{"id":2608,"date":"2020-01-19T19:18:03","date_gmt":"2020-01-19T18:18:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/?p=2608"},"modified":"2022-02-16T19:18:24","modified_gmt":"2022-02-16T18:18:24","slug":"i-capitelli-di-palazzo-zanca","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/2020\/01\/19\/i-capitelli-di-palazzo-zanca\/","title":{"rendered":"I capitelli di Palazzo Zanca"},"content":{"rendered":"<p>Quell\u2019istintivo quesito che sorge nella mente di chiunque alzi gli occhi per guardare il prospetto del <strong>Palazzo<\/strong> e si sofferma sui capitelli delle lesene che reggono il timpano e tutte le trabeazioni.<\/p>\n<p>Ma che strani i capitelli di Palazzo Zanca?<\/p>\n<p>Il Palazzo \u00e8 intitolato al suo progettista, cosa pi\u00f9 unica che rara. Questa intitolazione vorr\u00e0 dire qualcosa?<\/p>\n<p>In genere i palazzi che rappresentano le citt\u00e0 prendono il nome da fattori identitari della comunit\u00e0, miti, vicende storiche, personaggi illustri, etc.. Quello di Catania progettato da <em>Giovan Battista Vaccarini<\/em>, si chiama \u201cPalazzo degli Elefanti\u201d, quello di Palermo \u201cPalazzo Pretorio\u201d, quello di Roma \u201cPalazzo Senatorio\u201d per quanto sia stato progettato da Michelangelo, lo stesso vale per quello di Firenze, con la torre magistrale di Arnolfo di Cambio, si chiama \u201cPalazzo Vecchio o della Signoria\u201d, o per \u201cPalazzo Marino\u201d a Milano, progettato dal grande Galeazzo Alessi, ed ancora \u201cPalazzo Accursio\u201d a Bologna intitolato ad uno dei padri della giurisprudenza italiana, etc..<\/p>\n<p>Antonio Zanca fu un modesto ingegnere panormita (1861-1958), discepolo di <em>Giuseppe Damiani Almeyda <\/em>(eccentrico architetto noto per aver realizzato tra le tante opere il Teatro Politeama del capoluogo Siciliano) al quale, il 9 aprile 1912, il Commissario Salvatori, confer\u00ec incarico diretto per la progettazione del nuovo Municipio, dopo l\u2019avvenuto annullamento del concorso di progettazione gi\u00e0 vinto da uno dei pi\u00f9 illustri architetti dell\u2019epoca: Vincenzo Calderini, a quel tempo un\u2019<em>archistar<\/em>, gi\u00e0 autore del \u201cPalazzaccio\u201d, il Palazzo di Giustizia di Roma.<\/p>\n<p>L\u2019irritualit\u00e0 dell\u2019incarico suscit\u00f2 scandalo e indignazione nella stampa e nell\u2019opinione pubblica messinese, generando molta insofferenza nell\u2019ambiente dei progettisti e tanto imbarazzo in quello politico.<\/p>\n<p><em>Antonio Zanca<\/em>, in tempi brevissimi, redisse una prima ipotesi che prevedeva un partito architettonico dalla cifra modernista. Nonostante il clima di indignazione generale verso questa contorta operazione, i rapporti tra il Comune e Zanca restarono buoni e improntati alla piena collaborazione fino al 1915, quando la direzione dei lavori venne affidata ad un funzionario del Genio Civile, l\u2019ing. <em>Luigi Lo Cascio, <\/em>e non a lo stesso progettista. Zanca contrariato da questa scelta cominci\u00f2 ad adottare una strategia di forte deterrenza ricorrendo ad ostruzionismi di ogni genere, entrando apertamente in conflitto con l\u2019ambiente comunale. Da quel momento il panormita si fece attore di una vicenda tecnica ed umana che apre gli occhi su un universo ancora inesplorato e svela moltissimo di certi oscuri meccanismi che si attivano nella realizzazione delle opere pubbliche ed aiuta ad orientarsi nei diverticoli della gestione burocratica degli stessi.<\/p>\n<p>il nuovo Commissario Eduardo D\u2019Arienzo, che dal 9 dicembre del 1919 aveva sostituito Salvatori, appena insediato, chiese a Zanca la modifica del partito architettonico chiedendogli espressamente di orientarla verso cifre pi\u00f9 classiche. Il panormita, senza fare alcuno sforzo, propose, <em>tout court,<\/em> la stessa composizione architettonica che aveva adottato qualche anno prima nella realizzazione della sede del <em>Banco di Sicilia <\/em>di Caltanissetta, dove si possono riscontrare le identiche paraste e le stesse protomi leonine (scontata citazione di quelle rinvenute durante una campagna di scavi a Selinunte, nel 1910, che in quel periodo assunsero grande valore simbolico e identitario nell\u2019ambiente panormita: erano le <strong><em>antefisse<\/em><\/strong> del maestoso <em>Tempio di Era<\/em>).<\/p>\n<p>Dalla presentazione del progetto di variante al completamento dei lavori trascorsero ben 16 anni (1920-1936), durante i quali Zanca non smise mai le sue lamentazioni e le sue deterrenze che ritardarono non poco i lavori, rendendosi irreperibile e assentandosi per lunghi periodi a causa di frequenti malattie, problemi famigliari, fratture ed altri fantasiosi sedicenti gravi motivi di salute. Pretesti che appaiono molto bizzarri se si pensa che egli vivr\u00e0 fino a 97 anni. \u00a0In pratica lui pretendeva di essere pagato per prestazioni che l\u2019amministrazione non intendeva riconoscere. Cos\u00ec egli si eclissava impantanando il cronoprogramma dell\u2019opera.<\/p>\n<p>Ma chi era Zanca? Un taccagno, uno speculatore o uno sprovveduto che comunque finisce vittima di quel gioco perverso di politica e burocrazia che sin d\u2019allora caratterizzava l\u2019andamento delle opere pubbliche? E l\u2019amministrazione? Gli rendeva la vita difficile per scaricarlo, era esigente per concussione, o cercava di contenere i danni derivanti dagli accordi che Zanca aveva imbastito con coloro che gli avevano conferito l\u2019incarico?<\/p>\n<p>Dell\u2019articolata ed intrigante storia del progetto e della realizzazione del palazzo municipale narreremo in modo approfondito in una prossima occasione. Qui ci limitiamo a dire che dall\u2019illuminante epistolario tra il progettista e la committenza emerge che i due soggetti, in questa vicenda, sono, come direbbero i concittadini dello stesso Zanca: \u201c<em>l\u2019uohhju fitusu e a paredda spunnata<\/em>\u201d. Una metafora per rappresentare l\u2019impossibilit\u00e0 di poter cucinare qualcosa di buono se si hanno olio rancido e tegami che lo disperdono.<\/p>\n<p>Cosa certa \u00e8 che per Antonio Zanca questo conflitto con l\u2019ambiente comunale si trasforma in un risentimento verso la citt\u00e0 e i suoi cittadini, dei quali dopo questa esperienza, si fa un\u2019idea ben precisa, che fa scolpire in modo irriverente e plateale, sui capitelli delle facciate, suggerendo a chi si appresta ad entrare in quel palazzo il tipo di categoria di pensiero praticata da coloro che ivi vi albergano.<\/p>\n<p>E\u2019 noto che l\u2019architettura \u00e8 un complesso sistema di segni, che sono il significante di idee e concetti \u00a0di cui spesso gli architetti si servono, o si sono serviti, per esprimere opinioni, denunce e anche per prendersi beffa (come il caso di Michelangelo che in Porta Pia si prende clamorosamente gioco di Pio IV),.<\/p>\n<p>Cos\u00ec l\u2019arguto panormita, memore di questo vezzo degli architetti, sapiente di questo sistema esoterico di comunicazione, inveisce contro i messinesi, sostituendo nel capitello parastale, che aveva gi\u00e0 adottato sul prospetto del Banco di Sicilia di Caltanissetta, la coppia di cornucopie (iconologia filologica alla funzione di quel palazzo), con due grossi pesci abissali, dalla bocca aperta, conosciuti dalla vulgata popolare come <strong>\u201c<em>buddaci<\/em>\u201d<\/strong>. Una specie ittica capace di inghiottire di tutto, la cui bocca larga e testa grande metaforizzano la trasformazione antropologica che i messinesi subirono dopo il 1908, passando da popolo riconosciuto per il suo carattere reattivo e fermamente deciso contro soprusi e ingiustizie, al punto da essere appellato come \u201c<em>misca moffe<\/em>\u201d, a gente dall\u2019anima senza pretese, creduloni quanto ciarlieri, disimpegnati quanto inconcludenti, s\u00ec da esser paragonati ai \u201c<em>buddaci<\/em>\u201d: <strong><em>Serranus Scriba<\/em><\/strong> un pesce comunemente chiamato <strong><em>Sciarrano<\/em><\/strong> o <strong><em>Boccaccia<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>Cos\u00ec il palazzo municipale di Messina per i messinesi \u00e8 palazzo Zanca, per Zanca fu il palazzo dei buddaci.<\/p>\n<p>A quest\u2019uomo \u00e8 stata intestata l\u2019architettura che pi\u00f9 di ogni altra rappresenta la citt\u00e0, con il solito modo omeopatico, di alcune coscienze colpevoli, di nascondere con strumentali encomi le vere versioni inconfessabili della storia.<\/p>\n<p>Sentendo \u201cPalazzo Zanca\u201d chi mai potrebbe pensare che Zanca era un ingegnere qualunque, un professionista imposto alla citt\u00e0 per le sue forti entrature politiche, divenuto ad essa ostile per motivi prosaici, per un affare spartito male?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Carmelo Celona<\/p>\n<p>19\/01\/2020<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.messinatoday.it\/blog\/la-forma-delle-idee\/palazzo-zanca-storia-ingegnere-buddaci.html\">Antonio Zanca, i \u201cbuddaci\u201d gli dedicano il Palazzo nonostante gli insulti: segreti e storia di un ingegnere modesto e taccagno &#8211; Blog (messinatoday.it)<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quell\u2019istintivo quesito che sorge nella mente di chiunque alzi gli occhi per guardare il prospetto del Palazzo e si sofferma sui capitelli delle lesene che reggono il timpano e tutte<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2616,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2608"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2608"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2608\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2617,"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2608\/revisions\/2617"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2616"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2608"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2608"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2608"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}