{"id":796,"date":"2012-06-24T21:26:40","date_gmt":"2012-06-24T19:26:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/?p=796"},"modified":"2021-09-09T22:22:58","modified_gmt":"2021-09-09T20:22:58","slug":"aiutare-con-gli-occhi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/2012\/06\/24\/aiutare-con-gli-occhi\/","title":{"rendered":"Aiutare con gli occhi"},"content":{"rendered":"<p>Il calcolo delle probabilit\u00e0 a volte sostiene paralogismi consolatori.<\/p>\n<p><strong><em>\u201c Diceva di esser: vedova di guerra. &lt;Quando io ero in et\u00e0 da marito, scoppi\u00f2 la grande guerra. Ci furono seicentomila morti e trecentomila invalidi. Alle ragazze di quel tempo, venne a mancare un milione di probabilit\u00e0 per sposarsi. Eh, un milione! Non credo di ragionare da folle se penso che uno di quei morti avrebbe potuto essere mio marito! \u201d<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Gli ostinati del riposo spesso non praticano questa attitudine nel lavoro.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>L\u2019enorme fosso ch\u2019egli scavava nel letto il pomeriggio. Era la traccia del riposo di un lavoratore, altrettanto tenace e pesante come doveva essere quella del suo lavoro<\/em><\/strong><em>\u201d<\/em><\/p>\n<p>Il sostegno visuale in campo lavorativo pur non essendo una forma di collaborazione in senso proprio \u00e8 senz\u2019altro una forma di solidariet\u00e0.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Cosa pensava Giovanni nelle lunghe ore del pomeriggio, di che parlava con gli amici, come il suo lavoro al negozio si riducesse ad aiutare\u00a0 con gli occhi quello che facevano lo zio e i cugini<\/em><\/strong><strong>\u201d<\/strong><\/p>\n<p>La disparit\u00e0 di interessi dovuta a diversit\u00e0 culturali e caratteriali genera l\u2019incomunicabilit\u00e0 tra gli uomini.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Non facciamo pane insieme! E\u2019 inutile! In verit\u00e0, come si poteva voler bene a uno che non rideva\u00a0 quando essi ridevano, e rideva\u00a0 quando nessuno dei tre riusciva a sorridere.<\/em><\/strong><strong>\u201d <\/strong><\/p>\n<p>L\u2019amore vero \u00e8 quando vai a dormire da lei \u00e8 il tu spazzolino si trova gi\u00e0 nel suo bagno.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Le sue scarpe non lo avevano atteso a lungo ai piedi di un letto a due piazze.<\/em><\/strong><strong>\u201d <\/strong><\/p>\n<p>Il rientro nelle abitudini. il rientro docile tra le tante pecore bianche tranquillizza tutto il gregge.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>&lt;Da oggi in poi ogni domenica dove prepararmi una marmitta di acqua calda&gt;&lt;Ogni domenica&gt;&lt; Ogni domenica e ogni gioved\u00ec&gt;&lt;Due volte la settimana?&gt;&lt; C\u2019\u00e8 gente che fa il bagno ogni giorno r forse due volte al giorno!&gt; Lucia ricord\u00f2 un romanzo in cui aveva letto qualcosa del genere e non fiat\u00f2. Ma quando lo videro entrare, come tutti i giorni, nella propria camera, e suscitare lo stridio delle vecchie imposte e scuri, chiusi con difficolt\u00e0, le tre donne mandarono insieme un sospiro di sollievo. Il capriccio del bagno si perdeva nel sereno quadro delle vecchie abitudini\u201d <\/em><\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019impercettibile semantica degli sguardi ha un preciso lessico e una grande coerenza sintattica e grammaticale<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Talia? Che fa, talia? A Catania le donne ricevono gli sguardi, per alcune ore, sulle palpebre abbassate. Raramente li ricambiano. Ma quando\u00a0 levano la testa dall\u2019attitudine corso e gettano un lampo, tutta la vita di un uomo ha cambiato corso e natura. Se lei non guarda, le cose vanno come devono andare. Ma se lei guarda, sia pure con mezza pupilla,allora, la vita non \u00e8 poi cos\u00ec triste. <\/em><\/strong><strong>\u201d <\/strong><\/p>\n<p>Chiss\u00e0 perch\u00e9 i piaceri dell\u2019amore si metaforizzano con quelli della gola?<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Un avvocato, seduto dieci metri pi\u00f9 lontano, alz\u00f2 il braccio verso Giovanni, e grid\u00f2; &lt;Ammuccamu!&gt; che voleva dire:\u00a0 mangiamo pure la bella pietanza che agli altri non tocca!<\/em><\/strong><strong>\u201d <\/strong><\/p>\n<p>Vi \u00e8 un punto nella vita in cui il cambiamento di abitudini, luoghi, amici, mentalit\u00e0 \u00e8 praticamente impossibile. Essi ormai sono l\u2019unica traccia tangibile che ci ricorda quel che siamo stati. Sono i segni di quella identit\u00e0 senza la quale ad una certa et\u00e0 non avrebbe alcun senso l\u2019esistenza. Un\u2019esistenza che dismette i progetti e lascia sempre pi\u00f9 spazio ai ricordi. Una vita fatta pi\u00f9 di:\u201dho fatto\u201d e meno di \u201cfar\u00f2\u201d.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Aveva cambiato amici, sebbene questo riesca\u00a0 difficile\u00a0 nell\u2019et\u00e0 in cui\u00a0 allontaniamo il libro per leggerlo meglio.\u201d <\/em><\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019isteria \u00e8 il recapito finale degli incapaci e degli inconcludenti quando sono messi inesorabilmente davanti agli esiti della loro incapacit\u00e0.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Egli veniva preso da una paura collerica, come il comandante della vecchia fortezza, sorpreso dal nemico mentre le porte sono spalancate e il bucato \u00e8 steso sulle bocche dei cannoni.\u201d <\/em><\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Quando nascono passioni artistiche e letterarie non vi \u00e8 pi\u00f9 spazio per il dominio della volgarit\u00e0.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>La dolcezza, il silenzio, il garbo, l\u2019amore per la musica e per taluni poeti non lasciarono mai alla volgarit\u00e0 il governo di questi animi\u201d <\/em><\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Lo scirocco rende irreale anche la visione pi\u00f9 ordinaria e scontatamente quotidiana.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Quando il cielo di Catania \u00e8 fosco di scirocco, la luna vi si stempera come un\u2019arancia disfatta; una polvere appena appena luminosa avvolge gli uomini e gli edifici, e l\u2019intero universo sembra disegnato su un vetro sporco.\u201d <\/em><\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Il linguaggio placabile della fisiognomica<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>L\u2019occhio bieco del servitore si storceva al mattino, davanti al viso, marcio d\u2019insonnia, del padrone; si storceva e contorceva, quasi volendo accogliere la piet\u00e0. <\/em><\/strong><strong>\u201d <\/strong><\/p>\n<p>La complicit\u00e0 ha i suoi codici.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Il bagnino salutava l\u2019arrivo di Giovanni alla spiaggia con la sua voce cavernosa:&lt;Cavaleri, \u2018u mari \u00e8 vacanti!&gt;: il che voleva dire che Ninetta non era ancora venuta. Oppure: :&lt;Cavaleri, s\u2019allinchu \u2018u mari!&gt;: il che voleva dire la cosa opposta. <\/em><\/strong><strong>\u201d <\/strong><\/p>\n<p>Finita la passione, allevati insieme i figli, molte coppie divengono degli affezionati estranei.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Una sera che egli dormiva con la testa quasi mescolata al petto, mentre il respiro affannoso gonfiava, una dopo l\u2019altra, quattro o cinque sfere di carne confusamente coperte di un vestito d\u2019uomo, la moglie, guardando con tenerezza, sospir\u00f2: &lt;il marito!&gt;.&lt;Il marito! Cos\u2019\u00e8? Io mi domando, dopo trent\u2019anni: cos\u2019\u00e8? I figli, il padre e madre sono lo stesso tuo sangue! Ma il marito? Com\u2019\u00e8 strano, certe volte, pensare cos\u2019\u00e8 il marito! E tuttavia gli si vuole tanto bene!&gt; E che ellla gli volesse bene, appariva chiaramente dallo sgaurdo affettuoso, furbo e gentile che gli dirigeva dai suoi occhi\u00a0 su quella poltrona ingombra di carne umana. <\/em><\/strong><strong>\u201d <\/strong><\/p>\n<p>Quando vogliamo cancellare ci\u00f2 che il tempo ha scritto suoi nostri visi, diveniamo delle ridicole maschere.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Portava i suoi parecchi anni sul viso come una giovane veneziana porta una mascherina.\u00a0 <\/em><\/strong><strong>\u201d <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>La Poltrire \u00e8 una pratica che non prevede nessun genere di condivisione. Guai a pensare di praticarla con altri.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Il pensiero di dover dormire, tutte le notti, con una donna, gli dava le caldane, come quello del servizio militare a un cinquantenne che non ha mai fatto il soldato. Gli pareva\u00a0 che la moglie dovesse scoprirlo, mentre fuori gelava, tirandosi le coperte\u00a0 o rotolando bruscamente verso la sponda del letto\u201d <\/em><\/strong><strong>\u00a0<\/strong>.<\/p>\n<p>La lotta estrema tra le proprie abitudini e l\u2019amore. Sulle prime ha la meglio il secondo ma alla lunga prevalgono inesorabilmente le prime.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Quest\u2019uomo, che sveniva alla vista di una caviglia, pensava con paura\u00a0 che un ginocchio freddo potesse sfiorarlo durante il sonno, o la porta\u00a0 socchiudersi, nel pomeriggio, e una testa\u00a0 affacciarsi dicendo;&lt;Tu dormi troppo, Giovanni&gt;.\u201d <\/em><\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0Carmelo Celona<\/strong><\/p>\n<p>Messina 24\/06\/2021<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lacerti tratti da:<\/p>\n<p>\u201c<em>Don Giovanni in Sicilia <\/em>\u201d &#8211; 1941<\/p>\n<p>Vitaliano Brancati<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-800\" src=\"http:\/\/www.carmelocelona.com\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/Vitaliano_Brancati-300x286.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"286\" srcset=\"http:\/\/www.carmelocelona.com\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/Vitaliano_Brancati-300x286.jpg 300w, http:\/\/www.carmelocelona.com\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/Vitaliano_Brancati-480x458.jpg 480w, http:\/\/www.carmelocelona.com\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/Vitaliano_Brancati.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il calcolo delle probabilit\u00e0 a volte sostiene paralogismi consolatori. \u201c Diceva di esser: vedova di guerra. &lt;Quando io ero in et\u00e0 da marito, scoppi\u00f2 la grande guerra. 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