{"id":3399,"date":"2020-07-04T16:59:00","date_gmt":"2020-07-04T14:59:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/?p=3399"},"modified":"2023-12-31T17:03:14","modified_gmt":"2023-12-31T16:03:14","slug":"villaggio-di-molino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/2020\/07\/04\/villaggio-di-molino\/","title":{"rendered":"Villaggio di Molino"},"content":{"rendered":"<p>\u201c<strong><em>Si costruiscono anche n\u00e9 fiumi delle ruote e attorno alla loro fronte si affiggono delle palette, le quali, urtate dall\u2019impeto del fiume, col passar oltre fanno girare la ruota, e cos\u00ec attingono l\u2019acqua con catini e trasportandola in alto senza pressione degli uomini somministrando l\u2019acqua che all\u2019uso \u00e8 necessaria.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Nella stessa maniera girano i mulini ad acqua i quali tengono in un capo dell\u2019asse una ruota dentata attacavasi, questa posta a coltello gira egualmente coll\u2019asse: accanto a questa evvene un\u2019altra minore parimente dentata, ma orizzontale, e col suo asse, sulla testa del quale \u00e8 la spranga di ferro a coda di rondine, che regge la macina. Cos\u00ec i denti di questa ruota, che \u00e8 attorno all\u2019asse, spingendo i denti della ruota orizzontale, fan girare la macina, sopra la quale stando appesa la tramoggia somministra alle macine il frumento, e si cava cos\u00ec la farina\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Cosi Marco Vitruvio Pollione nel XV secolo a.c. descriveva quello che per secoli caratterizzer\u00e0 uno dei borghi suburbani pi\u00f9 piccoli del territorio messinese. Lo caratterizzer\u00e0 al punto da definirne in modo tautologico il suo toponimo: Molino, Molino \u2026. \u00e8 basta!<\/p>\n<p>Non vi fu altra denominazione da aggiungere, come accadde in borghi simili e pi\u00f9 famosi come ad esempio \u201cMolino del Piano\u201d in provincia di Firenze sulla sponda dell\u2019Arno, \u201cMolino del Pallone\u201d in provincia di Bologna sulla sponda del Reno, \u201cMolino di Bascio\u201d sulla sponda del Marecchia in provincia di Rimini, etc\u2026.<\/p>\n<p>Questo quieto borgo sul confine con il Comune di Scaletta Zanclea rappresenta, per la tipicit\u00e0 della sua struttura, un autentico prototipo urbano delle civilt\u00e0 dei mulini, che per secoli fu uno dei motori pi\u00f9 trainanti dell\u2019economia isolana.<\/p>\n<p>Molino \u00e8 termine antico, oggi sinonimo di mulino. Deriva dalla parola latina \u201c<em>Molinum<\/em>\u201d che ha radice nel vocabolo \u201c<em>mola<\/em>\u201d che in lingua antica significava: macinare. Indicava un congegno meccanico ad energia idrodinamica o eolico dinamico destinato alla macinazione dei cereali che per estensione indica anche l\u2019edificio che ospitava il congegno medesimo. Nel caso del nostro borgo la denominazione si \u00e8 estesa, senza altri appellativi, all\u2019intero nucleo urbano.<\/p>\n<p>Il Mulino \u00e8 una delle pi\u00f9 suggestive architetture rurali. Il suo significante conduce ad atmosfere di una civilt\u00e0 contadina prospera ormai perduta. Un referente a lungo usato dalla pubblicit\u00e0 moderna, che ne ha fatto un luogo comune di relazioni famigliari positive, come la \u201cfamiglia del Mulino Bianco\u201d.<\/p>\n<p>Il Mulino \u00e8 un\u2019architettura che rappresenta con la sua organizzazione degli spazi e con la sua tecnologia una delle pi\u00f9 grandi macchine di produzione agraria che l\u2019uomo abbia mai inventato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel punto in cui il fiume attraversava una gola o uno stretto e alto compluvio ove si riduceva la sezione dell\u2019alveo aumentandone la pressione dell\u2019acqua, \u00e8 l\u00ec che con tecnica antichissima, si costruivano i Mulini.<\/p>\n<p>L\u2019acqua che in quel tratto accelerava la sua corsa veniva deviata in un canale d\u2019adduzione &#8211; detto \u201c<strong><em>roggia<\/em><\/strong>\u201d- all\u2019interno del quale in posizione pi\u00f9 o meno immersa si trovava una ruota in legno, formata da due corone circolari appaiate che nella superficie di quello che sarebbe, in una ruota da carro, il battistrada, erano incastrate delle tavolette che formano una sequenza di cassetti che resistendo all\u2019acqua attivavano il movimento. La ruota era sostenuta da un albero, un perno che ruotava in orizzontale e trasmetteva il movimento ad una \u201c<strong><em>ruota dentata<\/em><\/strong>\u201d &#8211; che si trova all\u2019interno dell\u2019edificio &#8211; che muoveva un \u201c<strong><em>ingranaggio a lanterna<\/em><\/strong>\u201d. Il perno di quest\u2019ultimo attraversava in verticale un superiore impalcato dove giacevano due mole o palmenti (grandi ruote di pietra con foro centrale) sovrapposte in modo complementare \u2013 una convessa e una concava- \u00a0attraversate dal perno medesimo. La mola inferiore era fissa e quella superiore veniva movimentata dal un congegno in ferro \u2013 la \u201c<strong><em>nottola<\/em><\/strong>\u201d- che gli trasmetteva la forza cinetica dei sottostanti ingranaggi consentendogli di ruotare sulla mola sottostante senza attrito e a debita altezza in modo da macinare tutto il grano che veniva versato all\u2019interno del buco centrale da una \u201c<strong><em>tramoggia<\/em><\/strong>\u201d trasformandolo in farina.<\/p>\n<p>Era l\u2019orografia dei luoghi che determinava la loro ubicazione e la conseguente prosperit\u00e0 di chi li abitava.<\/p>\n<p>Attorno ai mulini si sviluppavano, quasi sempre, prospere comunit\u00e0 ed efficaci economie.<\/p>\n<p>Erano l\u2019origine, non solo metaforica, del pane: alimento a cui l\u2019uomo deve da sempre la sua sopravvivenza e che si affanna di guadagnare.<\/p>\n<p>I primi mulini in Sicilia arrivarono durante la dominazione romana, essendo l\u2019isola in quell\u2019epoca, il granaio dell\u2019Impero. Questi, probabilmente utilizzarono la tecnologia pi\u00f9 antica, quella della ruota orizzontale ad albero verticale, dove la trasmissione del moto era diretta: dalla ruota alla macina.<\/p>\n<p>Il mulino a ruota verticale si diffuse nell\u2019isola durante la dominazione araba, importato dagli emiri unitamente a tutto un nuovo bagaglio di innovazioni tecniche e tecnologiche che trasformarono radicalmente l\u2019agricoltura siciliana rendendola fiorente e produttiva.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nella Sicilia ricca di corsi d\u2019acqua gli arabi attivarono una efficace ripresa dei mulini che gener\u00f2 ovunque prosperit\u00e0 alimentare.<\/p>\n<p>La macinazione dei cereali, la disponibilit\u00e0 delle farine nella successiva economia feudale dell\u2019isola sar\u00e0 elemento centrale della civilt\u00e0 contadina e di quella civilt\u00e0 del grano molto diffusa anche nella Val demone.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In alcuni casi, queste strutture produttive svilupparono attorno ad esse dei veri e propri nuclei abitati, come si \u00e8 gi\u00e0 illustrato nella puntata precedente riferita alla nascita del nucleo urbano del borgo di Massa S. Nicola.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I luoghi in cui i mulini erano l\u2019elemento forte dell\u2019economia, diventavano luoghi comuni e presto il mulino inevitabilmente si trasformava in toponimo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Molino, borgo sub urbano del comune di Messina \u00e8 tutto questo. La sua storia \u00e8 una storia della civilt\u00e0 contadina del Mediterraneo. \u00a0La sua narrazione urbana \u00e8 quella tipica della civilt\u00e0 dei Mulini in Sicilia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In questo borgo posto sul versante nord dello stretto e sinuoso compluvio ove scorre il Torrente Giampilieri \u00e8 accaduto tutto quanto abbiamo narrato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il suo toponimo \u00e8 lapalissiano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il piccolo aggregato urbano nasce attorno ad un mulino, di cui ancora si riscontrano le tracce, che giaceva in prossimit\u00e0 dell\u2019alveo del torrente. Attorno alla prosperit\u00e0 di questa struttura, pian piano si \u00e8 sviluppata una labirintica trama urbana, arroccantasi su un pendio quasi scosceso che dal fiume raggiunge\u00a0 la strada di mezza costa, quella che dalla costa conduce al villaggio Altolia, moderna e pi\u00f9 sicura via di comunicazione.<\/p>\n<p>Il borgo presenta una massa architettonica fatta di un accumulo di volumi sovrapposti dall\u2019atteggiamento escheriano che sfida in modo insolente la forza di gravida. All\u2019interno un groviglio di lastricate vie pendenti come irte alpine.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In origine fu un nucleo satellite di Altolia, centro urbano maggiore che sin dall\u2019epoca araba ricopr\u00ec un ruolo preminente nel contado, essendosi specializzato nella coltivazione dei gelsi dalla quale ne deriv\u00f2 una fiorente industria della seta che per lungo tempo fu commercializzata nei mercati europei.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il nostro borgo fu da subito denominato il Mulino e con questo toponimo giunge ai giorni nostri portandoci gli echi di un luogo che fu elemento polarizzante delle attivit\u00e0 agricole circostanti e che oggi ci presenta un\u2019interessante chiesa seicentesca, rimaneggiata, eretta nel 1613 (cos\u00ec indica la data scolpita sul portale d\u2019ingresso), qualche decennio prima di essere annesso al feudo di Ruffo di Scaletta. Tornato demaniale nel XVIII secolo vive sua mite storia fino alla drammatica dell\u2019alluvione di quel tragico 01 ottobre 2009.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Carmelo Celona<\/p>\n<p>04\/07\/2020<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cSi costruiscono anche n\u00e9 fiumi delle ruote e attorno alla loro fronte si affiggono delle palette, le quali, urtate dall\u2019impeto del fiume, col passar oltre fanno girare la ruota, e<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3411,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[11],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3399"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3399"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3399\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3412,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3399\/revisions\/3412"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3411"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3399"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3399"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3399"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}