{"id":2534,"date":"2019-12-13T18:44:04","date_gmt":"2019-12-13T17:44:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/?p=2534"},"modified":"2022-02-16T18:45:34","modified_gmt":"2022-02-16T17:45:34","slug":"la-citta-con-il-quinto-prospetto","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/2019\/12\/13\/la-citta-con-il-quinto-prospetto\/","title":{"rendered":"La citt\u00e0 con il &#8220;Quinto Prospetto&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Messina \u00e8 una delle poche citt\u00e0 che ha il <em>\u201cQuinto Prospetto\u201d<\/em>, essendo dotata di un sistema urbano che consente la visione dall\u2019alto dell\u2019intera citt\u00e0 e del suo territorio. L<em>a Strada di Circonvallazione<\/em> che contiene, a monte, la citt\u00e0, sviluppandosi dal torrente Zaera al Torrente Annunziata, consente di vedere dall\u2019alto l\u2019intero organismo urbano e ogni palazzo (o isolato).\u00a0 Cos\u00ec dei palazzi messinesi oltre a vedere i <em>quattro <\/em>prospetti su strada si ha la possibilit\u00e0 di vedere anche la copertura: il <em>\u201cQuinto Prospetto\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>L\u2019idea di una visione panoramica della citt\u00e0 \u00e8 un paradigma urbanistico ottocentesco. La citt\u00e0 nel XIX secolo diventa una nuova scenografia paesaggistica, l\u2019intero ambiente urbano \u00e8 concepito con una nuova visione suggestiva, quella del <em>Panorama della citt\u00e0<\/em>.<\/p>\n<p>Il panorama di Firenze, con la Cupola di S. Maria del Fiore di Filippo Brunelleschi, il Campanile di Giotto, Palazzo della Signoria con la Torre di Arnolfo di Cambio che svettano su una massa architettonica fitta e armonica che si distende lungo l\u2019Arno, divenuto ormai un archetipo della patria del <em>Rinascimento Italiano,<\/em> \u00e8 un\u2019immagine \u201cmoderna\u201d. Ha origine dal 1864, anno in cui la capitale del nuovo Regno d\u2019Italia fu spostata da Torino a Firenze. Operazione che avrebbe comportato un carico urbanistico insostenibile per la citt\u00e0 medicea che all\u2019epoca contava di circa 120.000 abitanti e non aveva contenitori sufficienti per accogliere un travaso antropico di burocrazia ministeriale e diplomazia sabauda stimato in circa 30.000 unit\u00e0. Un critico aumento demografico improvviso di oltre \u00bc di popolazione. Urgeva dunque espandere la citt\u00e0 rivedendone il disegno secolarizzato alla luce delle nuove funzioni amministrative. Alla redazione di un nuovo Piano Regolatore fu incaricato l\u2019architetto fiorentino Giuseppe Poggi, uno dei pi\u00f9 autorevoli e influenti professionisti toscani dell\u2019epoca, il quale, guardando alla Vienna di Wagner, previde la realizzazione di nuovi quartieri oltre le mura, dimensionati per accogliere ulteriori 50.000 abitanti. Ispirato dai grandi parchi della Londra di Nash concep\u00ec il parco delle Cascine e guardando ai Boulevard della Parigi di Haussmann disegn\u00f2 grandi strade alberate e la strada panoramica che ancora oggi si inerpica sulle colline che guardano la citt\u00e0 fino a raggiungere un nuovo spazio urbano panoramico: <em>Piazzale Michelangelo<\/em>. Questo sistema che scalava le colline oltre l\u2019Arno venne denominato: \u201c<em>La Strada dei Colli<\/em>\u201d. Quel percorso ameno, serpeggiante, fatto di camminate alberate fu un\u2019autentica innovazione urbana che dette respiro alla citt\u00e0 e la dot\u00f2 di una passeggiata di svago. Questa soluzione ha regalato al mondo l\u2019immagine universale del <em>Panorama di Firenze<\/em> nella sua visione pi\u00f9 bella e suggestiva.<\/p>\n<p>Anche Luigi Borz\u00ec, forse influenzato dall\u2019eco che ebbe la soluzione adottata da Poggi a Firenze, concep\u00ec un sistema urbano per il godimento della visione della citt\u00e0 risorta dopo la tragedia del 1908. Una strada di circonvallazione che conteneva la citt\u00e0 e al tempo stesso consentiva il godimento della suggestiva prospettiva dello <em>Stretto<\/em> e della visione integrale della nuova fisonomia urbana.<\/p>\n<p>Se Poggi pot\u00e9 contare sulle opere dei grandi architetti fiorentini per immortalare l\u2019eterna l\u2019immagine della citt\u00e0 di Firenze, Borz\u00ec ebbe il privilegio di avere come scenografia naturale per sua citt\u00e0 reazionaria l\u2019istmo della falce del Porto e la prospettiva mozzafiato del mitico <em>Scill\u2019e Cariddi<\/em>.<\/p>\n<p>L\u2019idea della <em>Strada di Circonvallazione<\/em> panoramica, per quanto non originale, fu l\u2019unica scelta urbanistica moderna ed efficacie che il Capo dell\u2019Ufficio Tecnico messinese adott\u00f2 nel suo nefasto e anacronistico <em>Piano<\/em> di stampo coloniale.<\/p>\n<p>Per molti decenni la circonvallazione, raggiungibile da una serie di scalinate che dal centro della citt\u00e0 elevavano direttamente sulla quota panoramica, fu la passeggiata di svago per godere della visione della citt\u00e0 e dello <em>Stretto<\/em>. Un <em>belvedere lineare<\/em> dal quale ammirare le innumerevoli sfumature del magico scenario naturale e il nuovo ritmo volumetrico della citt\u00e0 in una inedita veduta integrale fatta di palazzi bassi e senza tetto. Per assicurare questa visione il Piano Borz\u00ec vietava la possibilit\u00e0 di erigere edifici sopra la quota di meno tre metri dal calpestio della <em>Strada di Circonvallazione<\/em>. Questo per garantire la perpetua panoramicit\u00e0.<\/p>\n<p>Poi sappiamo come \u00e8 andata a finire. Nella gestione pratica, questa regola \u00e8 stata totalmente disattesa. Il panorama di tutti e stato dato a pochi, a quei pochi che hanno eretto i tantissimi palazzi che svettano dalla quota della circonvallazione e si antepongono prepotenti alla visione panoramica dello Stretto e della citt\u00e0, offrendo con protervia allo sguardo del passante, le terga con le loro cucine e i vani di servizio. Oggi percorrendo la <em>Strada di Circonvallazione<\/em> il panorama \u00e8 una visione psichedelica tra un palazzo e l\u2019altro, il resto \u00e8 un guardare voyeuristico nell\u2019intimit\u00e0 altrui.<\/p>\n<p>I palazzi che svettano lungo la circonvallazione, oltre alla visione dell\u2019incantevole scenario naturale, impediscono anche, e questo \u00e8 una fortuna, la visione integrale del <em>\u201cQuinto Prospetto\u201d<\/em>, dove impera ogni tipo di superfetazione, in un vortice babelico, di volumi tecnici, tettoie, coperture, casotti, giardini d\u2019inverno, soprelevazioni, sottotetti, etc..\u00a0 Una visione convulsa che turba l\u2019animo. Il <em>\u201cQuinto Prospetto\u201d <\/em>\u00e8 il lavello della citt\u00e0 indisciplinata e sregolata, ludica metafora di come vanno le cose da oltre un secolo in riva allo Stretto: <em>chi pu\u00f2 fa!<\/em> Un implacabile arrembaggio per posizionarsi il meglio possibile a discapito di altri e dell\u2019interesse comune. Una giungla che contamina quel poco di panorama ancora percepibile dalla <em>Strada di Circonvallazione <\/em>concepita dal Borz\u00ec dove domina la forma della discrezionalit\u00e0 e del comparaggio diffuso: ovviamente &#8230; tutto \u00e8 in regola!!<\/p>\n<p>Carmelo Celona<\/p>\n<p>10.12.2019<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.messinatoday.it\/blog\/la-forma-delle-idee\/circonvallazione-messina-quinto-prospetto-panorama.html\">Circonvallazione di Messina, la citt\u00e0 vista dall&#8217;alto grazie al quinto prospetto &#8211; Blog (messinatoday.it)<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Messina \u00e8 una delle poche citt\u00e0 che ha il \u201cQuinto Prospetto\u201d, essendo dotata di un sistema urbano che consente la visione dall\u2019alto dell\u2019intera citt\u00e0 e del suo territorio. 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