{"id":2357,"date":"2019-11-01T18:00:05","date_gmt":"2019-11-01T17:00:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/?p=2357"},"modified":"2022-02-15T18:13:16","modified_gmt":"2022-02-15T17:13:16","slug":"le-cappelle-gentilizie-del-gran-camposanto","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/2019\/11\/01\/le-cappelle-gentilizie-del-gran-camposanto\/","title":{"rendered":"Le cappelle gentilizie del Gran Camposanto"},"content":{"rendered":"<p>Le architetture sono dei volumi modellati al cui interno si svolgono attivit\u00e0 umane e in funzione di queste si articolano gli spazi interni che condizionano non poco la composizione degli esterni (facciate). Quindi le architetture possono definirsi tali solo se al loro interno si sviluppano funzioni vitali o se sono complemento di un sistema di funzioni antropiche.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 un caso in cui l\u2019architettura resta architettura anche se al suo interno non vi scorre la vita ma vi ristagna la morte: le cappelle funerarie. Veri e propri edifici che contengono le bare di una famiglia o di un gruppo di sociale.<\/p>\n<p>L\u2019architettura delle Cappelle Gentilizie \u00e8 un\u2019<em>architettura libera<\/em>. Un\u2019architettura senza vincoli di funzione. Gli unici limiti sono quello statico e quello idraulico. Stare in piedi e smaltire l\u2019acqua per garantirsi una lunga durata, non bisogna garantire luce, aria ed altre ergonomie agli ospiti.<\/p>\n<p>Queste Cappelle, non essendo contenitori di vita, hanno interni poco significativi, gioco forza standardizzati dal modulo fatale del loculo e della bara. Viceversa i loro involucri sono liberi di esprimere semantiche metafisiche, astratte, surreali, allusive di imperscrutabili mondi e significati, pur mantenendo spesso i canoni stilistici e servendosi degli stilemi del gusto corrente. Ad onor del vero ve ne sono alcune inutilmente concrete, coerenti, pragmatiche, retaggio delle logiche dei vivi.<\/p>\n<p>Il loro senso intrinseco sta nelle forme, pi\u00f9 o meno solenni, negli involucri, pi\u00f9 o meno opulenti e nei segni pi\u00f9 o meno retorici nel celebrare l\u2019esistenza trascorsa. Le <em>Cappelle Gentilizie<\/em>, come ogni architettura, esprimono un valore simbolico emotivo. Nel lor caso \u00e8 un valore che serve ai vivi per continuare la loro competizione con gli altri vivi usando i morti.<\/p>\n<p>Nei prossimi giorni molti visiteranno \u201ci giardini consacrati al pianto\u201d, un tempo luoghi di sconfinate produzioni artistiche, ed avranno modo di osservare queste speciali espressioni dell\u2019architettura che ambiscono a plasticizzare il ricordo della vita. In un certo senso sono un modo per sopravvivere all\u2019oblio, rendendo viva la memoria scolpendo il ricordo degli uomini nella pietra.<\/p>\n<p>Nei sepolcreti le aree destinate alle cappelle di famiglia sono delle vere e proprie piccole citt\u00e0 modellate da organismi architettonici: hanno strade, slarghi, piazze, fontane, panchine, verde. \u00a0Piccole citt\u00e0 per morti che comunque, come nelle citt\u00e0 dei vivi, le costruzioni hanno valenze e gerarchie diverse: ci sono monumenti, case signorili, regge e anche case popolari. Esse continuano a metaforizzare le ambiziose competizioni sociali dei vivi. Sono il significante di una patetica resistenza a quella livella eterna, cantata dal Principe de Curtis, che omologa ogni conquista terrena. Di fatto sono delle citt\u00e0 ideali, dove ogni architettura esprime un linguaggio compiuto e non subisce superfetazioni, stratificazioni o contaminazioni: cos\u00ec nascono e cos\u00ec restano, non hanno sopravvenute esigenze esistenziali. Sono, stranamente, un modello di perfezione urbana.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sotto questo profilo ritengo interessante il Cimitero Monumentale di Messina, soprattutto nelle cappelle sorte negli anni successivi al 1908, dove trionfa lo stesso eclettismo che \u00e8 stato la cifra estetica dei palazzi della nuova Messina. Un nuovo gusto esogeno che \u00e8 traslato tout court dal centro storico al camposanto.<\/p>\n<p>In questa particolare produzione architettonica \u00e8 presente un notevole valore storico artistico e documentale. L\u2019elemento distintivo che emerge \u00e8 un neo-eclettismo declinato pi\u00f9 liberamente e forse molto pi\u00f9 espressivo di quello urbano. Vi sono interventi di progettistici come Giuseppe Mallandrino e Vincenzo Vinci, due epigoni di Gino Copped\u00e8, che hanno realizzato molti palazzi della nuova Messina. Si tratta di un repertorio che ha assorbito molto dal panorama degli architetti neo-eclettici italiani, alcuni persino dal gigantismo Giulio Ulisse Arata, e dall\u2019onirismo di Gaetano Moretti, dei quali risuonano alcuni verbi. Comunque sono espressione autentica e pura di un nuovo gusto cittadino, che a sua volta fu espressione di una nuova struttura sociale (vedi repertorio fotografico allegato).<\/p>\n<p>Queste cappelle del Gran Camposanto declinano verbi che raccontano i processi sociali del post terremoto. I loro involucri narrano in maniera lampante le dinamiche con le quali si \u00e8 gestita la nuova vita della citt\u00e0 ma anche la nuova morte. Lo fanno in modo fastoso, eccentrico, con stilemi suggestivi, che in molti casi hanno anticipato quei linguaggi urbani che ancora oggi, lungo le strade del mondo dei vivi offrono singolari suggestioni.<\/p>\n<p>Un modo paradossale per celebrare la morte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Carmelo Celona<\/p>\n<p>30.10.2019<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.messinatoday.it\/blog\/la-forma-delle-idee\/cappelle-gentilizie-cimitero-monumentale-messina.html\">Cappelle gentilizie del cimitero monumentale, la memoria scolpita nella pietra &#8211; Blog (messinatoday.it)<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le architetture sono dei volumi modellati al cui interno si svolgono attivit\u00e0 umane e in funzione di queste si articolano gli spazi interni che condizionano non poco la composizione degli<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2361,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2357"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2357"}],"version-history":[{"count":5,"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2357\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2379,"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2357\/revisions\/2379"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2361"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2357"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2357"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2357"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}