{"id":1086,"date":"2019-11-24T12:55:07","date_gmt":"2019-11-24T11:55:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/?p=1086"},"modified":"2021-09-12T13:11:33","modified_gmt":"2021-09-12T11:11:33","slug":"villaggio-aldisio-messina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/2019\/11\/24\/villaggio-aldisio-messina\/","title":{"rendered":"Villaggio Aldisio, Messina"},"content":{"rendered":"<p>(Quartiere popolare che sorge sulla sponda destra del torrente Gazzi, in prossimit\u00e0 dell\u2019attuale svincolo autostradale)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il 9 luglio del 1943 gli alleati sbarcano in Sicilia sulla costa meridionale dell\u2019isola. Qualche mese dopo, il 16 dicembre dello stesso anno nasce, sempre in Sicilia, il partito della Democrazia Cristiana. A fondarlo sono tre uomini: Giuseppe Alessi, Bernardo Mattarella e <em>Salvatore Aldisio<\/em>.<\/p>\n<p><em>Salvatore Aldisio<\/em>, era nato a Gela nel 1890, enfant prodige di Don Luigi Sturzo, fu per tutti gli anni 50 del secolo scorso tra i maggiorenti della Balena Bianca, parlamentare fino alla morte, avvenuta nel 1964.<\/p>\n<p>Molto legato a Bernardo Mattarella, tanto da essere il padrino di battesimo del figlio Sergio, attuale presidente della Repubblica, dal 1950 a 1953 fu Ministro dei lavori pubblici, ruolo che lo vide protagonista nell\u2019attuazione del \u201c<em>Piano Fanfani<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Il 28 febbraio del 1949 venne approvata dal parlamento la Legge n\u00b0 43, intitolata: \u201c<em>Progetto per incrementare l\u2019occupazione operaia agevolando la costruzione di case per lavoratori<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>La nuova norma istituiva un \u201c<em>Piano d\u2019intervento per la realizzazione di Edilizia Pubblica su tutto il territorio italiano<\/em>\u201d. La legge fortemente voluta da Amintore Fanfani, per arginare l\u2019avanzata del fronte progressista, fu denominata <em>\u201cPiano Fanfani\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Si tratt\u00f2 di un programma di ricostruzione nazionale di ispirazione kenesiana, la cui gestione fu affidata all\u2019I.N.A. (Istituto Nazionale per le Assicurazioni), al cui interno fu istituita, all\u2019uopo, una sezione case: l\u2019<strong>INA Casa. <\/strong>Il Piano che sarebbe dovuto durare solo sette anni fu prorogato fino al 1962, anno in cui entr\u00f2 in vigore la Legge 167, quella che istitu\u00ec i Piani di Zona per l\u2019edilizia economica e popolare.<\/p>\n<p>A sei mesi dall\u2019approvazione della legge, nell\u2019estate del 1949, gi\u00e0 si contavano 650 cantieri in tutta Italia.<\/p>\n<p>Il <em>Piano<\/em> and\u00f2 a regime nella met\u00e0 degli anni 50, periodo in cui l\u2019<strong>INA Casa <\/strong>consegnava alle famiglie dei meno abbienti una media di 500 alloggi a settimana e Aldisio era titolare del ministero che gestiva le operazioni. Nei primi 7 anni furono realizzati 150.000 alloggi.\u00a0 Dopo 15 anni, nel 1964 erano stati realizzati e consegnati, su tutto il territorio nazionale, oltre 350.000 alloggi.<\/p>\n<p>Salvatore Aldisio, sempre nel ruolo di Ministro dei Lavori Pubblici, fu colui che promosse e fece finanziare la realizzazione del <em>Quartiere INA Casa di Messina<\/em>. Nel 1964, sull\u2019eco della sua prematura scomparsa, in segno di gratitudine, gli fu intitolato, non una via, ma l\u2019intero quartiere messinese appena ultimato. Questo spiega il toponimo.<\/p>\n<p>Il \u201cPiano Fanfani\u201d fu un processo di ricostruzione civile dell\u2019Italia del secondo dopo guerra che diede vita ad un fenomeno architettonico di alta qualit\u00e0 artistica.<\/p>\n<p>L\u2019architettura dell\u2019<strong>INA Casa <\/strong>fu l\u2019architettura del \u201cNeo-realismo Italiano\u201d. Una vera e propria ideologia architettonica espressione di un grande processo culturale. Una cifra formale e tipologica che plasticizz\u00f2 la voglia di ricostruzione morale e civile di una nazione appena uscita da uno dei traumi pi\u00f9 grandi della sua storia. L\u2019architettura delle case popolari fu il vero simbolo di una nuova Italia finalmente democratica e solidale.<\/p>\n<p>Questa processo vide impegnati i migliori architetti italiani, che furono anche i maggiori dell\u2019architettura razionalista italiana, quali: <em>Franco Albini<\/em>, il maestro di Renzo Piano; <em>Giovanni Astengo<\/em>, uno dei padri dell\u2019urbanistica Italiana; Ignazio\u00a0 Cardella, autore del raffinato Quartiere Borsalino di Alessandria. <em>Luigi Figini e Gino Pollini<\/em>, architetti dell\u2019illuminato <em>Adriano Olivetti<\/em>, per il quale realizzarono molti quartieri popolari ad Ivrea e a Pozzuoli; <em>Ludovico Quaroni<\/em>, che a Matera realizz\u00f2 il famoso <em>Quartiere rurale della Martella<\/em> per i contadini materani; <em>Mario Ridolfi<\/em>, a cui l\u2019architettura <em>INA Casa<\/em> deve molto del suo innovativo linguaggio. Questi insieme a <em>Carlo Aymonino<\/em> e al gi\u00e0 citato Quaroni realizz\u00f2 il famoso Quartiere Tiburtino di Roma.<\/p>\n<p>Autentici maestri che riuscirono nella difficile impresa di coniugare, nell\u2019architettura delle case popolari, la tradizione colta con quella popolare e contadina, scrivendo una delle pi\u00f9 belle pagine dell\u2019architettura italiana del \u2018900. I loro verbi divennero la semantica corrente della nuova architettura popolare italiana.<\/p>\n<p>Oggi girando per il Rione Aldisio si possono apprezzare taluni stilemi che ci riportano alla grande architettura neo-realista e razionalista italiana. Basta soffermarsi sul taglio dei balconi che evocano il poetico Quartiere <em>INA Casa<\/em> di Terni o quello Tiburtino di Mario Ridolfi. Certe articolazioni volumetriche ci portano nei quartieri milanesi <em>INA Casa<\/em> disegnati da Ignazio Gardella a Milano, etc.. Un\u2019architettura pura schietta, essenziale, equilibrata ed armonica, significante di quel bisogno di pulizia ed onest\u00e0 che albergava gli animi degli italiani che ricostruirono dalle macerie una nuova dignit\u00e0 nazionale.<\/p>\n<p>L\u2019esperimento architettonico e tipologico fu di valore, viceversa la localizzazione fu fatale.<\/p>\n<p>Il quartiere sarebbe dovuto nascere al posto delle baracche di <em>Fondo Fucile<\/em>, sorte in espansione al <em>Villaggio Ultrapopolare Gazzi<\/em>, realizzato lungo la sponda sinistra del torrente, all\u2019altezza del Policlinico, nel 1929 dal regime fascista, risultato insufficiente all\u2019allarmante fabbisogno post terremoto.<\/p>\n<p>Viceversa fu localizzato oltre <em>Fondo Fucile<\/em>, lasciando tra i due quartieri di alloggi popolari (Aldisio e Gazzi) una perniciosa zona cuscinetto in assoluto degrado, che sarebbe dovuta essere bonificata e che ancora rimane nelle condizioni che sappiamo. L\u2019incompiuta bonifica ha causato seri squilibri sociali e forti asimmetrie di trattamento che hanno determinato una condizione inevitabile di disagio civile, che ha impedito al Quartiere <em>INA Casa<\/em> di Messina di essere, come in molte citt\u00e0 italiane, luogo di domestica quiete e di armonia sociale.<\/p>\n<p>Carmelo Celona<\/p>\n<p>24.11.2019<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.letteraemme.it\/perche-i-luoghi-di-messina-si-chiamano-cosi-villaggio-aldisio\/\">Perch\u00e9 i luoghi di Messina si chiamano cos\u00ec: Villaggio Aldisio (letteraemme.it)<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Quartiere popolare che sorge sulla sponda destra del torrente Gazzi, in prossimit\u00e0 dell\u2019attuale svincolo autostradale) &nbsp; Il 9 luglio del 1943 gli alleati sbarcano in Sicilia sulla costa meridionale dell\u2019isola.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1088,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[11],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1086"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1086"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1086\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1101,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1086\/revisions\/1101"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1088"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1086"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1086"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1086"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}