{"id":2555,"date":"2019-12-25T18:53:56","date_gmt":"2019-12-25T17:53:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/?p=2555"},"modified":"2022-02-16T18:57:02","modified_gmt":"2022-02-16T17:57:02","slug":"il-presepe-eversivo-di-cammarata","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/2019\/12\/25\/il-presepe-eversivo-di-cammarata\/","title":{"rendered":"Il Presepe eversivo di Cammarata"},"content":{"rendered":"<p>Un tempo nella distratta citt\u00e0 di Messina, dal 1952 al 2002, per cinquant\u2019anni, ogni Natale vi era un presepio di <strong><em>vero valore<\/em><\/strong> artistico e culturale. Un presepe negletto, allestito puntualmente, con poetica caparbiet\u00e0 e con dolce ostinazione, da un uomo buono che si era ribellato in un modo forte e inconsueto, ad una grande ingiustizia sociale: la sottrazione violenta di un lavoro con il quale sostenere i suoi cinque figli e la privazione di una casa dove far vivere in modo dignitoso la sua numerosa famiglia. Un mancato riconoscimento di diritti sacrosanti e inalienabili ad uno delle decine di migliaia di messinesi lasciati ai margini della societ\u00e0 peloritana allo scopo di farne una riserva di clientela politica e un grande serbatoio di consenso elettorale. Un uomo, forse l\u2019unica vittima della feroce <strong><em>fenomenologia della baracca<\/em><\/strong> che fu capace di reagire. Unica voce in un deserto di coscienze umane e civili, affollato solo da prede e predatori che aveva il coraggio di denunciare: \u201c<strong><em>Potevo avere una casa, me la potevano destinare. Ma se le vendevano le case popolari e gliele toglievano a chi ne aveva bisogno. Io avevo bisogno, ero giovane e avevo bisogno, se mi davano la casa avrei vissuto degnamente. La mia casa l\u2019hanno data ad altri.\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Il presepe era quello di via <em>Maregrosso<\/em>, luogo di profondo degrado civile e sociale. L\u2019uomo era Giovanni Cammarata, retrospettivamente riconosciuto come uno dei pi\u00f9 significativi \u201c<strong><em>Outsider Artist<\/em><\/strong>\u201d al mondo. La sua esperienza espressiva fu riconosciuta negli ambienti pi\u00f9 autorevoli della critica d\u2019arte contemporanea internazionale gi\u00e0 dal 1996, quando<strong> John Maizels<\/strong> (uno dei pi\u00f9 autorevoli critici di <strong>Outsider Art<\/strong>) \u00a0inser\u00ec \u00a0\u201c<strong><em>La Casa delle Meraviglie\u201d <\/em><\/strong><em>del Cavaliere Cammarata<\/em> (<em>la sua baracca<\/em>) tra le prime 100 case fantastiche del mondo, pubblicandola nella monografia \u201c<strong><em>The Fantastic Wold<\/em><\/strong>\u201c della casa editrice tedesca \u201c<strong><em>Taschen<\/em>\u201d. <\/strong><\/p>\n<p>Da quel momento Messina ebbe un vero artista di statura internazionale, ma non se ne accorse o non se ne volle accorgere, come puntualmente fa con le poche eccellenze che resilienti ancora nascono nel suo arido terreno culturale.<\/p>\n<p>Nel tempo che trascorse tra il 1996, anno della sua consacrazione, e il 2002, anno della sua morte, non successe nulla. Tutto si mosse solo dopo la sua morte ma non si mossero processi di valorizzazione o di \u00a0celebrazione, come spesso accade con gli artisti incompresi, ma le ruspe. Le ruspe del capitalismo predatore che cancella ogni identit\u00e0, ogni simbolo, ogni valore, pur di costruire i suoi templi: i centri commerciali dell\u2019omologazione globalizzante. La \u201c<strong><em>Casa delle Meraviglie\u201d <\/em><\/strong>del Cavaliere, riconosciuta in ambito internazionale, venne rasa al suolo e ricoperta con l\u2019asfalto di un desolante e desolato parcheggio di un ipermercato. Di essa, oggi restano solo le vestigia di ci\u00f2 che egli, fortunatamente, aveva abusivamente realizzato sul suolo pubblico, dove le ruspe della legittimit\u00e0 non sono potute intervenire, un paradosso ricorrente a certe latitudini, dove gli obbrobri sono a norma di legge e la creativit\u00e0 per esprimersi deve commettere abusi e reati, vedi la storia di <em>Fiumara D\u2019Arte<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il <strong><em>Presepe<\/em><\/strong> di Cammarata a Maregrosso lo si poteva andare a visitare accolti dall\u2019antica cortesia del Cavaliere. Un eroe che combatteva con l\u2019arma di una \u201c<em>Bellezza Altra<\/em>\u201d contro consuetudini conservatrici, rassegnazioni civili, fatalismi sociali. Il suo <strong><em>Presepe <\/em><\/strong>era un momento di dignit\u00e0 che egli offriva agli abitanti dei quartieri degradati di <em>Fondo Piccardi<\/em> e di <em>Fondo Sacc\u00e0<\/em>, invitandoli tutti. Un tempo, in questi giorni di festa la <strong><em>Casa delle Meraviglie <\/em><\/strong>si accendeva di mille luci sfavillanti che illuminavano quel buio della civilt\u00e0, interpretando, con il suo linguaggio babelico, il bisogno collettivo di bellezza e di civilt\u00e0 di quell\u2019umanit\u00e0 costretta a vivere in modo disumano nel degrado irrisolto di quel luogo.<\/p>\n<p>In questi ultimi mesi Cammarata \u00e8 stato curato da un gruppo di lavoratori dei <em>Cantieri di Servizio<\/em> che hanno ripulito quel che resta di una baracca che egli fece diventare la \u201c<strong><em>La Casa delle Meraviglie<\/em><\/strong>\u201d.\u00a0 Prima di intervenire sono stati formati sulla sua opera e sulla sua biografia. Vivendo alcuni mesi tra le sue opere e in quel che resta della sua casa hanno apprezzato il suo valore artistico e compreso (alcuni di loro hanno vissuto e ancora vivono le sue stesse asimmetrie di trattamento sociale) il suo valore civile. Hanno capito il suo patimento esistenziale di uomo che ha combattuto perch\u00e9 non vi fossero pi\u00f9 altri Cammarata.<\/p>\n<p>E\u2019 stato un momento in cui l\u2019arte del <em>Puparo<\/em> ha fatto un ultimo miracolo. Come quello di quando fece volare i suoi elefanti sulla citt\u00e0 fino al Palacultura facendoli passare dall\u2019oblio di un interramento alle sale della GAMM,<em> Galleria D\u2019arte Moderna e Contemporanea del Comune di Messina<\/em>, dove al galoppo ci spiegano la bellezza dell\u2019eresia del Cavaliere avverando il suo grande sogno. Egli ambiva che le sue opere fossero \u201c<strong><em>un onore per la citt\u00e0 e per il Sindaco<\/em><\/strong>\u201d. Un sogno per il quale ha combattuto per tutta la vita subendo ogni tipo l\u2019oltraggio, dall\u2019incomprensione all\u2019indifferenza di una citt\u00e0 che flagella chi l\u2019ama e compiace, servile, chi la opprime.<\/p>\n<p>In questi giorni di festa a Maregrosso non c\u2019\u00e8 il <strong><em>Presepe <\/em><\/strong>ma <strong><em>Casa Cammarata<\/em><\/strong> \u00e8 pulita e finalmente recintata e messa al sicuro.\u00a0 Il Miracolo \u00e8 dovuto grazie all\u2019impegno sinergico dell\u2019Amministrazione Comunale, dell\u2019attenzione della circoscrizione e al sensibile impegno dell\u2019ing. Antonio Rizzo, direttore dei lavori della realizzanda \u201cVia Don Blasco\u201d, che ha operato una variante restringendo in quel tratto l\u2019importante nuovo tracciato viario facendo respirare il sito Cammarata, di cui a giorni verr\u00e0 completato il sistema di protezione, risistemata la bacheca e \u00a0attivata la gi\u00e0 predisposta illuminazione del <em>monumento<\/em>. Quel che resta di Cammarata si potr\u00e0 finalmente ammirare bene. Si completa cos\u00ec un\u2019altra importante tappa di un lungo processo di valorizzazione condotto dal Servizio di Valorizzazione del Dipartimento Cultura operato insieme a studiosi e cittadini.<\/p>\n<p>Di quel <strong><em>Presepe <\/em><\/strong>ci resta solo una rara foto che ritrae il <em>Cavaliere<\/em> fiero di una fierezza dignitosa d\u2019altri tempi, serio, quasi ieratico, di una resilienza indomita a testimoniare che ci si pu\u00f2 ribellare anche con la bellezza. Quel presepe visto oggi commuove! E al tempo stesso ci insegna che bisogna combattere senza indugi per i propri diritti, e nella lotta non \u00a0perdere mai la tenerezza.<\/p>\n<p>L\u2019immagine ci restituisce un commovente <em>Luca Cupiello<\/em> dall\u2019anima semplice e poetica come un bambino che continua a chiedere, eversivo, ai suoi concittadini incapaci di reagine: \u201c<em>ma!&#8230;.. Te piace &#8216;o Presebbio?\u201d.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Carmelo Celona<\/p>\n<p>20.12.2019<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.messinatoday.it\/blog\/la-forma-delle-idee\/presepe-cammarata-maregrosso.html\">Natale a Maregrosso, nostalgia di Cammarata e del suo presepe \u201ceversivo\u201d &#8211; Blog (messinatoday.it)<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un tempo nella distratta citt\u00e0 di Messina, dal 1952 al 2002, per cinquant\u2019anni, ogni Natale vi era un presepio di vero valore artistico e culturale. 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