{"id":291,"date":"2019-07-21T12:11:40","date_gmt":"2019-07-21T10:11:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/?p=291"},"modified":"2025-07-19T12:41:28","modified_gmt":"2025-07-19T10:41:28","slug":"il-restauro-di-palazzo-cerruti","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/2019\/07\/21\/il-restauro-di-palazzo-cerruti\/","title":{"rendered":"Il Restauro di Palazzo Cerruti"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>Cancellata una delle ultime tracce dell\u2019architettura epidermica di Gino Copped\u00e8 <\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>Il tanto atteso restauro del palazzo del \u201cBanco Cerruti\u201d<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con un semplice intonaco in pasta si \u00e8 seppellito un intonaco originale policromo, tutto decorato a buon fresco o a \u201csgraffito\u201d, secondo un\u2019antica tecnica rinascimentale che troviamo descritta persino da Giorgio Vasari nel suo \u201cLe Vite\u201d. Una tecnica che fu la cifra singolare della versione messinese delle <em>Stile Copped\u00e8<\/em>. Con la stessa semplicit\u00e0 si \u00e8 trasformata una raffinata cornice ad ogiva in una banale \u201carcheggiata\u201d a tutta sesto. Con altrettanta superficialit\u00e0 prosaica si sono praticate bucature con cornici deformi l\u00e0 dove in origine vi era una delle soluzioni d\u2019angolo pi\u00f9 originali della citt\u00e0. Questa \u00e8 la nuova frontiera del restauro architettonico a Messina?<\/p>\n<p>Guardando la trama del <em>Piano Borz<\/em>\u00ec il piccolissimo comparto III dell\u2019isolato 312, sembra un\u2019area di sfrido forzata all\u2019edificabilit\u00e0. Un lotto prestigioso e redditizio, anche se difficile da progettare, un triangolo isoscele di circa 450 mq prossimo all\u2019abside della Chiesa dei Catalani con il lato pi\u00f9 lungo posizionato sulla via Garibaldi, che la Societ\u00e0 Anonima Italiana \u201c<em>Ferrobeton<\/em>\u201c, impresa edile dei fratelli Cerruti, che ebbe un ruolo preminente nella ricostruzione della citt\u00e0 dopo il 1908, non si lasci\u00f2 scappare (foto 1). Acquisito il comparto affid\u00f2 il difficile compito all\u2019estro geniale di Gino Copped\u00e8, il quale non trad\u00ec le aspettative (foto n.2), riuscendo a risolvere la difficolt\u00e0 degli angoli troppo acuti, che avrebbero condizionato le ergonomie interne, con un sorprendente espediente: arrotond\u00f2 i due vertici che davano sulla via principale e li rese ciechi (foto n. 3). I lavori ebbero inizio 26 dicembre 1915 e furono ultimazioni il 28 febbraio 1917. Da quella data l\u2019edificio fu sede della banca dei finanzieri genovesi, dove transitarono molti dei fondi pubblici destinati alla ricostruzione, tanto che i messinesi usavano indicarlo come: il \u201c<em>Banco Cerruti<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Tolti gli ultimi ponteggi il palazzetto appare alla citt\u00e0 in modo clamoroso, ostentando un atteggiamento esotico magicamente realizzato con stilemi medievali (foto n. 4). L\u2019involucro era scandito da sorprendenti cornici ad ogiva di stile moresco che dialogavano con l\u2019enfatica iconografia araldica di un rinascimento toscano fuori luogo, stemperata dai simboli marinareschi di una improbabile repubblica veneziana. Gli spazi compresi tra le arcate moresche, uniche in tutta la produzione coppedeana, erano ritmati da un susseguirsi di archeggiature di sottogronda al cui interno si alternavano scudi araldici ed aquile imperiali. Il resto del prospetto al piano primo era ricoperto da intonaco policromo graffito a buon fresco con sinuosi e fitti tralci verticali tanto da dare la sensazione che l\u2019edificio fosse rivestito da un tessuto (vedi foto 5).. Questa decorazione parietale rappresenta un magistrale esempio di quell\u2019architettura epidermica a cui Gino Copped\u00e8 dovette ricorrere per superare i ristretti vincoli di natura antisismica, truccando la pelle degli edifici. Da questa esigenza scaturirono nuovi stilemi prodromi del repertorio semantico sfoggiato qualche anno dopo nel <em>Quartiere<\/em> romano di via Po. Quei tralci verticali che decoravano la facciata del \u201cBanco Cerruti\u201d si possono ammirare nell\u2019elegante pronao di uno dei \u201cVillini delle Fate\u201d (vedi foto n. 6).<\/p>\n<p>Nel 1943, sub\u00ec i bombardamenti, ma la sua fisionomia rimase inalterata, bastava un\u2019operazione di <em>make up<\/em> per avere restituita l\u2019opera come in origine. Viceversa nel 1946 venne solo soprelevato. La stratificazione oltre ad essere incoerente fu pi\u00f9 fatale dell\u2019insulto bellico, poich\u00e9 per ancorare la struttura in soprelevazione fu smantellata tutta la decorazione di gronda e sottogronda, e per coprire questa mutilazione le superfici graffite sono state ricoperte con un intonaco di cemento lasciato grezzo (vedi foto n.7), rendendo incomprensibile l\u2019idea originale (vedi foto 8) per pi\u00f9 di 70 anni.<\/p>\n<p>Recentemente, l\u2019organismo architettonico \u00e8 stato oggetto del tanto agognato restauro (vedi foto 9 e 10). Ci si aspettava che finalmente questa storia venisse fatta risorgere. Che l\u2019intervento rendesse giustizia alla speciale idea originaria, restituendone quantomeno il significante. Ci si aspettava un intervento attento che facesse emergere la bellezza mortificata dall\u2019intonaco grezzo e dalla soprelevazione ultronea, invece no!<\/p>\n<p>Un altro strato di intonaco, stavolta in pasta gialla, ha ricoperto definitivamente tutto. Cancellando definitivamente quelle tracce e quegli elementi che avevano ormai assunto una grande valore storico, artistico e documentario. Le singolari cornici ad ogiva, sono diventate spietatamente curve, le poche decorazioni in amalgama di cemento riproposte sono state restituite in modo amorfo e dipinte di bianco (vedi foto n.11\u00a0 e n.12). L\u2019angolo cieco prossimo all\u2019abside della chiesa dei Catalani \u00e8 stato barbaramente bucato da aperture con cornici disarmoniche, commettendo quell\u2019inevitabile errore delle cornici deformate che proprio Copped\u00e8 aveva evitato con l\u2019espediente delle rotondit\u00e0 cieche (Vedi foto n.13).<\/p>\n<p>Insomma di quell\u2019involucro eclatante che chiunque pu\u00f2 ammirare nelle diffuse foto d\u2019epoca \u00e8 rimasto solo una torta di crema gialla con le guarnizioni di panna.<\/p>\n<p>Cos\u00ec ancora una volta, a Messina, la storia soccombe davanti all\u2019utilit\u00e0. L\u2019utilit\u00e0 di pulire tutto nel modo pi\u00f9 economico e veloce, senza porsi il problema di restituire alla citt\u00e0 nemmeno un frammento di una vicenda cos\u00ec originale. Tanto sulle prime il nuovo d\u00e0 sempre l\u2019impressione del bello soprattutto a chi non ha memoria del preesistente. Insomma si \u00e8 fatta una pulizia di \u201cfacciata\u201d.<\/p>\n<p>Questo inspiegabile \u201c<em>Cancellauro\u201d<\/em> (restauro che cancella) tipico delle nostre latitudini \u00e8 la lucida metafora di come in riva allo Stretto non si riesce a conservare nulla del passato. \u00c8 la prova provata che non \u00e8 colpa dei terremoti e dei bombardamenti. La citt\u00e0 \u00e8 affetta dal morbo di\u00a0 Alzheimer. Sistematicamente ad ogni trauma o trasformazione coglie l\u2019occasione per cancellare il passato, sia quello antico che quello recente. \u00c8 come se ogni volta che riordiniamo i nostri cassetti buttassimo via le foto di famiglia, anche quelle recenti.<\/p>\n<p>Ma qual \u00e8 la spinta che muove l\u2019inconscio collettivo verso questo istinto di rimozione? Perch\u00e9 la citt\u00e0 non vuole ricordare nulla del suo passato? Forse perch\u00e9 sente la storia come uno scomodo testimone che pu\u00f2 sconfessare quella istintiva narrazione encomiastica e autoreferenziale di cui ogni messinese fa abuso, nonostante i fatti danno ampia prova contraria? Forse perch\u00e9 sentiamo che la storia dei nostri comportamenti non \u00e8 una storia da far bella figura, fatta com\u2019\u00e8 di mediocrit\u00e0 e furbizia, quindi la cancelliamo per poterla idealizzare? Forse sappiamo bene che la storia scritta nelle pietre in questa citt\u00e0 nega implacabilmente la storia posticcia scritta e raccontata nei libri e nei giornali? Per questo cancelliamo palazzi, monumenti, nascondiamo archivi, ecc\u2026?<\/p>\n<p>Il Restauro del <em>Banco Cerrutti<\/em> \u00e8 l\u2019ennesima cancellazione della storia che ubbidisce ad un pragmatismo sempre pi\u00f9 grigio e sempre pi\u00f9 disarmante. E\u2019 il significante di una insensibilit\u00e0 collettiva che contrasta fortemente con la vantata messinesit\u00e0. Una sorta di cortocircuito identitario permanente.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 ci\u00f2 accade? Non \u00e8 questione di mancanza di risorse economiche, non \u00e8 questione di strumenti legislativi, vincoli, leggi, burocrazia, speculazione, non \u00e8 questione di mancanza di potere gestionale, forse \u00e8 semplicemente questione di gusto e di competenza.<\/p>\n<p>Spesso esaltiamo fanaticamente una bellezza estetica e morale che Messina che non ha. Non ce l\u2019ha proprio perch\u00e9 noi stessi che la vantiamo siamo i primi a deturparla ogni qual volta il suo mantenimento e la sua cura entra in conflitto con il pi\u00f9 piccolo dei nostri interessi personali.<\/p>\n<p>La bellezza ha un prezzo! ma noi messinesi la concepiamo solo omaggiata, al netto del nostro egoismo.<\/p>\n<p>Carmelo Celona<\/p>\n<p>21.07.2019<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cancellata una delle ultime tracce dell\u2019architettura epidermica di Gino Copped\u00e8 Il tanto atteso restauro del palazzo del \u201cBanco Cerruti\u201d &nbsp; Con un semplice intonaco in pasta si \u00e8 seppellito un<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":292,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/291"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=291"}],"version-history":[{"count":7,"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/291\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":447,"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/291\/revisions\/447"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/292"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=291"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=291"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=291"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}