{"id":5298,"date":"2021-06-18T16:12:17","date_gmt":"2021-06-18T14:12:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/2025\/08\/10\/teatro-antico-di-tindari-se-il-covid-uccide-anche-la-magia-delle-notti-estive-del-mito-copy-copy-copy-copy-copy-copy-copy-copy-2-copy-copy-copy-copy-copy-copy\/"},"modified":"2025-08-10T16:52:54","modified_gmt":"2025-08-10T14:52:54","slug":"teatro-antico-di-tindari-se-il-covid-uccide-anche-la-magia-delle-notti-estive-del-mito-copy-copy-copy-copy-copy-copy-copy-copy-2-copy-copy-copy-copy-copy-copy","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/2021\/06\/18\/teatro-antico-di-tindari-se-il-covid-uccide-anche-la-magia-delle-notti-estive-del-mito-copy-copy-copy-copy-copy-copy-copy-copy-2-copy-copy-copy-copy-copy-copy\/","title":{"rendered":"Il lusso e l\u2019architettura"},"content":{"rendered":"<p>Il <em>lusso<\/em> \u00e8 la manifestazione della ricchezza che vuole suggestionare la povert\u00e0, sbalordirla. E\u2019 l&#8217;espressione di una strategia che ha come obiettivo il dominio sui propri simili. E\u2019 l\u2019importanza data all\u2019esteriorit\u00e0 da parte di chi \u00e8 carente di valori etici, morali e culturali. E\u2019 il trionfo dell\u2019apparenza sulla sostanza, del superfluo sulla necessit\u00e0, dell&#8217;effimero sul bisogno. \u00c8 il sintomo di asimmetrie di trattamento sociale: pi\u00f9 il popolo \u00e8 tenuto nel disagio pi\u00f9 l\u2019autorit\u00e0 e il potere si mostrano paludati di ricchezza.<\/p>\n<p>Questi atteggiamenti sono propri anche dell\u2019architettura e definiscono l\u2019estetica delle citt\u00e0, connotandone \u00a0i rapporti sociali, la cui simmetria \u00e8 inversamente proporzionata alla diffusione del <em>lusso<\/em>.<\/p>\n<p>Uno degli esempi pi\u00f9 rilevanti della categoria del <em>lusso<\/em> applicata alle citt\u00e0 si riscontra nella veste formale delle nuove architetture della Messina risorta dopo il sisma del 1908.<\/p>\n<p>Dalle macerie dell\u2019immane catastrofe, naturale e antropica, sorse un nuovo organismo urbano caratterizzato da inopportuni lussuosi palazzetti signorili, a due levazioni f.t., costituiti da redditizie botteghe al piano terra e da ampi e fastosi appartamenti al piano superiore, la cui diffusione, si afferm\u00f2 sull\u2019esigenza impellente di ricostruire la citt\u00e0 con tipologie edilizie e cifre architettoniche, essenziali, in modo da rispondere all\u2019urgente necessit\u00e0 di dare la casa a tutti i sinistrati. Un modo giusto e diretto di ridistribuire in maniera perequata la poca ricchezza e le poche opportunit\u00e0 sociali rimaste, facendo della rinascita fisica della citt\u00e0 il supporto concreto per una rinascita sociale e civile, evitando ai superstiti ulteriori drammi in aggiunta a quelli che la sorte gli aveva gi\u00e0 inferto, spezzando famiglie, cancellando affetti, annullando esistenze strutturate, sbriciolando beni, propriet\u00e0 e riferimenti, \u00a0lasciando nell\u2019animo dei sopravvissuti ferite insanabili che ne abbatterono la soglia della dignit\u00e0 civile esponendoli ad ogni genere di inqualificabili predazioni.<\/p>\n<p>Il <em>lusso<\/em> dei nuovi palazzetti signorili, di cui ancor oggi si possono osservare i segni, seppur sbiaditi dal tempo e dall\u2019insulto degli uomini, ci racconta di una borghesia agraria esogena, proveniente dall\u2019entroterra che si sostitu\u00ec alla struttura sociale precedente, radicandosi nel nuovo tessuto urbano con un modello sociale dalle forti radici feudali. I palazzi della nuova Messina ostentarono con enfasi gigli fiorentini, stemmi medicei, marzocchi, bifore di <em>Palazzo Pitti<\/em>, leoni di <em>San Marco<\/em>, simboli araldici, balaustre ghirlandate, inferriate fiammeggianti, ecc&#8230; Gli interni, quasi sempre anticipati da ampi e fastosi androni, erano decorati a fresco, rivestiti con carta di Francia e con finissime maioliche, arredati da raffinate vetrate e da mobili d\u2019alta ebanisteria fiorentina. Un universo segnico il cui significante era una continua allusione a modelli sociali feudalistici esibiti con marcati caratteri di \u201c<em>lusso<\/em>\u201d. Un lusso ostentato con teatrali scenografie che presto si trasform\u00f2 in \u201c<em>status simbol<\/em>\u201c. Era il lusso dello \u201c<em>Stile Copped\u00e8<\/em>\u201d, che in quell\u2019epoca era l\u2019\u201d<em>Armani<\/em>\u201d dell\u2019architettura. Architetto richiestissimo e conteso dai patrizi di tutta Italia, i quali con il suo verbo celebravano il loro blasone, le loro conquiste finanziarie e il loro posizionamento ai vertici dello stato sabaudo.<\/p>\n<p>lo <em>Stile Copped\u00e8<\/em> in riva allo Stretto si serv\u00ec di una sfrenata ostentazione di apparati decorativi di superficie pregni di segni e simboli,\u00a0 significanti della categoria del lusso, che trovarono un\u2019accoglienza propizia da parte una borghesia agraria, proveniente dall\u2019entroterra, che pi\u00f9 che cercare successi economici aspirava ad un dominio politico e culturale che in pochi anni pienamente raggiunse.<\/p>\n<p>In un momento cos\u00ec drammatico alla citt\u00e0 fu imposta la categoria del <em>lusso<\/em>.\u00a0 Un <em>lusso<\/em> simulato, la cui accettazione da parte dei messinesi feriti dal destino, nel pieno di quella tragedia, rappresenta la lucida metafora di quello che sar\u00e0 il cinismo con il quale in futuro sar\u00e0 gestita, in riva allo Stretto, ogni questione sociale: la spietata costruzione di privilegi, a discapito di una popolazione inerme incapace di reagire alla quale fu azzerato ogni diritto. I superstiti, videro sorgere, nei luoghi dove prima abitavano, elegantissimi palazzetti che perniciosamente cominciarono ad ammirare, sbalorditi, con il naso in s\u00f9, durante le passeggiate domenicali, quando, dai periferici inumani quartieri ultrapopolari in cui erano stati scaraventati, scendevano in centro alla ricerca di una nuova identit\u00e0.<\/p>\n<p>I messinesi presto impararono ad ammirare quelle dimore sfarzose sovrabbondanti di segni fittizi che evocavano radici blasonate e aristocratiche tanto ambite quanto inesistenti ma efficaci per affermare un nuovo medio evo e trasformare i superstiti in un popolo gregario. Chi fece queste scelte ben sapeva che il lusso seduce chi vive di stenti facendogli nutrire invidiose aspettative.<\/p>\n<p>Il lusso allude ma non funziona, non ha uno scopo concreto, \u00e8 l\u2019uso distorto di materiali costosi che non migliorano nessuna funzione. A cosa servono costosi \u00a0rubinetti d\u2019oro se da essi esce acqua inquinata? Non \u00e8 meglio spendere i soldi per fare depuratori e servirsi di normali rubinetti? Dopo il 1908 a Messina i rubinetti d\u2019oro furono i palazzetti signorili e i mancati depuratori le baracche.<\/p>\n<p>Bisogna rimuovere del tutto questa categoria attraverso nuovi processi culturali. Solo cos\u00ec il lusso non servir\u00e0 pi\u00f9 a suggestionare le sue vittime, a non essere pi\u00f9 oggetto della loro ammirazione bens\u00ec del suo contrario. Anche da questo dipende una compiuta crescita democratica, civile e culturale.<\/p>\n<p>L\u2019architettura del novecento da questo ha tratto una grande lezione. La pialla razionalista ha concepito gli involucri architettonici con superfici nette schiette, oneste, pulite, poeticamente semplici. I puristi, non tutti, hanno fatto di questa semplicit\u00e0, la bellezza di una complessit\u00e0 risolta, e la plasticizzazione di principi e ideali egalitari; \u00e8 il caso dell\u2019architettura neo realista del secondo dopo guerra, di cui in citt\u00e0 vi sono raffinatissimi esempi (vedi piazza Castronovo), dimostrando che l\u2019architettura trova la sua bellezza non nei decori ma nell\u2019equilibrio di tutti i suoi elementi, nell\u2019armonia dei suoi volumi e nel rapporto con la luce. Giancarlo De Carlo, uno dei pi\u00f9 grandi architetti italiani contemporanei, sosteneva che: \u201cl\u2019eccesso di decorazione \u00e8 la lebbra dell\u2019architettura\u201d .<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Carmelo Celona<\/p>\n<p>18\/06\/2021<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il lusso \u00e8 la manifestazione della ricchezza che vuole suggestionare la povert\u00e0, sbalordirla. E\u2019 l&#8217;espressione di una strategia che ha come obiettivo il dominio sui propri simili. 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