{"id":2588,"date":"2020-01-12T19:06:58","date_gmt":"2020-01-12T18:06:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/?p=2588"},"modified":"2022-02-16T19:12:04","modified_gmt":"2022-02-16T18:12:04","slug":"lisolato-276-un-gioiello-dellarchitettura-razionalista-architettura-e-forma-del-tempo","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/2020\/01\/12\/lisolato-276-un-gioiello-dellarchitettura-razionalista-architettura-e-forma-del-tempo\/","title":{"rendered":"L\u2019isolato 276 un gioiello dell\u2019architettura razionalista: architettura e forma del tempo"},"content":{"rendered":"<p>All\u2019inizio del XX secolo la scienza cominci\u00f2 a formulare le nuove leggi della fisica che porteranno alla <em>fisica nucleare<\/em>. Nel 1900 il fisico tedesco <em>Max Planke<\/em> elabor\u00f2 la <em>Teoria dei Quanti<\/em>. Nel 1905 Albert Einstein formul\u00f2 la prima versione della <em>Teoria della Relativit\u00e0. <\/em>Nel 1908 <em>Hermann Minkowski<\/em> interpret\u00f2 geometricamente le conclusioni sulla struttura del tempo e dello spazio di Einstein:&#8221;<em>il tempo \u00e8 continuit\u00e0 dello spazio mediante il movimento della materia&#8221;<\/em>. Il tempo \u00e8 la \u201c<em>Quarta Dimensione\u201d <\/em>ed ha una sua forma.<\/p>\n<p>In architettura la nuova rappresentazione spazio temporale ispir\u00f2 la cifra dell\u2019avanguardia praghese dando vita all\u2019<em>Architettura Cubista<\/em>. Un linguaggio architettonico del tutto originale che si propose come l\u2019estetica di un movimento rivoluzionario in opposizione alla dominazione austriaca e presto divenne l\u2019elemento plastico di una rivoluzione sociale e politica che precorse la rivoluzione russa del 1917 e port\u00f2 alla Repubblica Socialista Indipendente della Cecoslovacchia.<\/p>\n<p>L\u2019architetto italiano che pi\u00f9 di tutti assorb\u00ec l\u2019ontologia del cubismo architettonico cecoslovacco, declinandolo in chiave neorealista, fu <em>Mario Ridolfi<\/em>. Un architetto romano (1904-1984) tra i maggiori interpreti dell\u2019architettura italiana del \u2018900, famoso per aver realizzato, nel 1933, il <em>Palazzo delle Poste <\/em>di Roma. Uno degli esempi pi\u00f9 rilevanti del razionalismo italiano. Impegnato nel processo di ricostruzione dei quartieri popolari dell\u2019<em>INA Casa <\/em>del secondo dopo guerra. Ridolfi nel 1949 con l\u2019originalit\u00e0 del suo <em>Villaggio Italia<\/em> realizzato a Terni cattur\u00f2 molto l\u2019ambiente degli intellettuali dell\u2019epoca. Un Quartiere popolare la cui cifra spartana, essenziale, esprimeva una semplicit\u00e0 onesta e rassicurante. Un\u2019essenzialit\u00e0 di linguaggio di chiara visione socialista. Un verbo che si distaccava molto dalle declinazioni correnti dell\u2019architettura popolare caratterizzato da geometrie inedite che presto influenzeranno molte realt\u00e0 italiane e molti architetti. Sulle ali del successo ternano, l\u2019architetto romano realizzer\u00e0 nel 1950 il famoso il <em>Quartiere Tiburtino<\/em> a Roma e poi a seguire i quartieri di Cerignola, di via Tiglio a Napoli e di via Etiopia a Roma, sempre per l\u2019INA Casa, di cui marc\u00f2 fortemente le linee stilistiche. Presto dalle case popolari passo alla progettazione di case economiche lavorando per l\u2019<em>I.N.C.I.S. <\/em>(Istituto Nazionale Case Impiegati Statali). Per questo istituto Ridolfi realizz\u00f2 anche un edificio a Messina.<\/p>\n<p>Era l\u2019inizio del 1952 quando nella centrale via Tommaso Cannizzaro, tolti i ponteggi, apparve un edificio di originale bellezza ultronea. Un <em>Palazzo a corte<\/em>, a quattro elevazioni f.t., destinato ad alloggi per gli impiegati statali che operavano in citt\u00e0, con botteghe al piano terra. L\u2019organismo architettonico occup\u00f2 l\u2019intera superficie dell\u2019\u201c<em>Isolato 276<\/em>\u201d affacciandosi con il prospetto principale sulla gi\u00e0 citata via Cannizzaro e con gli altri prospetti sulle vie U. Bassi, del Vespro e Natoli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un palazzo, alieno al contesto che con la sua semantica totalmente inedita affront\u00f2 subito l\u2019inappropriato rinascimento fiorentino del dirimpettaio <em>Palazzo Costarelli<\/em>, la pedante esuberanza decorativa del <em>Palazzo della Camera di Commercio e <\/em>il marziale neoclassicismo della<em> Caserma della Guardia di Finanza<\/em> contrapponendosi a questi con una nuova categoria linguistica che esprimeva pi\u00f9 i valori dell\u2019uguaglianza che quelli dell\u2019ostentazione dei privilegi e del potere economico e militare. L\u2019opera manifest\u00f2 da subito e con chiarezza l\u2019intenzione di tenere pi\u00f9 alla salvaguardia dell\u2019individuo e a garantire un\u2019esistenza concreta e positiva a chi lo abita invece di fare sfoggio di lusso e opulenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019articolato edificio \u00e8 un\u2019architettura che fornisce l\u2019idea di appaganti atmosfere domestiche. Visitando i suoi spazi si ha la sensazione piacevole di quando s\u2019indossa un abito comodo, anche se non propriamente elegante e costoso. Nel suo cortile si respira, come in tutte le architetture di Ridolfi, un umanesimo colmo di famigliarit\u00e0 e di sereno benessere. L\u2019edificio proietta un senso di comunit\u00e0 felice e d\u00e0 la sensazione che al suo interno non si vive alcuna alienazione o asimmetria sociale.<\/p>\n<p>Quest\u2019opera incanta per la sua forte espressivit\u00e0 rigidamente geometrica ma al contempo stranamente poetica, e affascina per il modo in cui s\u2019impone nel contesto cittadino con la sua schietta identit\u00e0 razionale, scientifica, seria, onesta, leale. Caratteri che mettono in imbarazzo l\u2019anacronistico e insensato neo eclettismo che la circonda. Sembra quasi che l\u2019edificio si assuma il compito di mettere ordine nella babele estetica della citt\u00e0 risorta dopo il 1908 e ulteriormente violata dai bombardamenti del 1943 che l\u2019hanno ridotta ad essere il fantasma di se stessa.<\/p>\n<p>Questo palazzo ebbe la forza, tipica delle vere opere d\u2019arte, di essere il lievito che svilupp\u00f2 in riva allo <em>Stretto<\/em> un lessico neorealista autoctono di grande qualit\u00e0, pienamente interprete del fenomeno nazionale. E\u2019 un\u2019architettura che assunse in s\u00e9 un forte valore didattico quale elemento palingenetico di quella pregevole stagione neorealista messinese, nella quale la citt\u00e0 visse una vera rinascita civile, sociale, culturale e non solo architettonica. Stagione nella quale operarono grandi architetti come Rovigo, Pantano, ed altri, che offrirono alla citt\u00e0 un patrimonio di case popolari, piazze, fiere, cinema, stabilimenti balneari, ecc.. di grande qualit\u00e0 lessicale e in alcuni casi di struggente lirismo. Architetture (che indagheremo in altra sede) non secondarie, semmai omologhe, a quelle che hanno qualificato le grandi citt\u00e0 italiane in quegli anni.<\/p>\n<p>L\u2019<em>Isolato 276 <\/em>\u00e8 stato ed \u00e8 un gioiello architettonico che ha avviato a Messina un processo di alto valore culturale: i suoi balconi a punta di diamante altro non sono che un legame con la grande avanguardia socialista europea, le sue geometrie declinano lo stesso verbo che fu il segno distintivo del socialismo dell\u2019Est Europa e le sue forme attingono la loro origine ontologica dalla teoria della relativit\u00e0 di Einstein.<\/p>\n<p>Carmelo Celona<\/p>\n<p>Messina 12.01.2020<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.messinatoday.it\/blog\/la-forma-delle-idee\/isolato-276-architettura-mario-ridolfi.html\">Ridolfi e la forma del tempo, viaggio nell&#8217;Isolato 276: gioiello a Messina dell&#8217;architettura neorealista &#8211; Blog (messinatoday.it)<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>All\u2019inizio del XX secolo la scienza cominci\u00f2 a formulare le nuove leggi della fisica che porteranno alla fisica nucleare. 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