{"id":2860,"date":"2014-03-06T08:11:07","date_gmt":"2014-03-06T07:11:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/?post_type=evento&#038;p=2860"},"modified":"2022-02-27T08:27:28","modified_gmt":"2022-02-27T07:27:28","slug":"un-terremoto-perenne","status":"publish","type":"evento","link":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/evento\/un-terremoto-perenne\/","title":{"rendered":"Un terremoto perenne"},"content":{"rendered":"<p>Seminario sul tema:<\/p>\n<p>&#8220;<strong><em>Messina Terremoto perenne: dalla ricostruzione post terremoto ad oggi\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Messina: 06 marzo 2014 &#8211; ore 17.00<\/p>\n<p>Casa dello Studente<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>evento organizzato dal <strong><em>Comitato Studentesco<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Introduzione<\/strong> :<\/p>\n<p>&#8211; Giulia Giordano (<em>rappresentante del comitato organizzatore<\/em>);<\/p>\n<p>&#8211; Elisa Zanghi\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 (<em>rappresentante del comitato organizzatore<\/em>);<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>interventi<\/strong>:<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0 \u00a0arch. Carmelo Celona\u00a0 \u00a0 \u00a0 (<em>storico dell\u2019urbanistica<\/em>);<\/p>\n<p>&#8211; Pietro Saitta\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 (<em>sociologo, docente dell\u2019ateneo peloritano<\/em>);<\/p>\n<p>&#8211; Pierpaolo Zampieri\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0(<em>sociologo urbano, docente dell\u2019ateneo peloritano<\/em>);<\/p>\n<p>&#8211; Gaetano Sciacca\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 (<em>Ingegnere Capo del Genio Civile prov. Messina<\/em>);<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I lavori introdotti\u00a0 dalle studentesse Giulia Giordano ed Elena Zangh\u00ec hanno trattato un\u2019analisi retrospettiva della ricostruzione della citt\u00e0 di Messina dopo il terremoto del 1908 e i suoi effetti riscontrabili ancora oggi sia nel tessuto urbano che nel tessuto sociale. Quest\u2019ultimo aspetto approfondito e trattato dai professori Saitta e Zampieri: il primo articolando il suo intervento sull\u2019analisi riportata nella sua recente pubblicazione \u201c<em>Quota zero<\/em>\u201d (Donzelli editore) relativa alla condizione sociale dei cittadini messinesi ancor oggi costretti a vivere nei quartieri baraccati, il secondo analizzando i segni di periferie e quartieri degradati della citt\u00e0. L\u2019ingegnere Sciacca ha illustrato gli alti livelli di rischio antropico e naturale cui \u00e8 sottoposta la citt\u00e0 versa, le cui cause sono anche da ricondursi a scelte urbanistiche lontane o ancor meglio alle categorie di pensiero speculative che sin dal <em>Piano Borz\u00ec<\/em> si sono succedute sul territorio messinese.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La relazione dell&#8217;arch. Celona<\/p>\n<p>&#8220;<strong><em>Il Piano Borz\u00ec: un fatale paradigma \u2013 analisi retrospettiva di una secolare predazione&#8221; <\/em><\/strong><\/p>\n<p>illustra come la rivoluzione industriale abbia introdotto in architettura le tipologia delle case economiche e popolari, una tipologia edilizia \u201cmoderna\u201d, mai concepita prima. Una tipologia che fu espressione del pensiero progressista e del sentimento socialista che dopo la rivoluzione francese si diffuse in tutta Europa sulle ali di una nuova visione umanista del mondo basata sui principi di giustizia e uguaglianza. La rivoluzione industriale aveva spostato masse di contadini nelle citt\u00e0 ai cui margini sorgevano sempre pi\u00f9 le industrie. Cos\u00ec ovunque nacquero baraccopoli nelle quali si concentrava la nuova classe operai, vivendo in tragiche condizioni igieniche e sociali. A disciplinare per prima questo fenomeno, che presto divent\u00f2 una emergenza urbanistica e sociale, fu l\u2019Inghilterra, spinta dal clamore che ebbe nel 1845 il trattato sulle \u201c<em>Condizioni della classe operaia in Inghilterra<\/em>\u201d di \u00a0<em>Friedrich Engels<\/em>, che rafforz\u00f2 le forti denunzie pubbliche di <em>Alexis de Tocqueville <\/em>sulle condizioni di vita degli operai di Manchester. Cos\u00ec nel 1847 venne emanato nel Regno Unito la prima legge di salute pubblica che imponeva requisiti sanitari e tipologici per le case degli operai e dei ceti meno ambienti e prevedeva l\u2019eliminazione dei tuguri che affollavano quasi tutte le citt\u00e0. Presto la questione del diritto ad un alloggio salubre e dignitoso per le classi lavoratrici divenne un tema centrale nel cambiamento della societ\u00e0 europea che impose le grandi trasformazioni urbanistiche delle capitali europee. La politica delle case popolari fu uno dei fattori preminenti che contribu\u00ec alla nascita dell\u2019\u201d<em>Urbanistica Moderna<\/em>\u201d. Una nuova concezione della citt\u00e0 coerente con la nuova visione di una societ\u00e0 pi\u00f9 egalitaria: una societ\u00e0 dei diritti e quindi del diritto alla casa. La secolarizzazione di questi processi all\u2019inizio del \u2018900 vede apparire nello scenario europeo i movimenti delle <em>Citt\u00e0 Giardino<\/em> e delle <em>Citt\u00e0 Lineari<\/em>. Modelli di citt\u00e0 a misura d\u2019uomo. Citt\u00e0 immerse nel verde e prive di speculazioni edilizie. Citt\u00e0 la cui forma fu espressione dei nuovi diritti sociali e del rispetto per la natura e l\u2019ambiente. Gli inizi del ventesimo secolo le nuove teorie urbanistiche diventano scienza. <em>Camillo Sitte<\/em> e la sua <em>Citt\u00e0 Moderna<\/em> teorizza il paradigma al quale fecero riferimento le nuove citt\u00e0 e le trasformazioni e gli ampliamenti di quelle esistenti. In Italia gli esempi che fecero scuola furono: le trasformazione di Firenze (1900), Milano (1903) e Roma (1909). Tutti esempi concreti di citt\u00e0 armoniose dove si \u00e8 sviluppata una qualit\u00e0 sociale che ancora oggi fa delle medesime citt\u00e0 contesti urbani di buona qualit\u00e0 della vita sociale e civile. Purtroppo questi modelli non furono i riferimenti del <em>Piano Borzi<\/em>: lo strumento urbanistico con il quale si \u00e8 fatta risorgere la nuova citt\u00e0 di Messina dalle macerie del terremoto del 1908. Da una puntuale analisi tecnica retrospettiva, il <em>Piano Borz\u00ec <\/em>risulta essere anacronistico e di concezione reazionaria. La tipologia urbanistica adottata si rif\u00e0 all\u2019insula romana e come concezione alle citt\u00e0 coloniali. Nessuna delle teorie dell\u2019urbanistica moderna viene presa in considerazione e adottata. Niente verde, niente edilizia intensiva, ecc. Lo spazio urbano viene diviso in piccoli isolati i quali a loro volta sono stati divisi in piccoli comparti edificatorii. Questo scelta tipologica ha favorito una gestione quasi del tutto privatistica della ricostruzione. Lo Stato \u00e8 intervento solo per finanziare la costruzione di piccoli palazzetti signorili, molto appetiti dalla borghesia agraria dell\u2019entroterra che ha potuto insediarsi nel cuore della citt\u00e0 inurbandosi allontanato gli autoctoni che in quel frangente pativano perdite affettive patrimoniali psichiche. Il Piano ha favorito una spietata speculazione edilizia. I sinistrati non sono stati sostenuti dallo Stato che attraverso un meccanismo perverso ha finanziato bene e meglio gli speculatori privati filo governativi.<\/p>\n<p>La costruzione delle case popolari, pur essendo gravemente sottodimensionata (solo \u00bc rispetto della superficie edificabile destinata ad alloggi signorili per il libero mercato) \u00e8 stata molto rallentata per favorire il mercato degli alloggi privati, lasciando senza i necessari ed urgenti alloggi tutti quei cittadini che il sisma aveva scaraventato nel baratro del bisogno e della necessit\u00e0.<\/p>\n<p>Cos\u00ec i superstiti si sono ritrovati ai margini della citt\u00e0, rispetto all\u2019antica citt\u00e0, molto ampliata, del <em>Piano Borz\u00ec<\/em>, sono stati scaraventati in improbabili villaggi \u201cultra popolari\u201d realizzati con lentezza lungo il periodo fascista dal 1922 al 1939. Villaggi senza strade, senza servizi, lontanissimi dalla citt\u00e0, localizzate spesso in zone in ombra, alle pendici dei rilievi, nei diverticoli del territorio comunale. \u00a0In questi luoghi marginali sono state costruite casette, spesso monolocali, che di antisismico avevano poco, e molto essenziali, che eufemisticamente furono chiamati cottage.<\/p>\n<p>Questa asimmetrie di trattamento, determinata da ciniche scelte urbanistiche, una vera e propria <strong><em>Fenomenologia della Baracca<\/em><\/strong>. Cittadini ancora oggi, in attesa di riscatto, aspettano ancora il riconoscimento di un diritto elementare: il diritto alla casa e ad una socialit\u00e0 egalitaria.<\/p>\n<p>Questa sottrazione di diritti permane ancora oggi e non \u00e8 stata ripagata nemmeno dagli strumenti urbanistici che per un secolo si sono succeduti al governo della citt\u00e0. Ancora oggi in citt\u00e0 c\u2019\u00e8 una sorta di apartheid.<\/p>\n","protected":false},"featured_media":2861,"template":"","cat_attivita":[5],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/evento\/2860"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/evento"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/evento"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2861"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2860"}],"wp:term":[{"taxonomy":"cat_attivita","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/cat_attivita?post=2860"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}