{"id":2347,"date":"2019-10-23T19:28:43","date_gmt":"2019-10-23T17:28:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/?p=2347"},"modified":"2022-02-14T19:31:00","modified_gmt":"2022-02-14T18:31:00","slug":"una-multiculturalita-costretta","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/2019\/10\/23\/una-multiculturalita-costretta\/","title":{"rendered":"Una multiculturalit\u00e0 costretta."},"content":{"rendered":"<p>Gli ingredienti sono marcatamente bizantini ed evocano il modello calabro della Cattolica di Stilo. I volumi riprendono geometrie arabe, forse preesistenti. La solennit\u00e0 \u00e8 romanica.<\/p>\n<p>La <em>Chiesa della S.S. Annunziata dei Catalani<\/em> plasticizza un percorso di conquista che parte dal nord dell\u2019Europa e arriva in Sicilia soffermandosi nell\u2019Italia meridionale, dove i normanni si radicano prima nella Puglia longobarda e poi nella Calabria bizantina dando vita al Ducato di Calabria e Puglia.<\/p>\n<p>In Puglia importano la purezza ieratica del Romanico dell\u2019Europa Settentrionale coniugandolo con quella del Romanico Italiano-longobardo per dare vita a meraviglie come il <em>Duomo di Trani<\/em> e quelli di Troia e di Bari. In Calabria l\u2019architettura degli uomini venuti dal nord, senza perdere quanto gi\u00e0 elaborato in Puglia, si veste di bizantino, di intarsi, di laterizio, come nel caso del <em>Duomo di Gerace<\/em> o nel caso della <em>Cattolica di Stilo<\/em> dove il linguaggio che viene da Bisanzio \u00e8 declinato quasi senza contaminazioni.<\/p>\n<p>Con questo bagaglio estetico nel 1061 gli eredi di Rollone sbarcano in Sicilia, dove trovano un\u2019altra realt\u00e0 culturale radicalmente diversa da quella calabrese e pugliese.\u00a0 In Sicilia ci sono Gli Arabi, con le loro mosche, con i muqarnas, i minareti, le mandrase, etc., ed a questi, pur da vincitori, loro si integrano. Assorbono e si fanno assorbire.<\/p>\n<p>La latinizzazione dell\u2019isola parla un inedito linguaggio architettonico. Una lingua di alto valore che \u00e8 un filtro di molteplici culture. Un idioma nuovo che non rompe con il passato ma si afferma come naturale elaborazione sofisticata del preesistente. L\u2019architettura Arabo Siculo Normanna \u00e8 una delle pi\u00f9 significative esperienze espressive della storia universale dell\u2019architettura: autentici gioielli di pietra dall\u2019inestimabile pregio.<\/p>\n<p>Uno di questi \u00e8 la chiesa messinese che \u00e8 da secoli \u00e8 il marchio distintivo della citt\u00e0. Costruita a partire dal 1150, sotto il regno di Ruggero II, fu eretta sulle rovine di una moschea che sorgeva nel sito dell\u2019antico tempio di Nettuno. La chiesa edificio fulcro dell\u2019organismo urbano, deve il suo attuale nome ad una confraternita di mercanti catalani ai quali fu affidata, nel 1611, dai padri teatini.<\/p>\n<p>Si tratta di un\u2019architettura che vanta un campionario di verbi che attingono a stili diversi. Una sorta di esperanto aulico dell\u2019architettura che:<\/p>\n<p>&#8211; dallo <em>stile bizantino<\/em> prende la geometrica policromia degli archi absidali, gli intarsi circolari, le fasce in mattoni a spina di pesce o zigzaganti, le esili colonnine e le arcate che avvolgono il tamburo della copertura, la fascia marcapiano dall\u2019intarsio policromo ottenuto variegando gli elementi lapidei dalla pietra lavica, al marmo, alla pietra serena, la forma bassa della cupola;<\/p>\n<p>&#8211; dallo <em>stile arabo<\/em> prende il rivestimento della cupola che abbandona le tegole piegandosi alla tecnica e al rivestimento in uso agli arabi, Il rivestimento della volta a botte del transetto, il gioco volumetrico del transetto, del tiburio e dell\u2019abside tipiche delle modellazioni islamiche;<\/p>\n<p>&#8211; dallo <em>stile romanico<\/em> prende la planimetria a tre navate, la concezione del claristorio, la geometria della facciata a capanna e l\u2019accennato sviluppo basilicale;<\/p>\n<p>Questo magistrale intreccio ci ha dato una delle architetture pi\u00f9 belle del patrimonio culturale siciliano, sicuramente l\u2019architettura di maggior pregio della citt\u00e0. Un edifico che rappresenta le radici pi\u00f9 profonde della comunit\u00e0 peloritana. Un elemento distintivo, una forma che dopo lo Stretto e l\u2019istmo del porto a forma di falce \u00e8 il pi\u00f9 forte archetipo della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Un archetipo multiculturale costretto in un piccolo fossato (dovuto all\u2019innalzamento di quota della citt\u00e0 per depositare le macerie del terremoto del 1908) che ne impedisce una visione prospettica pi\u00f9 ampia che consenta il godimento pieno della sua bellezza.<\/p>\n<p>Questa costrizione \u00e8 la metafora di come sono costrette le radici multiculturali del luogo Messina, porto mediterraneo, luogo evoluto di accoglienza e d\u2019integrazione. Luogo prospero di diversit\u00e0 che oggi sta perdendo la sua millenaria vocazione genetica, soffocato da una, ormai cronica, mancanza di prospettiva.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Carmelo Celona<\/p>\n<p>22.10.2019<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.messinatoday.it\/blog\/la-forma-delle-idee\/chiesa-catalani-monumento-simbolo-multiculturale.html\">Chiesa dei Catalani, metafora della multiculturalit\u00e0 penalizzata e \u201cristretta\u201d &#8211; Blog (messinatoday.it)<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli ingredienti sono marcatamente bizantini ed evocano il modello calabro della Cattolica di Stilo. I volumi riprendono geometrie arabe, forse preesistenti. La solennit\u00e0 \u00e8 romanica. La Chiesa della S.S. 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