{"id":1677,"date":"2018-04-14T09:08:16","date_gmt":"2018-04-14T07:08:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/?p=1677"},"modified":"2022-01-09T09:18:43","modified_gmt":"2022-01-09T08:18:43","slug":"le-architetture-dellalienazione-edifici-alta-concentrazione-antropica-e-sviluppo-di-sindromi-psicosociali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/2018\/04\/14\/le-architetture-dellalienazione-edifici-alta-concentrazione-antropica-e-sviluppo-di-sindromi-psicosociali\/","title":{"rendered":"Le architetture dell\u2019alienazione: edifici alta concentrazione antropica e sviluppo di sindromi psicosociali"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non vi \u00e8 grande citt\u00e0 senza periferia e non vi \u00e8 periferia che non abbia i suoi grandi architetture a forte concentrazione umana. Edifici enormi, come le Vele di Scampia a Napoli, Corviale a Roma, Gallarate a Milano, Lo Zen a Palermo, le \u201cLavatrici\u201d di Genova, i grandi condomini di Hong Kong, Pechino, Seul, ecc.. ecc. Organismi architettonici dove l\u2019alta concentrazione antropica e la localizzazione marginale rispetto al cuore delle citt\u00e0 e ai servizi essenziali produce degrado fisico, materico, civile e sociale. Autentici spazi di emarginazione e alienazione dove \u00e8 alta l\u2019incidenza di sindromi psicosociali.<\/p>\n<p>L\u2019architettura \u00e8 un elemento fisico che sta in rapporto continuo con la biologia e la psicologia del suo fruitore. Il corpo umano \u00e8 la misura dell\u2019architettura e ne sancisce la sua qualit\u00e0.<\/p>\n<p>Le architetture a misura d\u2019uomo sono il metro con il quale si stima la qualit\u00e0 degli spazi da essa modellati.\u00a0 Quando un organismo architettonico non \u00e8 a misura d\u2019uomo, l\u2019uomo vive a disagio, il suo corpo e la sua psiche avviano istintivi processi di adattamento per sopravvivere.<\/p>\n<p>Gli sforzi adattativi che l\u2019uomo compie per aumentare le possibilit\u00e0 di sopravvivenza in spazi e architetture inadeguate ai suoi bisogni, si ripercuotono nella sua psiche generando stress psicosociali che presto si traducono in disagi psichici ed in alcuni casi sfociano in veri e propri disturbi psichici: fluttuazione dell\u2019umore, comportamenti disfunzionali, disordine mentale, malattie e veri e propri stati psicopatologici. I disturbi psichici possono generare gravi sindromi psicosociali con conseguenti allarmanti mutamenti del comportamento antropico standard. Tant\u2019\u00e8 che alcuni antropologi indicano questi mutamenti tra le cause di una riduzione delle capacit\u00e0 di protesta e di proposta, soprattutto nelle pi\u00f9 moderne generazioni.<\/p>\n<p>Questi fenomeni sempre pi\u00f9 ricorrenti sono riconducibili anche all\u2019assenza di riferimenti storici nell\u2019ambiente in cui l\u2019uomo oggi vive. Luoghi e citt\u00e0 che gli rendono sempre pi\u00f9 difficile il riconoscimento della propria identit\u00e0, soprattutto quella riferita a spazi in cui vive con gli altri, ove socializza, forme fisiche di uso comune come: palazzi, monumenti, simboli, piazze, strade, ecc&#8230; Ci\u00f2 rende difficile la sua partecipazione ai processi democratici e sociali. Questa difficolt\u00e0 lo rende incapace di filtrare criticamente, attraverso un\u2019identit\u00e0 strutturata, tutti i significanti e i simboli che arrivano dai media e dalla rete e invadono gli spazi della vita della comunit\u00e0 in cui vive e quelli della memoria collettiva.<\/p>\n<p>Noi tutti siamo ormai come carta assorbente. Questa conclamata incapacit\u00e0 reattiva, giorno dopo giorno, ci rende vittime di quell\u2019abuso cronico di sottrazione di diritti, di prevaricazioni sociali e di asimmetrie di trattamento che scorre ogni giorno ed infetta la nostra vita civile. Nessuno \u00e8 pi\u00f9 capace di reagire all\u2019amorfismo degradante dell\u2019omologazione. Non abbiamo pi\u00f9 nessuno scudo culturale che ci metta al riparo e ci difenda dalla sistematica e scientifica sottrazione dell\u2019identit\u00e0 che la globalizzazione neoliberista e il postmodernismo impone. Il cittadino non pu\u00f2 e non deve pi\u00f9 riconoscersi nella sua comunit\u00e0 locale. Il localismo e diventato globale.<\/p>\n<p>Questo fenomeno determina un isolamento dell\u2019individuo che forse mai nella Storia si era verificato con questa pervasivit\u00e0. Siamo virtualmente a contatto, in tempo reale, con tutto il mondo, con milioni di persone, ma praticamente viviamo condizioni esistenziali di assoluta solitudine e di vulnerabilit\u00e0, senza concepire minimamente l\u2019idea di aggregarsi e reagire o quantomeno opporsi tutti insieme e resistere. E\u2019 quasi perduto, ormai, l\u2019istinto alla condivisioni delle emozioni, soprattutto quelle in modo collettivo.<\/p>\n<p>La caratteristica di questa grave alienazione che non si declina nel chiuso di una stanza, nell\u2019isolamento di un carcere, nel vivere una vita ritirata in campagna o in alta montagna, da soli a contatto con la natura, bens\u00ec \u00e8 vissuta immersi in una moltitudine di simili e in quasi e luoghi inflazionati di presenze. E\u2019 come quel disperato senso di solitudine che colse Robinson Crusoe al suo ritorno tra gli uomini: una solitudine pi\u00f9 grave di quanta ne pat\u00ec nella sua lunga permanenza sull\u2019isola deserta.<\/p>\n<p>Carmelo Celona<\/p>\n<p>14.04.2018<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Non vi \u00e8 grande citt\u00e0 senza periferia e non vi \u00e8 periferia che non abbia i suoi grandi architetture a forte concentrazione umana. 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