{"id":3391,"date":"2020-06-20T16:49:02","date_gmt":"2020-06-20T14:49:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/?p=3391"},"modified":"2023-12-31T16:58:51","modified_gmt":"2023-12-31T15:58:51","slug":"3391","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/2020\/06\/20\/3391\/","title":{"rendered":"Massa S. Nicola"},"content":{"rendered":"<p>Un borgo rurale dei Monti Peloritani.<\/p>\n<p>Nella parte acromiale dello spartiacque dei monti peloritani. Sul versante che guarda il mar Tirreno si trova il comprensorio delle Masse. Un piccolo gruppo di strutture urbane d\u2019antica fondazione che hanno mantenuto il toponimo di \u201cMassa\u201d.<\/p>\n<p>Si tratta di quattro villaggi: Massa S. Giorgio; Massa San Nicola; Massa S. Lucia; Massa S. Giovanni.(Si ha notizia dell\u2019esistenza di una quinta massa: Massa S. Michele.\u00a0 Una piccola struttura rurale che potrebbe coincidere con alcune vestigia riscontrate lungo la fiumara.)<\/p>\n<p>Massa S. Giorgio, Massa S. Lucia e Massa S, Giovanni giacciono su due crinali frontistanti separati dal un compluvio, guardando come vedette sul mar Tirreno. Sono tre centri abitati rurali la cui economia per secoli si \u00e8 sostanziata sul grano e sui cereali, di cui erano coltivati fin dall\u2019epoca romana gli altipiani su cui poggiano.<\/p>\n<p>La quarta Massa, Massa S. Nicola viceversa si trova all\u2019interno del compluvio, lambita dal fiume che ivi scorre attraversandola: il fiume dei Corsari.<\/p>\n<p>Durante l\u2019impero romano l\u2019isola era inflazionata di <em>massae, <\/em>piccoli aggregati urbani dove vivevano le famiglie dei contadini che coltivavano i <em>latifundia. <\/em>Dal termine <em>massae<\/em> ebbero origine tutte le <em>masserie<\/em> siciliane.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Molte di queste strutture nel territorio messinese divennero centri urbani nel periodo bizantino, quando avvennelo svuotamento del centro urbano principale e si formarono i tantissimi villaggi collinari messinesi, caratterizzati in gran parte da un atteggiamento mimetico. Molti di loro non sono visibili dal mare, per ovvi motivi strategici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Molti di questi che in origine erano <em>messae<\/em>successivamente assunsero altri toponimi. Le uniche che nel territorio peloritano mantennero la denominazione originale furono i villaggi in parola. Denominazione che mantennero anche con la latinizzazione dell\u2019isola dedicandosi ognuna ad un santo. Il toponimo masse era cos\u00ec radicato che resistette anche nel periodo medievale, quando molti dei villaggi peloritani presero la denominazione di\u201cCasali\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tra le quattro <em>Masse<\/em>, in alcuni testi definiti <em>Masse del Lacco<\/em>, Massa S. Nicola presenta una singolare peculiarit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non nasce come struttura urbana ma semplicemente come mulino prossimo al punto pi\u00f9 agevole per scalare il versante e raggiungere i crinali dove sorgevano i tre veri centri urbani.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Osservando la forma dell\u2019impianto urbano del borgo appare chiaro che il tessuto si \u00e8 sviluppato in pi\u00f9 fasi, delle quali verosimilmente se ne posso ipotizzare almeno tre essenziali:<\/p>\n<p>&#8211; una fase originaria, consistente nell\u2019insediamento di un mulino, atto a sfruttare il potenziale idrodinamico del fiume che scorreva nella valle, ai cui crinali presumibilmente o conseguentemente erano stati insediati i primi nuclei rurali (seguendo il corso del fiume dei Corsari, dalla sua origine fino alla foce di Acqualadroni, sono state riscontrate molte vestigia anch\u2019esse riconducibili a vecchi mulini o a strutture similari, nella quantit\u00e0 di circa una dozzina);<\/p>\n<p>&#8211; una seconda fase, caratterizzata dallo sviluppo di un piccolo insediamento urbano limitrofo e funzionale al \u201cmulino\u201d, destinato in prima battuta, verosimilmente, alla residenza avventizia delle maestranze e a locali di deposito e stoccaggio dei prodotti della lavorazione. Un piccolo nucleo di forma circolare con un accenno di struttura interna reticolare, che evoca talune configurazioni urbane di matrice araba. Osservando la sua articolazione si pu\u00f2 pensare ad una probabile fondazione o stratificazione, risalente ad epoca araba.<\/p>\n<p>Infatti il nucleo centrale presenta un compatto circuito murario di edifici \u201cayyubidi\u201d al cui interno si sviluppa la trama viaria che nega ogni regolarit\u00e0 con una sola strada centrale (Shar\u00ec) dalla quale si dipanano labirintici vicoli (aziqqa) che portano a piccoli spazi urbani intimi (bagli).<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0 una terza fase di espansione, avviata certamente in epoca medievale, la cui tipologia urbana presenta un tessuto regolare e le tipologie edilizie sono in prevalenza \u201ccase a schiera con profferlo\u201d. Si \u00e8 trattato di un\u2019espansione frenata dagli evidenti limiti orografici: la forte pendenza verso monte, il fiume a valle e i forti salti di quota a sud e a nord.<\/p>\n<p>L\u2019ipotesi della genesi araba dell\u2019impianto urbano di fondazione, oltre ad essere testimoniata dalla presenza del mulino \u00e8 rafforzata dalla denominazione di uno ampio spazio pianeggiante adiacente al fiume posto a ridosso delle vestigiadel mulino denominato <strong><em>Mazzurra<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>Un toponimo che deriva dal termine arabo <strong><em>Manzil<\/em><\/strong>,\u00a0 formato dal verbo <strong><em>nzl<\/em><\/strong> sostare fare tappa, e dal\u00a0 termine <strong><em>rahl<\/em><\/strong>, luogo di soggiorno, in cui fare sostare e potersi rifocillare.<\/p>\n<p>Un luogo di \u201cstazione di sosta\u201d, di arrivo o di partenza. Una sorta di caravanserraglio all\u2019aperto di cui ancora si sono riscontrate significative tracce. Una sorta di parcheggio d\u2019ingresso, funzionale alla strada che risaliva il fiume, allora grande arteria di penetrazione dell\u2019entroterra. Le tracce riscontrate hanno confermato il singolare toponimo.<\/p>\n<p>Queste tracce conducono all\u2019ipotesi che in origine il borgo fosse un punto di passaggio, la fermata dalla quale cominciava la risalita verso i crinali del compluvio ove sorgevano nuclei rurali di maggiore importanza strategica (Massa S.Lucia e Massa San Giovanni). Questo spiega l\u2019ubicazione oggi apparentemente acromiale dell\u2019attuale chiesa di <em>Santa Maria de Scalis<\/em>. Edificio che presenta chiare e preziose stratificazione che conducono ad epoca normanna. La chiesa si trovava in posizione strategica, all\u2019inizio dell\u2019unico percorso che dal fiume portava al crinale e sui percorsi di mezza costa, attraverso i quali era possibile raggiungere i nuclei delle attuali restanti Masse.<\/p>\n<p>In epoca normanna il comprensorio rurale delle Masse cambi\u00f2 il sistema sociale ed il nuovo fulcro fu Il \u201cMonastero di Santa Maria delle Masse\u201d, ubicato in Massa San Giorgio, sorto probabilmente sulle vestigia di un antico cenobio bizantino. In quell\u2019epoca Massa San Nicola svilupp\u00f2 vocazioni rurali funzionali al monastero. Questo spiega il dotarsi della piccola chiesa localizzata poco fuori il circuito murario del pregresso impianto arabo, lungo la strada che dal fiume portava al crinale.<\/p>\n<p>In epoca recente \u00e8 stata realizzata un\u2019altra chiesa, pi\u00f9 ampia: la Chiesa di San Nicola. Il nuovo edificio di culto probabilmente si deve alla necessit\u00e0 di avere una chiesa pi\u00f9 sicura e agibile. La vecchia chiesa \u00e8 stata a lungo oggetto di eventi morfodinamici che hanno cancellato in modo definitivo l\u2019antica strada e ripetutamente seppellito buona parte dell\u2019edificio.<\/p>\n<p>Il borgo con limitata dimensione demografica ha avuto vita sociale ed economica prospera fino all\u2019avvento della meccanizzazione, quando si \u00e8 ritrovato sotto strada e via via isolato. Pian piano il luogo \u00e8 diventato sempre pi\u00f9 duro da vivere divenendooggetto di una rilevante diserzione sociale. Oggi \u00e8 stato abbandonato volontariamente dai suoi abitanti. Il legame identitario tra il luogo e chi lo aveva vissuto si \u00e8 del tutto spezzato, per inadeguatezza della struttura urbana all\u2019avvenuta modernit\u00e0.<\/p>\n<p>Ad invertire la curva di diserzione e regresso demografico, che ha fatto di Massa S. Nicola \u00a0un \u201cborgo fantasma\u201d\u00a0 nel 2015 ci ha provato un gruppo di 32 studiosi di altrettante discipline che attraverso un paradigmatico studio interdisciplinare finalizzato al suo Ri.U.So. (acronimo di Riabitazione Urbana Sostenibile) del borgo, hanno progettato di insediare un nuovo modello di vita sostenibile, una nuova riatropizzazione consapevole. Il risultato \u00e8 stato un progetto eutopico, innovativo e avanzato che \u00e8 divenuto un modello esportato con successo in altre realt\u00e0 analoghe della penisola.<\/p>\n<p>Il progetto di Ri.U.So. di Massa S. Nicola non \u00e8 stato preso in considerazione dall\u2019allora amministrazione comunale.<\/p>\n<p>Una delle tante occasioni mancate di questa citt\u00e0 che stenta sempre, anche nelle sue versioni pi\u00f9 rivoluzionarie, ad aprirsi all\u2019innovazione strategica e liberarsi dal suo zavorrante fatale provincialismo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Carmelo Celona<\/p>\n<p>20.06.2020<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un borgo rurale dei Monti Peloritani. Nella parte acromiale dello spartiacque dei monti peloritani. Sul versante che guarda il mar Tirreno si trova il comprensorio delle Masse. 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