{"id":2283,"date":"2019-08-23T18:55:11","date_gmt":"2019-08-23T16:55:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/?p=2283"},"modified":"2022-02-14T19:01:11","modified_gmt":"2022-02-14T18:01:11","slug":"2283","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/2019\/08\/23\/2283\/","title":{"rendered":"Il tempio di S. Giacomo e la citt\u00e0 impantanata"},"content":{"rendered":"<p>Messina \u00e8 una citt\u00e0 che vive sulle sue macerie, \u00e8 non \u00e8 solo una metafora.<\/p>\n<p>La nuova citt\u00e0 ricostruita dopo la catastrofe del 1908 ha un calpestio pi\u00f9 alto rispetto alla precedente. Per intenderci la quota delle strade cittadine era quella dell\u2019attuale sacrato della Chiesa dei Catalani. La differenza di quota che si nota tra la via Garibaldi e la Chiesa di Catalani ci illustra come la nuova citt\u00e0 poggia su un terrapieno costituito prevalentemente dalle macerie della citt\u00e0 sinistrata dal terremoto e demolita dagli uomini. Un grande terrapieno contenuto dall\u2019innalzamento della banchina del porto che si estende dal <em>Torrente Porta legna<\/em> al <em>Torrente Boccetta<\/em>. Questo aumento di quota giustifica la presenza dei cantinati nei nuovi edifici della citt\u00e0 nuova, per la ragione tecnica che non \u00e8 possibile poggiare fondazioni su terreno di riporto, meno che mai in aree ad alto rischio sismico. Si tratta di un espediente operato per smaltire le macerie.<\/p>\n<p>Per contenere l\u2019enorme terrapieno \u00e8 stato previsto l\u2019innalzamento della banchina del porto che prima di allora era costituita da blocchi di conglomerato cementizio profondi circa 3 metri. Dopo il terremoto questi blocchi sono stati sostituiti da Cassoni in conglomerato cementizio profondi oltre 15 metri (informazioni tratte da uno studio di Alfredo Natoli e Alvise Usosich, apparso sul periodico Citt\u00e0 e Territorio\u201d nel numero di settenbre\/2001).<\/p>\n<p>Dal punto di vista geomorfologico il centro storico della citt\u00e0 di Messina sorge su una pianura alluvionale nella quale scorrono delle falde di subalveo. L\u2019area interessata \u00e8 proprio quella che si affaccia sull\u2019ansa portuale e si estende dal <em>Torrente Boccetta<\/em> al <em>Torrente Portalegni<\/em>. In essa da millenni si verificano degli accumuli acquiferi che determinano una vasta falda costiera. Questa falda per secoli ha alimentato le fontane cittadine, tra queste la famosa fontana del <em>Pozzo Leone<\/em>. Una grande fonte naturale cantata persino da Omero nell\u2019Odissea ed intitolata al <em>Pontefice Leone II<\/em>, un messinese salito al Soglio di Pietro dal 682 al 683. Una fonte che fu a lungo luogo di relazione sociale e di polarizzazione della vita cittadina. La fonte per molto tempo fu detta anche: <em>Fontana delle belle donne<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Questa falda fino al 1908 defluiva versandosi naturalmente nelle acque del porto. Dopo, a seguito della scelta di sollevare il calpestio della citt\u00e0 per seppellire le macerie, la nuova banchina del porto, pi\u00f9 alta e pi\u00f9 profonda e senza soluzione di continuit\u00e0, si trasform\u00f2 in un autentico ostacolo al defluire in mare della falda, costituendo praticamente un tappo. La nuova struttura di contenimento cos\u00ec profonda ed estesa ha agevolato l\u2019accumulo, l\u2019innalzamento e l\u2019estensione della falda costiera nell\u2019area cui oggi insiste il nuovo centro storico. D\u2019allora, quando si verifica una piovosit\u00e0 lievemente superiore alla norma, i cantinati della nuova Messina vengo invasi dall\u2019acqua come <strong>una Venezia nascosta che c\u2019\u00e8 ma non si vede<\/strong>. Questa balsana soluzione da oltre cent\u2019anni ostacola il naturale deflusso dell\u2019accumulo acquifero e trasforma <strong>Messina<\/strong> in <strong>una citt\u00e0 celatamente impantanata<\/strong>. Ad ogni evento meteorologico di discreta portata il centro storico si allaga e l\u2019acqua affiora nelle zone di quota pi\u00f9 bassa rispetto all\u2019attuale calpestio. Questo spiega i frequenti allagamenti, senza soluzione, dello spazio a ridosso dell\u2019abside del Duomo. Spiega anche l\u2019enorme ritardo dei lavori di restauro e ricostruzione del <em>Teatro Vittorio Emanuele II<\/em>, parzialmente distrutto in quel tragico 28 dicembre e tornato alla luce solo nel 1980 (72 anni dopo). Il teatro per oltre mezzo secolo fu una piscina. Al suo interno emergevano le acque della fonte del <em>Pozzo Leone <\/em>(un tempo ubicata in posizione antistante) tanto che durante i lavori, all\u2019interno del cantiere, gli operai si muovevano facendo uso di barche.<\/p>\n<p>Insomma buona parte del centro storico sta con i piedi nell\u2019acqua. E i danni sono ingenti. Non solo alle strutture ma anche a quei brandelli di memoria antica che spesso il caso ci consegna, come la <em>Chiesa Antica Chiesa di S. Giacomo Apostolo<\/em>, portata alla luce nel 2000, durante l\u2019ennesimo tentativo di drenare le acque che emergevano dietro la Cattedrale. In quella occasione fu operato uno scavo per realizzare un canale che conducesse verso il mare le acque invasive. In tale circostanza sono stati rinvenuti, a seguito di una esplorazione archeologica preventiva operata dalla Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Messina le vestige di un autentico brandello nobile della Messina Normanna: <em>Il tempio di S. Giacomo<\/em>. Un tassello preziosissimo della Stagione <em>Arabo Siculo Normanna<\/em>, come <em>S. Tommaso<\/em>, la <em>SS. Annunziata dei Catalani<\/em> e <em>S. Maria della Scala, S. Maria di Mili<\/em>. I successivi scavi condotti dalla Soprintendenza hanno portato alla luce, quello che, grazie agli studi della dott.ssa Elvira D\u2019Amico, possiamo annoverare come una delle pi\u00f9 preziose testimonianze della storia messinese.<\/p>\n<p>Lo scavo \u00e8 uno scavo parziale rimasto contenuto nello spazio di \u201clargo S. Giacomo\u201d. Esso non fa riemergere l\u2019intero reperto archeologico, poich\u00e9 buona parte della sua geometria giace sotto l\u2019attuale tracciato di via Loggia dei Mercanti. Si tratta di una traccia del passato di cui possiamo avere solo una pallida idea sbirciandola da uno strappo praticato nel tessuto urbano, perch\u00e9 non si \u00e8 riusciti a portarla interamente alla luce. Come per altre testimonianze di notevole valore culturale, la citt\u00e0 si \u00e8 privata di questo essenziale lacerto di memoria lasciandolo sepolto per ragioni di funzionalit\u00e0 urbana non riuscendo a trovare efficaci soluzioni che coniugassero, in un perfetto equilibrio, sia la spinta dell\u2019interesse culturale che quella logistica di un\u2019ergonomica viabilit\u00e0 cittadina. \u00c8 chiaro che se mettiamo in contrapposizione i due interessi prevale sempre il pragmatismo della praticit\u00e0 \u00e8 il tempio resta sepolto. Cos\u00ec restiamo condannati a non poter svelare mai la nostra storia. Forse perch\u00e9 \u00e8 meglio fantasticarla? Forse, come per la realt\u00e0 odierna, preferiamo non indagare a fondo, limitandoci a quella perniciosa autoreferenzialit\u00e0, che d\u00e0 sfogo a quel rinomato esercizio vanaglorioso metaforizzato con lo <em>Serranus Scriba<\/em>?<\/p>\n<p>Oggi il <em>Tempio di San Giacomo<\/em>, nonostante l\u2019impegno meritorio di associazioni culturali che si occupano di periodiche pulizie, dell\u2019alta sorveglianza della Soprintendenza che mette in atto tutte le possibili azioni di tutela, del Comune che sta avviando ulteriori e nuovi processi di valorizzazione che vanno oltre la cartellonistica illustrativa dei beni culturali e monumentali, urge di soluzioni radicali, visto che ad ogni piovasco viene invaso dalle acque della falda costiera che sommerge la sua preziosa pavimentazione medievale e assale le sue antiche strutture. Presto l\u2019acqua diventa putrido acquitrino melmoso e spuntano veloci canneti che invadono il sito e rendono illeggibile quel poco che si pu\u00f2 leggere.<\/p>\n<p>Insomma <em>San Giacomo<\/em> \u00e8 un bene culturale impantanato, come \u00e8 impantanata la memoria collettiva. Un prezioso sito archeologico impaludato che appare come la lucida metafora delle paludi culturali in cui \u00e8 stata fatta sorge la citt\u00e0 dopo il disastro del 1908: \u201csabbie immobili\u201d su cui poggia fisicamente e metafisicamente.<\/p>\n<p>Carmelo Celona<\/p>\n<p>23\/08\/2019<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.messinatoday.it\/blog\/la-forma-delle-idee\/tempo-san-giacomo-centro-storico-acqua-reperti-rischi-falda.html\">Il tempio di San Giacomo impantanato, rapporto sul centro storico che sta con i piedi nell&#8217;acqua &#8211; Blog (messinatoday.it)<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Messina \u00e8 una citt\u00e0 che vive sulle sue macerie, \u00e8 non \u00e8 solo una metafora. La nuova citt\u00e0 ricostruita dopo la catastrofe del 1908 ha un calpestio pi\u00f9 alto rispetto<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2288,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2283"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2283"}],"version-history":[{"count":4,"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2283\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2298,"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2283\/revisions\/2298"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2288"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2283"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2283"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.carmelocelona.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2283"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}