Progetto di Restauro e Valorizzazione di Casa Cammarata
“Progetto di riabilitazione museale dell’esperienza espressiva di Giovanni Cammarata”
Via Maregrosso – Messina
Committente:
Comune di Messina
Progettista:
– arch. Carmelo Celona
Collaboratori
– ing. Sabina Fanara;
– dott. Davide Rizzo;
– dott. Maria Priolo
Progettazione Partecipata con:
– Osservatorio Outsider Art Palermo;
– Entr’acte Messina;
– Zona Cammarata
– Piattaforma creativa
Il progetto
L’intervento riguarda la riabilitazione delle vestigia di un manufatto artistico che rappresenta una parte di quella che fu la Casa Artistica del Cavaliere Cammarata. Un tempo ricadente in parte su terreno privato di altra proprietà e in parte (quella che si affacciava sulla via pubblica) su marciapiedi comunale. La porzione ricadente su terreno privato è stata demolita nel 2002 ed in sua vece oggi sorge un parcheggio funzionale ad un ipermercato.
Il manufatto superstite risulta ubicato su una porzione del marciapiedi lato mare delle a via Maregrosso nel tratto che fronteggia lo sbocco a perpendicolo, sulla stessa strada, della via Rooswelt.
Dati catastali e urbanistici
Il brano di marciapiedi cui insistono le opere oggetto della presente trattazione non ha identificativo catastale essendo una porzione di viabilità pedonale. Ecco ricade nel foglio di mappa n. 236 e confina con la corte della particella 17 all’altezza della particella n. 20, oggi destinate entrambe le particelle a parcheggio afferente all’ipermercato sopracitato.
L’area in parola nel vigente strumento urbanistico non presenta alcun vincolo e ricade in zona destinata a viabilità per la quale non sono previste altre future trasformazioni.
Inoltre è in corso di avvio la procedura per vincolare l’area dal punto di vista urbanistico, in sede di futura redazione di un nuovo P.R.G., quale parco museale da destinare alle opere del Cavaliere Cammarata.
Contesto Urbano
L’area cui trattasi ricade in una porzione del tessuto urbano ubicata tra il mare e una delle zone più centrali della città. Si tratta di un’area destinata ad attività produttive, ormai da tempo in stato di obsolescenza o di degrado. Una zona che rappresenta uno dei “non luoghi” della città, che necessità di riqualificazione e di rigenerazione urbana e di un riuso funzionale ad un recupero identitario e culturale. La zona è separata dal mare e presenta notevoli patologie funzionali.
Consistenza del bene oggetto d’intervento e stato di conservazione.
In origine l’intera Casa artistica del Cavaliere Cammarata consisteva in un piccolo alloggio tutto decorato artisticamente con le sue opere, uno spazio esterno dove erano esposte le sue statue ed istallate le sue opere e un locale separato che era il suo laboratorio. Parte di questa consistenza ricadeva anche su l marciapiede pubblico. Oggi rimane solo la parte realizzata su marciapiede medesimo.
Il bene culturale da riabilitare insiste su un’area di forma di trapezio isoscele irregolare con le basi di circa m. 35.00 (la maggiore) e m. 31.00 (la minore), e un’altezza di 5.00 . per una superficie di circa mq 170.00 .
Consiste in due vani in muratura in mattoni forati, a cielo chiuso (copertura a tegole) dall’involucro artistico , un vano a cielo aperto che in origine era una sorta di ambulacro tutto decorato e una zona esterna recintata decorata con opere sui muri di confine con l’altra proprietà e nel pavimento.
I manufatti versano in condizioni di degrado e di precarietà e le opere risultano aver perduto la loro vivacità e la loro consistenza denunciando sovente delle perdite.
Intervento di riabilitazione museale
L’intervento prevede la riabilitazione museale di tutta l’esperienza espressiva di Giovanni Cammarata operata attraverso quattro esecuzioni operative:
- Il restauro delle opere artistiche sia quelle installate nell’involucro dei manufatti in esame e nello spazio esterno sia tutte le opere singole da restaurare in laboratorio di cui 69 sono già ospitate presso il liceo artistico Dante Alighieri di Messina e circa un centinaio che si trovano abbandonate tra le vestigia e altre che andrebbero ricercate con un recupero archeologico nell’area dell’attuale parcheggio dove verosimilmente sono state seppellite ;
- L’adeguamento strutturale delle murature dei due vani a cielo chiuso e dei tampogni del vano a cielo aperto nonché la sostituzione della copertura e la manutenzione ordinaria degli interni e la loro predisposizione funzionale ed ergonomica per la realizzazione di un piccolo museo nonché tutti i lavori edilizi ed impiantistici necessari;
- La musealizzazione del bene sia della zona aperta che dei vani chiusi e a cielo aperto che diverrà un unico vano dove verranno allestiti supporti multimediali che renderanno l’ambiente un museo multimediale interattivo che narri la vicenda espressiva di Cammarata sottraendola definitivamente dall’oblio;
- La realizzazione di un dispositivo che protegga, tuteli e valorizzi quanto recuperato. Una protezione che qualifichi l’ambiente e che impedisca il deperimento delle opere dovuto all’esposizione alle intemperie. Questo dispositivo consiste nella realizzazione di una copertura stralucida poggiante su delle strutture d’appoggio la cui espressione formale ha un forte attinenza semantica con l’opera di Cammarata. Le strutture d’appoggio sono hanno una forma che rappresenta un segno che evoca in sintesi la cifra espressiva di Cammarata. Si è ritenuto opportuno scrivere su questa porzione di territorio (ormai Zona Cammarata) un nuovo segno. Un segno che sintetizzasse questo processo di valorizzazione, che fosse la plasticizzazione di questo processo di riabilitazione dell’opera di Cammarata. Un segno stabile, un segno forte che abbia come referente l’opera simbolo di Cammarata perduta, caduta sepolta dalle ruspe del prosaicismo cinico dei centri commerciali. E con questo segno che è il suo significante si vuole recuperare una delle sue più belle opere (l’elefante – vedi documentazione fotografica allegata) caduta nell’oblio per sempre. Un segno che rafforzi e confermi il fragile Genius loci che Cammarata ha lasciato in quest’area. un rafforzamento imperituro nel luogo. Un elemento qualificante di rigenerazione che non determina: perdite relazionali tra le opere e il luogo; perdite cromatiche, perdite simboliche. Un sistema che non determina alcun ostacolo percettivo e fisico oltre quelli attuali. La struttura sorvola le opere non agisce da barriera relazionale. La scala maggiore del nuovo segno risulta più percettibile a distanza e più attrattiva. il dispositivo agisca da attrattore visivo. Avverte a distanza della sua strana presenza e produce un rallentamento. Non depaupera affatto la condizione relazionale dell’opera con lo spazio circostante bensì lo rafforza. Consolida il fragile “Genius loci Cammarata” e lo definisce quale archetipo locale.