{"id":4526,"date":"2020-09-01T12:16:50","date_gmt":"2020-09-01T10:16:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/2025\/07\/20\/teatro-antico-di-tindari-se-il-covid-uccide-anche-la-magia-delle-notti-estive-del-mito-copy\/"},"modified":"2025-07-20T15:55:24","modified_gmt":"2025-07-20T13:55:24","slug":"teatro-antico-di-tindari-se-il-covid-uccide-anche-la-magia-delle-notti-estive-del-mito-copy","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/2020\/09\/01\/teatro-antico-di-tindari-se-il-covid-uccide-anche-la-magia-delle-notti-estive-del-mito-copy\/","title":{"rendered":"I Balconi della Vara"},"content":{"rendered":"<p>Quest\u2019anno il ferragosto messinese \u00e8 stato mutilato del suo momento pi\u00f9 catartico, la processione della Vara. L\u2019emergenza sanitaria ha impedito di assistere alla consueta folla che come un fiume in piena riempie la via Garibaldi. Un suggestivo spettacolo al quale alcuni assistevano dall\u2019alto, assiepati sui balconi che si affacciano su detta via, sotto i quali scorre penitente la folla umana. Uno spettacolo che \u00e8 un archetipo dell\u2019identit\u00e0 messinese.<\/p>\n<p>In questo scenario quei balconi acquistano un significato sociale di grande importanza. Sono la metafora del privilegio e dei privilegiati, di chi a vario titolo conquista una rilevanza sociale, e di chi si compiace di essere ammesso, come ospite, ad assistere a quello spettacolo.<\/p>\n<p>Anche per la forma dei balconi, vale quel principio che vuole che ogni forma generata dall\u2019architettura obbedisce ad uno scopo, ad una funzione, ad un motivo; basta osservare bene e conoscere i luoghi e le loro storie. L\u2019esempio pi\u00f9 classico che conferma questa regola assiomatica \u00e8 quello dei balconi con i parapetti a petto d\u2019oca: quelle ringhiere panciute in origine furono concepite per permettere al sesso femminile di frequentare gli sbalzi esterni. Dal XVI secolo e fino al XIX le donne indossavano gonne voluminose, dette verdugale o guardinfante, la cui ampiezza era costituita da una sottostante rigida intelaiatura fatta di stecche di osso di balena. Una moda che in origine serv\u00ec per dissimulare le gravidanze e gli eccessi adiposi, conferendo al corpo femminile un\u2019imponenza regale. Imponenza che esigeva luoghi dove essere ostentata, ed il balcone era uno di questi.<\/p>\n<p>Lo stare al balcone ad ammirare la strada ed essere ammirato \u00e8 sempre stato un privilegio aristocratico. Il balcone consentiva di stare una spanna sopra gli altri a guardare, invece che faticare. Stare al balcone era anche vezzo tipico delle nobildonne.\u00a0 Molti grandi artisti hanno affrontato il tema (vedi foto).<\/p>\n<p>Il balcone \u00e8 anche il luogo del relax: \u201c<em>A noialtri\u00a0napoletani, toglierci questo poco di sfogo fuori al balcone\u2026 Io, per\u00a0esempio, a tutto rinunzierei tranne a questa tazzina di caff\u00e8, presa\u00a0tranquillamente qua, fuori al balcone, dopo quell\u2019oretta di sonno che\u00a0uno si \u00e8 fatta dopo mangiato.<\/em>\u201d Questo \u00e8 l\u2019incipit del monologo sul piacere di stare al balcone che Eduardo fa dire a <em>Pasquale Lojacono<\/em> in \u201c<em>Questi Fantasmi<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Il balcone era, un tempo, l\u2019elemento che metteva in comunicazione con l\u2019esterno i palazzi patrizi e le dimore di chi aveva potere sulla comunit\u00e0. Fu lo sbalzo da cui si arringavano tragicamente le folle. Era, ed \u00e8 ancor oggi, il luogo dove si riuniscono le autorit\u00e0 cittadine al passaggio del santo, soprattutto in certe realt\u00e0 dove risulta impalpabile il limite di come, al passaggio del santo, sia il potere ad onorare il sacro e non viceversa. Ovunque nel meridione d\u2019Italia stare sul balcone al passaggio del santo delinea una posizione privilegiata rispetto agli altri processionanti. Una posizione metaforicamente pi\u00f9 vicina ai favori del santo. Un atteggiamento che suggestiona in modo efficace le classi subalterne.<\/p>\n<p>La via Garibaldi di Messina \u00e8 una vetrina, di quello che fu, il discutibile eclettismo messinese. Quella cifra stilistica, che ha marcato l\u2019estetica della citt\u00e0 risorta dopo il 1908. Una cifra reazionaria che molto ha condizionato il gusto dei messinesi, e non solo. Questa importante arteria vede quasi tutti i palazzi della ricostruzione essere stati soprelevati a partire dal secondo dopoguerra.\u00a0 In quel periodo la citt\u00e0 ebbe una notevole crescita demografica che indusse la necessit\u00e0 di far spazio al nuovo sviluppo antropico e la soluzione furono le soprelevazioni. Questo fenomeno, registra stratificazioni, a volte improprie, a volte coerenti (poche), che ci narrano tutte le dinamiche civili, sociali ed economiche di cui sono autentica espressione. Ci raccontano di un tessuto sociale che dopo gli anni \u201950 sub\u00ec una grande trasformazione, ci narrano di una nuova classe sociale e politica, meno borghese e pi\u00f9 liberale che prese le redini della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Grazie al fenomeno delle soprelevazioni, nei prospetti cittadini si possono osservare, uno sull\u2019altro, due modi di vivere, che furono nel bene e nel male protagonisti del XX secolo: la societ\u00e0 dei primi decenni del \u2018900 radicalmente diversa da quella del secondo dopo guerra.<\/p>\n<p>Queste dinamiche sono ben sintetizzate in un palazzo (uno tra i tanti, preso a caso) che sorge sulla via Garibaldi (vedi foto), che in questo agosto senza <em>Va<\/em>ra ha attirato la nostra attenzione.<\/p>\n<p>Si tratta di un palazzo realizzato dopo gli anni venti del XX secolo caratterizzato da una cifra convenzionalmente eclettica espressa con un sobrio esercizio di stile.<\/p>\n<p>L\u2019involucro esprime una composizione simmetrica, ripartita da paraste di ordine maggiore che dividono il prospetto principale in tre campi al cui interno vi \u00e8 un\u2019ordinata scansione di pieni e vuoti. L\u2019apparato decorativo \u00e8 blando ed interpreta persino qualche verbo modernista, declinato in modo lieve, quasi impercettibile. Le finestre sono incorniciate e i balconi, di modeste dimensioni, sono sorretti da mensoloni a voluta. Ci fermiamo qui senza perderci in minuziose e scolastiche descrizioni contemplative, non vale la pena. Quel che conta \u00e8 che siamo di fronte ad un linguaggio coerente, un\u2019architettonica dignitosa, seppur provinciale. Un\u2019architettura che nel panorama cittadino si era ritagliata il suo modesto sfoggio, prima che una soprelevazione, totalmente ultronea, ne annientasse ogni espressivit\u00e0.<\/p>\n<p>La nuova stratificazione non presenta alcuna coerenza con la parte sottostante, se non nella prosecuzione delle paraste. Ogni suo elemento \u00e8 votato al pragmatismo pi\u00f9 prosaico. Si notano imbotti che insultano violentemente le leziose cornici sottostanti e tapparelle che mortificano feralmente le gentili e discrete persiane dei piani inferiori. L\u2019unica cifra che si intravede \u00e8 quella dell\u2019\u201d<em>essenziale a basso costo<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Quel che pi\u00f9 colpisce \u00e8 il brutale taglio orizzontale del balcone. Ampio, grande, lungo per tutta la larghezza del prospetto, che gira l\u2019angolo avvolgendo tutto il perimetro visibile dell\u2019edificio. Un elemento eccessivo che a primo impatto appare ingiustificato. Un tratto orizzontale che esclude in modo radicale la parte sottostante e lo fa in modo drammaticamente netto ed invasivo. Qualcosa simile ad un vasto e brutto cappello che copre il bel volto di chi lo indossa.<\/p>\n<p>Guardandolo viene da pensare: <em>ma che se ne fanno di tutto questo aggetto cos\u00ec profondo e lungo, quasi come un camminamento di guardia dove pu\u00f2 starci un plotone di sentinelle?<\/em><\/p>\n<p>Ma quella apparente insensatezza ha una giustificazione, in architettura nessun elemento \u00e8 dettato semplicemente dal caso. Tutto ha una ragione epistemologica, anche l\u2019elemento pi\u00f9 banale \u00e8 espressione di un motivo, di un\u2019esigenza, di una dinamica prosaica. L\u2019architettura racconta, non solo la bellezza, ma anche la banalit\u00e0 del brutto.<\/p>\n<p>Anche se ad una prima osservazione, l\u2019eccessivo e deturpante sbalzo, fornisce una mancata percezione di senso. Questa grave deformazione il senso c\u2019\u00e8 l\u2019ha. Il senso sta in una precisa funzione, intuibile solo se si conosce cosa accade nella strada sottostante ogni ferragosto.<\/p>\n<p>Tutto quel grande balcone, che corre lungo il perimetro, serve per uno scopo preciso! Ha una specifica funzione predeterminata. Una funzione alla quale chi lo ha realizzato o commissionato dava molta importanza.<\/p>\n<p>Quel balcone, cos\u00ec ampio, \u00e8 stato realizzato per godere della processione della Vara accogliendo pi\u00f9 ospiti possibili. Non c\u2019\u00e8 alta spiegazione plausibile. Quella forma rappresenta l\u2019idea di voler stare in alto in un\u2019occasione in cui tutta la comunit\u00e0 si raccoglie. In quel momento il proprietario o i proprietari di quel balconi, dominano la processione, e quindi la folla. Un beneficio esclusivo che offrono, od offrivano, anche ai loro selezionati ospiti.<\/p>\n<p>Cos\u00ec quello sbalzo \u00e8 il <em>luogo comune<\/em> in cui si aggrega chi domina, o dominava, o ha tentato di dominare la comunit\u00e0. E\u2019 Il luogo dove per un momento si ostenta una posizione sociale senza dubbio maggiorente.<\/p>\n<p>Quello, come tanti altri, \u00e8 il balcone della Vara! La sua forma cos\u00ec incongrua \u00e8 uno <em>status symbol<\/em>.<\/p>\n<p>Non \u00e8 il balcone del godimento, dell\u2019affaccio, \u00e8 il balcone dell\u2019ostentazione di un privilegio.<\/p>\n<p>Il balcone del relax di <em>Lojacono<\/em> pu\u00f2 essere misurato, quello della Vara deve essere capiente: la sua dimensione \u00e8 direttamente proporzionata all\u2019importanza sociale di chi lo detiene.<\/p>\n<p>Oggi quel balcone, cos\u00ec importante per la nostra cultura, appare inutilmente grande. Ha una capacita evidentemente sprecata in tempi in cui bisogna stare distanti e non ci si pu\u00f2 pi\u00f9 nemmeno accalcarsi su un poggiolo ad ammirare il tripudio della folla.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Carmelo Celona<\/p>\n<p>01\/09\/2020<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quest\u2019anno il ferragosto messinese \u00e8 stato mutilato del suo momento pi\u00f9 catartico, la processione della Vara. 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