{"id":1701,"date":"2020-03-20T09:24:19","date_gmt":"2020-03-20T08:24:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/?p=1701"},"modified":"2022-01-09T09:38:52","modified_gmt":"2022-01-09T08:38:52","slug":"piazza-fannenna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/2020\/03\/20\/piazza-fannenna\/","title":{"rendered":"Piazza Fannenna"},"content":{"rendered":"<p>(Nella toponomastica ufficiale piazza Martiri d\u2019Ungheria, nel quartiere di Giostra alla fine della via Manzoni)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Guardando la foto sembra di stare in un bar della Versilia o della Riviera Romagnola, nell\u2019epoca del boom economico dell\u2019Italia dei Vitelloni.<\/p>\n<p>A giudicare dal numero dei tavoli, il bar era molto frequentato. Era il tempo in cui in Italia anche nei quartieri popolari era solito potersi permettere di fare colazione al bar. E alle nostre latitudini ogni giorno d\u2019estate era d\u2019obbligo iniziare la giornata dopo aver consumato, seduti ai tavoli tondi di metallo a tre gambe e le sedie a trama fitta di fili intrecciati di plastica colorata, la classica granita di caff\u00e8 con panna con l\u2019immancabile caratteristica briosche con il tuppo.<\/p>\n<p>Siano a Messina, nel quartiere popolare di Giostra, in Piazza Manzoni, oggi piazza Martiri d\u2019Ungheria, questo \u00a0secondo la toponomastica ufficiale, viceversa per quella popolare questo spazio urbano modellato da quinte d\u2019architettura economica e popolare in cifra razionalista, era, ed \u00e8, <strong>piazza Fanennna!!<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A quel tempo, per chi abitava nel quartiere di Giostra la piazza era il terminal d\u2019imbarco e sbarco da e per la citt\u00e0. La piazza era l\u2019ultima fermata del servizio di trasporto pubblico. La linea n. 2 ivi faceva capolinea, partendo da Gazzi ed attraversando in lungo la citt\u00e0, collegando due estreme periferie.<\/p>\n<p>Al centro c&#8217;era Il <em>Bar Ragno d\u2019Oro<\/em>, che polarizzava tutte le attivit\u00e0 della piazza. Ma c&#8217;era anche l\u2019alternativa del Bar Calapaj, posto all\u2019ingresso della piazza a destra, dove, specie la sera, dopo il lavoro, si consumavano prevalentemente alcolici per fegati temprati. I due ritrovi erano sedi di due o pi\u00f9 fazioni che si dividevano la frequentazione della piazza.<\/p>\n<p>La piazza era un palcoscenico dalla geometria articolata con una vasta scenografia fatta di un\u2019essenziale architettura razionalista tipica delle case economiche e popolari che il Genio Civile di Messina aveva cominciato a realizzare, in citt\u00e0, in attuazione alla legge Luzzatti, fin dal 1923.<\/p>\n<p>Una gradevole architettura semplice e pura, alla De Renzi, che rappresenta una categoria di pensiero coerente e concreta (il razionalismo nelle case popolari) con stilemi che riecheggiano, seppur larvatamente, alcune cifre di Alberto Libera e della Bauhaus.<\/p>\n<p>Nella piazza vi era il mitico giornalaio \u201cZagarella\u201d, unico contatto che il quartiere aveva con la cultura e con l\u2019informazione grazie alla sua affollata esposizione di giornali, riviste e dei tanti fumetti che erano l\u2019attrazione dei ragazzini e non solo: <em>Tex Willer, Black il Macigno, Capitan Miki, Diabolik<\/em>, erano i pi\u00f9 gettonati.<\/p>\n<p>A monte la piazza chiudeva la prospettiva in salita dalla via Manzoni, con una stecca di botteghe a servizio del quartiere e della piazza: il macellaio, il salumiere, il ciabattino, etc.<\/p>\n<p>Di fronte al Bar Ragno al piano terra dell\u2019isolato 8, vi erano due botteghe che si affacciavano sulla piazza: un pescivendolo ed un fruttivendolo. Entrambi allestivano i loro banchi sulla sede stradale per meglio attirare i flussi in transito fungendo da secondo baricentro.<\/p>\n<p>La piazza era un universo perfettamente autarchico, sia nei servizi che nella vita di relazione.<\/p>\n<p>Un luogo pregno di funzionalit\u00e0 urbana. Un mondo dove si poteva stare mesi senza sentire la necessit\u00e0 di allontanarsi. Un piccolo miracolo dell\u2019urbanistica razionalista italiana.<\/p>\n<p>Ma a cosa si deve questo singolare toponimo? Al fruttivendolo sopracitato e alla sua maglia di lana.<\/p>\n<p>Il suo nome era Nino Visalli, un personaggio esuberante che caratterizzava la piazza con la sua eccentricit\u00e0 nell\u2019esporre la merce e per il suo istrionismo durante la vendita.<\/p>\n<p>Nino Visalli era detto Nino Fannenna. La <strong><em>\u2019nciuria<\/em><\/strong> era un lascito famigliare. La sua famiglia era la famiglia Fannenna.<\/p>\n<p>Si racconta che il primo ad essere cos\u00ec appellato fu il nonno suo omonimo, il quale nelle mattine d\u2019inverno quando, alle gelide luci dell\u2019alba, soleva allestire il banco sulla strada con la merce acquistata al mercato ortofrutticolo nelle prime ore del mattino, intirizzito protestava pubblicamente all\u2019indirizzo della figlia contestandogli la cattiva qualit\u00e0 della maglia di lana che indossava e che in quel freddo frangente si rilevava inadeguata. Come quel Luca Cupiello di Eduardo che rimprovera la moglie per l&#8217;incauto acquisto di un paio di pedalini di falsa lana: &#8221; <em>E pedalini ca cumpraste tu, che dicesti: \u201csono di lana pura\u201d, qua lana pura&#8230; Conce\u2019, quella non \u00e8 lana, t\u2019hanno mbrugliata. \u00c8 tutta na mistificazione. Tengo i piedi gelati. E poi, la lana pura quando si lava si restringe&#8230; Questi pi\u00f9 si lavano pi\u00f9 si allargano, si allungano &#8230; so\u2019 addiventate ddoje barche, tutta la notte a correr a press e pedalin rint o\u2019 liett. \u2018O ccaf\u00e8, Cunce!\u2019\u201d<\/em><\/p>\n<p>A quel tempo e in quei luoghi le intimit\u00e0 famigliari si svolgevano all&#8217;aperto, e cos\u00ec altrettanto pubblicamente la figlia affacciata alla finestra della loro abitazione che dava sulla piazza gli confutava la sua tesi, precisando che le maglie che indossava, da lei acquistate, erano di buona qualit\u00e0 perch\u00e8 di <em>Flanella<\/em>.<\/p>\n<p>Lo rassicurava gridando con la sua congenita voce nasale che deformando la dizione faceva echeggiare, nella piazza ancora dormiente, la seguente esternazione:<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>i magli su boni! sunnu i Fannenna! \u2026i Fannenna!!<\/em><\/strong> \u201c<\/p>\n<p>Nino Visalli animava la piazza, la caratterizzava fortemente al punto da esserne, insieme al Bar Ragno, l\u2019anima. Un\u2019anima che si trasform\u00f2 in eponimo.<\/p>\n<p>Cos\u00ec la <em>rinolalia<\/em> della donna trasformando la parola Flanella in <em>Fanenna,<\/em> durante le frequenti diatribe sulla qualit\u00e0 intrinseca delle maglie di lana, della famiglia Visalli, fece s\u00ec che chi abitava l\u2019intimit\u00e0 di quel luogo lo intitolasse all\u2019estroverso fruttaiolo anzich\u00e9 al pi\u00f9 grande scrittore italiano dell\u2019800.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Carmelo Celona<\/p>\n<p>20.03.2020<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.letteraemme.it\/perche-i-luoghi-di-messina-si-chiamano-cosi-piazza-fannenna\/\">Perch\u00e9 i luoghi di Messina si chiamano cos\u00ec: piazza Fannenna (letteraemme.it)<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Nella toponomastica ufficiale piazza Martiri d\u2019Ungheria, nel quartiere di Giostra alla fine della via Manzoni) &nbsp; Guardando la foto sembra di stare in un bar della Versilia o della Riviera<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1710,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[11],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1701"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1701"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1701\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1712,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1701\/revisions\/1712"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1710"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1701"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1701"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1701"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}