{"id":2757,"date":"2020-03-05T18:56:38","date_gmt":"2020-03-05T17:56:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/?p=2757"},"modified":"2023-12-31T18:51:23","modified_gmt":"2023-12-31T17:51:23","slug":"larchitettura-dellinclusione","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/2020\/03\/05\/larchitettura-dellinclusione\/","title":{"rendered":"l&#8217;architettura dell&#8217;inclusione"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>Se San Maria di Mili <\/em><\/strong>si pu\u00f2 considerare la matrice traballante e imperfetta di una delle pi\u00f9 esaltanti espressioni dell\u2019architettura mondiale di tutti i tempi (lo Stile Arabo Siculo Normanno), l\u2019elemento palingenetico commovente che esprime in pieno la bellezza dell\u2019originale, la <strong><em>Chiesa di San Pietro e Paolo di Itala<\/em><\/strong> \u00e8 il vero autentico raffinatissimo prototipo, <strong><em>l\u2019esemplare primo e perfetto<\/em><\/strong>!!!<\/p>\n<p>In origine era la chiesa di una piccola abazia fondata nel 1092 da Ruggero I, posta \u00a0direttamente sotto egida dello stesso Conte normanno, per sottrarla alla diocesi di Messina. Uno dei primi passaggi politici che portarono alla Apostolica Legatio.<\/p>\n<p>Del complesso monasteriale originario, pi\u00f9 volte violato e manomesso, resta ben poco. Questo poco \u00e8 stato definitivamente compromesso da un maldestro restauro operato negli anni trenta del XX secolo che ha cancellato molte delle espressioni originali. Quel che oggi si pu\u00f2 apprezzare \u00e8 solo la chiesa, anch\u2019essa vittima di improprie manipolazioni che vanno dal barbaro l\u2019occultamento della preziosa abside, intrappolata all\u2019interno di un palazzo ottecentesco, oggi diruto, addossatosi con prepotenza per rubarle la pregiata posizione panoramica, all\u2019intonaco colorato in rosa carminio dell\u2019esterno del claristorio.<\/p>\n<p>La chiesa a pianta basilicale a tre navate, senza transetto, sembra voler venire fuori e liberarsi da quell\u2019improprio aggancio facendo esplodere con forza, in quel luogo mite e silenzioso, la sua inestimabile bellezza.<\/p>\n<p>Dell\u2019antico tempio si affermano all\u2019esterno solo la facciata principale e una facciata laterale, che esplicitano integre le meraviglie della decorazione originale in laterizio.<\/p>\n<p>L\u2019interno rende l\u2019idea dell\u2019originale e sul presbiterio si erge una struttura a blocchi sovrapposti d\u2019ispirazione araba sormontata da una cupola che precorre analoghe espressioni panormite e migliora le primordiali cupolette dei S. Maria di Mili.<\/p>\n<p>La facciata della chiesa ha una geometria tipicamente romanica, a capanna, impreziosita da una singolare sequenza di archeggiature a tutto sesto concentriche, cieche, che affiancano il portale a sesto ad ogiva. Di raffinata bellezza sono gli archetti sopraciliari delle gi\u00e0 descritte coppie di archeggiature a ghiera che scalanano la facciata.<\/p>\n<p>Il prospetto laterale presenta un impareggiabile virtuosistico incrocio di archi a tutto sesto che contengono una sequenza di monofore inscritte in sottoarcate. Gli archi superiori si spezzano dopo un terzo dall\u2019imposta e fungono da appoggio ad una serie ampi archi di colmo a sesto ribassato che si incrociano con un passo pari alla distanza dell\u2019asse delle monofore. Questa articolazione d\u2019intrecci conferisce al prospetto una sfumatura moresca. Siamo di fronte ad uno dei temi pi\u00f9 alti espressi dell\u2019architettura arabo siculo normanna, che fa assumere all\u2019opera un grande valore artistico e monumentale.<\/p>\n<p>La chiesa rappresenta un rarissimo esempio di repentina evoluzione, dalla <em>prima prova<\/em> al <em>perfezionamento assoluto<\/em>. Un\u2019evoluzione senza passaggi intermedi che transita veloce dall\u2019incertezza delle archeggiate di S. Maria di Mili alla perfezione degli archi incrociati di S.Pietro e Paolo, con un capolavoro d\u2019intrecci dal ritmo perfetto e struggente. Un\u2019opera di strabiliante tecnica muratoria che \u00e8 il prodromo indiscusso dell\u2019abside del Duomo di Monreale: l\u2019opera suprema del dominio normanno, sconvolgente, ieratica; l\u2019involucro pi\u00f9 sofisticato della storia dell\u2019architettura universale, con il suo irraggiungibile dialogo di tre scale di archi intrecciati, ricco, fastoso, inteso, quasi ossessivo, maniacale. Una magnificenza a cui gli arabi non erano mai arrivati. Una interpretazione che sublima uno dei temi centrali dell\u2019architettura islamica: l\u2019incrocio degli archi (vedi la moschea di Cordova).<\/p>\n<p>Il prospetto laterale di S. Pietro e Paolo di Itala \u00e8 un\u2019inedita bellezza. L\u2019iniziale \u201copera d\u2019arte\u201d (oggi si direbbe la start up) di un percorso tecnico-formale esaltante che raggiunger\u00e0 la sua apoteosi nelle absidi delle cattedrali panormite. Un inedito dal grande valore culturale oltre che artistico. Quegli archetti incrociati non sono una novit\u00e0, ma un\u2019innovazione, una novit\u00e0 che \u00e8 evoluzione e al tempo stesso sintesi di segni preesistenti.<\/p>\n<p>Quell\u2019intreccio (repertorio architettonico che ha radici nel mondo arabo), rivisto e riproposto da uomini del Nord Europa, allude ad un bisogno di aggregazione e di dialogo. Lo stesso che assumiamo quando per farci accettare in terra straniera usiamo gli idiomi del luogo. Quell\u2019intreccio di archi rappresenta l\u2019intreccio di culture eterogenee che da sole non avrebbero prodotto mai quella magnificenza divenuta nel tempo archetipo della Sicilia, immagine di sintesi dell\u2019identit\u00e0 isolana e della sua secolare cultura.<\/p>\n<p>Quell\u2019intreccio di archetti in varia scala, che si sovrappongono, si incastrano, dialogano vibranti, si assorbono l\u2019un l\u2019altro, in un gioco vorticoso e sublime sono la sintesi plastica di un intreccio di popoli e culture.<\/p>\n<p>Sono il segno dell&#8217;esordio incerto, intriso di complesse contraddizioni, di un processo culturale ed estetico di rara bellezza.<\/p>\n<p>Quei mattoni intrecciati, gi\u00e0 visti ma inediti, ci raccontano di quel senso dell&#8217;accoglienza e dell&#8217;integrazione che caratterizza i siciliani, che oggi vediamo mortificato dal cinismo speculativo con il quale si stanno gestendo i processi migratori in atto.<\/p>\n<p>Quegli intrecci sono il segno di una sapienza solidale e umana, che un tempo i siciliani avevamo nell&#8217;anima e che hanno scolpito nelle loro pietre pi\u00f9 belle, e che oggi non si ritrova pi\u00f9, n\u00e9 dentro di loro n\u00e9 dentro le istituzioni che li rappresentano. Evidentemente non siamo pi\u00f9 capaci di sentimenti cos\u00ec nobili. Evidentemente non siamo pi\u00f9 all&#8217;altezza dell&#8217;identit\u00e0 secolare di un&#8217;isola metafora di tutto, ma soprattutto, di bellezza e di multiculturalit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Carmelo Celona<\/p>\n<p>05.03.2020<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.messinatoday.it\/blog\/la-forma-delle-idee\/chiesa-san-pietro-paolo-itala-architettura-storia.html\">Architettura araba-siculo-normanna, la chiesa di San Pietro e Paolo di Italia esemplare perfetto della bellezza &#8211; Blog (messinatoday.it)<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se San Maria di Mili si pu\u00f2 considerare la matrice traballante e imperfetta di una delle pi\u00f9 esaltanti espressioni dell\u2019architettura mondiale di tutti i tempi (lo Stile Arabo Siculo Normanno),<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2769,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2757"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2757"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2757\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3542,"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2757\/revisions\/3542"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2769"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2757"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2757"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2757"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}