{"id":1139,"date":"2020-01-05T19:01:48","date_gmt":"2020-01-05T18:01:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/?p=1139"},"modified":"2021-09-12T19:18:24","modified_gmt":"2021-09-12T17:18:24","slug":"piazza-don-fano-messina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/2020\/01\/05\/piazza-don-fano-messina\/","title":{"rendered":"Piazza Don Fano &#8211; Messina"},"content":{"rendered":"<p>(uno slargo lungo la via Risorgimento nel tratto in cui detta via interseca le vie Manara e Camiciotti, secondo la toponomastica ufficiale sarebbe Largo Risorgimento)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il <em>Genius loci<\/em> \u00e8 il rapporto che si genera tra gli spazi urbani e gli usi, i costumi, la morale, l\u2019etica della comunit\u00e0 che li abita. Queste espressioni denominano spesso i luoghi urbani e gli conferiscono un\u2019identit\u00e0 forte che ha come referente fatti e consuetudini svolti e praticati nel luogo stesso. Molte di queste denominazioni fanno riferimento a tradizioni gastronomiche. I <em>Genius loci<\/em> gastronomici sono tra i pi\u00f9 forti e persistenti nel tempo, alcuni si trasformano in toponimi diventando anche veri e propri archetipi, elementi identitari di una comunit\u00e0 come <em>l\u2019Harry,s Bar<\/em> di Venezia, Il <em>Caff\u00e8 Pedrocchi<\/em> di Padova, lo <em>Zanarini<\/em> a Bologna, Il <em>Caff\u00e8 Greco<\/em> a Roma, <em>Pintauro<\/em> a Napoli, l\u2019<em>Antica Focacceria <\/em>a Palermo.<\/p>\n<p>Messina un tempo ebbe due toponimi gastronomici forti, oggi smarriti: il <strong><em>Bar Irrera<\/em><\/strong> di piazza Cairoli e la sua elegante succursale estiva dell\u2019\u201d<strong><em>Irrera a Mare<\/em><\/strong>\u201d. L\u2019\u201d<em>Irrera a Mare<\/em>\u201d era la terrazza dove tutta la societ\u00e0 messinese si specchiava sullo scenario dello <em>Stretto<\/em> al suono di musiche esotiche assistendo a rassegne cinematografiche internazionali con la presenza di personaggi famosi del mondo dello spettacolo, tutto sublimato dalla bont\u00e0 della cucina del ristorante e dalla squisitezza dei dolci di <em>Renato Irrera<\/em>. Quella terrazza ormai ha perduto il suo <em>Genius loci<\/em>. Da oltre un secolo chiusa alla fruizione permanente da alte ed inspiegabili cancellate che negano il contatto con il <em>mare di citt\u00e0<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A fronte di toponimi gastronomici ormai smarriti vi \u00e8 un toponimo forte e resistente che \u00e8 quello di <strong><em>Piazza Don Fano<\/em>.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00ab<em>Alla richiesta di indicazioni per raggiungere Largo Risorgimento molti messinesi sono in preda ad un breve smarrimento, subito svanito quando si chiarisce che il posto cercato \u00e8 Piazza don Fano<\/em>\u00bb, cos\u00ec scrive Paola Zagami.<\/p>\n<p>Quando un toponimo resiste nel tempo \u00e8 segno che il <em>Genius loci<\/em> che lo ha denominato ha come referente qualcosa di virtuoso, di epocale, di straordinario, nel quale la comunit\u00e0 ancora si identifica o si \u00e8 a lungo identificata.<\/p>\n<p><em>Piazza Don Fano, <\/em>pi\u00f9 che un toponimo \u00e8 un Eponimo<em>: <\/em>l\u2019eroe \u00e8<em> <strong>Epifanio Fiumara<\/strong><\/em>, detto <strong><em>Don Fanu<\/em><\/strong>, non un eroe risorgimentale ma un oste. Famoso titolare di una trattoria, che si affacciava in quella che le carte ufficiali della toponomastica denominano <em>Largo Risorgimento<\/em>, che con la sua cucina e la sua personalit\u00e0 ha caratterizzato, sin da prima del terremoto del 1908 quel luogo.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Piazza don Fano<\/em><\/strong>\u201d \u00e8 un eponimo analogo a quello del quartiere romano de \u201c<strong><em>La<\/em><\/strong> <strong><em>Garbatella<\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Il \u201c<em>Quartiere S. Paolo<\/em>\u201d a Roma, che prende il nome dalla \u201c<em>Basilica di S. Paolo fuori le mura<\/em>\u201d nessuno lo conosce, poich\u00e9 esso \u00e8 universalmente conosciuto, come \u201c<em>la Garbatella<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>La denominazione si deve al toponimo del contado, dove nel 1920, venne fatto sorgere un Quartiere operaio, sul modello delle citt\u00e0 giardino di Howard, in attuazione del Piano Regolatore del 1909, voluto dal sindaco mazziniano <em>Ernesto Nathan<\/em> e redatto da <em>Edmondo Sant Just de Teulada<\/em>, lo stesso che fu incaricato dal <em>Ministero degli Interni<\/em> dell\u2019epoca, Bartolini, a sovrintendere al piano di ricostruzione della citt\u00e0 di Messina dopo il 1908.<\/p>\n<p>A met\u00e0 dell\u2019800, l\u2019area dove sorge il Quartiere era attraversata dalla <strong><em>via delle sette chiese<\/em><\/strong>, lungo la quale vi era la classica locanda fuori porta, molto frequentata dai viandanti, gestita da un\u2019ostessa, \u201c<strong><em>Donna Carlotta<\/em><\/strong>\u201d, una donna che la tradizione popolare descrive come garbata e bella, intesa come \u201c<em>La Garbadella<\/em>\u201d. L\u2019appellativo pare fosse un eufemismo per sottolineare la sua insolita gentilezza nel soddisfare gli appetiti degli avventori sia con la sua straordinaria cucina che con la sua avvenenza.<\/p>\n<p>A quel tempo la fama di <em>Donna Carlotta<\/em> era cos\u00ec rinomata al punto che l\u2019appellativo destinato alla garbata ostessa presto denomin\u00f2 l\u2019intera area sub urbana. L\u2019eponimo tanto radicato nella tradizione popolare sopravvisse alla trasformazione urbanistica tanto che il nuovo Quartiere nonostante la toponomastica ufficiale \u00e8 inteso da sempre come \u201c<strong><em>La Garbadella<\/em><\/strong>\u201d. Le forti relazioni che Carlotta aveva con i suoi avventori divennero la consuetudine che caratterizzava quel luogo amplificandone l\u2019amenit\u00e0 e il piacere di viverlo, trasformandosi in un Genius loci che divenne la denominazione identitaria del luogo.<\/p>\n<p>Cos\u00ec accadde per <em>Don Fanu<\/em>, oste che oltre a sfamare gli avventori suppliva alle forti carenze di strutture di sostegno sociale. Egli a seconda delle disponibilit\u00e0 economica degli avventori modulava il conto.<\/p>\n<p>Ci giunge notizia che Don Fanu fosse uomo brioso e alla mano, adorato dal popolo per la sua prodigalit\u00e0 verso mendichi e povera gente.<\/p>\n<p>Questa generosit\u00e0 trasform\u00f2 la sua <em>putia i manciari<\/em>, in un luogo dove i meno abbienti potevano, con le loro poche risorse comunque sfamarsi, perch\u00e9 Don Fanu non lasciava mai nessuno dietro i vetri del suo locale e dava da mangiare a tutti, ricchi e poveri: una generosa e brillante versione maschile della \u201c<em>Garbatella<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Questa apprezzata sensibilit\u00e0 e questo suo <em>savoir-faire<\/em> \u00e8 all\u2019origine della sua fama unitamente alla bont\u00e0 insuperabile del suo <em>Pescestocco a Ghiotta<\/em> cucinato nella versione popolare, con le patate. Un espediente da egli escogitato per garantire la qualit\u00e0 e al tempo stesso abbassare i costi consentendogli di fare prezzi modici alla portata di tutte le tasche e l\u00e0 dove le tasche fossero scarse di denari un ragionevole sconto o un sopportabile omaggio. Alla stessa stregua di Donna Carlotta, Don Fanu era un oste di mondo. Sapeva trattare l\u2019avventore abbiente e quello meno abbiente, differenziandone il trattamento, e sapeva \u201cfarsi rispettare\u201d da entrambi.<\/p>\n<p>Pare che quando vedesse qualcuno male in arnese lo facesse accomodare e con riservo si informasse sui pochi spiccioli posseduti. Ritirata la povera somma gli serviva comunque un lauto pasto. Questo risaputo atteggiamento gli attir\u00f2 la benevolenza e la stima di tutti i messinesi.<\/p>\n<p>Lo standard minimo che saziava l\u2019avventore nobile, borghese o popolano era una porzione di <em>Pescestocco a Ghiotta<\/em> consistente in due pezzi di stocco e tre patate (di riempitivo succedaneo) e tanto sugo nel quale inzuppare un filone da mezzo chilo di pane innaffiando tutto con mezzo litro di rosso dell\u2019Etna. Chiunque si alzava dal desco satollo.<\/p>\n<p>Era lui stesso che nel retro bottega ammollava lo <strong><em>StokkfisK <\/em><\/strong>delle <strong><em>Isole Lofoten<\/em><\/strong>, mentre sua moglie metteva in salamoia le olive e provvedeva con pazienza a fare il concentrato di pomodoro che faceva <em>tirare<\/em> il sugo, che non deve mai essere annacquato: il <em>Pescestocco a ghiotta<\/em> non \u00e8 una zuppa ma un rag\u00f9 di pesce.<\/p>\n<p>I capperi di Pantelleria e le cipolle e il sedano degli orti della cintura agraria cittadina completavano il capolavoro.<\/p>\n<p>La trattoria di Don Fanu era un\u2019osteria fuori porta come quella della ostessa romana, un luogo dove si faceva volentieri una sosta, prima di entrare definitivamente in citt\u00e0 o subito dopo averla lasciata dopo una giornata di affari e vendite.<\/p>\n<p>Egli come la Garbatella era un riferimento sociale, la sua osteria una tappa consolatoria, Il suo men\u00f9 ghiotto e soddisfacente. Don Fanu saziava le pance senza svuotare i portafogli, era il classico professionista di un tempo che sublimava la sua vita nel lavoro e prendeva soddisfazione pi\u00f9 dalle relazioni sociali e dalla fama che dal denaro che guadagnava.<\/p>\n<p>L\u2019osteria sorgeva in un palazzo settecentesco dove il piano terreno era a <em>Taberna Romana<\/em>: tutte botteghe con piano ammezzato sovrastante che fungeva da abitazione dell\u2019artigiano, la famosa <strong><em>Casa e Putia<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>Il Palazzo fu uno dei pochi rimasto parzialmente integro dopo il sisma del 1908. Un po&#8217; come palazzo Cicala di via Garibaldi. L\u2019osteria era situata agli attuali numeri civici 124 e 126. Nei locali ammezzati Don Fanu abitava con la numerosa famiglia di 7 figli. La preesistenza del fabbricato spiega l\u2019arretramento dell\u2019isolato rispetto al rettifilo di via Risorgimento e dunque la costituzione dello slargo.<\/p>\n<p>L\u2019Osteria passata agli eredi nel 1939 chiuse definitivamente nel 1960.<\/p>\n<p>Questa sua personalit\u00e0 generosa verso chi era in difficolt\u00e0 spiega l\u2019imperitura memoria della sua figura leggendaria di oste, al punto che lo slargo antistante (attuale largo Risorgimento), dove prima del terremoto vi era un punto di posta ove i carrettieri si fermavano a rifocillare i loro animali, da tutti i messinesi indicata per orientarsi come: \u201c<em>A piazza i don Fanu<\/em>\u201d, abbreviazione di \u201cA <em>piazza unni c\u2019\u00e8 a putia i don Fanu<\/em>\u201d. Cos\u00ec quello spazio urbano divent\u00f2 <em>Piazza Don Fano, <\/em>punto!<em> \u00a0<\/em>Senza commissioni toponomastiche e intitolazioni ufficiali, per investitura popolare.<\/p>\n<p>Questo eponimo \u00e8 segno della secolarizzazione di buone azioni, buoni comportamenti e buona cucina, fattori che hanno avuto e continuano ad avere la meglio su commemorazioni risorgimentali forzate e imposte intitolazioni.<\/p>\n<p>Altra nota caratteristica del personaggio l\u2019esasperata inclinazione all\u2019igiene. La trattoria per quanto angusta era pulitissima e questo attirava i ceti pi\u00f9 nobili e consentiva la frequentazione di signore e famiglie.<\/p>\n<p>Un dato che ci d\u00e0 l\u2019idea della sua grande abilit\u00e0 di chef raffinato e uomo onesto \u00e8 la sua avversione assoluta verso l\u2019uso del peperoncino nelle pietanze della cucina messinese.<\/p>\n<p>Sapeva bene che Il peperoncino non \u00e8 un esaltatore di sapori bens\u00ec il contrario, anestetizza le papille gustative e copre l\u2019eventuale cattiva qualit\u00e0 e freschezza degli ingredienti. E\u2019 l\u2019espediente spesso abusato da taluni cuochi per nascondere il sapore non del tutto fragrante di una pietanza o di un ingrediente, come un sugo di vongole del giorno prima, una salsa che comincia a sapere di acido, etc. Abbondano di peperoncino e non permettono all\u2019avventore di individuare a fondo tutte le sfumature del piatto, commettendo, quando questi non \u00e8 ingrediente base, ma solo una spezia di arricchimento, una vera frode alimentare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il profilo sin qui tracciato di un uomo dalle grandi capacit\u00e0 professionali e dalla generosa umanit\u00e0 spiega chiaramente un Genius loci cos\u00ec persistente trasformatosi in un fortissimo eponimo al punto che, a sessant\u2019anni dalla chiusura della trattoria, ancora oggi non vi \u00e8 messinese che non sappia dove sia piazza Don Fano, cos\u00ec come non vi \u00e8 messinese che sappia dove si trova Largo Risorgimento.<\/p>\n<p>Sarebbe il caso e il momento di una intitolazione ufficiale!<\/p>\n<p>Carmelo Celona<\/p>\n<p>05.01.2020<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.letteraemme.it\/perche-i-luoghi-di-messina-si-chiamano-cosi-piazza-don-fano\/\">Perch\u00e9 i luoghi di Messina si chiamano cos\u00ec: piazza Don Fano (letteraemme.it)<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(uno slargo lungo la via Risorgimento nel tratto in cui detta via interseca le vie Manara e Camiciotti, secondo la toponomastica ufficiale sarebbe Largo Risorgimento) &nbsp; Il Genius loci \u00e8<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1143,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[11],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1139"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1139"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1139\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1149,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1139\/revisions\/1149"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1143"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1139"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1139"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1139"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}