilmente l\u2019area aveva acquistato la sua ubertosa fertilit\u00e0 gi\u00e0 con gli arabi che approfittando della prossimit\u00e0 del fiume Trapani e avvalendosi della loro innovative tecniche di coltivazione ne fecero un ameno luogo.<\/p>\n<p><strong><em><u>Un luogo dove c\u2019\u00e8 ci\u00f2 che si cerca<\/u><\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Piazza S. Vincenzo \u00e8 una piazza intima, \u00e8 lo spazio esterno di ogni abitante del quartiere<\/strong>. Uno spazio perimetrato da frondose alberature alla cui ombra scorre la vita di ognuno prima giocando da fanciulli e infine riposando sulle panchine da anziani.<\/p>\n<p>In quello spazio si sono succedute e si succedono intere generazioni che l\u00ec hanno costruito radici indelebili ed esclusive usanze, costumi, economie, identit\u00e0 culturali: un universo parallelo.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 \u00e8 potuto accadere grazie ad una concezione urbana ottimale che fa del quartiere una citt\u00e0 nella citt\u00e0, attrezzata di tutte le funzioni e di tutti i servizi necessari per una vita a scala umana. Nel raggio di poche centinaia di metri si trovano scuole elementari, medie, superiori ed universit\u00e0, palasport, giardino pubblico, presidi militari, presidi sanitari e assistenziali e qualunque cosa serva di prima e seconda necessit\u00e0. Oltre all\u2019immancabile attuale supermercato abbondano i bar, le macellerie, i fruttivendoli, i panettieri, c\u2019\u00e8 la farmacia, la pasticceria, il tabacchino, il giornalaio, il fioraio, il fabbro, il barbiere, il parrucchiere, il negozio d\u2019abbigliamento, il falegname, la cartoleria, la lavanderia, il ferramenta, il sarto, il calzolaio, il meccanico, il carrozziere, i negozi di tecnologia digitale, quelli etnici, etc.. Insomma, si pu\u00f2 dire che <strong>non manca nulla, tutto ci\u00f2 che serve \u00e8 a portata di passo. <\/strong><\/p>\n<p>Un quartiere che resiste alla globalizzazione e conserva, quando serve, la sua intimit\u00e0 sociale appartata, pur essendo totalmente integrato alla citt\u00e0.<\/p>\n<p>Dalla piazza, verso valle, dopo alcune decine di metri si raggiunge la via Garibaldi dove transitano quasi tutti i mezzi di trasporto pubblico ed \u00e8 possibile imbarcarsi da e per qualsiasi destinazione urbana ed extraurbana.<\/p>\n<p>Un tempo c\u2019erano le salumerie, quelle dei primi panini imbottiti, quelle dove il salumiere segnava e le massaie pagavano a fine del mese quando arrivavano gli stipendi dei mariti. E prima ancora c\u2019erano i cinema di seconda visione e le osterie (\u201cle putie del vino e di mangiare\u201d), dove di giorno gli operai consumavano i pasti di lavoro e nel pomeriggio e la sera gli uomini trascorrevano il tempo libero, tra vino e partite a carte, come nei paesi d\u2019un tempo. Gli uomini all\u2019osteria, che stava sulla piazza, e le donne al mercato. Perch\u00e8 c\u2019era anche uno dei pi\u00f9 importanti mercati della citt\u00e0.<\/p>\n<p><strong><em>Un quartiere dove c\u2019\u00e8 tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 essere utile<\/em><\/strong> per una vita urbana a misura d\u2019uomo.<\/p>\n<p><strong>Un quartiere che continua pienamente la sua millenaria tradizione di luogo capace di offrire ci\u00f2 che si cerca.<\/strong><\/p>\n<p>Alcune fonti riportano che all\u2019ingresso del rinomato giardino dell\u2019antico monastero, ad anticipare le qualit\u00e0 botaniche e vegetali, e quelle di luogo ideale per lo spirito, campeggiava la seguente metaforica epigrafe: \u201c<strong><em>Quod Quaeris vincto habes<\/em><\/strong>\u201d. <em>Ci\u00f2 che cerchi qui lo troverai<\/em>.<\/p>\n<p>Non a caso la sua via principale, quella che dalla piazza distribuisce la rete viaria che porta agli isolati destinati a residenza, si chiama \u201c<em>Via Quod Quaeris<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Un\u2019intitolazione incompleta, dovuta, forse, ad una frettolosa necessit\u00e0 di sintesi toponomastica, che appare come un plateale Genius loci scolpito.<\/p>\n<p><strong><em><u>Un luogo dove nacquero gli Nzuddi<\/u><\/em><\/strong><\/p>\n<p>Se il giardino ha segnato l\u2019anima del quartiere, il monastero ha contribuito fortemente all\u2019identit\u00e0 messinese, specie quella dolciaria.<\/p>\n<p>E\u2019 noto che molti dolci siciliani nascono nelle cucine dei monasteri e spesso prendo il nome dal monastero stesso o fanno riferimento alla vita monastica, come la <em>Frutta Martorana<\/em>, che prende il nome dall\u2019omonimo monastero palermitano o i <em>Sospiri di Monaca<\/em>, solo per fare qualche significativo esempio.<\/p>\n<p>Sono le monache che ereditano la tradizione culinaria araba. Con l\u2019arrivo dei normanni in Sicilia gli harem si svuotarono e molte donne che vi albergavano, per sfuggire al ludibrio morale della nuova visione spirituale, si convertono al cristianesimo ritirandosi nei nuovi monasteri cristiani, portando con loro tutti i segreti della cucina araba, specie quella delle leccornie.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il toponimo di Piazza San Vincenzo \u00e8 legato all\u2019identit\u00e0 di Messina perch\u00e9 le monache del Monastero di S. Vincenzo di Messina hanno fornito alla citt\u00e0 uno dei suoi pi\u00f9 importanti e rinomati dolci tipici.<\/p>\n<p>A loro si deve uno dei due pi\u00f9 importanti dolci messinesi, il pi\u00f9 antico, insieme alla <em>Pignolata<\/em>: <strong><em>Lo Nzuddu<\/em><\/strong> o <strong><em>gli Nzuddi<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>Si tratta di un biscotto da dessert totalmente autoctono.<\/p>\n<p>Tra i biscotti secchi siciliani \u00e8 quello pi\u00f9 raffinato sia per il gusto che per ingredienti e lavorazione.<\/p>\n<p>Un dolce cos\u00ec identitario che tradizionalmente si consumava, durate alla festa della patrona della citt\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019arte di fare i biscotti \u00e8 un\u2019arte difficile e serve grande sapienza pasticciera.<\/p>\n<p>Gli <strong><em>Nzuddi <\/em><\/strong>sono un impasto composto da 4 parti di farina, 3 di zucchero, una parte di burro, una di uova, ammoniaca e vaniglia, farcito con mandorle (in quantit\u00e0 pari allo zucchero) precedentemente lessate.<\/p>\n<p>L\u2019impasto viene stirato a nastro e tagliato in piccole porzioni che dopo cotte daranno un biscotto schiacciato dorato all\u2019esterno. Pi\u00f9 recente \u00e8 la gioiosa versione bianca ricoperta di cannelli.<\/p>\n<p>Questo biscotto non si \u00e8 molto diffuso in Sicilia, si trova solo nella pasticceria catanese importato nel capoluogo etneo dal locale monastero di S. Vincenzo.<\/p>\n<p>Nascendo dalle sapienti mani delle monache di San Vincenzo, questi biscotti non potevano non chiamarsi <strong>V<em>incenzini<\/em>. <\/strong><\/p>\n<p>Cos\u00ec buoni e raffinati trovarono presto il gradimento dei messinesi che li chiamarono: <strong><em>\u201cVincinzuddi\u201d<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>Nome che, presto nella lingua parlata sub\u00ec un\u2019abbreviazione, venne eliminato il nome del santo, e i biscotti furono chiamati pi\u00f9 laicamente: \u201c<strong><em>Nzuddi<\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Un biscotto rinomatissimo e insuperabile, soprattutto se intinto in un vino dolce siciliano come la Malvasia delle Lipari.<\/p>\n<p>La tradizione messinese lo pretende a fine pasto durante i festeggiamenti della Madonna della Lettera, facendone un dolce devozionale. Esso viene distribuito in dono ai portatori del feretro della Madonna e a quelli che portano in processione la baratta del Vascelluzzo (Una funzione religiosa legata alla devozione della patrona della citt\u00e0).<\/p>\n<p>Vi sono luoghi che sviluppano funzioni che malgrado il tempo e le radicali trasformazioni del sito, resistono per sempre, spesso all\u2019insaputa di chi li abita. Queste sono la vera anima dei luoghi.<\/p>\n<p>Nel caso di Piazza S. Vincenzo il Genius Loci \u00e8 scolpito nella intitolazione della sua via principale: <strong><em>Via Quod Quaeris. <\/em><\/strong>(ci\u00f2 che cerchi)<\/p>\n<p>Mentre il suo toponimo fa riferimento ad una tipicit\u00e0 messinese tra le pi\u00f9 forti (come la Pignolata, la focaccia, i pitoni, le braciole) che nasce proprio in quel luogo \u2026. <strong>gli \u201cNzuddi\u201d.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Carmelo Celona<\/strong><\/p>\n<p><strong>02.06.2021<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Area urbana chiusa, a nord dal Torrente Trapani, a sud dal Torrente Boccetta, a monte dalla Circonvallazione nel tratto di viale Regina Margherita e verso mare dalla via Garibaldi. &nbsp;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3420,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[11],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3413"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3413"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3413\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3424,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3413\/revisions\/3424"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3420"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3413"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3413"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3413"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}