{"id":3073,"date":"2012-12-17T14:44:26","date_gmt":"2012-12-17T13:44:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/?p=3073"},"modified":"2022-11-17T14:55:30","modified_gmt":"2022-11-17T13:55:30","slug":"la-vilta-e-atroce","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/2012\/12\/17\/la-vilta-e-atroce\/","title":{"rendered":"La vilt\u00e0 \u00e8 atroce"},"content":{"rendered":"<p>La malattia spersonalizza chiunque, \u00e8 grazie a quel vuoto d\u2019identit\u00e0 che certi medici mediocri trionfano.<\/p>\n<p><strong><em>\u201cE\u2019 difficile rimanere imperatore in presenza di un medico: difficile anche conservare la propria essenza umana. L\u2019occhio del medico\u00a0 non vede in me che un aggregato di linfa e sangue.\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Si giunge in una stagione dell\u2019esistenza in cui il piacere non passa pi\u00f9 attraverso i sensi ma attraverso il pensiero.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Da ciascuna delle arti che praticai a suo tempo traggo una conoscenza che mi compensa in parte dei piaceri perduti.<\/em><\/strong><strong>\u201d <\/strong><\/p>\n<p>Il corpo dell\u2019altro \u00e8 un mezzo che ci consente di scambiarci l\u2019anima. Con le carezze, con i baci, con il sesso.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Questo gioco misterioso che va dall\u2019amore di un corpo all\u2019amore di un essere umano, m\u2019\u00e8 sembrato tanto bello da consacrarvi tutta una parte della mia vita.\u201d <\/em><\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Tranne nei rapporti amorosi, la complicit\u00e0 oltre ad essere, in alcuni casi, un reato, \u00e8 una categoria estetica abbietta poich\u00e9 espressione del favoreggiamento e della connivenza.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Non ci sono al mondo persone pi\u00f9 volgari dei nostri complici. L\u2019occhiata obliqua dell\u2019oste che mi riserva il vino migliore, e per conseguenza ne priva qualcun altro.\u201d <\/em><\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Il grande piacere di addormentarsi dopo aver fatto l\u2019amore.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Il sonno perfetto \u00e8 quasi necessariamente un\u2019appendice dell\u2019amore come un riposo riverberato, riflesso in due corpi.\u201d <\/em><\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Il sonno ci sottrae tempo e ci impedisce il controllo di almeno un terzo della nostra esistenza.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>L\u2019insonnia, rifiuto di abdicare di fronte alla divina incoscienza degli occhi chiusi o alla saggia follia dei sogni? L\u2019uomo che non dorme si rifiuta pi\u00f9 o meno consapevolmente di affidarsi al flusso delle cose. <\/em><\/strong><strong>\u201d <\/strong><\/p>\n<p>Nulla si impara restando in superficie, il meccanismo delle cose lo si impara dalla conoscenza dei dettagli, perch\u00e9 \u00e8 nel dettaglio che emerge con chiarezza la regola.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Prima di morire, aveva tentato di insegnarmi\u00a0 la sua arte, ma senza successo: la mia curiosit\u00e0 naturale saltava subito alle conclusioni senza indugiare nei dettagli complicati . <\/em><\/strong><strong>\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Una equa ridistribuzione della ricchezza renderebbe migliore la qualit\u00e0 della vita di ognuno. Persino i ricchi, essendo meno ricchi, sarebbero migliori.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Una parte dei nostri mali dipende dal fatto che troppi uomini sono oltraggiosamente ricchi, o disperatamente poveri.\u00a0 <\/em><\/strong><strong>\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Della verit\u00e0 vera disturba intransigente radicalit\u00e0 che non permette mediazioni con le nostre aspettative.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Non c\u2019\u00e8 verit\u00e0 che non susciti scandalo.\u00a0 <\/em><\/strong><strong>\u201d<\/strong><\/p>\n<p>La vera patria di ogni uomo \u00e8 il suo sapere.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Il vero luogo natio \u00e8 quello dove per la prima volta\u00a0 si \u00e8 posato uno sguardo consapevole su se stessi: la mia prima patria sono stati i libri. <\/em><\/strong><strong>\u201d<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019ingiustizia si compie grazie alla vilt\u00e0.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>la vilt\u00e0 \u00e8 atroce.<\/em><\/strong><strong>\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Quella rassegnazione che si legge sul corpo dei vecchi, sulla lentezza dei loro gesti, sulla mestizia dei loro sguardi<\/p>\n<p>\u201c <strong><em>Sono giunto a quell\u2019et\u00e0 in cui la vita \u00e8, per ogni uomo, una sconfitta accettata.<\/em><\/strong><strong>\u201d<\/strong><\/p>\n<p>La malattia non reca con se soltanto la sofferenza ma anche l\u2019implacabile messaggio della morte<\/p>\n<p>\u201c <strong><em>Chiunque pu\u00f2 morire da un momento all\u2019altro, ma chi \u00e8 malato sa che tra dieci anni non ci sar\u00e0 pi\u00f9.<\/em><\/strong><strong>\u201d <\/strong><\/p>\n<p>Il vino uno dei pochi elementi che giustificano l\u2019esistenza insieme all\u2019amore, alla lettura, agli amici e al cibo. Non mi pare di aver scordato nulla.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Il vino ci inizia ai piaceri vulcanici del suolo: bere una coppa di vino, o piuttosto sorseggiarlo, sentirlo immediatamente caldo nella cavit\u00e0 del diaframma, e diffondersi nelle vene ardente e sicuro, sono sensazioni quasi sacre, persino troppo violente, per la mente umana.\u201d <\/em><\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Certe premurose asfissianti attenzioni producendo in noi oltre al fastidio anche un dolente senso di colpa che ci fa sentire cinici.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Celere e Cabria si prodigano intorno a me, ma le premure possono stancare, anche se sincere.\u201d <\/em><\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Quelle deformazioni dei connotati che ci rende il sonno, e che vanno subito cancellati con la toletta mattutina.<\/p>\n<p>\u201c <strong><em>Non c\u2019\u00e8 uomo che non provi vergogna del suo viso guasto dal sonno. Quei guanciali spiegazzati, quelle coperte in disordine, testimonianze quasi turpi dei nostri incontri con il nulla, prove che ogni notte non sia gi\u00e0 pi\u00f9.. <\/em><\/strong><strong>\u201d <\/strong><\/p>\n<p>Giunti ad una certa et\u00e0, non si sta mai da soli, perch\u00e9 ci fanno compagnia i ricordi, che a volte ci esaltano e a volte ci affogano nella nostalgia, nel rimpianto se non addirittura nell\u2019angoscia del rimorso.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>La meditazione scritta di un malato che d\u00e0 udienza ai ricordi. <\/em><\/strong><strong>\u201d<\/strong><\/p>\n<p>E\u2019 la verit\u00e0 vera \u00e8 la versione che viene accettata meno, poich\u00e9 la sua intransigente radicalit\u00e0 non permette mediazioni con le nostre aspettative, con le nostre convinzioni e quasi sempre ci dice proprio quello che non vorremmo sentirci dire.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Non c\u2019\u00e8 verit\u00e0 che non susciti scandalo.\u00a0 <\/em><\/strong><strong>\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Per capire la vita basta guardare dentro di noi, nelle\u00a0 facce degli altri e nei libri.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Come chiunque, io dispongo\u00a0 di tre mezzi per valutare l\u2019esistenza umana: lo studio di se stessi, il pi\u00f9 insidioso il pi\u00f9 difficile, ma il pi\u00f9 fecondo; l\u2019osservazione degli uomini, i quali si adoperano per nasconderci i loro segreti o farci credere di averne; i libri.\u00a0 <\/em><\/strong><strong>\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Il tempo svela tutto ci\u00f2 che in principio ci \u00e8 risultato incomprensibile. La comprensione \u00e8 un esercizio analitico retrospettivo.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>La parola scritta m\u2019ha insegnato ad ascoltare la voce umana, come gli atteggiamenti maestosi delle statue m\u2019hanno insegnato ad apprezzare i gesti degli uomini. Viceversa con l\u2019andar del tempo la vita mi ha chiarito i libri. <\/em><\/strong><strong>\u201d<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un conto \u00e8 il \u201c<em>sentitodire<\/em>\u201d altra cosa \u00e8 il \u201c<em>vistocogliocchi<\/em>\u201d. Il primo \u00e8 parziale poich\u00e9 \u00e8 il punto di vista di qualcuno, il secondo \u00e8 anche parziale, ma \u00e8 il nostro oggettivo punto di vista.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Quel che sappiamo sul conto degli altri \u00e8 quasi tutto di seconda mano. Se per caso qualcuno si confida, non fa che perorare la sua causa; la sua apologia \u00e8 gi\u00e0 pronta.\u00a0 <\/em><\/strong><strong>\u201d<\/strong><\/p>\n<p>La coerenza impone i principi e i principi non prevedono deroghe. Pochi sono coloro che accettano di praticare la coerenza dei propri principi, poich\u00e9 con essa o si vince o si perde non si pareggia mai. Si vinca o si perda si \u00e8 comunque uomini e in alcuni casi eroi. La massa preferisce pareggiare per tutta la vita.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>I grandi uomini emergono proprio in virt\u00f9 d\u2019un atteggiamento estremo, e il loro eroismo consiste nel mantenersi\u00a0 per tutta la vita.\u00a0 <\/em><\/strong><strong>\u201d<\/strong><\/p>\n<p>La vera patria di ogni uomo e il suo sapere.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Il vero luogo natio \u00e8 quello dove per la prima volta\u00a0 si \u00e8 posato uno sguardo consapevole su se stessi: la mia prima patria sono stati i libri. <\/em><\/strong><strong>\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Le regole sono prigioni fatte di parole.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>La grammatica, con quella mescolanza\u00a0 di regole logiche e di usi arbitrari, fa pregustare ai giovani quel che gli offriranno\u00a0 in seguito le dottrine riguardanti la condotta umana, il diritto o la morale, tutti sistemi nei quali l\u2019uomo ha codificato la sua esperienza istintiva. <\/em><\/strong><strong>\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Non solo il potere \u00e8 ipocrita, anche il popolo non scherza.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>In quell\u2019epoca mi si rimprover\u00f2 qualche adulterio con le patrizie. Due o tre di questi legami tanto biasimati durarono, pi\u00f9 o meno, sino agli inizi del mio principato, Roma, incline alla dissolutezza, non ha mai approvato l\u2019amore di coloro che la governano.\u00a0 <\/em><\/strong><strong>\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Il perbenismo vigliacco, incapace di emozioni, si batte instancabile per far tendere a zero il il gi\u00e0 basso livello di felicit\u00e0 dell\u2019uomo.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Ascoltavo a met\u00e0 i bene intenzionati i quali affermano che la felicit\u00e0 snerva, che la libert\u00e0 infiacchisce, che la dolcezza vizia coloro sui quali la\u00a0 si esercita. Pu\u00f2 darsi: ma, se consideriamo come va il mondo, seguire costoro e come rifiutarsi di nutrire a sufficienza un uomo emaciato, per paura che tra qualche anno gli capiti di diventare pletorico.\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Quel terzo del tempo di vita sprecato a dormire da giovani \u00e8 un dolce lusso ma da vecchi diviene uno spreco che non possiamo permetterci.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>L\u2019insonnia, rifiuto di abdicare di fronte alla divina incoscienza degli occhi chiusi o alla saggia follia dei sogni? L\u2019uomo che non dorme\u00a0 si rifiuta pi\u00f9 o meno consapevolmente di affidarsi al flusso delle cose.\u00a0 <\/em><\/strong><strong>\u201d<\/strong><\/p>\n<p>All\u2019uomo non bastano i gravami connaturati all\u2019esistenza inevitabili e fatali, inventa guerre e produce ingiustizie e sofferenze ad ogni dove.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Quando si saranno alleviate sempre pi\u00f9 le schiavit\u00f9 inutili, si saranno scongiurate le sventure non necessarie, rester\u00e0 sempre, per tenere in esercizio le virt\u00f9 eroiche dell\u2019uomo, la lunga serie dei mali veri e propri: la morte, la vecchiaia,le malattie inguaribili, l\u2019amore non corrisposto,l\u2019amicizia respinta o tradita, la mediocrit\u00e0 d\u2019una vita meno vasta dei nostri progetti e pi\u00f9 opaca dei nostri sogni: tutte le sciagure provocate dalla natura divina delle cose.\u00a0 <\/em><\/strong><strong>\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Ormai da tempo in questo paese la legge a due facce: quella della legalit\u00e0 ingiusta e quella della legalit\u00e0 giusta. La legalit\u00e0 ingiusta, con i suoi contorcimenti produce solo asimmetrie di trattamento e privilegi. Viene usata come arma contro i deboli e coloro che sono poco strutturati. Con essa si sta sgretolando la democrazia e cancellando i diritti naturali e costituzionali.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Ogni legge sgradita troppo spesso \u00e8 cattiva; spetta al legislatore abrogarla o emendarla, per impedire che il dispregio in cui \u00e8 caduta quella stolta ordinanza si estenda ad altre leggi pi\u00f9 giuste.<\/em><\/strong><strong>\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Alcuni pregiudizi fideistici determinano gabbie mentali che sono pi\u00f9 coercitive di quelle fisiche dentro le quali alcune culture relegano i deboli e le donne.<\/p>\n<p>\u201c <strong><em>Non credo che alcun sistema filosofico riuscir\u00e0 mai a sopprimere la schiavit\u00f9; tutt\u2019al pi\u00f9, ne muter\u00e0 il nome. Si possono immaginare forme di schiavit\u00f9 peggiori delle nostre,\u00a0 perch\u00e9 pi\u00f9 insidiose; sia che si riesca a trasformare\u00a0 gli uomini in macchine stupide e appagate, che si credono libere mentre sono asservite, sia che si imprima in loro una passione forsennata per il lavoro, divorante quanto quella della guerra presso le razze barbare, tale da escludere gli svaghi, i piaceri umani. A questa schiavit\u00f9 dello spirito o dell\u2019immaginazione umana, preferisco ancora la nostra schiavit\u00f9 di fatto.<\/em><\/strong><strong>\u201d<\/strong><\/p>\n<p>La cultura femminile in occidente ha la sua radice nel culto mariano, quello medievale della dama,<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>La condizione della donna \u00e8 determinata da strani costumi: esse sono sottoposte e protette allo stesso tempo. Deboli e potenti, troppo disprezzate e troppo rispettate. In questo caos di usanze contraddittorie, i rapporti sociali si sovrappongono a quelli di natura; anzi non \u00e8 facile distinguerli. Questo stato di cose confuso \u00e8 ovunque pi\u00f9 stabile di quel che non sembri; in generale, le donne vogliono esser quel che sono,resistono ai cambiamenti o li volgono esclusivamente ai propri fini.\u00a0 <\/em><\/strong><strong>\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Certe quieti non sono conseguenza di tempeste ma la loro causa.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Troppo spesso per l\u2019esercito la pace non \u00e8 che un periodo di disoccupazione turbolenta tra due battaglie. L\u2019alternativa all\u2019inazione o al disordine \u00e8 la preparazione in vista di una guerra.\u00a0 <\/em><\/strong><strong>\u201d<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019evoluzione artistica ha come motore la rotture degli schemi, la trasgressione dei codici, la disubbidienza alle regole.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>L\u2019architettura \u00e8 ricca di possibilit\u00e0 pi\u00f9 varie di quel che non farebbero supporre i quattro ordini di Vitruvio; i blocchi, come i toni musicali, sono suscettibili d\u2019infinite variazioni. Ogni edificio sorgeva sulla pianta d un sogno.\u00a0 <\/em><\/strong><strong>\u201d<\/strong><\/p>\n<p>I piani regolatori delle citt\u00e0 dovrebbero essere concepiti con l\u2019idea di costituire dei gendarmi che vigilano affinch\u00e9 il bene comune si affermi sull\u2019interesse privato. Cos\u00ec si otterrebbe una perequazione delle rendite urbane. L\u2019uguaglianza delle opportunit\u00e0 e l\u2019assenza delle speculazioni lascerebbe spazio alla cultura del bello che libera dalle speculazioni fornirebbe organismi urbani armonici e vivibili.<\/p>\n<p>Villa Adriana \u00e8 la lezione d\u2019urbanistica pi\u00f9 efficace ci proviene dal mondo antico.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>La citt\u00e0: uno schema, una costruzione umana, monotona se si vuole, ma cos\u00ec come sono monotone le arnie colme di miele; un luogo di contatti e di scambi. <\/em><\/strong><strong>\u201d<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019ingiustizia spesso si compie grazie alla vilt\u00e0.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>la vilt\u00e0 \u00e8 atroce. Ma proprio perch\u00e9 aspetto tanto poco dalla condizione umana, i periodi di felicit\u00e0, i progressi parziali, gli sforzi di ripresa e di continuit\u00e0 mi sembrano altrettanti prodigi che compensano quasi la massa immensa dei mali, degli insuccessi, dell\u2019incuria e dell\u2019errore.\u00a0 <\/em><\/strong><strong>\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Si arriva al punto che l\u2019unico sollievo al dolere \u00e8 la morte.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Le medicine non mi soccorrono pi\u00f9. Sonnecchi seduto pi\u00f9 che disteso. Uno dei vantaggi della morte sar\u00e0 d\u2019esser disteso ancora, in un letto. Ormai la morte mi appare la soluzione pi\u00f9 elegante dei miei problemi.\u00a0 <\/em><\/strong><strong>\u201d<\/strong><\/p>\n<p><strong>Carmelo Celona<\/strong><\/p>\n<p>31\/12\/2011<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lacerti tratti da:<\/p>\n<p><strong>\u201c<em>Memorie di Adriano<\/em>\u201d<\/strong> &#8211; 1974<\/p>\n<p>Marguerite Yourcenar<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3075\" src=\"http:\/\/www.carmelocelona.com\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/Marguerite_Yourcenar-Bailleul-1982.10.04.Bernhard_De_Grendel_9-216x300.jpg\" alt=\"\" width=\"216\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.carmelocelona.com\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/Marguerite_Yourcenar-Bailleul-1982.10.04.Bernhard_De_Grendel_9-216x300.jpg 216w, http:\/\/www.carmelocelona.com\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/Marguerite_Yourcenar-Bailleul-1982.10.04.Bernhard_De_Grendel_9-736x1024.jpg 736w, http:\/\/www.carmelocelona.com\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/Marguerite_Yourcenar-Bailleul-1982.10.04.Bernhard_De_Grendel_9-768x1068.jpg 768w, http:\/\/www.carmelocelona.com\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/Marguerite_Yourcenar-Bailleul-1982.10.04.Bernhard_De_Grendel_9-1104x1536.jpg 1104w, http:\/\/www.carmelocelona.com\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/Marguerite_Yourcenar-Bailleul-1982.10.04.Bernhard_De_Grendel_9-480x668.jpg 480w, http:\/\/www.carmelocelona.com\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/Marguerite_Yourcenar-Bailleul-1982.10.04.Bernhard_De_Grendel_9.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 216px) 100vw, 216px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La malattia spersonalizza chiunque, \u00e8 grazie a quel vuoto d\u2019identit\u00e0 che certi medici mediocri trionfano. \u201cE\u2019 difficile rimanere imperatore in presenza di un medico: difficile anche conservare la propria essenza<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3078,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3073"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3073"}],"version-history":[{"count":3,"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3073\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3079,"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3073\/revisions\/3079"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3078"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3073"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3073"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3073"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}