{"id":3425,"date":"2020-04-22T18:09:23","date_gmt":"2020-04-22T16:09:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.carmelocelona.com\/?p=3425"},"modified":"2024-01-14T12:08:24","modified_gmt":"2024-01-14T11:08:24","slug":"ospedale-regina-margherita-la-forma-di-un-stato-dichiaratosi-obsoleto","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/2020\/04\/22\/ospedale-regina-margherita-la-forma-di-un-stato-dichiaratosi-obsoleto\/","title":{"rendered":"Ospedale Regina Margherita: la forma di un Stato dichiaratosi obsoleto"},"content":{"rendered":"<p><em>L\u2019Obsolescenza<\/em><\/p>\n<p><em>Obsolescenza<\/em> viene dal Latino \u201c<em>obsoleo<\/em>\u201d: ci\u00f2 che non \u00e8 pi\u00f9 praticato o utilizzato. Qualcosa che non \u00e8 pi\u00f9 adatto allo scopo originale. Ci\u00f2 vale anche per l\u2019architettura, soprattutto per quell\u2019architettura che ha una funzione specifica, una funzione che spesso ne determina la forma.<\/p>\n<p>La forma dell\u2019architettura \u00e8 conseguenza del dimensionamento dei suoi spazi interni resi idonei ad attivit\u00e0 specifiche e specialistiche come quelle di un ateneo, di una chiesa, di una caserma, o di un ospedale.<\/p>\n<p>Un\u2019architettura \u00e8 obsoleta quando la sua funzione \u00e8 superata, quando non ha pi\u00f9 un\u2019utilit\u00e0. Nel caso di un edificio pubblico quando questi non ha pi\u00f9 un\u2019utilit\u00e0 sociale.<\/p>\n<p>Un tempo le architetture nelle quali si svolgevano funzioni pubbliche erano gli elementi fisici in cui si riconosceva tutta la comunit\u00e0. Erano spazi modellati dove aveva vita quel sistema organizzato di regole che garantivano il vivere insieme di una comunit\u00e0, di uno <em>Stato<\/em>. Erano lo <em>Stato<\/em>! Erano la forma dello <em>Stato<\/em>. Quello <em>Stato<\/em> fatto di monopoli, di sale e tabacchi, di chinino, di carabinieri, di leva militare, di questure, tribunali, scuole, impianti sportivi, universit\u00e0 e ospedali.<\/p>\n<p><em>Gli ospedali a Messina<\/em><\/p>\n<p>Dall\u2019inizio del XVII secolo la citt\u00e0 di Messina ebbe un grande <em>Ospedale Civico<\/em> intitolato a \u201c<em>Santa Maria della Piet\u00e0<\/em>\u201d. Era al centro della citt\u00e0, sorgeva pi\u00f9 o meno nell\u2019area dell\u2019attuale Tribunale coprendo una pi\u00f9 vasta superficie rispetto alla nuova struttura pubblica. Per alcuni secoli \u00e8 stato uno dei presidi di cura pi\u00f9 importanti del Mediterraneo per via dell\u2019essere il nosocomio di un rilevante porto. Era un edificio monumentale polispecialistico dentro le cui mura \u00e8 passata anche la Storia con la S maiuscola.<\/p>\n<p>Dopo la catastrofe del 1908, il grande ospedale venne demolito. Il <em>Piano Borz\u00ec<\/em> riserv\u00f2 per il nuovo sistema sanitario cittadino due aree, di oltre due ettari ciascuno, poste ai margini della risorta citt\u00e0: una a sud lungo il Torrente Camaro dove sorse l\u2019<em>Ospedale Piemonte <\/em>e l\u2019altra all\u2019estremo nord, sulla riva destra del Torrente Annunziata, dove sorse l\u2019<em>Ospedale Regina Margherita<\/em>.<\/p>\n<p>A partire dal secondo dopo guerra con la nuova espansione della citt\u00e0 sono stati realizzati altri due poli sanitari: a sud quello universitario, il <em>Policlinico<\/em>, e a nord, in discutibile localizzazione, l\u2019<em>Ospedale Papardo<\/em>.<\/p>\n<p>Questa era l\u2019ossatura del sistema sanitario pubblico sul territorio, alla quale si aggiungevano altre strutture pubbliche specialistiche, manicomi, sanatori, lebbrosari, gerontocomi, centri d\u2019igiene mentale, etc., come l\u2019Ortopedico di Ganzirri, il Mandalari, Il Sanatorio di Campo Italia, Villa Serena ed altri ancora.<\/p>\n<p>Tutto questo prima che cominciasse anche in riva allo <em>Stretto<\/em> la tragica stagione neo-liberista improntata sul dogma indiscusso, persino dai progressisti, secondo il quale la sanit\u00e0 privata \u00e8 meglio e pi\u00f9 efficiente di quella pubblica perch\u00e9 riesce a fare migliori profitti e a contenere i costi. Il nuovo paradigma, unanimemente accettato, sostitu\u00ec le necessit\u00e0 sanitarie collettive con gli scopi del denaro. \u00a0Cos\u00ec i due ospedali umbertini del primo <em>Stato Laico Italiano<\/em> furono piano piano dismessi, insieme alle altre strutture sanitarie pubbliche minori sopra accennate.<\/p>\n<p>Oggi l\u2019<em>Ospedale Piemonte <\/em>\u00e8 inspiegabilmente sottoutilizzato e sempre in procinto di essere dismesso a favore di strutture private mentre l\u2019<em>Ospedale Regina Margherita <\/em>da tempo immemore giace in un totale assoluto e sconfortante abbandono, dichiarato, <em>illo tempore,<\/em> come <em>obsoleto<\/em>, socialmente inutile. Si tratta di uno dei pi\u00f9 grandi esempi, su scala nazionale, di obsolescenza ferocemente indotta.<\/p>\n<p><em>L\u2019Ospedale Regina Margherita<\/em><\/p>\n<p>Eppure <em>l\u2019Ospedale Regina Margherita<\/em> era un grande esempio di struttura pubblica che rappresentava lo <em>Stato<\/em>. Un ospedale da manuale, formato da un nutrito numero di padiglioni, fornito di tutti i reparti specialistici, con corsie di degenza, ambulatori, laboratori, sale operatorie, etc..<\/p>\n<p>Una struttura grandiosa articolata all\u2019interno di un\u2019area di 23.000 mq nella quale si trovavano 3 grandi padiglioni a tre piani per un totale 6.000 mq, 2 grandi padiglioni a cinque piani per un totale di 6500 mq, tutti destinati alle degenze e alle sale operatorie. A questi si aggiungevano 3 palazzine a tre piani per un totale di 1800 mq destinate a laboratori, degenze speciali, ricerca. Vi erano poi palazzine per gli uffici, una chiesa, locali destinati alla lavanderia e agli impianti tecnologici, cabina elettrica, etc.. Tutto anticipato dal padiglione principale di rappresentanza a due piani, dove c\u2019era l\u2019accettazione, le attivit\u00e0 direzionali e presidi medici di routine. In tutto <em>15.000<\/em> mq di superficie ospedaliera effettiva pi\u00f9 altri 1.000 mq di camminamenti coperti che collegavano tutti i padiglioni.<\/p>\n<p>Un\u2019ergonomia ospedaliera perfetta. Una struttura che compiva a pieno il suo ruolo, che svolgeva pienamente la sua funzione! Quella di servire alla salute dei cittadini e far fronte alle emergenze: <em>un intero padiglione era destinato al pronto soccorso e alle sale di rianimazione<\/em>.<\/p>\n<p>Tutto questo \u00e8 stato dichiarato obsoleto e le sue prestazioni oggi vengono disperse in una moltitudine di strutture private pi\u00f9 o meno convenzionate con spazi inadatti ad affrontare emergenze sanitarie serie. Strutture sanitarie rimediate in architetture concepite per altri scopi ed altre funzioni che non possono offrire la necessaria ergonomia che impone un\u2019efficiente pratica sanitari<em>a. <\/em>Queste in gran parte hanno sostituito le efficaci ergonomie degli ospedali pubblici veri, quelli concepiti esclusivamente a tale scopo la cui architettura era la forma di una funzione specifica ed esprimeva anche valori comuni e collettivi. Era la forma dello <em>Stato<\/em>.<\/p>\n<p>L\u2019articolato nosocomio posto su un colle davanti all\u2019incanto dello <em>Stretto di Messina<\/em>, con i suoi blocchi serviti da strade sinuose era anticipato da un edifico in stile neoclassico che svettava solenne sulla strada sottostante suggestionando il passante con la sua ieraticit\u00e0. Chi vi giungeva per cure o visite doveva ascendere un tornante e attraversare la sua imponenza rassicurante. L\u2019ospedale visto dalla riviera o dal mare era un imperioso pezzo dello Stato Italiano.<\/p>\n<p>Era un\u2019architettura che legava tutti i cittadini messinesi e in particolare quelli della zona nord. L\u00ec guarivano o morivano, sia i ricchi che i poveri. Nelle sue corsie si incontravano tutti i messinesi di ogni censo a condividere la condizione umana del dolore e della malattia. La sua era una ieraticit\u00e0 giusta. Era il luogo dove si azzeravano le differenze sociali. Quel luogo solenne era un educativo equilibratore sociale e per i messinesi fu, per moltissimo tempo, il \u201c<em>luogo comune della sofferenza e della riabilitazione<\/em>\u201d.\u00a0 Era il luogo della scienza medica, il luogo dove si svolgeva una pratica seria della vita, che stava al disopra di ogni valore, anche del denaro.<\/p>\n<p>Era il luogo dove i cittadini affidavano allo <em>Stato<\/em> la propria salute, il proprio benessere e questo era sottolineato dalla solennit\u00e0 dell\u2019atrio d\u2019ingresso e del suo scalone.<\/p>\n<p>Quel nosocomio era lo <em>Stato<\/em>. Lo <em>Stato<\/em> ai tempi in cui i servizi pubblici erogati da privati erano per tutti un grave ossimoro, un\u2019inaccettabile e perniciosa contraddizione in termini. I valori di quel tempo imponevano una visione collettiva statalista. Il contrario dei giorni nostri dove un pensiero collettivo manipolato disinnescato da ogni struttura di senso ha inneggiato a lungo alla privatizzazione dei servizi essenziali ritenendoli pi\u00f9 efficienti, fino a quando un semplice virus ci ha svelato la grande impostura.<\/p>\n<p>L\u2019<em>Ospedale Margherita <\/em>oggi \u00e8 la forma di uno Stato dolente, abbattuto, distrutto, rapinato da coloro che lo hanno governato, svendendolo ai loro veri padroni.<\/p>\n<p><em>Le necessit\u00e0 degli uomini e le necessit\u00e0 del denaro<\/em><\/p>\n<p>Un tempo gli edifici pubblici svolgevano funzioni che rispondevano alle necessit\u00e0 esistenziali dell\u2019uomo. Da almeno trent\u2019anni le necessit\u00e0 degli uomini sono state sostituite con gli scopi della finanza. Quella finanza che qualcuno, eufemisticamente, ci dice essere malata e che invece \u00e8 la vera malattia del nostro tempo, certamente pi\u00f9 nociva del corona virus. Quella finanza che commette delitti, anzi stragi asincroniche affamando popoli, con il suo fare soldi con i soldi. Quella finanza che ha scoperto di poter dominare sugli uomini con lo <em>spred<\/em> e con le tv, pagando le coscienze invece di pagare gli eserciti.<\/p>\n<p>Cos\u00ec si \u00e8 abbandonata ogni funzione pubblica concepita per produrre benessere sociale, utilit\u00e0 collettiva, sviluppo civile, senso dello stare insieme, identit\u00e0 comune, luogo comune, tutti valori immolati sull\u2019altare di un nuovo dio, il denaro; di una nuova dottrina, il solipsismo.<\/p>\n<p>La politica ha presto abdicato al suo ruolo di governo obbedendo non pi\u00f9 al consenso sotto ordinato dei cittadini, ma ad un potere sopra ordinato, quello della finanza e delle multinazionali che hanno imposto la globalizzazione delle idee e cancellato ogni identit\u00e0 territoriale e ogni pensiero critico, puerilizzando l\u2019opinione pubblica e imponendo processi di valorizzazione dell\u2019incompetenza in ogni campo, anche nella sanit\u00e0, attraverso un nuovo ordine invisibile quanto spietato.<\/p>\n<p>Si \u00e8 spogliata la ricchezza pubblica a favore di quella privata, con un gioco di prestigio favorito da una moltitudine di \u201ccoscienze tirapiedi\u201d che nascoste hanno permesso che i boia facessero una buona impiccagione della civilt\u00e0 e della democrazia.<\/p>\n<p>Ora che l\u2019emergenza del corona virus ha svelato tragicamente il trucco la sanita privata, quella che ci avevano promesso come pi\u00f9 efficiente, ha dato forfait, manifestando assoluta inadeguatezza, nonostante si sia sostituita con forza alla sanit\u00e0 vera, imponendo la sua sanit\u00e0 della \u201c<em>spina del faroto<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Oggi che ci troviamo nel bisogno assoluto di avere spazi e standard da ospedali veri, abbiamo solo presidi privati che non lo sono. E le poche strutture pubbliche sono state barbaramente mutate in aziende e anch\u2019esse come le private perseguono il profitto. Cos\u00ec la mentalit\u00e0 aziendalista ha aperto le porte al pi\u00f9 cinico e pi\u00f9 spietato neoliberismo che nessuno ha voluto vedere perch\u00e9 offriva alla mediocrit\u00e0 le porte del successo professionale ed economico che diversamente, puntando solo sulle proprie capacit\u00e0, non l\u2019avrebbe visto nemmeno da lontano. \u00a0Ed ora assistiamo al pietoso spettacolo della disparit\u00e0 di opinioni da parte di eminenze mediche (dalla quale sarebbe normale esigere certezze scientifiche) sulla natura del virus, sull\u2019opportunit\u00e0 o meno di fare i vaccini. Professori che dovrebbero darci risposte certe, tirare fuori ricerche scientifiche inconfutabili, studi indiscutibili, invece forniscono verit\u00e0 aleatorie svelando tragicamente l\u2019inconsistenza di una disciplina sempre pi\u00f9 evanescente e sempre pi\u00f9 barbaramente prosaica alla quale siamo costretti ad affidare le nostre vite.<\/p>\n<p><em>In questo scenario, quanto sarebbe servito un ospedale ampio efficiente, strategico, attrezzato addirittura con un intero padiglione destinato alla rianimazione? Un ospedale attrezzato da ospedale, pensato per affrontare emergenze come l\u2019Ospedale Margherita? <\/em><\/p>\n<p><em>Quanto sarebbe servita in questa tragedia collettiva la forma dello Stato? <\/em><\/p>\n<p>Quello Stato concepito per il benessere del cittadino e la sua cura in ogni fase della sua esistenza e in ogni condizione. \u00a0Quello Stato che concepisce l\u2019efficienza sanitaria come bene comune, valore che la concezione della sanit\u00e0 privata imposta dallo spietato neo liberismo non prende minimamente in considerazione.<\/p>\n<p>Ora tutti ci aspettiamo, dalla lampante evidenza dell\u2019inefficienza del privato, del capitalismo e della globalizzazione, che si dismetta la mentalit\u00e0 neoliberista nella gestione dei servizi pubblici essenziali e che si torni ad un nuovo umanesimo socialista.\u00a0 Che si torni ad una Sanit\u00e0 Pubblica, per evidente provata inefficienza del privato, dovuta ad un suo innegabile limite ontologico, il profitto.<\/p>\n<p>Stavolta un virus ci ha spiegato cosa sia l\u2019obsolescenza indotta, forzata per profitto e quanto sia dannosa.<\/p>\n<p>La sanit\u00e0 non pu\u00f2 essere privata, questo ormai, da domani dovr\u00e0 essere un principio tautologico!!!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Carmelo Celona<\/p>\n<p>22.04.2020<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.messinatoday.it\/blog\/la-forma-delle-idee\/ospedale-piemonte-regina-margherita-abbandono.html\">Dall&#8217;Ospedale Piemonte al Regina Margherita, la forma di un Stato dichiarato obsoleto (messinatoday.it)<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Obsolescenza Obsolescenza viene dal Latino \u201cobsoleo\u201d: ci\u00f2 che non \u00e8 pi\u00f9 praticato o utilizzato. 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