{"id":3457,"date":"2020-04-25T18:16:48","date_gmt":"2020-04-25T16:16:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/?p=3457"},"modified":"2024-01-14T12:17:31","modified_gmt":"2024-01-14T11:17:31","slug":"alessandro-cerruti-lo-stile-coppede-e-quel-leone-dei-mari-sulla-via-garibaldi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/2020\/04\/25\/alessandro-cerruti-lo-stile-coppede-e-quel-leone-dei-mari-sulla-via-garibaldi\/","title":{"rendered":"Alessandro Cerruti, lo Stile Copped\u00e8 e quel leone dei mari sulla via Garibaldi"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019estetica e l\u2019espressione di un rapporto oscillante tra stile e moda.<\/p>\n<p>Lo <em>Stile<\/em> \u00e8 un atteggiamento formale immutabile, fatto di regole, canoni, proporzioni. Una lingua vera e propria che ha la sua sintassi, la sua grammatica. Lo Stile fa riferimento ad una categoria di pensiero definita e coerente. La <em>Moda,<\/em> viceversa, \u00e8 un\u2019espressione effimera che esprime desiderio di conformit\u00e0 ed \u00e8 scatenata da un istinto d\u2019imitazione fortemente legato al bisogno di appartenenza.<\/p>\n<p>Uno degli stili architettonici che rappresentarono il positivismo italiano tra la fine del XIX secolo e gli inizi del XX fu il <em>Neo Eclettismo<\/em>. Stile citazionista ed evocativo di un passato del cui blasone e fasto si forzava di appropriarsi non potendo esprimere un\u2019identit\u00e0 propria. Un linguaggio dai contenuti reazionari che contrast\u00f2 molto l\u2019avanzata delle avanguardie. Per ci\u00f2 divenne cifra della prima borghesia industriale italiana, di una classe sociale pragmatica, che raggiunse in modo molto repentino i vertici della societ\u00e0 italiana senza avere avuto il tempo di maturare un percorso culturale proprio. Fu l\u2019espressione architettonica della borghesia capitalistica del famoso triangolo industriale Torino Milano Genova, nel quale il capoluogo ligure ebbe un ruolo preminente, essendo di questa geometria l\u2019unico vertice a contatto con il mare, il porto dal quale l\u2019Europa intraprendeva i viaggi verso il nuovo mondo.<\/p>\n<p>Protagonisti di questa nuova Repubblica Marinara del XX secolo, furono un gruppo di intraprendenti capitani d\u2019industria ed armatori come il pioniere Raffaele Rubbattino (colui che forn\u00ec le navi per la spedizione dei Mille in Sicilia), Carlo Pastorino (Eridania- Mira Lanza), Attilio Odero (Officine Ansaldo), Erasmo Piaggio (armatore, capostipite dei Piaggio inventori della <em>Vespa<\/em>), Giuseppe Parodi (proprietario di tutte le tonnare di Sardegna) e tanti altri.<\/p>\n<p>Tra questi vi era anche Alessandro Cerruti, un armatore di Varazze, che deve la sua fortuna ad una particolare vicinanza a Casa Savoia, con la quale aveva solidi rapporti d\u2019affari. La sua compagnia di navigazione si chiamava \u201c<em>Lloyd Sabaudo<\/em>\u201d. Armatore di area governativa Cerruti divenne presto anche uno degli imprenditori edili pi\u00f9 attivi nella ricostruzione della nuova Genova, quella dell\u2019espansione urbana di via XX Settembre. Il suo successo nell\u2019edilizia lo deve alla collaborazione con l\u2019allora famosissimo architetto Gino Copped\u00e8. Quello che oggi diremmo un\u2019a<em>rchistar<\/em>. Colui che fece del suo stile architettonico una vera e propria moda. Il suo linguaggio architettonico fu talmente singolare ed estroso da essere di difficile classificazione al punto che fu unanimemente appellato, dai critici dell\u2019epoca, come: \u201c<em>Stile Copped\u00e8<\/em>\u201d, pregiandosi cos\u00ec di un singolare primato, quello di essere l\u2019unico architetto a vantare uno stile onomastico.<\/p>\n<p>Lo \u201c<em>Stile Copped\u00e8<\/em>\u201d a quell\u2019epoca era molto ambito da tutta la borghesia industriale italiana d\u2019estrazione positivista che faceva a gara per assicurarsi l\u2019estro architetto toscano nella realizzazione delle proprie ville, castelli e palazzi. Avere una dimora progettata da Copped\u00e8 era uno <em>status simbol<\/em>.<\/p>\n<p>Alessandro Cerruti, con la sua Societ\u00e0 Anonima \u201cFerrobeton\u201d, fu tra i primi imprenditori italiani ad essere titolare dei brevetti innovativi per costruzioni in c.a.<em>. <\/em>Brevetti che, unitamente al suo essere filo governativo, furono le credenziali, che lo porteranno a Messina durante la ricostruzione. Insieme alla tecnica innovativa antisismica la sua impresa import\u00f2 in riva alla Stretto anche il marchio Copped\u00e8.<\/p>\n<p>Il sodalizio tra Cerruti e Copped\u00e8 ebbe inizio quando il primo intervenne in una lottizzazione di ville signorili su uno dei poggi pi\u00f9 panoramici di Genova, dal quale si dominava il porto e la citt\u00e0, subentrando ad Erasmo Piaggio. Sull\u2019altura si giungeva da via Salvago, una strada che si innestava alla lussuosa nuova circonvallazione di Corso Firenze, proprio dove sorgeva il <em>Castello Bruzzo<\/em>, realizzato da Gino qualche anno prima per Pietro Micheli (il primo a produrre in Italia automobili, dopo verr\u00e0 Agnelli e la FIAT, e il primo produttore cinematografico italiano). Le ville gi\u00e0 in stato di avanzamento progettate dall\u2019ing. Severino Picasso non piacquero a Cerruti, il quale affascinato dal Castello sottostante, fece di tutto per affidare a Copped\u00e8 l\u2019incaric\u00f2 di rivedere la progettazione e l\u2019apparato decorativo dell\u2019intera lottizzazione. L\u2019opera di Gino ebbe un grande successo ed inaugur\u00f2 l\u2018imperitura collaborazione tra l\u2019architetto toscano e l\u2019armatore di Varazze, il quale riserv\u00f2 per la sua famiglia due di quelle architetture. In una trasfer\u00ec la sua residenza, l\u2019altra la don\u00f2 alla figlia Maria.<\/p>\n<p>Lungo via Piaggio \u201c<em>Villa Maria Cerruti<\/em>\u201d, si distinse dalle altre ville progettate dal funambolico architetto (le famose <em>Villa Cogliolo<\/em>, <em>Villa Delle Piane<\/em>, <em>Villa Cerruti<\/em>, <em>Villa Piaggio<\/em>, Villa Canepa, etc.), per il suo declinare una singolare versione neo manierista dello \u201cStile Copped\u00e8\u201d.<\/p>\n<p>La solenne esuberanza dell\u2019involucro interpretava in maniera lampante la condizione sociale e professionale conquistata dall\u2019armatore, il suo agio opulente dall\u2019alto dominava la citt\u00e0. Un dominio capitalista che il fiorentino esplicit\u00f2 in modo trionfante nell\u2019apparato decorativo adottando stilemi originali e innovativi. Su tutto campeggiava un leone, simbolo d\u2019incontrastata potenza, con in bocca un\u2019ancora alla quale si aggrappava un artistico e leggiadro delfino. Un segno fastoso quanto icastico che esprimeva tutta la potenza dei Cerruti nel ambito della navigazione internazionale. Era il periodo in cui la \u201c<em>Lloyd Sabaudo<\/em>\u201d solcava gli oceani facendo rotta per l\u2019America e l\u2019Australia con i mitici transatlantici dedicati, ai quatti conti Savoia: Conte Rosso, Conte Verde, Conte Biancamano e Conte Grande.<\/p>\n<p>Lo stilema del leone che tiene in bocca un\u2019ancora fu presto segno distintivo adottato da molti armatori dell\u2019epoca.<\/p>\n<p>Uno stilema simile, meno fastoso e opulento, lo troviamo ostentato in bella posta sulle paraste laterali all\u2019ingresso dell\u2019is. 479, su via Garibaldi a Messina.<\/p>\n<p>Alessandro Cerruti e i suoi figli, assunsero un ruolo preminente nella ricostruzione della citt\u00e0 di Messina dopo il terremoto del 1908. Molti fabbricati furono realizzati della loro imprese, la \u201cFratelli Cerruti\u201d e la \u201cFerrobeton\u201d che si avvalsero dell\u2019opera di Gino Copped\u00e8. L\u2019architetto sbalord\u00ec la citt\u00e0 peloritana con la sua verve funambolica nonostante fosse costretta dai rigidi vincoli della nuova normativa antisismica. Egli si limit\u00f2 ad intervenire sugli involucri facendo largo uso di apparati decorativi in amalgama di cemento, trattando intonaci con graffiti a buon fresco, offrendo ai messinesi una versione epidermica del suo stile. Il suo verbo blasonato scaten\u00f2 in citt\u00e0 il gusto per quella anacronistica decorazione che fu il lievito del \u201c<em>neo eclettismo messinese<\/em>\u201d di marca coppedeana. Molti progettisti locali, e non, visto il grande successo cominciarono ad emulare i palazzetti realizzati dal toscano al punto che lo \u201cStile Copped\u00e8\u201d in citt\u00e0 divenne una vera e propria moda.<\/p>\n<p>Sulla fenomenologia dello Stile Copped\u00e8 a Messina diremo in altra occasione. Qui accenniamo solo al fiorire di nuove maestranze edili che si specializzarono nella produzione di decori in amalgama di cemento (i cementieri) interpretando a lungo lo stile del toscano diffondendone gli stilemi.<\/p>\n<p>In questo scenario, \u00e8 plausibile che un\u2019armatore messinese nel realizzare la sua dimora nella nuova via Garibaldi, dopo il 1908, ambisca ad avere, come segno che celebri la sua attivit\u00e0, uno degli stilemi dello \u201c<em>Stile Copped\u00e8<\/em>\u201d importati in citt\u00e0 da un suo famoso collega, l\u2019armatore di Varazze Alessandro Cerruti, divenuto segno distintivo della categoria. \u00a0Cos\u00ec fa capeggiare sulle paraste d\u2019ordine maggiore che affiancano l\u2019ingresso del suo palazzo due teste di leoni che sorreggono tra le fauci un\u2019ancora assicurata ad uno scudo gentilizio da canapi marinari annodati. Un inequivocabile riferimento alle attivit\u00e0 del padrone di casa. Un modello in amalgama di cemento di chiara marca coppedeana fortemente assonante al celebre <em>Leone ancorato<\/em>, effige degli armatori Cerruti.<\/p>\n<p>Ecco come un semplice repertorio architettonico possa evocare una storia minore, della contraddittoria ricostruzione della Citt\u00e0 di Messina e ci racconti di una moda che legava l\u2019amena <em>via Piaggio<\/em> di Genova e l\u2019elegante <em>Villa Maria Cerruti<\/em> con la <em>via Garibaldi<\/em> a Messina ed uno dei suoi singolari palazzi neo-eclettici.<\/p>\n<p>Due citt\u00e0 di porto, un grande armatore emulato da un armatore, ormai di provincia, che perduti gli antichi riferimenti estetici di un tempo, colto da un istinto d\u2019imitazione e da un forte bisogno di appartenenza si impaluda con uno stilema dello \u201cStile Copped\u00e8\u201d di moda nell\u2019ambiente degli armatori italiani.<\/p>\n<p>Ecco come l\u2019architettura ci racconta storie.<\/p>\n<p>Ecco come la storia si pu\u00f2 comprendere anche dalle forme dell\u2019architettura e come l\u2019architettura, anche nei suoi pi\u00f9 piccoli particolari, \u00e8 sempre la forma di una storia. La forma di piccole storie che ci aiutano a mettere a fuoco le storie maggiori, quelle narrate sui libri che talvolta (poich\u00e8 scritte da chi ha il potere di farlo o da chi \u00e8 mosso da spinte enfatiche) non riportano tutti i fatti nella loro <em>pura verit\u00e0<\/em>.<\/p>\n<p>Carmelo Celona<\/p>\n<p>Messina 25.04.2020<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.messinatoday.it\/blog\/la-forma-delle-idee\/stile-coppede-stilema-leone-via-garibaldi-imitazione-simbolo-armatore-cerruti.html\">Alessandro Cerruti, lo stile Copped\u00e8 e quel leone dei mari sulla via Garibaldi (messinatoday.it)<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019estetica e l\u2019espressione di un rapporto oscillante tra stile e moda. Lo Stile \u00e8 un atteggiamento formale immutabile, fatto di regole, canoni, proporzioni. 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