{"id":224,"date":"2016-05-05T12:51:24","date_gmt":"2016-05-05T10:51:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/?p=224"},"modified":"2021-09-09T20:42:20","modified_gmt":"2021-09-09T18:42:20","slug":"larchitettura-si-subisce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/2016\/05\/05\/larchitettura-si-subisce\/","title":{"rendered":"L&#8217;architettura si subisce"},"content":{"rendered":"<p><u>Una volta realizzata una brutta architettura si subisce<\/u><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Un libro scritto male, una musica cacofonica, un quadro malfatto, una statua sgraziata, un oggetto di designer che non assolve la propria funzione (come certe tazze da caff\u00e8 dal manico impossibile da impugnare o taluni utensili che contrastano la funzione per la quale sono stati concepiti, essendo totalmente incompatibili con l\u2019anatomia umana \u2013 sedie, poltrone, forbici, ecc\u2026), si possono non leggere, non ascoltare, rimuovere dalla parete, mettere in soffitta, non acquistare. Sono opere che possono non essere necessariamente subite. Permettono ad ognuno la libert\u00e0 di evitarle. Con l\u2019architettura la libert\u00e0 di scelta non \u00e8 possibile. Una volta realizzata una brutta architettura la si subisce, con l\u2019aggravante che essa diviene elemento che caratterizza e\u00a0 determina la fisionomia dei luoghi che invade, condizionando l\u2019estetica dei luoghi in cui viviamo, degli spazi che abitiamo o che siamo costretti ogni giorno a frequentare. L\u2019architettura ci circonda \u00e8 condiziona inevitabilmente il nostro gusto deformando quello collettivo. La realizzazione di un edificio \u00e8 un\u2019esperienza culturale che coinvolge tutti, poich\u00e9 incide sulla percezione subliminale di chi ne viene a contatto e condiziona il senso estetico di chi la vive veicolando al fruitore una precisa categoria di pensiero che pu\u00f2 essere evolutiva o regressiva a seconda della qualit\u00e0 della forma, della funzione e del segno.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">L\u2019architettura assume in se una grande responsabilit\u00e0 civile, sociale, morale e culturale nel momento in cui caratterizza un luogo, attivando processi d\u2019identificazione tra il luogo e chi lo abita.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Negli ultimi tempi, amorfe architetture, spesso prive di senso, latrici di una condizione afasica della creativit\u00e0 progettuale, affollano e deturpano il panorama cittadino: uno scenario tra i pi\u00f9 belli al mondo, pregno di storia e di mito.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Queste sciatte opere prive di senso, il cui linguaggio alessico riferisce chiaramente un significato ancora pi\u00f9 brutto della forma stessa, nascono da processi prosaici, ai quali gioco forza devono obbedire. Il loro involucro esprime quasi sempre incoerenza formale, squilibri e disarmonie, metafore evidenti dei compromessi che condizionano tutte le fasi progettuali ed esecutive, ai quali difficilmente gli architetti possono sottrarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Bisogna arrestare al pi\u00f9 presto i processi che determinano l\u2019attuale produzione architettonica delle citt\u00e0. (mi riferisco alla qualit\u00e0 dell\u2019architetture minori, quelle ordinarie, non certo agli episodici interventi delle <em>archistar<\/em>), prima che diventi l\u2019unico modello estetico a cui fare riferimento, deformando definitivamente il gusto collettivo e rafforzando irreversibilmente quella categoria di pensiero, ormai dilagante, che sostituisce il senso estetico con gli unici due sensi che conosce: quello dell\u2019utile e del redditizio.<\/p>\n<p><em>\u00a0Carmelo Celona<\/em><\/p>\n<p><em>05\/05\/2016\u00a0 <\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una volta realizzata una brutta architettura si subisce &nbsp; Un libro scritto male, una musica cacofonica, un quadro malfatto, una statua sgraziata, un oggetto di designer che non assolve la<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":229,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/224"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=224"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/224\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":370,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/224\/revisions\/370"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/229"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=224"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=224"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=224"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}