Gli Archetipi della Bellezza
Convegno sul tema:
““Gli Archetipi della Bellezza a Messina”
Messina 14.10.2014 – ore 20.30
Royal Palace Hotel
via T. Cannizzaro – Messina
evento organizzato da:
Rotary Club Messina
Introduzione:
– Avv. Salvatore Alleruzzo (Presidente Rotary Club Messina);
Relatore:
– arch. Carmelo Celona
La relazione dell’arch. Celona
“Squarci di Memoria: gkli archetipi della Bellezza a Messina”
illustra come il sentimento del bello è un sentimento che ha valenze etico morali che si esprime attraverso modelli estetici e modelli culturali. Con l’aggettivo “bello” indichiamo anche tutto ciò che riteniamo conforme ai nostri principi ideali. Dal punto di vista individuale questo sentimento varia a seconda del percorso esistenziale, culturale ed estetico d’ognuno. Dal punto di vista collettivo, il sentimento della bellezza esprime canoni estetici diversi a seconda dei valori dominanti dei vari contesti storici in cui si forma e secondo le morali che in quei contesti si sviluppano.
Questi valori, espressione delle dinamiche sociali, politiche, economiche e culturali del tempo, nell’arte e nell’architettura trovano la loro comunicazione icastica.
I processi culturali, in architettura, determinano le sue forme. L’architettura è una narrazione di pietra il cui involucro plasticizza la categoria culturale dominante che l’ha determinata.
L’architettura e un’esperienza estetica: un’esperienza culturale che coinvolge tutti che determina e condiziona il gusto di chi la vive, orientandolo verso la categoria del bello o verso il brutto a seconda se della qualità artistica dei suoi segni (evolutivi o regressivi).
L’architettura nel momento in cui contestualizza un luogo attira su di se processi di identificazione tra il luogo e chi lo abita divenendo immagine di sintesi nella quale si riconosce una collettività, un popolo (Il Colosseo per i romani, San Cataldo per i palermitani, la Mole Antonelliana per i torinesi, la Torre Effeil per i parigini, eTc…). Assume un portato simbolico che diventa archetipo.
Messina città che purtroppo non vanta una stratificazione coerente dei nel libro di pietra delle sue architetture poichè eventi sismici e non solo hanno reso sfogato quel mosaico immaginario in cui vi è scritta la storia di ogni città. Del mosaico della città di Messina restano solo poche tessere, sporadiche e malconce.
Ed in queste tessere, sfogate ed integre, che faremo un viaggio (dalla chiesa dei Catalani alla Badiazza, dal San Maria di Mili al Monte di Pietà, Dall’architettura Umbertina dei palazzi Pubblici del dopo terremoto all’eclettismo dei palazzi privati, dall’Edilizia economica della Legge Luzzatti, a quella neorealista di Ridolfi, Dal Razionalismo di Rovigo all’esperienza espressiva del Cavaliere Cammarata.). Si indagheranno queste architetture attraverso una lettura più semiotica e meno contemplativa considerandoli come squarci luminosi di memorie perdute, di memorie recuperate e di memorie recenti, immagini di sintesi, archetipi della bellezza di Messina.