{"id":2313,"date":"2019-09-10T19:11:34","date_gmt":"2019-09-10T17:11:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/?p=2313"},"modified":"2022-02-14T19:18:32","modified_gmt":"2022-02-14T18:18:32","slug":"rodi-il-segno-della-grande-storia-e-la-palingenesi-di-unarchitettura-bio-ecologica","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/2019\/09\/10\/rodi-il-segno-della-grande-storia-e-la-palingenesi-di-unarchitettura-bio-ecologica\/","title":{"rendered":"Rod\u00ec, il segno della grande storia e la palingenesi di un\u2019architettura bio-ecologica"},"content":{"rendered":"<p><strong>Rod\u00ec Milici<\/strong>, amministrativamente \u00e8 un comune della provincia di Messina, nei fatti territoriali \u00e8 composto da due localit\u00e0 distinte e relativamente distanti: Milici e Rod\u00ec.\u00a0 Quest\u2019ultima si distende su una sella orografica che consente di attraversare una ramificazione del rilievo del <em>Monti Peloritani<\/em> che volge verso il <em>Mar Tirreno<\/em>, passando dal fiume <em>Patr\u00ec <\/em>al fiume <em>Mazzarr\u00e0<\/em>. Il piccolo borgo presenta un nucleo urbano d\u2019antica fondazione che ostenta un antico blasone: la presenza di un segno di notevole valore storico, artistico e documentario che la distingue e la eleva rispetto ai borghi vicinori, raccontando una storia gloriosa.<\/p>\n<p>Si tratta di una <strong><em>cubola<\/em><\/strong> rosata di marca bizantina che deve il suo colore ad un rimaneggiamento del sistema di impermeabilizzazione con <em>coccio pesto,<\/em> tecnica araba adottata dai Normanni. Questo segno di grande pregio emerge come unico elemento integro che testimonia la preesistenza di una struttura conventuale probabilmente basiliana, di una chiesa e di un piccolo abitato, seppelliti dall\u2019alluvione del 1582.<\/p>\n<p>Singolare \u00e8 anche il toponimo: Rod\u00ec. Omonimo dell\u2019isola greca del meraviglioso Colosso accentato alla francese. Esso affonda le sui radici nelle gesta dell\u2019<em>Ordine Cavalleresco degli Ospedalieri<\/em> detti anche <em>Cavalieri di Rodi<\/em> o <em>Cavalieri di Malta<\/em>, monaci benedettini <em>dell\u2019Hospitale di San Giovanni<\/em> in Gerusalemme in armi per fornire ospitalit\u00e0 e prestare assistenza medica ai pellegrini in terra santa. Dopo la perdita definitiva di Gerusalemme da parte dei cristiani, invece di tornare a Roma, ripararono a Cipro da dove mossero, nel 1309, per occupare l\u2019isola di Rodi, dominandola per oltre due secoli, periodo in cui furono una delle forze militari pi\u00f9 efficaci del Mediterraneo. Nel 1522, scacciati dai musulmani, ripararono alla volta di Messina, per trovare asilo nel <em>Gran Priorato<\/em> locale: una abazia benedettina, ubicata dove sorge il <em>Palazzo della Prefettura<\/em> (ci\u00f2 spiega l\u2019intitolazione della strada che lo costeggia: \u201c<em>via Gran Priorato<\/em>\u201d). Giunsero in riva allo Stretto, nel 1523, molto malconci: tanti di loro erano asociali, appestati o malati. Cos\u00ec per evitare che in citt\u00e0 si potessero diffondere epidemie o disordini furono dispersi nella provincia. Molti si stanziarono nell\u2019area dell\u2019attuale Rod\u00ec che per un breve periodo fu sede dell\u2019ordine di <em>Cavalieri di Rodi<\/em>. Ancora oggi restano forti i segni di questa permanenza che confermano ampiamente il dato storico, non ultimo lo stemma comunale che unisce il simbolo della operosit\u00e0 di Milici con quello di Rod\u00ec rappresentato solo da una Croce di Malta.<\/p>\n<p>Oggi visitando il centro storico, intriso di segni delle vicende narrate, ci si imbatte anche in una moderna singolare operazione di sostituzione edilizia che restituisce il volume preesistente di una piccola cellula abitativa andata diruta con una innovativa struttura in legno.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il recupero delle architetture vernacolari<\/strong><\/p>\n<p>Nel dibattito sul recupero del patrimonio architettonico di nuclei urbani siciliani d\u2019antica fondazione \u00e8 problema complesso e cogente quello della ricostruzione dei volumi ormai ridotti in vestigia o allo stato di rudere. Come restituire l\u2019involucro originale di antiche cellule abitative le cui murature in pietrame, spesso a sacco e poco coese, non posso garantire i necessari standard strutturali di sicurezza che le vigenti leggi sull\u2019edilizia antisismica impongono come necessario requisito inderogabile?<\/p>\n<p>La pratica corrente sbriga velocemente la questione, ove non ci sono particolari vincoli diretti o urbanistici, con l\u2019applicazione del cemento armato, che irrompe in questi esili contesti urbani frantumandone l\u2019equilibrio ecologico e la delicata espressivit\u00e0, compromettendo definitivamente le gi\u00e0 fragili identit\u00e0 formali. Cos\u00ec i banali telai in cemento armato hanno il sopravvento insieme ai solai misti e ai mattoni forati di tompagno: poi tutto si ricopre d\u2019intonaco, se le risorse economiche lo consentano. Il resto lo fanno l\u2019essenzialit\u00e0 degli infissi in alluminio, le tapparelle, le gronde ipertrofiche, le ringhiere banali. Tutti elementi che seppelliscono per sempre i fragili linguaggi vernacolari di poetiche cornici in pietra e le tenere impudicizie dei muri in pietrame a faccia vista, le pi\u00f9 pregiate con qualche povero ricorso in mattoni, portando nell\u2019oblio la magica precariet\u00e0 degli affacci su mensole di ghisa, sfidanti da secoli la forza di gravit\u00e0, su cui poggiano sottili marmi orizzontali, in un perfetto equilibrio di povert\u00e0 di materiali.<\/p>\n<p>Oggi con lo svilupparsi di nuove coscienze ambientaliste e naturaliste, fortemente stimolate dalle nuove tecnologie, avanzano le istanze di un nuovo ecologismo dell\u2019architettura che pu\u00f2 trovare una sua risposta anche nell\u2019uso del legno strutturale, recuperando antiche sapienze ingegneristiche. Vi sono quadri normativi che contemplano la possibilit\u00e0 di rispondere alla sempre pi\u00f9 crescente domanda di un\u2019edilizia bio-sostenibile realizzata con materiali naturali. \u00a0Nell\u2019ambito del recupero funzionale degli organismi architettonici vernacolari andati perduti, cui spesso non si riconosce nessun valore formale ed economico, per via della loro semplicit\u00e0 semantica, l\u2019unica strada per un loro riuso sostenibile pu\u00f2 essere quella di mettere a punto nuove tecniche di <strong>restituzione bio-ecologica sostenibile<\/strong> e far nascere nuove cifre stilistiche che dialoghino in armonia con le strutture preesistenti rimaste integre e con i loro contesti. Soprattutto in quegli ambiti dove ancora \u00e8 superstite la traccia di storie minime di piccole civilt\u00e0 arcaiche basate su equilibri naturali che stanno diventando sempre pi\u00f9 difficili da decifrare e sempre pi\u00f9 impalpabili per poterle mantenere all\u2019attualit\u00e0, sia pure con altra cifra ecologica.\u00a0\u00a0\u00a0 Il ricorso al legno, materiale ecologico per eccellenza, in questi casi potrebbe essere una soluzione innovativa, sia per l\u2019avanzata pratica tecnica, sia per definire i profili di una nuova espressivit\u00e0 ecologica di una nuova architettura. \u00a0Ci\u00f2 servirebbe a mettere un freno all\u2019uso del cemento armato, l\u00e0 dove non \u00e8 possibile, il restauro filologico delle preesistenze con snelli adeguamenti sismici. L\u00e0 dove le murature non sono pi\u00f9 recuperabili, invece del cemento, si pu\u00f2 cominciare a pensare all\u2019alternativa legno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La palingenesi di una nuova architettura ecologica <\/strong><\/p>\n<p>L\u2019intervento casualmente incontrato all\u2019interno del centro storico di Rod\u00ec ha il valore di una segnalazione che ci fa riflettere su una concreta ed ecologia alternativa negli interventi di restituzione volumetrica in caso di crollo della struttura originale in pietra. Un\u2019alternativa all\u2019inserimento di strutture in c.a. e ai finti paramenti che simulano posticce case in pietra. L\u2019intervento operato dagli ingegneri Salvatore Arlotta e Filippo Licandro, accenna concretamente ad una alternativa possibile alle pratiche edilizie correnti, il cui esito spesso risulta fatale in contesti cos\u00ec complessi e fragili come quello in cui ricade l\u2019organismo in parola. La nuova soluzione risponde pienamente alle istanze di una architettura ecologia e bio-sostenibile: assicura staticit\u00e0 antisismica, confort, contenimento energetico, prestazioni ecologiche, sostenibilit\u00e0 ambientale, e abbatte i costi almeno della met\u00e0 rispetto agli standard economici del cemento armato, dell\u2019acciaio, della muratura ordinaria e di altre pratiche edilizie pi\u00f9 evolute e innovative, quasi quadrando il cerchio.<\/p>\n<p>Resta da risolvere tutto lo spettro dei linguaggi formali. Restano da sviluppare cifre stilistiche che interpretino i contenuti ontologici e tecnici di questa possibile nuova frontiera dell\u2019architettura ecologica. Resta da declinare una cifra che strutturi una dignit\u00e0 formale distintiva rispetto al romantico stereotipo della casetta in legno, da <em>cottage di montagna<\/em>, da <em>baita alpina<\/em>, da <em>rifugio della Forestale<\/em> se non addirittura da <em>casetta da parco per l\u2019infanzia<\/em>. Una cifra che sia il significante di un processo tecnico e formale evoluto, che interpreti una visione ecologica altra dell\u2019architettura e del recupero delle preesistenze. Questo piccolo esempio di applicazione tecnica, perfettamente riuscito dal punto di vista funzionale, ha il sapore di un elemento palingenetico di quello che potrebbe essere un nuovo orizzonte della bioarchitettura.\u00a0 Abbatte i costi in modo consistente rendendo accessibile il bene casa, rispetta l\u2019ambiente, esprime contenuti ideologici di sostenibilit\u00e0 e ambientalismo, pratica il risparmio energetico, etc.. Tutti verbi contrari alle contaminazioni di materiali innaturali e speculativi, come il cemento, poco durevoli nel tempo e difficili da smaltire. Si fa latore di una palese denuncia dei pericoli del prosaicismo edilizio che l\u00e0 dove non trova pi\u00f9 terreni vergini da cementificare aggredisce i piccoli centri storici arrecando danni irreversibili a secolari memorie e a millenari equilibri ecologici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Carmelo Celona<\/p>\n<p>08\/09\/2019<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.messinatoday.it\/blog\/la-forma-delle-idee\/rodi-progetto-legno-case-pietra.html\">Dal cemento al legno, la rivoluzione \u201cecologica\u201d di Rod\u00ec &#8211; Blog (messinatoday.it)<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rod\u00ec Milici, amministrativamente \u00e8 un comune della provincia di Messina, nei fatti territoriali \u00e8 composto da due localit\u00e0 distinte e relativamente distanti: Milici e Rod\u00ec.\u00a0 Quest\u2019ultima si distende su una<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2315,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2313"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2313"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2313\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2329,"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2313\/revisions\/2329"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2315"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2313"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2313"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2313"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}