{"id":3484,"date":"2020-05-09T18:25:48","date_gmt":"2020-05-09T16:25:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/?p=3484"},"modified":"2025-07-19T21:02:45","modified_gmt":"2025-07-19T19:02:45","slug":"palazzo-storici-epidemia-di-bende-architettoniche-per-coprire-il-degrado-affidiamoci-a-christo","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/2020\/05\/09\/palazzo-storici-epidemia-di-bende-architettoniche-per-coprire-il-degrado-affidiamoci-a-christo\/","title":{"rendered":"Palazzo storici, epidemia di bende architettoniche per coprire il degrado: affidiamoci a &#8220;Christo&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Ormai da tempo il centro storico della citt\u00e0 di Messina \u00e8 oggetto di un diffuso contenimento del degrado degli involucri architettonici attraverso l\u2019impacchettamento di elementi che collassano per vetust\u00e0 e mancanza di efficaci interventi di restauro.<\/p>\n<p>La percezione del paesaggio urbano \u00e8 simile a quello di una corsia di un reparto ortopedico inflazionato di bendaggi e ingessature paralizzanti. Questi impacchettamenti ci restituiscono in maniera lampante l\u2019idea dell\u2019impotenza e dell\u2019incapacit\u00e0 di risolvere l\u2019annoso problema del restauro dei palazzi storici e del loro degrado materico. Il Centro Storico sta diventando come il salotto di quei blasonati, caduti in disgrazia, che coprono i divani cadenti e la tappezzeria frustra facendo largo uso di dozzinali lenzuola e foulard.<\/p>\n<p>Passeggiando per la citt\u00e0, colti all\u2019improvviso da questa epidemia di bende architettoniche, ci si chiede se non si tratti di una installazione artistica.\u00a0 Di una nuova esperienza espressiva d\u2019avanguardia. Un\u2019<em>Arte Concettuale <\/em>che nega l\u2019architettura impacchettando pietosamente il suo degradare.<\/p>\n<p>La \u201c<em>Concept Art<\/em>\u201d o \u201c<em>Conceptual Art<\/em>\u201d, <em>Arte Concettuale<\/em> si sviluppa agli inizi degli anni sessanta del secolo scorso grazie ad una serie di opere che hanno scardinato radicalmente il concetto convenzionale di arte, secolarizzando l\u2019opera e il pensiero di <em>Marcel Duchamp<\/em>: \u201c<em>Sono interessato alle idee, non solo ai prodotti visivi<\/em>\u201d, il primo che concep\u00ec l\u2019opera d\u2019arte come un esercizio filosofico. La sua \u201c<em>Fontana<\/em>\u201d del 1917 rappresenta un elemento palingenetico per <em>l\u2019Arte Concettuale<\/em>.<\/p>\n<p>Si tratta di un movimento artistico che non si connota con uno stile unitario ma raccoglie in s\u00e9 svariate espressivit\u00e0 che declinano gli stessi concetti filosofici e gli stessi impulsi culturali. Un\u2019arte che esprime pienamente la struttura di senso indicata da <em>Albert Camus <\/em>che chiedeva all\u2019arte di &#8220;<em>darci l&#8217;ultima prospettiva della rivolta<\/em>&#8221; e si colloca nella dimensione etica fissata da <em>Engels e Marx,<\/em> secondo i quali l\u2019artista non pu\u00f2 essere culturalmente e socialmente disimpegnato.<\/p>\n<p>Questo movimento ha sviluppato al suo interno una serie di correnti, tra queste la \u201c<em>Land Art<\/em>\u201d, detta anche \u201c<em>Earth art<\/em>\u201d o \u201c<em>Arte ecologica<\/em>\u201d, la cui concezione nasce dal bisogno di recuperare tutti gli equilibri e le bellezze perduti nelle dimensioni a grande scala del paesaggio naturale e di quello urbano, nascondendo gli insulti che l\u2019uomo riserva a questi contesti. E\u2019 un\u2019\u201cArte Sostenibile\u201d che si esprime attraverso installazioni che modificano la visione urbana, o del paesaggio, evidenziandone gli squilibri.<\/p>\n<p>Esponenti di spicco di questa corrente sono, senza dubbio, i coniugi <em>Christo Yavachev<\/em> e <em>Jeanne-Claude Denat de Guillebon <\/em>(recentemente scomparsa), che operano sotto il semplice pseudonimo di \u201cChristo\u201d. Celebri per la singolare capacit\u00e0 di impacchettare palazzi, monumenti e strutture urbane.<\/p>\n<p>Il senso dell\u2019espressivit\u00e0 artistica di \u201c<em>Christo<\/em>\u201d \u00e8 quella di denunciare e combattere l\u2019abbandono architettonico dovuto all\u2019incapacit\u00e0 politica di riabilitare, riusare e risolvere il degrado urbano nella maniera pi\u00f9 idonea ed efficacie. Quella inspiegabile incapacit\u00e0 di adottare le soluzioni pi\u00f9 ovvie per riqualificare architetture e citt\u00e0.<\/p>\n<p>Famosa la loro provocazione a Berlino nel 1995 quando dopo 25 anni di progetti, ipotesi di riuso, dibattiti e pastoie burocratiche, avvalendosi di una squadra di 90 arrampicatori e 120 operai impacchettarono con un imballaggio argenteo il <em>Palazzo del Reichstag<\/em> uno dei simboli dell\u2019identit\u00e0 tedesca che da tempo versava in condizioni di degrado. La provocazione attir\u00f2 l\u2019attenzione mondiale e di colpo fu rimossa tutta la vischiosit\u00e0 politica ed amministrativa che teneva in stallo il monumento restituendolo alla sua originale bellezza e ad una nuova e strategica funzione urbana.<\/p>\n<p>In precedenza, nel 1968, a Berna, avevano impacchettato l\u2019abbandonato museo d\u2019arte <em>Kunsthalle<\/em>, a Milano nel 1970 il <em>Monumento a Vittorio Emanuele II<\/em> a piazza Duomo e nel 1974 avvolsero <em>Porta Pinciana<\/em> a Roma. Nel 1985 crearono scalpore con l\u2019imballaggio di Pont Neuf a Parigi, impacchettato con un telo di poliestere giallo ocra. Ora, il solo <em>Christo Yavachev,<\/em> si sta apprestando ad imballare l\u2019<em>Arco di Trionfo <\/em>a Parigi, mentre in Italia prepara l\u2019incartamento di <em>Palazzo delle Albere<\/em> a Trento, dopo aver imballato una passerella sul Lago d\u2019Iseo nel 2016.<\/p>\n<p>L\u2019efficacia delle sue opere sta nell\u2019improvvisa sottrazione alla vista dell\u2019oggetto architettonico degradato al quale fornisce una momentanea dignit\u00e0 artistica che automaticamente mette in risalto il valore culturale dell\u2019opera sottratta e ne denuncia lo stato di gravit\u00e0 in cui versa.<\/p>\n<p>Gli interventi di \u201c<em>Christo<\/em>\u201d hanno un forte contenuto etico e morale e un marcato impegno civile.<\/p>\n<p>Sulle prime l\u2019installazione appare un insulto, una deturpazione del contesto, poi man mano si percepisce che si tratta di un\u2019azione di pietas che attiva un processo di sanificazione. Del resto bendare le ferite \u00e8 il primo atto per risanarle, per proteggerle dalla cancrena, in attesa che guariscano.<\/p>\n<p>Nascondere la bellezza violata dal degrado, dissimulare l\u2019abbandono, impacchettare il prosaico interesse che la conduce all\u2019oblio, \u00e8 per \u201cChristo\u201d un atto di ribellione civile e una questione di dignit\u00e0 sociale. Un gesto pudico che nasconde e al tempo stesso denuncia, richiamando l\u2019attenzione di chi non vuol vedere o non ha visto. Effimere e stimolanti vere opere d\u2019arte che si rivelano efficaci attraverso il loro intrinseco paradosso: <em>svelano la verit\u00e0 nascondendola<\/em>. Nascondono il degrado per accelerare i tempi della sua risoluzione e pongono, con clamore, la questione nel dibattito pubblico fino a quando le architetture trattate non torneranno alla loro bellezza originale e riprenderanno ad avere un\u2019efficace funzione.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la struttura di senso, il \u201cconcetto\u201d dell\u2019arte di \u201c<em>Christo<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 non affidare i palazzi del Centro Storico di Messina, che urgono di un <em>Piano di Recupero<\/em> efficace e di una speciale <em>Carta del Restauro,<\/em> a \u201c<em>Christo<\/em>\u201d ? \u00a0Visto che cadono a pezzi, gli sarebbe evitata la mortificazione di ambire a qualche mano pietosa che provvede rassegnata a bendargli le ferite, perch\u00e9 altro non pu\u00f2 fare.<\/p>\n<p>I bendaggi praticati ai palazzi storici messinesi sono la metafora lampante di un problema che invece di essere risolto si sta mummificando. Sono il significante di una mancata attenzione all\u2019estetica cittadina da parte di tutti.\u00a0 Sono l\u2019estetica delle carte apposto applicata all\u2019architettura. Degrado, abbandono, pericolo, alle nostre latitudini non servono come stimolo per trovare soluzioni risolutive bens\u00ec da palcoscenico di un estenuante balletto fatto di schermaglie tra privati ed enti pubblici, tra ingiunzioni e ricorsi al TAR, alla ricerca di un espediente che solleva tutti dalle responsabilit\u00e0: ed ecco che si spiega il bendaggio!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Se dobbiamo continuare a impacchettare la citt\u00e0, impacchettiamola bene, diamogli un senso, chiamiamo \u201c<em>Cristo<\/em>\u201d, cos\u00ec ci evitiamo anche lo scempio del \u201c<em>cancellauro<\/em>\u201d di cui abbiamo accennato in altre occasione.<\/p>\n<p>Del resto una mummia, da vedere, \u00e8 meglio di un cadavere putrebondo. Il suo essere amorfo nasconde le mostruosit\u00e0 del cadavere e al tempo stesso avverte della presenza della morte.<\/p>\n<p>Potrebbe essere quel rimedio estremo che determina una rinascita a nuova vita. Un nuovo senso, dopo la tragedia. Il termine di una resilienza estetica estrema. L\u2019ultima prospettiva per porre l\u2019attenzione sul Centro Storico.<\/p>\n<p>Opere del genere sono poco costose e finalmente la citt\u00e0 potrebbe vantare qualcosa di originale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A settembre 2020 \u201c<em>Christo<\/em>\u201d impacchetter\u00e0 l\u2019<em>Arco di Trionfo <\/em>a Parigi. Nel 2021 potrebbe impacchettare il Centro Storico di Messina.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.messinatoday.it\/blog\/la-forma-delle-idee\/palazzi-storici-bende-architettoniche-christo.html\">Palazzo storici, epidemia di bende architettoniche per coprire il degrado: affidiamoci a Christo<\/a><\/p>\n<p>Carmelo Celona<\/p>\n<p>09\/05\/2020<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ormai da tempo il centro storico della citt\u00e0 di Messina \u00e8 oggetto di un diffuso contenimento del degrado degli involucri architettonici attraverso l\u2019impacchettamento di elementi che collassano per vetust\u00e0 e<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3485,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[17,18],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3484"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3484"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3484\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4367,"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3484\/revisions\/4367"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3485"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3484"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3484"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3484"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}