{"id":2775,"date":"2020-03-08T19:03:42","date_gmt":"2020-03-08T18:03:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/?p=2775"},"modified":"2022-02-20T19:04:55","modified_gmt":"2022-02-20T18:04:55","slug":"la-chiesa-fortezza","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/2020\/03\/08\/la-chiesa-fortezza\/","title":{"rendered":"la chiesa fortezza"},"content":{"rendered":"<p>Con la Chiesa di S. Pietro e Paolo d\u2019Agr\u00f2 di Casalvecchio completiamo il percorso evolutivo di quelle opere che sono le matrici dell\u2019Architettura Arabo Siculo Normanna. Opere che sono il significante dell\u2019inizio di un percorso che afferma uno dei domini militari e culturali che pi\u00f9 di altri hanno segnato l\u2019identit\u00e0 dell\u2019isola. Un processo che ebbe inizio nella Valdemone con la bellezza dell\u2019idea originale della \u201cChiesa di S. Maria di Mili\u201d fino a giungere alla bellezza del prototipo perfetto della \u201cChiesa S. Pietro e Paolo ad Itala\u201d, per sublimarsi infine nella \u201cChiesa di S. Pietro e Paolo d\u2019Agr\u00f2\u201d di cui qui tratteremo.<\/p>\n<p>Il complesso monasteriale fu eretto per volont\u00e0 del Conte Ruggero, nel 1117 sulla vestigia di un antica struttura monastica bizantina distrutta dagli arabi, risalente al VI secolo d.c. .<\/p>\n<p>L\u2019abazia venne affidata ai monaci di frate Gerasimo, figura centrale della politica di latinizzazione dell\u2019isola. Il carismatico monaco bizantino, calabrese, convertitosi alla chiesa di Roma, fu l\u2019artefice del passaggio dei monaci dal millenario rito greco-ortodosso a quello romano-latino sotto l\u2019egida di Ruggero I. Fu cos\u00ec che i basiliani divennero monaci latini.<\/p>\n<p>L\u2019arguto frate riusc\u00ec a farsi attribuire dal Conte Ruggero, nel diploma di donazione dell\u2019abazia, alcuni favori, insoliti per un pio monastero, veri e propri privilegi aristocratici. L\u2019Abazia fu dichiarata proprietaria dell\u2019intero abitato di Vicum Agrillae \u00a0(attuale Forza d\u2019Agr\u00f2), di un estesissimo latifondo e titolare delle decime su tutto quanto si produceva nel contado. Tra i singolari privilegi attribuiti a questa speciale abazia si annota l\u2019emissione di un editto specifico con il quale il Conte normanno, imponeva alla Tonnara di Oliveri di fornire ai monaci otto barili l\u2019anno del suo pregiatissimo tonno.<\/p>\n<p>Il monastero era esente dal pagamento delle tasse e l\u2019Abate godeva di una sorta di \u201cMero e Misto Imperio\u201d, che gli attribuiva la competenza di esercitare il diritto di foro. Egli era giudice di ogni controversa \u00e8 aveva la facolt\u00e0 di condannare ai ceppi, di imporre torture e flagellazioni.\u00a0 Non poteva solo emanare pene di morte, queste restavano a capo della Curia Regale. l\u2019Abate del Monastero dei S.S. Pietro e Paolo d\u2019Agr\u00f2, grazie alla Apostolica Legazia, era una figura sovrapponibile ad un barone normanno.<\/p>\n<p>All\u2019interno del complesso monasteriale spicca la chiesa abaziale. Un edificio di culto inedito, che aveva l\u2019imponente aspetto di una costruzione fortificata. Il suo coronamento di merli riferisce con chiarezza che essa fu concepita per assolvere anche funzioni di difesa, era un\u2019Ecclesia Munita.<\/p>\n<p>Il tempio fu attinto, dopo poco tempo, nel 1162, da un fortissimo terremoto che ne impose un restauro. Cos\u00ec ci giunge notizia dell\u2019intervento di un architetto normanno, capomastro\/edificator, Gherardo il Franco che ne esegu\u00ec il recupero nel 1172.<\/p>\n<p>L\u2019involucro si misura in modo sorprendente con il tema degli archi incrociati gi\u00e0 sviluppato nella chiesa di S. Pietro e Paolo d\u2019Itala, declinandolo in maniera trionfante. Gli archi impostati su esili lesene sviluppano un ritmo ancor pi\u00f9 fitto. Il loro andamento incessante \u00e8 dato da una pregevole composizione policroma dovuta al sapiente impiego, alternato, di mattoni in cotto, pietre laviche (di provenienza etnea) e pietra serena locale. Tutto declinato in un linguaggio che esprime una perfetta sintesi degli stili che caratterizzano l\u2019intero organismo architettonico: bizantino, arabo e romanico (normano).<\/p>\n<p>L\u2019ingrediente bizantino si individua nella tessitura dei mattoni ornati a spina-pesce e a zig-zag, nelle esili lesene, nella policromia di membrature e superfici e per finire, a scanso di equivoci, nella croce di tipo bizantino incisa nella lunetta che sovrasta il portale d\u2019ingresso.<\/p>\n<p>L\u2019ingrediente arabo \u00e8 espresso nella curvatura delle membrature e nei loro incroci, e soprattutto nell\u2019articolazione volumetrica, realizzata con uno schietto assembramento di solidi regolari. Una rigidit\u00e0 geometrica che estrude dal suo profilo solo le absidi minori e le cupole finestrate che danno luce alla navata centrale, di cui la pi\u00f9 grande presenta una rarissima struttura a spicchi.<\/p>\n<p>L\u2019ingrediente Normanno caratterizza la pianta a tre navate, il piccolo nartece d\u2019ingresso \u00a0e\u00a0 l\u2019austerit\u00e0 assoluta dell\u2019interno e delle sue superfici facendo emergere un esaltante gioco dii mattoni che consente di indagare la purezza dell\u2019abilit\u00e0 muratoria nella realizzazione delle cupole, a tutt\u2019oggi insuperata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La <strong>Chiesa dell&#8217;abbazia di San Pietro e Paolo d\u2019Agr\u00f2 a Casalvecchio \u00e8 un\u2019opera d\u2019arte che<\/strong> con la sua ansiosa e ritmica policromia interpretata in modo marziale, si impone come una delle architetture pi\u00f9 importanti di tutta la Sicilia, non solo normanna.<\/p>\n<p>Con il suo atteggiamento ieratico esprime con chiarezza quali furono a quel tempo i rapporti di forza tra la Chiesa di Roma, ovunque imperante, e i suoi emissari conquistatori. Essa fa emergere senza equivoci un potere temporale, quello dei normanni, al quale il Papa dovette gioco forza arrendersi.<\/p>\n<p>A volte una forza laica determinata pu\u00f2 trionfare sul potere spirituale delle chiese e produrre\u00a0 bellezze altre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Carmelo Celona<\/p>\n<p>08.03\/2020<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.messinatoday.it\/blog\/la-forma-delle-idee\/architettura-chiesa-san-pietro-paolo-casalvecchio.html\">Casalvecchio, misteri e tesori tra i muri del monastero-fortezza di San Pietro e Paolo &#8211; Blog (messinatoday.it)<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con la Chiesa di S. Pietro e Paolo d\u2019Agr\u00f2 di Casalvecchio completiamo il percorso evolutivo di quelle opere che sono le matrici dell\u2019Architettura Arabo Siculo Normanna. 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