{"id":1163,"date":"2020-01-31T19:35:50","date_gmt":"2020-01-31T18:35:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/?p=1163"},"modified":"2022-02-11T10:58:07","modified_gmt":"2022-02-11T09:58:07","slug":"largo-don-pitruzzu-allopira-messina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/2020\/01\/31\/largo-don-pitruzzu-allopira-messina\/","title":{"rendered":"Largo Don Pitruzzu all\u2019Opira &#8211; Messina"},"content":{"rendered":"<p>(Largo don Giovanni d\u2019Austria e via Lepanto, attuale isola pedonale luogo della movida notturna cittadina)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A Messina vi \u00e8 un spazio pubblico, oggi luogo della movida notturna cittadina, che fino al 1960 fu luogo centrale della \u201cmovida\u201d diurna, marcato dalla presenza di una trattoria nel cui men\u00f9 imperava il <em>Pescestocco a Ghiotta.\u00a0 <\/em><\/p>\n<p>Una <em>Putia,<\/em> interprete autentica della tradizione culinaria pi\u00f9 antica della citt\u00e0, fondata da Pietro Mondello nel 1896, anno in cui apr\u00ec un locale sull\u2019antica via Garibaldi vicino alla piazza del Municipio dove giornalmente serviva ai portuali e a tutti i messinesi di ogni ceto sociale lo <em>Stokkfisk<\/em>, (pesce bastone). Merluzzo essiccato di facile conservazione, commercializzato in ogni porto del Mediterraneo da quando il mercante veneziano Pietro Guerrini, naufragato nell\u2019isola di Rost il 6 gennaio 1432, nell\u2019arcipelago norvegese delle Lofoten, lo scopr\u00ec e per la prima volta lo descrisse: \u201c<em>Prendono innumerabili quantit\u00e0 di pesci, chiamati stocfisi; I stocfisi seccano al vento e al sole senza sale, e perch\u00e9 sono pesci di poca umidit\u00e0 grassa, diventano duri come legno. Quando si vogliono mangiare li battono col roverso della mannara, che gli fa diventar sfilati come nervi, poi compongono butiro e specie per darli sapore.\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Lo Stoccafisso (in alcune regioni impropriamente chiamato baccal\u00e0) ebbe larga diffusione in Italia, oltre un secolo dopo la sua scoperta, quando il <strong><em>Concilio di Trento<\/em><\/strong> (1563) decret\u00f2 che i buoni cristiani, per penitenza, tutti i venerd\u00ec avrebbero dovuto \u201c<em>mangiar di magro<\/em>\u201d. Tra i \u201c<em>cibi magri<\/em>\u201d prescisse espressamente lo Stoccafisso o il Baccal\u00e0.<\/p>\n<p>Fu questa solenne decretazione che dette origine all\u2019attuale prelibata tradizione gastronomica italiana dello Stoccafisso. Non vi \u00e8 citt\u00e0 italiana di porto che non abbia nella sua cucina tipica una ricetta di Stoccafisso, proprio perch\u00e9 questi giungeva dal nord Europa via mare. Cos\u00ec le citt\u00e0 portuali e i grandi centri ad esse collegate dettero a questo pesce dal forte carattere i sapori e i profumi dei loro territori elaborandoli secondo gli usi gastronomici della cultura del luogo formulandone ricette specifiche che nel tempo divennero elementi identitari della tradizione locale (alla livornese, alla genovese, all\u2019anconetana, etc.).<\/p>\n<p>Messina per secoli fu luogo principe del commercio del merluzzo essiccato al vento gelido del Mar Baltico, essendo stata tappa nevralgica della \u201c<em>rotta dello Stokkfisk<\/em>\u201d, al quale, con i sapori e gli odori siciliani sublim\u00f2 la sua antica sapienza gastronomica, assumendo un ruolo preminente in questo tema gastronomico italiano. Messina elabor\u00f2 svariate gustose ricette di Stoccafisso, sulle quali prevale indiscusso il <em>Pescestocco a Ghiotta<\/em> <em>o alla messinese<\/em>.<\/p>\n<p>Il Pescestocco a Messina insieme al vento di scirocco e all\u2019abusato uso degli anatemi che augurano al destinatario cattive nuove (malavona) \u00e8 un autentico archetipo. Un marchio distintivo dell\u2019identit\u00e0 peloritana!<\/p>\n<p>Dopo il tragico terremoto del 1908 la trattoria fu riaperta nell\u2019attuale largo don Giovanni d\u2019Austria nell\u2019angolo curvo con via Lepanto, dove ora c\u2019\u00e8 <em>Past\u2019Ovo<\/em>.<\/p>\n<p>Quello spazio urbano fino a prima che venisse pedonalizzato, per le generazioni coetanee a chi scrive, era inequivocabilmente: <strong><em>a<\/em> <em>Don Pitruzzu all\u2019Opira<\/em><\/strong><em>.<\/em><\/p>\n<p>La nuova <em>Putia i manciari<\/em> di Pietro Mondello, Pitruzzu, carente di una moderna denominazione commerciale, come adesso si usa fare, era una bottega senza insegna, con semplici porte vetrate e qualche pannello pubblicitario della gloriosa \u201cBirra Messina\u201d o delle famose \u201cBibite Trinacria\u201d quale segno essenziale di richiamo. A quel tempo le trattorie prendevano il nome dell\u2019oste, non avevano certo velleit\u00e0 pubblicitarie, esempi su tutti: l\u2019osteria di <em>Don Fanu<\/em> (Epifanio) o quella di <em>Don Mommo<\/em> (Domenico). Cos\u00ec anche la nostra era <strong><em>l\u2019Osteria di Don Pitruzzu.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>La trattoria, probabilmente gi\u00e0 da quando si trovava dietro la Palazzata, era limitrofa ad un locale dove si teneva <em>l\u2019Opera dei Pupi siciliani<\/em>. Cos\u00ec veniva unanimemente indicata come a <strong><em>Putia a Don Pitruzzu all\u2019Opira<\/em><\/strong> (l\u2019Osteria di Don Pietro vicino al teatro dell\u2019Opere dei pupi).<\/p>\n<p>Essa grazie alla bont\u00e0 del suo men\u00f9 e all\u2019interpretazione ortodossa della tradizione messinese marc\u00f2 per quasi cinquant\u2019anni quel ambiente urbano, trasformandosi in un forte toponimo tanto da avere la meglio persino sull\u2019autorevole toponomastica ufficiale, che intitol\u00f2 quello slargo triangolare a Don Giovanni d\u2019Austria per evocare un evento storico epocale, dove la citt\u00e0 di Messina ebbe un ruolo di fondamentale supporto strategico: la <em>Battaglia delle Echinadi<\/em>, comunemente conosciuta come la <em>Battaglia di Lepanto,<\/em> quando la <em>Lega Santa<\/em> ebbe definitivamente la meglio sugli ottomani. Era il 1561, anno fondamentale per la cristianit\u00e0.<\/p>\n<p>Cos\u00ec fino a qualche anno fa, come per piazza Risorgimento conosciuta come <em>piazza don Fanu<\/em> in riferimento alla succitata famosa trattoria dell\u2019altrettanto famoso oste, lo slargo don Giovanni D\u2019Austria per i messinesi era \u201c<strong><em>A Don Pitruzzu all\u2019Opira<\/em><\/strong>\u201d: lo spazio dove si affacciava la rinomatissima trattoria cos\u00ec particolarmente appellata dai buongustai.<\/p>\n<p>A quel tempo non c\u2019era ancora il cinematografo ed il divertimento, nel poco tempo libero, per gli uomini, si sostanziava nel bere qualche bicchiere all\u2019osteria e farvi uno spuntino con qualche piatto povero come il Pescestocco, ad esempio, per poi godersi, sazi ed ebri, un combattimento tra Orlando e Rinaldo tifando chi per l\u2019uno chi per l\u2019altro, sperando ogni volta nella rivincita del sempre soccombente Rinaldo. Qualcuno con il tasso alcolemico<em>,<\/em> oggi multabile, volendo cambiare a tutti i costi le sorti del duello gli andava in soccorso offrendogli il proprio coltello lanciandolo platealmente sulla scena ed esortandolo a riprendere il combattimento al grido di: \u201c<strong><em>Difenditi cu chistu Rinaldo<\/em><\/strong>\u201d. Altri nelle medesime condizioni etiliche si scagliavano contro il traditore <em>Gano di Magonza<\/em>, la cui marionetta ogni sera usciva malconcia. I pi\u00f9, si beavano del lessico retorico della voce narrante fuori campo che, nell\u2019interpretare le gesta dei <em>Paladini di Francia<\/em> del <em>Ciclo Carolingo<\/em> della &#8220;Chanson de Roland&#8221;, non azzeccava mai un congiuntivo e italianizzava in modo grottesco il dialetto siciliano. Vezzo immortalato da Nino Martoglio nel suo memorabile \u201c\u201c<em>U cummattimentu di Orlandu e Rinardu<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019ebrezza esaltava l\u2019impatto di credibilit\u00e0 dello spettacolo. Il coinvolgimento emotivo era tale che gli spettatori dialogavano con i pupi e anche il puparo sviluppando uno stretto rapporto con il palcoscenico divenendo essi stessi parte dello spettacolo.<\/p>\n<p>Come poteva la trattoria adiacente, che confortava pance e fegati di quel pubblico cosi colorito, non far riferimento l\u2019Opera dei Pupi?<\/p>\n<p>Questo toponimo \u00e8 stato al lungo nell\u2019immaginario dei messinesi come l\u2019eccellenza del \u201c<strong><em>Pescestocco a Ghiotta<\/em><\/strong>\u201d, come luogo depositario di una vera \u00e8 propria scuola di pensiero elitaria sulla preparazione dell\u2019archetipa pietanza che esclude in modo categorico le patate, considerandole dei predatori di gusto: \u201c<em>si maniunu u gustu<\/em>\u201d affermava categorico Nunzio Mondello che nel tempo sostitu\u00ec il padre . Un pensiero <em>gormet<\/em> della cucina messinese che considera la presenza del volgare tubero nel sugo della <em>Ghiotta<\/em> una vera e propria eresia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il rigoroso disciplinare di \u201c<strong><em>Don Pitruzzu all\u2019Opira<\/em><\/strong>\u201d vantava, oltre ad un procedimento scrupoloso quanto segreto, l\u2019impiego di materie prime di estrema qualit\u00e0 come lo stoccafisso delle suddette isole norvegesi, la cipolla delle <em>Calabrie<\/em>, il sedano degli orti milazzesi, l\u2019estratto di pomodoro e le olive in salamoia prodotte direttamente dalla famiglia Mondello, i capperi delle Lipari e il rinomatissimo olio di Mandanici, dalle qualit\u00e0 organolettiche impareggiabili.<\/p>\n<p>Nell\u2019antico Porto di Messina il <em>Pescestocco a Ghiotta<\/em> era anche il <em>piatto di sostanza<\/em> per la classe operaia, alla quale forniva le energie giuste per proseguire le fatiche del lavoro. Lo Stoccafisso \u00e8 altamente proteico e ricco di calcio, ferro, potassio e vitamina B.<\/p>\n<p><strong><em>Don Pitruzzu all\u2019Opira<\/em><\/strong> era anche meta di operai e portuali che durante la pausa pranzo consumavano velocemente la versione <em>paninara<\/em> del tipico piatto: un filoncino di pane intriso di sugo di ghiotta e due pezzi di stocco. Una delizia inenarrabile che solo quei pochi messinesi che hanno avuto la fortuna di mangiarla possono immaginare.<\/p>\n<p>L\u2019osteria era dunque una sorta di <em>fast food<\/em> dell\u2019epoca. E pensare che oggi i messinesi si nutrono al Mc Donald\u2019s recensendolo con apologetici encomi sui <em>social<\/em>: un\u2019ulteriore sottrazione d\u2019identit\u00e0 tra le tante di questo periodo oscuro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Carmelo Celona<\/p>\n<p>31.01.2020<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.letteraemme.it\/perche-i-luoghi-di-messina-si-chiamano-cosi-don-pitruzzu-allopira\/\">Perch\u00e9 i luoghi di Messina si chiamano cos\u00ec: Don Pitruzzu all\u2019Opira (letteraemme.it)<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Largo don Giovanni d\u2019Austria e via Lepanto, attuale isola pedonale luogo della movida notturna cittadina) &nbsp; A Messina vi \u00e8 un spazio pubblico, oggi luogo della movida notturna cittadina, che<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1165,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[11],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1163"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1163"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1163\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1169,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1163\/revisions\/1169"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1165"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1163"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1163"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1163"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}