Cose da Matti

Giovanni Cammarata

Convegno sul tema:

Maregrosso: Cose da Matti”

Giovanni Cammarata – Gaetano Chiarenza

 

Messina 31 maggio 2014 – ore 18.30

Ecolab – Via Croce Rossa, 8 – Messina

 

evento organizzato da:

Zona Cammarata

Interventi programmati :

–   Eva Di Stefano             (critico d’arte);

  • Pier Paolo Zampieri     (sociologo urbano);

–    Carmelo Celona              (architetto);

–    Mosè Previti                  (critico d’arte);

–    Gilfo Edizioni

 

I lavori sono stati centrati sulla figura dell’artista outsider Giovanni Camarata, Genius Loci del Quartiere di Maregrosso a Messina

 

La relazione dell’arch. Celona

Il Cavaliere Cammarata e la riproposta del mito: il rafforzamento di un Genius loci fragile

Illustra l’intera esperienza espressiva di Giovanni Cammarata in un contesto urbano degradato come L’area di Maregrosso ove egli sviluppa la sua ribellione civile trasformando la sua professionalità di artigiano cementiere in quella di artista Outsider.

Descrive e analizza la sua vicenda umana e la sua condizione di baraccato vittima come tanti altri messinesi di quell’asimmetria sociale che definisce “Fenomenologia della Baracca”.

Tutto ha inizio dalle pietre artificiali come materiale innovativo con il quale si è dato il nuovo volto alla città risorta dopo il 1908 e dalla nascita di classe di artigiani che producevano decori in amalgama di cemento, detti cementieri o cementisti. Cammarata fu uno di loro, l’ultimo.

Vittima di una ingiustizia vive una epifania artistica che esprime dando colore e forma creativa ai decori ai suoi decori in cemento. Comincia così la sua battaglia civile con il degrado in cui è stato relegato.

Fu l’unico che vinse l’inespressività di questi decori che sono la pelle e il marchio della città.

Il suo lessico è un pregevole esempio di semiosi popolare che in quel contesto assume valore di marcatore del paesaggio urbano. Un segno eversivo, popolare, ribelle rispetto al contesto e ai suoi portati.

Un segno cancellato che ancora persiste trasformandosi in un “Genius Loci” fragile quanto radicato.

I segni di Cammarata sono ormai l’unica l’anima di Maregrosso.

La poetica di Cammarata è un istintivo tentativo di risolvere il degrado urbano cui è stato condannato.

Una denuncia plateale, diretta, icastica che parla direttamente alla percezione intrasomatica, alla dimensione subliminale del fruitore.

Il suo significante esprime un disperato bisogno di qualità urbana.

Cammarata è stato un avversario, incompreso, del degrado civile, sociale e culturale della zona.

Vive in un luogo limitrofo al mare, ma il mare non si vede è negato da alti muri e dalla line ferroviaria.

Questa ribellione alla semantica del contesto urbano rappresenta un tentativo palingenetico di rigenerazione urbana. Un disperato bisogno di qualità urbana.

Così con la sua opera rappresenta il mito e cerca un varco per il mare e con questa sua istintiva istanza denuncia la necessità di una riqualificazione urbana dell’area che nessuno strumento urbanistico, dal Borzì a quello vigente hanno mai previsto.

Cammarata ripropone il mito negato. Sente che solo il mito, il recupero del mito, può salvare quel luogo. E forse può salvare la città. Quel luogo per salvarsi deve tornare a contatto con il mito e quindi con il mare.

Le ragioni prosaiche che hanno distrutto e seppellito la gran parte della sua opera nell’indifferenza totale dei molti, è la lucida metafora delle condizioni patologiche del disimpegno morale e civile e del degrado fisico e di perdita della città tutta.

Recuperare l’anima di Cammarata, il “Genius loci Cammarata” può rappresentare il simbolo che addita il solco culturale e urbanistico in cui incanalare le scelte future di riqualificazione territoriale, liberandoci dai fantasmi di nuove speculazioni e quindi di nuovo degrado.

In ultimo l’arch. Celona illustra il progetto di restauro, valorizzazione, promozione e fruizione delle vestigia dell’opera di Cammarata, attraverso un restauro artistico, una musealizzazione virtuale e la realizzazione di un dispositivo di protezione.

Dispositivo che ha funzione protettiva ma anche segnaletica, la cui forma ha lo scopo di rafforzare il Genius loci poiché esso di propone come un marcatore cammaratiano del paesaggio urbano.

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Rassegna Stampa